Archive for settembre, 2018

29

Set
2018
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Epilazione laser a Torino, ecco come funziona

L’epilazione laser è uno dei trend di maggior rilievo della medicina estetica. Le nuove tecnologie, come il laser a diodi e quello ad alessandrite, hanno reso sempre più efficace questo trattamento per la rimozione permanente dei peli. Noi donne, fin da ragazze, sappiamo quanto possa essere fastidioso (oltre che doloroso) dover programmare la ceretta ad intervalli regolari; nel tempo questa finisce anche per rappresentare un costo notevole. 

Grazie al laser, molte donne hanno già risolto il problema della ceretta. Chi volesse sottoporsi al trattamento ma non lo ha ancora fatto, tuttavia, potrebbe esprimere dubbi sulla sua affidabilità e sul funzionamento; è normale preoccuparsi degli eventuali effetti collaterali quando si ipotizza di lasciare che un laser agisca sul nostro corpo, per cui questa settimana abbiamo deciso di dedicare l’appuntamento del nostro blog alla spiegazione di come questo strumento agisca sulle cellule dei pazienti. Il nostro studio di medicina estetica offre questo trattamento a Torino, utilizzando il laser a diodi. 

Perché viene utilizzato il laser 

Prima che i laser diventassero così popolari in medicina estetica, nell’immaginario comune erano associati a giochi per bambini o ai film di fantascienza. Proprio per questo è lecito domandarsi come mai questa tecnologia venga utilizzata per l’epilazione. 

Un laser è un fascio di luce che ha due fondamentali caratteristiche: 

  • Una lunghezza d’onda precisa 
  • Onde collimate e sincrone 

Si potrebbero distinguere ulteriormente i laser sulla base di altri criteri, ma per gli scopi di questa guida è sufficiente rappresentare il laser come un fascio di luce dalla lunghezza d’onda e quantità di energia note. Questo fascio di luce andrà a bersagliare oggetti diversi, a seconda della lunghezza d’onda con cui viene impostato; quando le onde elettromagnetiche (ricordiamo che la luce è sempre composta di una componente elettromagnetica) incontrano un oggetto idoneo alla loro lunghezza d’onda (bersaglio o target), trasferiscono ad esso la propria energia in forma di calore. 

Fototermolisi selettiva, la chiave dell’epilazione con laser a diodi 

Ora che abbiamo chiarito lo schema di base del funzionamento di un laser, possiamo concentrarci meglio sull’epilazione con laser a diodi. Questo strumento risulta così efficace nello svolgimento del suo compito perché i semiconduttori utilizzati per la realizzazione gli permettono di emettere luce con una lunghezza d’onda compresa tra i 700 ed i 1.000 nanometri. 

epilazione laser torino

La lunghezza d’onda del fascio che deve essere impiegata per l’epilazione è di circa 800 nanometri. Operando con questo preciso spettro d’emissione, il laser riesce a bersagliare esattamente le cellule dei bulbi piliferi trasferendo loro la propria energia; questa, come spiegavamo in precedenza, viene trasferita in forma di calore. Il calore distrugge le cellule-bersaglio con estrema precisione, senza provocare alcun tipo di danno ai tessuti circostanti. Questo principio è noto come fototermolisi selettiva 

Poiché il laser è un semplice fascio di luce con energia concentrata, la sua azione non provoca danni agli organi o all’organismo in generale; una delle preoccupazioni più comuni dei pazienti, forse legata ad una disinformazione veicolata dal web, è che il laser a diodo possa in qualche modo provocare insorgenze tumorali o problemi cardiovascolari. La comunità medica non ha mai riscontrato correlazioni di questo genere. Invitiamo sempre tutti, anche per questo, a richiedere un consulto con il medico quando si hanno da dirimere delle perplessità. 

L’epilazione a diodo presso lo Studio Papini di Torino 

Presso il nostro studio (corso Stati Uniti, 35, Torino) svolgiamo abitualmente trattamenti di epilazione laser utilizzando la tecnologia a diodo. Invitiamo tutti i nostri lettori che volessero testare questa pratica a richiedere un primo appuntamento in studio senza impegno. Nella maggior parte dei casi, infatti, le preoccupazioni possono essere facilmente chiarite in studio. 

Se durante questa prima visita il paziente mostra interesse a intraprendere il percorso dell’epilazione tramite laser a diodo presso il nostro studio, saremo felici di fornire un consulto nel merito. Potremo programmare un calendario di sedute, ragionare sulle zone da bersagliare e sulle necessità del caso specifico affinché tutto venga svolto al meglio.  

Se leggendo questo articolo hai deciso di richiedere la tua prima visita gratuita, non devi far altro che utilizzare i nostri recapiti nella sezione Contatti per metterti in contatto con lo studio. Ti aspettiamo! 

 

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24

Set
2018
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Tutto sulla tecnica PRP per il ringiovanimento del viso e del collo

La tecnica PRP per viso e collo è piuttosto recente, ma sta diventando via via sempre più popolare. Sono complici anche i risultati ottenuti da chi si sottopone al trattamento: la percentuale di persone che definiscono i propri risultati “superiori alle attese” è infatti tra i più alti nella categoria dei trattamenti ringiovanenti.

La tecnica ringiovanente PRP si basa sull’utilizzo dei fattori di crescita piastrinici e sulla loro azione bioristrutturante per la pelle, specialmente nelle zone del viso e del collo. Per lo svolgimento del trattamento le piastrine vengono direttamente separate dal sangue prelevato dal paziente, scongiurando qualsiasi rischio di reazione allergica.

Malgrado sia anche chiamato “Vampire Treatment”, ovvero “Trattamento del Vampiro“, la PRP annovera tra i suoi vantaggi quello di essere un trattamento davvero poco doloroso. Il suo nome scientifico è invece l’acronimo di Platelet-Rich Plasma: questo si riferisce proprio alla parte piastrinica del sangue, unica sostanza impiegata per svolgere il trattamento.

Come funziona la tecnica PRP 

In primis viene prelevato un campione di sangue dal paziente, solitamente non più di 10 ml; il prelievo avviene nella zona del braccio, di modo che il fastidio avvertito sia minimo. Il medico estetico procede poi a centrifugare il campione, separando il siero dai globuli rossi. Il siero è la parte liquida del sangue, costituita in prevalenza da acqua e contenente anche le piastrine. 

prp ringiovanente

La provetta con il sangue ben centrifugato consente al medico di riempire una siringa con la parte arricchita di piastrine e privata di globuli rossi. Si utilizzerà un microago, poco fastidioso, per inoculare il PRP nei distretti stabiliti. 

Il medico procede praticando le iniezioni in punti ben precisi, i quali sono in parte “tipici” ed in parte soggetti alle personali condizioni del paziente. La sensazione avvertita dal paziente è simile a quella della punta di una penna che viene appoggiata alla pelle. A questo punto le sostanze liberate con la rottura delle piastrine, dal potente effetto bioattivo, cominceranno a fare effetto. In circa tre o quattro giorni questo potrà essere parzialmente visibile, ma il risultato è più evidente dopo tre o quattro settimane. 

Studi scientifici e risultati da aspettarsi 

Proprio per via della recente introduzione della tecnica PRP nei trattamenti di medicina estetica, gli studi effettuati sono ancora parziali. Sappiamo con certezza che questo trattamento non ha effetti collaterali gravi o persistenti: la reazione allergica è totalmente scongiurata perché durante le iniezioni viene utilizzata esclusivamente una componente del sangue del paziente. 

Lo studio scientifico più interessante risale al maggio 2010 e fu pubblicato sul Journal of Drugs in Dermatology. Furono sottoposte al trattamento PRP per il viso 23 donne, poi monitorate ed intervistate regolarmente nell’arco dei tre mesi successivi. Malgrado non si comprendesse -ed in parte non si capisca ancora- il motivo per cui i fattori di crescita piastrinici aiutino a bioristrutturare la pelle, i risultati furono sorprendenti. 

Al termine dei tre mesi vennero pubblicate le foto “prima e dopo” delle donne sottoposte al trattamento. Fu studiata anche la presenza di eventuali effetti negativi e fu loro chiesto come valutassero l’esperienza avuta con la tecnica PRP. Oltre al fatto che i risultati fossero già evidenti dalle foto, non furono segnalati effetti collaterali e tutti e 23 i soggetti coinvolti si dichiararono pienamente soddisfatti del risultato. 

I giorni post-trattamento PRP 

Ci sono delle precauzioni che qualsiasi medico estetico raccomanda ai pazienti che si sono sottoposti al trattamento PRP per i giorni immediatamente successivi alla pratica. Potrebbe essere infatti presente un rossore più o meno evidente sul viso e qualchepiccolo livido, ma non c’è nulla di cui preoccuparsi. I migliori consigli sono: 

  • Mantenere idratata la pelle, eventualmente utilizzando i prodotti suggeriti dal medico; 
  • Evitare l’esposizione al sole, per quanto possibile, ed utilizzare eventualmente una crema solare ad alta protezione se si è costretti a mantenersi per un periodo prolungato sotto la sua luce; 

Dopo poco tempo, solitamente, i segni del trattamento scompaiono e rimane esclusivamente il beneficio estetico che esso comporta. 

 

 

 

 

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13

Set
2018
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Prevenire e rimediare alle rughe sotto gli occhi, i consigli del medico estetico

Il sorriso è una delle più grandi meraviglie del nostro corpo. Sorridere  abbassa il nostro livello di stress, ci illumina il volto e comunica agli altri la nostra gioia. Di tutti i brutti scherzi che le rughe ci possono giocare, quello di comparire quando sorridiamo è uno dei più brutti. Tutti conoscono le zampe di gallina, le classiche grinze che appaiono sul contorno degli occhi insieme al sorriso; su queste si è già detto tanto, per cui vogliamo concentrarci su quelle che compaiono sotto agli occhi. 

Con il passare degli anni, specialmente chi ha una pelle molto pallida, potrebbe notare visibilmente le rughe sotto gli occhi anche quando non sorride. In questo articolo vedremo come prevenire e rimediare a tutte le eventualità. 

Focus sulle rughe in generale

Prima di approfondire il tema specifico, ci sembra corretto dare ai nostri lettori che capitano sul blog per la prima volta un’introduzione sulle rughe. Queste sono solitamente il risultato dell’invecchiamento, dell’esposizione della pelle a sostanze che ne favoriscono l’insorgenza e della perdita di elasticità della cute. 

Nel tempo le fibre di collagene e l’elastina, sostanze che rendono morbida ed elastica la pelle, si rompono in fibre più piccole che perdono le loro proprietà. Quando questo avviene, le rughe compaiono. Per questo è sempre bene ricordare le buone regole della prevenzione: 

  • Esporsi il meno possibile ai raggi UV; 
  • Evitare il fumo di sigaretta, anche passivo, ed un eccessivo utilizzo dell’alcol. Ovviamente le rughe sono l’ultimo dei problemi causati da queste sostanze, ma è giusto ricordarlo; 
  • Mantenere una corretta idratazione, sia bevendo che idratando la pelle con cosmetici e cosmeceutici. 
  • Avere buone abitudini alimentari, specialmente assumendo un corretto apporto vitaminico. 
prevenire e curare le rughe sotto gli occhi

Le rughe sotto gli occhi sono fortemente legate al fattore genetico

Prevenire le rughe sotto agli occhi

Prevenire è sempre meglio che curare. Basta poco per inserire nel nostro stile di vita le buone abitudini che ci aiutano a mantenere elastica e giovane la pelle. Nello specifico, per le rughe sotto agli occhi è molto importante avere l’abitudine di indossare gli occhiali da sole quando si esce. Inoltre è utile favorire la prevenzione mediante massaggi ed esercizi da svolgere nella quotidianità. In particolare: 

  • É utile massaggiare la zona sotto agli occhi con prodotti naturali e creme idratanti; il massaggio dovrebbe durare 2-3 minuti ed essere un’abitudine quotidiana, se non si riesce a ricordarsene ogni giorno, più ci si avvicina a questo risultato e migliori saranno gli effetti. 
  • Un esercizio che favorisce la prevenzione si può praticare facilmente senza nessuno strumento specifico. Si mettono le dita medie sugli occhi e si utilizzano i muscoli degli occhi per spingere i polpastrelli più in alto, verso le sopracciglia. 

Queste due tecniche di prevenzione, specifiche per le rughe sotto agli occhi, vanno ovviamente unite ad uno stile di vita sano più in generale. Inoltre, occorre ricordare che il fattore genetico gioca un ruolo determinante nell’evoluzione del viso e dell’eventuale comparsa di inestetismi. 

Contrastare le rughe sotto gli occhi con la medicina estetica

La medicina estetica ha una risposta pressoché per qualsiasi ruga, comprese quelle sotto gli occhi. In questo caso, però, è difficile riuscire ad intervenire con la medesima efficacia con cui si interviene su altri inestetismi; i risultati variano come sempre a seconda delle caratteristiche del paziente specifico, ma le tecniche utilizzate si possono generalizzare. 

  • Il laser ad anidride carbonica o  la radiofrequenza frazionata costituiscono un grande alleato contro le rughe. Trattando la zona interessata con precisione nanometrica, favoriamo la produzione naturale di nuovo collagene. Il collagene andrà poi a rendere nuovamente elastica e giovane la pelle, protraendo l’effetto per molto tempo. Le sedute durano meno di un’ora e il paziente deve evitare di esporsi alla luce del sole nei mesi successivi; dopodiché i risultati del trattamento saranno visibili per molto tempo. Solitamente, per mantenere i risultati occorre un nuovo ciclo dopo 8-12 mesi. 
  • I filler possono essere molto utili per andare a riempire lo spazio vuoto del derma, appianando le rughe. Il filler da usare nel caso specifico varia e va studiato attentamente dal medico estetico prima di procedere. 
  • Le iniezioni di botulino sono altrettanto utilizzate secondo la stessa logica del filler, anche se in questa zona vi sono forti limitazioni. In alcuni casi, il medico può stabilire l’utilizzo combinato di questa sostanza con altri filler. 

Per maggiori informazioni e per una prima visita senza impegno, invitiamo tutti i nostri lettori torinesi a richiedere un appuntamento tramite la nostra pagina di contatto. 

 

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5

Set
2018
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Il grande dilemma della cosmeceutica e dei prodotti cosmeceutici

Negli ultimi vent’anni il mondo della cosmesi è profondamente cambiato. Come tutti i mutamenti, questo ha portato a questioni in sospeso ed irrisolte, di cui la cosmeceutica è un chiaro esempio. La medicina estetica fa largo uso di prodotti cosmeceutici, che possono essere sia impiegati nei trattamenti quanto raccomandati ai pazienti per preservare ed enfatizzare gli effetti delle sedute svolte in studio. Questi prodotti, però, non sono né riconosciuti né regolati. 

Dagli anni ’90 in poi le persone si sono dimostrate più propense ad aumentare la propria spesa in prodotti di bellezza, diventando allo stesso tempo più esigenti. Ai cosmetici sono state richieste le stesse caratteristiche di un farmaco: risultati immediati e visibili, nonché ovviamente duraturi. Questo ha portato alla fusione tra cosmesi e farmaceutica, dando alla luce un nuovo tipo di prodotti chiamati non a caso “cosmeceutici”. 

Cos’è un prodotto cosmeceutico 

Un prodotto cosmeceutico è un cosmetico che contiene sostanze bioattive, ovvero in grado di provocare una risposta dell’organismo. La risposta è ovviamente studiata per avere effetti benefici ed estetici, quali l’aumento della produzione di collagene per diminuire la visibilità di rughe e smagliature o attivi che inducano un miglioramento sulle aree trattate. 

La cosmeceutica rappresenta un grande passo in avanti per la cosmesi e porta alla necessità di un’innovazione continua. I laboratori di biotecnologie possono utilizzare tutte le loro competenze per creare prodotti sempre più efficaci, con un’azione sempre più mirata, duratura e visibile. Il prodotto cosmeceutico è più efficace di un normale cosmetico, ma non ha l’autorizzazione ad essere venduto come farmaco. 

cosmoceutica

Il problema della cosmeceutica 

La legge non ha mai riconosciuto i cosmeceutici, infatti non esiste un quadro normativo che definisca con esattezza tali prodotti.. Per questo motivo, grandi aziende hanno iniziato a pubblicizzare i loro prodotti “cosmeceutici” senza che questi fossero in alcun modo più efficaci di quelli commercializzati in precedenza; il pubblico, percependoli come più efficaci e di qualità (visto anche il prezzo) ha risposto con un aumento notevole degli acquisti di questi prodotti. 

Dopo le prime campagne pubblicitarie dall’esito favorevole, il mondo della cosmeceutica è diventato molto complesso. Occorre selezionare molto attentamente i prodotti per evitare di acquistare il semplice articolo di una mossa di marketing. Per questo i medici estetici rimangono le figure di riferimento ai quali domandare; non solo, ma quasi mai ciò che è valido e idoneo per una persona lo è per tutti quanti. La nostra professione, dunque, ha iniziato ad approfondire la cosmeceutica. Anche il nostro studio, situato in corso Stati Uniti, 35, a Torino, offre la possibilità di studiare percorsi composti dai migliori prodotti per ogni singolo caso. 

Perché i cosmeceutici non riescono ad essere inquadrati 

La legislazione italiana è molto chiara nello spiegare che cosa sia un farmaco e che cosa sia un cosmetico: 

  • I farmaci sono gli unici che possono avere un effetto terapeutico. I cosmeceutici però sono terapeutici. 
  • I cosmetici possono soltanto essere applicati sulle parti esterne del corpo (ed in effetti i cosmeceutici vengono utilizzati così) per deodorarle, profumarle, eliminare cattivi odori/inestetismi o mantenerle in buono stato. 

Di fatto un prodotto cosmeceutico risponde a entrambe le definizioni, ma non solo. Molte sostanze, come molte vitamine ad esempio, possono avere effetti terapeutici nella loro forma acida e semplicemente cosmetici nella forma alcolica. Questi problemi chimici si scontrano con un sistema legislativo poco snello, creando di fatto un problema. 

L’altro grande dilemma riguarda il costo intrinseco di un farmaco. La legge europea, ancor più di quelle di molte altre nel mondo, prevede che un farmaco debba essere testato su larga scala e certificato secondo parametri molto restrittivi per poter essere venduto come tale. Questo significa che i piccoli laboratori di biotecnlogie e le start-up innovative, spesso le realtà che più di tutte riescono a creare efficaci ed innovativi prodotti cosmeceutici, non avrebbero la disponibilità finanziaria per far certificare i prodotti. Immediatamente, dunque, si creerebbe un oligopolio svantaggioso anche per il cliente finale, che sarebbe costretto a “stare al gioco” delle grandi aziende: queste, vedendo diminuire la concorrenza drasticamente, avrebbero tutto l’interesse e la possibilità di aumentare i prezzi notevolmente. 

 

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