Archive for Marzo, 2019

19

Mar
2019
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Mesoterapia, un valido rimedio contro la cellulite

La cellulite, in gergo medico PEFS, è uno degli inestetismi più comuni in assoluto. Soprattutto le donne sanno bene quanto sia difficile porvi rimedio, ed è anche per questo che la medicina estetica ha sviluppati diversi trattamenti per contrastarla. Tra le varie opzioni sul tavolo c’è anche la mesoterapia: poco conosciuta da chi non è un medico, può fare grandi cose per contrastare la cellulite. In questa guida andremo ad esaminare il funzionamento, gli effetti collaterali e lo svolgimento delle sedute, in modo da chiarire ogni dubbio a riguardo.

Come la mesoterapia combatte la cellulite

Nella maggior parte dei casi, la PEFS è dovuta ad un eccesso di ritenzione idrica nella zona dei glutei. Questa nasce per via di un soffocamento della circolazione sanguigna e linfatica; il corpo non smaltisce correttamente i liquidi, che si accumulano dunque sulle cosce e provocano i tanti temuti “buchini”. L’effetto è decisamente antiestetico, ma grazie ad uno stile di vita sano e alla medicina estetica si può prevenire e curare. Nella guida specifica puoi trovare maggiori informazioni sulle buone e cattive abitudini che possono prevenire o procurare l’insorgenza della cellulite.

un medico estetico pratica la mesoterapia sui glutei

La mesoterapia consiste nell’utilizzare un piccolo ago per iniettare dei farmaci sotto la cute, così da stimolare l’eliminazione dei liquidi in eccesso. Attenzione comunque a non pensare che questa sia la definizione generica di mesoterapia; ha molti usi in medicina, di cui questo è soltanto un esempio specifico.

La natura dei farmaci utilizzati, le quantità di sostanza da iniettare e i punti in cui praticare le iniezioni vanno studiati con grande attenzione dal medico estetico prima di praticare il trattamento; per questo motivo, solitamente, almeno una seduta preparatoria precede l’inizio del trattamento vero e proprio. In ogni caso, se queste variabili vengono elaborate correttamente, i rischi sono minimi e questo trattamento rimane pressoché privo di effetti collaterali.

Sedute e post-trattamento

Le sedute durano normalmente meno di un’ora. In questo tempo il medico può utilizzare vari strumenti per praticare le iniezioni, con siringhe ad ago singolo o multiplo. Le iniezioni non sono ovviamente piacevoli, ma il dolore è comunque contenuto e può essere ulteriormente ridotto con l’impiego di un anestetico locale. Al termine della seduta la zona può apparire arrossata, ma se tutto è stato svolto in modo corretto nel giro di poche ore non si noterà più alcun effetto indesiderato.

Una volta completate le iniezioni, i farmaci cominceranno a stimolare l’eliminazione dei liquidi in eccesso. Questo processo ha dei tempi fisiologici che variano da soggetto a soggetto, ma nell’arco di una settimana sarà già facile notare dei risultati visibili. Eventualmente possono anche essere stabilite delle sedute successive alla prima, a seconda della risposta del paziente e della condizione di partenza. In ogni caso, se ti trovi a Torino, puoi richiedere una seduta gratuita presso lo studio medico Papini dove avremo piacere di fare di persona le dovute valutazioni.

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19

Mar
2019
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Microbotox, l’evoluzione del botulino

Il trattamento con botulino ha fatto la storia della medicina estetica. Le celebrità, specialmente le attrici, hanno portato alla ribalta questo modo per ringiovanire la pelle; così facendo non hanno soltanto reso popolare la tossina botulinica, ma hanno dato un impulso notevole a tutta la medicina estetica. Ora il botox si rinnova, con una variante detta microbotox che sta diventando via via più popolare in tutto il mondo. Per il momento si tratta ancora di una tecnica poco impiegata, utilizzata soltanto in pochi studi in Italia. Negli Stati Uniti, solitamente pionieri in questo campo, il microbotox è già una realtà diffusa su larga scala. 

In questa guida vogliamo aiutarti a capire meglio di che cosa si tratta, soprattutto chiarendo le differenze rispetto al trattamento tradizionale. 

trattamento microbotox

Come funziona il microbotox 

Anche questo tipo di trattamento prevede una serie di iniezioni a base di botulino che vengono praticate dal medico estetico. Nella siringa sono tuttavia presenti quantità inferiori di sostanza, molto più diluita. 

Uno degli aspetti più interessanti di questo trattamento è che le iniezioni non vengono praticate nel tessuto muscolare. L’agodecisamente piccolo, si limita a penetrare fino allo strato dermico della pelle ed è lì che viene iniettata la soluzione; il risultato appare naturale, rendendo la zona trattata più piacevole esteticamente. Sia sul volto che sul décolleté l’effetto è molto percepibile, e soprattutto non sembra in alcun modo legato ad un trattamento medico. 

Dal momento in cui l’iniezione si ferma allo strato più basso della pelle, il microbotox è versatile e si adatta ad un maggior numero di inestetismi: 

  • Si possono trattare anche le piccole rughe intorno agli occhi con grande precisione 
  • I pori della pelle si stringono, donando un impatto visivo migliore alla zona trattata 
  • La mimica facciale viene ridotta meno che con il trattamento tradizionale 
  • Tonifica la pelle e ne migliora l’aspetto superficiale 

Le sedute 

Ogni seduta dura solitamente tra i 20 ed i 40 minuti, mentre il numero complessivo di queste va scelto con attenzione dal medico estetico. Il medico incomincia preparando il materiale necessario, dopodiché pratica una serie di piccole iniezioni ravvicinate. I punti in cui iniettare la sostanza sono un aspetto cruciale, dunque vengono già solitamente studiati in una seduta preparatoria precedente. 

L’ago è piccolo, ed è normale che il paziente avverta solo un po’di fastidio. Una volta terminate le iniezioni, poi, il fastidio scompare nel giro di pochi secondi ed il paziente può già riprendere le sue normali attività sociali.

 

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6

Mar
2019
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Cos’è e come funziona il laser KTP

Siamo tornati più volte a parlare di laser sul nostro blog, ma spesso riferendoci al laser ad anidride carbonica. In questa nuova guida vogliamo invece affrontare il tema del laser KTP, che funziona secondo un principio diverso ma sfrutta fondamentalmente gli stessi fenomeni scientifici. Viene impiegato soprattutto per la cura di angiomi rubino, ma anche di vari altri inestetismi; questo trattamento è disponibile anche presso il nostro centro di medicina estetica in corso Stati Uniti, 35, a Torino.

laser ktp come funziona

Come funziona il laser KTP

Come forse saprai, i macchinari che utilizzano la tecnologia laser in medicina estetica si basano sul principio della fototermolisi selettiva. Può sembrare molto complicato, ma in realtà non è così: questo termine ci dice soltanto che la luce emessa dal laser è in grado di bersagliare alcune cellule del nostro corpo in maniera selettiva. Questo avviene perché la luce del laser interagisce con le cellule di un certo colore: quelle di un angioma rubino, ad esempio, sono tipicamente rosse. Impostando il laser adeguatamente, il fascio di luce colpirà le cellule nello spettro di colori selezionato.

L’impatto della luce con i tessuti provoca il loro riscaldamento, in quando il fascio laser trasporta energia che viene rilasciata sotto forma di calore. Questo calore abrade le cellule, provocando tre effetti:

  • La distruzione meccaniche delle cellule indesiderate, come possono essere appunto quelle di un angioma;
  • La ricostruzione naturale del tessuto stesso, che sarà composto di nuove cellule epiteliali sane;
  • La risposta biologica del corpo, che produrrà nuovo collagene e nuova elastina in risposta all’abrasione.

Se conosci già il laser a CO2, noterai che di fatto il principio di funzionamento è lo stesso. Anziché l’anidride carbonica, tuttavia, il laser KTP utilizza dei cristalli di potassio titanil-fosfato, modificando leggermente la composizione fisica del fascio che bersaglia le cellule.

Il laser KTP in medicina estetica

Il laser KTP è uno strumento utile per trovare soluzioni a problemi comuni in medicina estetica. Ne abbiamo già citati alcuni, ma vogliamo ricordare anche altri inestetismi che può curare:

  • Lentigo solari
  • Cheratosi seborroiche
  • Rosacea
  • Segni dell’acne
  • Teleangectasie
  • Dermatosi

Non tutte le volte è tuttavia possibile utilizzare questo strumento. Il medico estetico deve valutare il singolo caso in base al tipo di pelle; se la valutazione iniziale viene fatta da un professionista competente, tuttavia, dopo pochi giorni da una seduta non si mostrerà alcun segno indesiderato del trattamento. Il numero di sedute e l’intervallo tra l’una e l’altra, ancora una volta, è soggettivo e deve essere valutato dal medico durante la prima seduta conoscitiva. Lo studio Papini, ad esempio, offre a tutti i suoi pazienti una prima visita gratuita in studio proprio per compiere le dovute valutazioni.

Sedute e Post-Trattamento

Le sedute sono solitamente molto brevi, avendo una durata inferiore all’ora che fa rientrare questo trattamento nella categoria dei lunchtime treatments. Al termine della seduta la zona interessata è molto delicata, per cui nei giorni seguenti va tenuta lontana dalle fonti di luce naturale; nel caso fosse necessario esporla, è raccomandato applicare una protezione solare 50+. Nei giorni seguenti il rossore e la sensibilità diminuiranno, finché dopo circa 7 giorni la zona si stabilizzerà definitivamente.

Prima di procedere con la seduta successiva è importante che trascorra il giusto tempo affinché il tessuto si sia ricostituito, dunque il medico solitamente segue il paziente durante la fase di recupero. Al termine del ciclo, poi, i risultati sono evidenti: come il “cugino” ad anidride carbonica, il laser KTP è diventato molto richiesto proprio per la differenza visibile tra prima e dopo il trattamento.

 

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