Archive for luglio, 2018

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Lug
2018
Commenti disabilitati su Che cosa sono le linee di Langer e come le usa il medico estetico?

Che cosa sono le linee di Langer e come le usa il medico estetico?

Le linee di Langer sono una rappresentazione grafica della tensione della cute. Queste indicano, dunque, in quale direzione la naturale anatomia del nostro corpo “tiri” la pelle in ogni punto, il che può essere molto utile in medicina estetica. 

Anche se siamo talmente abituati alla tensione della nostra cute che non la percepiamo, inconsciamente sapremmo rappresentarla con una buona approssimazione. Una persona senza alcuna esperienza, ad esempio, tende a massaggiare la schiena del partner seguendo le linee di Langer, il che ha un effetto rilassante. 

La scoperta delle linee di Langer 

Il medico austriaco Karl Langer scoprì le omonime linee alla fine dell’800. La distribuzione delle ossa, dei tessuti connettivi e dei muscoli, secondo la sua intuizione, doveva necessariamente provocare una tensione superficiale della cute che, per via della conformazione stessa del corpo, in ogni punto ha una direzione specifica. 

linee di langer cosa sono

Le linee di Langer vengono rappresentate come curve disegnate sulla cute

Dall’ipotesi alla prova empirica il passo fu breve. Langer decise di testare la sua idea utilizzando un apparecchio in grado di applicare tagli perfettamente circolari sulla cute. Notò, osservando le micro-incisioni praticate con il suo strumento, che esse non rimanevano mai circolari; in alcuni minuti assumevano una forma ellissoidale, deformandosi lungo l’asse su cui agiva la forza di tensione della cute.  

L’impiego in medicina estetica 

Perché il medico estetico è tenuto a conoscere ed utilizzare le linee di Langer? Il motivo è racchiuso nella necessità di far recuperare al meglio il paziente dopo un’incisione. Nello studio di medicina estetica Papini di Torino vi è anche un chirurgo plastico , ed ecco perché abbiamo deciso di spiegare sul blog in che modo le linee di Langer possano essere sfruttate per una minore visibilità delle incisioni praticate. 

Schematizziamo una ferita come una camicia, ed i bottoni della camicia saranno i punti di sutura. Tutti sappiamo bene che, tirando la camicia nella direzione perpendicolare alla sua apertura, rischiamo di tirare eccessivamente i bottoni, facendoli staccare. Lo stesso avviene se la tensione della pelle agisce tirando i due lembi di una ferita, che avrà decisamente più difficoltà a rimarginarsi e che rimarrà più visibile dopo la rimozione dei punti. Quando la forza viene applicata in direzione parallela ai bottoni, invece, questi non vengono sottoposti a sforzo; nella nostra similitudine, questo equivale ad una ferita che non viene sollecitata dalla forza della tensione della pelle. 

Quando è possibile, dunque, il medico andrà a praticare l’incisione al paziente in modo parallelo alle linee di Langer, favorendo il recupero e l’aspetto estetico del risultato. Le fibre di collagene, inoltre, sono naturalmente orientate in direzione delle linee di Langer. Per questo motivo, quando l’incisione viene praticata in direzione parallela alle linee di Langer, anche il rischio di formazione di cheloidi è decisamente inferiore. 

 

 

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5

Lug
2018
Commenti disabilitati su Quali sono i rischi e gli effetti indesiderati della cavitazione medica?

Quali sono i rischi e gli effetti indesiderati della cavitazione medica?

La cavitazione è un trattamento sempre più richiesto: d’altronde la possibilità di perdere peso colpendo direttamente il grasso corporeo, senza cicatrici e senza anestesia, è oggettivamente allettante. Una cosa che abbiamo notato in studio, tuttavia, è che molti si preoccupano di sapere eventuali rischi ed effetti indesiderati e che in rete è difficile trovare delle chiare spiegazioni in merito.

Per aiutare coloro che si pongono qualche quesito a riguardo abbiamo deciso di dedicare l’intervento settimanale sul blog del nostro studio (situato in corso Stati Uniti, 35, a Torino) per chiarire rischi ed eventuali effetti indesiderati della cavitazione medica.

La cavitazione medica è sicura?

Sì. Seguendo correttamente anche la procedura pre e post-trattamento, la cavitazione non presenta rischi degni di nota. Molte volte si sente parlare di qualche falsa credenza dovuta ad una conoscenza parziale dell’argomento. In particolare molti sostengono che le onde utilizzate dall’apparecchio medico siano elettromagnetiche o addirittura radioattive, il che avrebbe implicazioni sulla salute. Non c’è niente di più sbagliato: la cavitazione si esegue con onde ad ultrasuoni, normali onde sonore come quelle che emettiamo con la nostra voce, che hanno semplicemente una frequenza troppo alta per essere udite dall’essere umano.

cavitazione medica laser

Intorno ai rischi e agli effetti indesiderati della cavitazione medica circola più di una leggenda metropolitana

Ovviamente è necessario che per rendere sicura la cavitazione essa sia eseguita da un medico estetico, che andrà ad analizzare la situazione specifica del paziente e utilizzerà tutta la strumentazione secondo precisi criteri. Purtroppo online si trova anche qualche guida per costruire apparecchi per la cavitazione fatti in casa e ulteriore materiale di cui non dovrebbe essere concessa la diffusione. In questo caso il rischio è associato all’improbabile funzionamento dello strumento costruito e all’inesperienza dell’utilizzatore.

Un’altra credenza completamente errata riguarda la possibilità che gli ultrasuoni, anziché colpire le cellule del tessuto adiposo, potrebbero erroneamente andare ad intaccare gli organi. Ovviamente la frequenza delle onde e la loro ampiezza sono studiate ed ampiamente collaudate, e utilizzate da mani esperte e in modo idoneo non provocano danni allo stomaco o all’intestino.

Effetti indesiderati della cavitazione

Per parlare di effetti indesiderati è necessario fare un passo indietro e tornare alle tecniche utilizzate per la cavitazione medica. L’uso degli ultrasuoni è imprescindibile e non provoca effetti indesiderati; talvolta è poi possibile che a ciò si aggiunga l’iniezione di una o più sostanze che attivano la lipolisi, ovvero che vadano a bersagliare direttamente le cellule del tessuto adiposo favorendo lo scioglimento dei grassi.

Per quanto riguarda l’uso degli ultrasuoni, più che di effetti indesiderati si dovrebbe parlare di riuscita parziale. Al paziente viene infatti sempre raccomandato di idratarsi parecchio nei giorni immediatamente precedenti e successivi al trattamento, cosicché l’organismo si arricchisca di liquido interstiziale; da questo deriva una maggiore visibilità del risultato.

Considerando invece l’iniezione di ulteriori sostanze per favorire la lipolisi, il discorso si allarga, ma è necessario uno studio basato sulle condizioni del paziente. In questo caso di eventuali effetti indesiderati si dovrebbe parlare direttamente con il medico.

Chi dovrebbe evitare la cavitazione?

L’unica circostanza in cui sconsigliamo ai nostri pazienti la cavitazione sono le donne in gravidanza e i portatori di protesi metalliche agli arti. Per il resto non esiste uno storico di complicanze imputabili alla cavitazione che suggerisca ad una persona di non sottoporsi ad essa per via dei rischi coinvolti.

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1

Lug
2018
Commenti disabilitati su Trattare la couperose: cause, rimedi e uso del laser

Trattare la couperose: cause, rimedi e uso del laser

La tecnologia laser ritorna ormai spesso negli aggiornamenti settimanali del nostro blog. D’altronde è innegabile che si tratti di una delle pietre miliari della medicina estetica e non solo, che si rivela utile in diverse forme e nel contrasto di numerosi inestetismi. Ma cosa può fare il trattamento laser contro la couperose? Questa settimana vogliamo dedicarci proprio ad un’analisi delle tediose macchie rosa che possono comparire sul volto, la cui traduzione tecnica in italiano è rosacea.

Cause, prevenzione e sintomatologia della couperose

Come per gli angiomi rubino, ci troviamo di nuovo ad ammettere l’inefficacia delle ipotesi che per ora sono state avanzate circa le cause della couperose. Quel che i ricercatori hanno potuto notare, ad ogni modo, è una forte correlazione dell’insorgenza dei sintomi con la storia familiare legata alla rosacea. Questa pista apre un fronte di studio circa il coinvolgimento della genetica sul tema, che potrebbe nei prossimi anni rivelare di più sui fattori che la provocano.

couperose trattamento cure

Poiché le cause sono ignote, anche ciò che si può dire sulla prevenzione della couperose non è granché. Si nota empiricamente che una maggiore evidenza dei sintomi appare con il passare degli anni: molti la manifestano tra i 40 ed i 50 anni; per le donne l’insorgenza è tipicamente più precoce e la situazione si aggrava con la menopausa, mentre per l’uomo l’età sembra non incidere particolarmente sui sintomi.

La sintomatologia varia a seconda del sottotipo di couperose manifestato dal paziente. Alcune forme sono più invasive, altre meno, alcune possono essere confuse con l’acne. Ufficialmente esistono quattro sottotipi di questa malattia, ma il filo conduttore che le lega è la presenza di rossore, comedoni (più comunemente “punti neri”), vasi sanguigni dilatati visibili ad occhio nudo e gonfiore/ispessimento della cute.

Rimedi contro la couperose

É normale che chi manifesta la rosacea voglia trattarla, evitando così l’effetto antiestetico che essa provoca. Questo, è comprensibile, può essere causa di imbarazzo o mancanza di fiducia in sé durante un colloquio con altre persone. La buona notizia è che esistono varie possibilità, da quella più semplice e naturale fino al trattamento laser. Malgrado sia evidente che il laser consenta la riuscita migliore, nulla vieta di tentare con creme e rimedi naturali nella speranza che siano sufficienti.

Analizzando uno per uno i metodi più comunemente analizzati, speriamo di dare ai nostri lettori un preciso quadro dei pro e dei contro di ciascuna scelta. Il dermatologo rimane comunque la figura centrale a cui rivolgersi per chiedere pareri, ed è importante coinvolgerlo assiduamente nel percorso di lotta alla rosacea.

Rimedi naturali

I rimedi naturali non hanno azione meccanica contro la rosacea, dunque possono al più limitare la manifestazione del rossore o dei vasi sanguigni. Molte persone, specialmente negli ultimi anni, si sono avvicinate ai rimedi naturali per combattere gli inestetismi; talvolta possono dare un grande supporto, ma nel caso di couperose il loro effetto è molto limitato.

La maschera al cetriolo e il gel di aloe vera sono le due opzioni più utilizzate. Entrambe compiono un’azione antinfiammatoria che può aiutare a ridurre la visibilità dei vasi sanguigni dilatati sul viso, ma hanno un effetto temporaneo e nel tempo non risolvono il problema. Possono essere un rimedio pro-tempore per limitare l’inestetismo in attesa di un consulto medico.

Creme e medicinali

Prima di procedere, è bene ricordare che l’uso di medicinali o creme dovrebbe seguire il consulto medico. Questa è una premessa fondamentale, ma detto ciò possiamo identificare alcuni farmaci che più facilmente di altri vengono prescritti per combattere la couperose.

La tetraciclina in forma di crema da applicare sul viso un paio di volte al giorno è un consiglio medico piuttosto frequente. Si tratta di un antibiotico, il che apre un discorso parallelo. I farmaci antibiotici, infatti, sono stati all’inizio degli anni 2000 un fulcro della ricerca di metodi per combattere la rosacea. Alcuni pazienti hanno manifestato una scomparsa completa dei sintomi, ma l’incidenza di questo esito si è aggirata intorno al 2%; altri non hanno notato alcun cambiamento.

Una famiglia di farmaci particolarmente efficace, ma da maneggiare con sommacautela, è quella dei retinoidi. I retinoidi topici agiscono sulla proliferazione delle cellule della cute, per cui possono avere effetti indesiderati visibili; tuttavia, nel trattamento della rosacea e delle forme più notevoli di acne possono rivelarsi degli alleati importanti.

Nel caso in cui i sintomi interessino anche gli occhi, il medico prescriverà probabilmente un corticosteroide in gocce da applicare direttamente sulla zona interessata.

Trattamento laser della couperose

laser ktp couperoseIl trattamento laser della rosacea è una tecnica che agisce meccanicamente sulle cellule coinvolte nel processo, dunque la sua azione risulta particolarmente visibile da subito. I pazienti manifestano tuttavia esiti differenti a seconda del sottotipo di rosacea e delle reazioni biologiche nei mesi successivi al trattamento. Per questo è quasi sempre necessaria una programmazione del follow-up che, su base periodica, possa definire la necessità di un nuovo ciclo di sedute.

Un laser ampiamente utilizzato per combattere la couperose è quello KTP (potassio titanil fosfato), in quanto il suo fascio di luce è preciso nel colpire i vasi sanguigni superficiali, cauterizzandoli. I risultati saranno visibili da subito, anche se nei primi giorni si potrebbero scorgere i segni dell’utilizzo del laser, e quasi sempre lasciano piacevolmente sorpreso il paziente. La durata media della sessione è di 20 minuti, durante i quali si potrebbe avvertire fastidio nelle zone colpite dal fascio laser.

É bene notare che, malgrado l’efficacia del laser, per un completo trattamento della couperose sarà necessario integrare il trattamento con le cure dermatologiche. Per un primo consulto gratuito, se ti trovi a Torino, non esitare a contattare il nostro studio.

 

 

 

 

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