Archive for Settembre, 2019

30

Set
2019
Commenti disabilitati su Laser ad erbium glass: a cosa serve, come funziona e controindicazioni

Laser ad erbium glass: a cosa serve, come funziona e controindicazioni

Il laser ad erbium glass è uno dei dispositivi più avanzati attualmente disponibili per il ringiovanimento della pelle. Trova applicazione anche in diversi trattamenti non anti-age, ma è noto soprattutto per essere un ottimo amico di chi vuole contrastare esteticamente il passare degli anni.

Il principio di funzionamento è piuttosto semplice: lo strumento genera un raggio laser, ovvero un fascio di luce che trasporta una quantità controllata di energia. Questa energia, una volta che il laser colpisce il tessuto cutaneo, si trasforma in calore; grazie alla precisione microscopica dello strumento ed al riscaldamento controllato della pelle, il medico può utilizzare il laser ad erbium glass per ottenere diversi effetti.

Si tratta di un laser non-ablativo, ovvero di un laser che non provoca l’evaporazione dell’acqua contenuta nel tessuto bersagliato. Questo rende più rapidi i tempi di recupero post-trattamento rispetto a quelli di un laser ablativo. Un’altra caratteristica interessante del suo funzionamento è la “cecità al colore”. A differenza del laser a CO2, infatti, quello ad erbium glass può essere utilizzato indipendentemente dalla tonalità della pelle del paziente.

Come funziona il laser ad erbium glass

L’idea di base è quella che accomuna tutti i trattamenti laser in medicina estetica: provocare il riscaldamento del tessuto bersagliato in modo da provocare una risposta da parte dell’organismo. Il calore trasmesso dal laser, ad esempio, può provocare un aumento repentino e duraturo della produzione di collagene; questo collagene va a “riparare” le zone bersagliate, dando struttura ed elasticità ai tessuti. Questo processo, noto come neocollagenesi, è utile ad esempio per chi vuole contrastare l’acne o ottenere una pelle più giovane.

Questo tipo di processo comporta comunque la distruzione di alcune cellule superficiali della nostra pelle, il che significa andare incontro ad un recupero post-trattamento più o meno lungo e fastidioso. Man mano che vengono affinate le tecnologie dei macchinari di medicina estetica, i trattamenti sono sempre più efficaci e sempre meno invalidanti nelle ore e nei giorni successivi alla loro pratica.

Il laser ad erbium glass si propone proprio di essere un passo in avanti rispetto ad altre tecnologie. La sua efficacia è paragonabile a quella della controparte ad anidride carbonica, ma l’aggressività è molto ridotta. Questo rende decisamente più rapido, semplice ed indolore il recupero.

Questa differenza si spiega molto bene se andiamo ad esaminare come i due macchinari intervengono nella selettiva distruzione dello strato superficiale di cellule della pelle. Il laser ad anidride carbonica trasmette un’energia tale alle cellule da poterle vaporizzare, cosa che lo rende estremamente efficace ma provoca al contempo una dissipazione di calore notevole dalle cellule distrutte a quelle circostanti; anche se oggi abbiamo raggiunto un livello nanometrico di precisione con questi strumenti, rimane comunque il fatto che la dissipazione di calore provochi gonfiore, rossore e bruciore nei giorni successivi alle sedute.

Il laser ad erbium glass, per quanto meno potente, riesce comunque ad eliminare le cellule-bersaglio in modo efficace. Lo fa però in modo termo-meccanico, senza eliminare l’acqua presente nei nostri tessuti. Questo significa meno dissipazione di calore, quindi meno effetti collaterali ed un recupero molto più semplice e rapido.

A cosa serve

Con questo strumento è possibile curare molti inestetismi comuni:

  • Cicatrici dovute all’acne;
  • Segni dell’età, come rughe e fotoinvecchiamento;
  • Uno studio del dipartimento di Dermatologia dell’Università di Xi’an Jiaotong ha dimostrato una notevole efficacia del laser ad erbium glass, sia nel breve che nel lungo termine, nel trattamento dell’acne;
  • Un altro studio molto interessante è quello del dott. Neerja Puri. In un collettivo statistico di 30 donne affette da melasma, ha riscontrato nel trattamento di quest’ultimo il miglior funzionamento del laser ad erbium glass rispetto al peeling chimico:
  • Uno studio di alcuni ricercatori del dipartimento di Dermatologia dell’Università di Seoul, pubblicato sul Dermatologic Surgery, suggerisce che in futuro questo laser potrebbe essere molto utile anche nel trattamento della perdita di capelli.

Negli studi di medicina estetica, comunque, questo trattamento rimane usato soprattutto per il ringiovanimento ed il trattamento delle cicatrici post-acne. In futuro sarà interessante scoprire quali risvolti ci saranno per il trattamento dell’alopecia: per il momento i test su animali stanno dando riscontri incoraggianti.

Prima, durante e dopo il trattamento: cosa aspettarsi

Non ci sono particolari indicazioni da seguire prima del trattamento. In ogni caso, tutte le indicazioni sono fornite direttamente dal medico nella seduta precedente al trattamento; anche se è una pratica piuttosto inclusiva, infatti, è possibile che il medico suggerisca di evitare il laser ad erbium glass o di seguire alcune indicazioni prima di sottoporsi alle sedute.

La seduta in sé ha una durata variabile: indicativamente si va dai 30 minuti per trattare piccole aree alle 2 ore per il trattamento dell’interno volto. La procedura non è dolorosa e non è necessaria l’anestesia.

I giorni successivi sono dedicati al recupero. Per quanto il laser ad erbium glass sia meno aggressivo di quello ad anidride carbonica, normalmente si manifestano comunque un po’di rossore, gonfiore e fastidio. Questi effetti svaniscono solitamente in un arco compreso tra le 4 ore ed i 3 giorni, con una grande maggioranza di pazienti che smette di provare fastidio entro le 24 ore dalla seduta. In questi giorni di recupero è molto importante non esporre la zona trattata alla luce diretta del sole,

Normalmente il medico fornisce anche delle ulteriori indicazioni per il recupero. Può essere consigliato l’uso di un unguento per favorire il recupero, così come solitamente si consiglia di detergere la zona trattata 3-4 volte al giorno. Questo per circa una settimana: passati i 7 giorni ogni effetto collaterale dovrebbe essere svanito, lasciando spazio al miglioramento estetico e all’effetto ringiovanente.

Il trattamento con laser ad erbium glass fa per me?

Come sempre possiamo elencare le caratteristiche di un trattamento, possiamo spiegarne il funzionamento e cosa aspettarsi. Tuttavia non possiamo sostituire l’importanza del primo appuntamento con il medico, in cui si valuta la fattibilità e la funzionalità del trattamento. Oltre a valutare l’idoneità del paziente, infatti, il medico deve anche accertarsi che il laser ad erbium glass sia realmente il modo migliore per raggiungere il fine estetico desiderato.

Chi lo desidera può venire a trovarci in corso Stati Uniti, 35, a Torino: lo studio medico estetico Papini offre la possibilità di prenotare una prima visita gratuita e senza impegno, in cui potremo parlare di obiettivi estetici e di laser ad erbium glass in modo personalizzato. I nostri recapiti si trovano nella pagina contatti.

 

 

read more

30

Set
2019
Commenti disabilitati su Macchie cutanee, cosa sono e come farle andare via

Macchie cutanee, cosa sono e come farle andare via

Le macchie cutanee sono un inestetismo della pelle piuttosto diffuso. In Europa infatti, è stato dimostrato che quasi una donna su tre presenti una zona del corpo colpita dall’iperpigmentazione. Questo inestetismo si sviluppa a causa di un’eccessiva produzione di melanina da parte dei melanociti, che vengono stimolati da alcune abitudini poco salutari. 

Tra le più comuni troviamo l’assunzione della pillola anticoncezionale, un’alimentazione poco equilibrata ed un’esposizione solare eccessiva. Nel campo della medicina estetica è stata messa a punto una tecnica molto efficace ed indolore per trattare questo problema cutaneo: il Laser Q-switch. 

Cosa sono le macchie cutanee e perché compaiono

Prima di parlare di come si svolge il trattamento, è opportuno conoscere la natura delle macchie cutanee. Queste, identificate anche come iperpigmentazione della pelle, si sviluppano in seguito ad un malfunzionamento dei melanociti. Questi ultimi quindi, sono la causa dell’alterazione cromatica della pelle. Tuttavia, esistono alcune macchie cutanee che non necessitano alcun trattamento, come per esempio le lentiggini. 

macchie cutanee come si formano

Le iperpigmentazioni che solitamente vogliono essere trattate dai pazienti provocano dei disagi a livello psicologico. In questo caso facciamo riferimento alle macchie presenti in zone del corpo molto esposte, come il viso, il collo o le mani. In alcuni casi, specialmente per quanto riguarda il volto, le macchie fanno la loro comparsa a causa dell’invecchiamento cutaneo. Tuttavia, vi sono alcuni elementi che hanno un’incidenza non indifferente, come la genetica, il consumo di alcuni farmaci e le possibili patologie cutanee.  

Un’ultima considerazione da fare riguarda la differenza tra le macchie permanenti e quelle temporanee. Nel caso di queste ultime infatti, non è necessario sottoporsi a trattamenti specifici, poiché tenderanno a scomparire in poco tempo. Dall’altra parte, per quanto concerne quelle permanenti, è possibile intervenire nell’immediato. In questo modo sarà possibile ridurre, o addirittura eliminare, la differenza cromatica cutanea. In questi casi, il Laser Q-switched è una soluzione ottimale. 

Come avviene il trattamento  

Questo trattamento laser rimane la terapia più utilizzata nel mondo della medicina estetica per l’eliminazione delle macchie cutanee. Questo perché, la modalità dell’intervento, consente al medico estetico di dosare l’intensità della luce ad alta energia. Di conseguenza, è possibile andare a lavorare sulle zone colpite dall’iperpigmentaazione senza intaccare la cute circostante. 

Inoltre, è possibile selezionare la profondità con la quale si desidera operare. Restando in superficie verranno trattate le macchie più chiare, mentre in profondità, quelle più scure. Ad ogni modo, il Laser Q-switched ha la funzione di frammentare le cellule cariche di melanina in parti minuscole, attuandone un processo di rigenerazione. L’intervento quindi, si svolge in una modalità altamente specifica, non intaccando le zone circostanti. Per quanto riguarda la preparazione al trattamento, è fondamentale evitare l’esposizione solare o alle lampade UV. L’abbronzatura infatti, renderà inefficace l’azione del laser. La durata delle sedute, varia in base alla situazione presentata dal paziente. Più l’area da trattare è ampia, più tempo ci vorrà. Indicativamente però, una singola seduta supera difficilmente i 20 minuti. 

Il trattamento rimane quasi del tutto indolore, provocando qualche leggero fastidio. La sensazione potrebbe essere paragonata a quella di un colpo di elastico, senza alcun dolore associato. Per questo motivo non è richiesto alcun tipo di anestesia. Tuttavia, per i pazienti più sensibili, è possibile applicare una crema anestetizzante sulla zona interessata. In questo modo sarà praticamente impossibile provare anche il più piccolo dolore. 

laser macchie cutanee

Il post-trattamento

Il Laser Q-switched, come dimostrato, è un trattamento molto poco invasivo. Questo significa che, dopo ogni seduta, non vi è il rischio di incorrere in complicazioni di nessun tipo. Subito dopo la seduta, la pelle potrebbe apparire arrossata, un segno del tutto connaturale alla terapia. 

Le sedute saranno programmate in base all’ampiezza delle zone da trattare, poiché è molto raro che ne basti solamente una per ottenere risultati significativi. Tendenzialmente, il tempo che deve trascorrere tra una seduta e l’altra è di circa 6-8 settimane.  

Ad ogni modo, nel periodo successivo al trattamento è opportuno evitare l’esposizione solare o alla luce delle lampade UV. Allo stesso tempo, è importante proteggere la pelle tramite l’applicazione di una protezione solare alta. Anche l’utilizzo di farmaci fotosensibilizzanti è altamente sconsigliato dopo le sedute di Laser Q-switched. 

Infine, per quanto riguarda il periodo immediatamente successivo al trattamento, la pelle potrebbe apparire leggermente gonfia e arrossataCon il passare dei giorni il gonfiore scompare e l’area arrossata impiegherà più tempo ma scomparirà ach’essa e le macchie saranno solo un lontano ricordo. 

read more

10

Set
2019
Commenti disabilitati su Peeling chimico contro le smagliature: funziona?

Peeling chimico contro le smagliature: funziona?

Le smagliature sono un problema che accomuna la gran parte delle donne, specialmente quelle che hanno avuto una gravidanza e quelle che hanno avuto sbalzi di peso nel corso della loro vita. Sono un inestetismo molto comune, ma malgrado ciò non passa mai la voglia di eliminarle: da donna, sono la prima ad ammetterlo.

Fortunatamente la medicina estetica sta migliorando sempre di più le tecniche con cui si possono combattere le smagliature, che in gergo medico vengono chiamate striae distensae. In questa guida vogliamo parlare nello specifico del peeling chimico antismagliature, una pratica che consiste nell’utilizzo di prodotti esfolianti per attivare i processi rigenerativi della zona interessata dalle smagliature.

Come funziona il peeling chimico contro le smagliature

Partiamo dal presupposto che il peeling chimico nasce come trattamento ringiovanente. La sua azione è piuttosto semplice: il medico estetico applica, in maniera studiata e dosata, dei prodotti scelti appositamente per il caso del paziente. Questi prodotti vanno a esfoliare gli strati superiori dell’epidermide, penetrando in alcuni casi fino al derma reticolare medio.

Senza scendere troppo nei particolari, possiamo dire così: si tratta di prodotti, a base di acido, che rimuovono gli strati superficiali della nostra pelle. Questa alterazione del tessuto provoca una risposta da parte del corpo, che reagisce allo stimolo riformando il tessuto e producendo proteine molto importanti. Parliamo ad esempio di collagene, acido ialuronico ed elastina, tutte sostanze che servono a dare tono, elasticità e struttura alla pelle.

Questo processo in medicina estetica viene chiamato resurfacing. In pratica si va ad alterare la pelle, in modo controllato, in modo che il nostro organismo vada a sostituire i tessuti creandone di nuovi e più “giovani”. Questo effetto è comune a molti trattamenti: il laser ad anidride carbonica fa questo, il microneedling fa questo, la luce pulsata fa questo e il peeling chimico non fa eccezione. L’uso di uno strumento piuttosto che un altro dipende dal paziente, dai suoi obiettivi e dalla sua pelle.

Nel caso delle smagliature, il trattamento serve per fare in modo che la zona interessata sia soggetta a questo processo di rigenerazione. Il collagene e l’elastina prodotti dal corpo in risposta allo stimolo del peeling forniscono struttura e supporto alla pelle che è ceduta nella zona della smagliatura, levigandola e facendo in modo che questa venga “appianata”.

Risultati: cosa aspettarsi prima e dopo

Purtroppo le smagliature rimangono ancora un problema abbastanza difficile da trattare con la medicina estetica, che comunque di anno in anno fa grandi progressi nella lotta a questo inestetismo. I peeling chimici attualmente disponibili sono molto utili contro le smagliature appena formate, di cui si può ridurre notevolmente la visibilità. Per quelle presenti da più tempo, invece, i risultati sono più modesti.

Alcuni studi hanno rivelato una maggior efficacia nell’utilizzo di un peeling superficiale seguito da un altro trattamento ambulatoriale, quale può essere il laser resurfacing. In questo caso vengono utilizzati dei prodotti che si limitano ad esfoliare gli strati di tessuto superficiali dell’epidermide, ma il peeling serve soltanto per amplificare l’azione del laser. Questo strumento, avendo una precisione microscopica, può concentrare la sua azione sulle piccole aree di pelle intorno alle smagliature per svolgere una forte azione levigante.

Sicuramente si può fare molto per evitare che le smagliature creino “solchi” nella pelle, per trattare quelle appena formate e per ridurre la visibilità di quelle già presenti da tempo. L’eliminazione completa del problema è un risultato che non è ancora stato raggiunto, ma nei confronti del quale la comunità medica nel suo insieme nutre un forte ottimismo. Molto probabilmente nei prossimi anni vedremo nascere delle tecniche ottimizzate per la soluzione totale del problema, ma già oggi i pazienti che si sottopongono ad un trattamento anti-smagliature con peeling chimico rimangono generalmente molto soddisfatti.

I prodotti utilizzati nel trattamento

I peeling sono sostanzialmente prodotti a base di acido, normalmente estratto dalla frutta. Nel caso del peeling chimico anticellulite, è probabile che venga utilizzata una sostanza a base di acido glicolico. Si tratta di un acido comunemente estratto dalla barbabietola da zucchero, che compone circa il 15% del peeling applicato sulla pelle del paziente. Alcuni prodotti più recenti, tuttavia, si dimostrano pienamente sicuri addirittura con concentrazioni del 70%.

La concentrazione e la natura dell’acido, in ogni caso, sono oggetto di studio da parte del medico durante la visita conoscitiva con il paziente.

Parliamo ora di effetti indesiderati e controindicazioni. Malgrado l’aggettivo chimico sia diventato “brutto” negli ultimi anni, vista la crescente attenzione verso i prodotti naturali, si tratta di composti altamente efficaci e soprattutto sicuri. Non ci sono controindicazioni per il peeling, purché ovviamente questo venga effettuato sotto la supervisione di un medico estetico e dopo un’attenta analisi del tessuto cutaneo.

Chi volesse sottoporsi ad una prima visita, gratuita e senza impegno, può rivolgersi in ogni momento al nostro studio utilizzando i recapiti della sezione contatti. Siamo sempre felici di ricevere in studio persone interessate ai trattamenti, che desiderano scoprire in che modo migliorare l’aspetto delle smagliature o di qualsiasi altro inestetismo.

read more

10

Set
2019
Commenti disabilitati su Mi hanno proposto Aqualyx: ci sono controindicazioni?

Mi hanno proposto Aqualyx: ci sono controindicazioni?

Abbiamo ricevuto un commento interessante sul nostro blog da parte di una lettrice. Ci chiede se ci siano controindicazioni per un ciclo di trattamenti di tre sedute con Aqualyx. Per chi non conoscesse questo prodotto, si tratta di un presidio medico che può essere iniettato nello strato di grasso sottocutaneo per sciogliere le cellule adipose che lo compongono. Questa tecnica si chiama “intralipoterapia“, anche se molti la chiamano “liposuzione non chirurgica“. Si tratta di una tecnica molto utile per chi ha delle adiposità localizzate da rimuovere, ovvero piccole aree del corpo su cui si è accumulato del grasso indesiderato. 

Aqualyx è una sostanza utilizzata per eseguire l’intralipoterapiaed ha degli studi molto ampi e molto dettagliati a supporto del suo funzionamento. Oltre ad essere molto utilizzata nel mondo, ci piace anche ricordare che si tratta di una tecnologia nata in Italia da un’idea del dott. Motolese. Ormai sono diversi anni che questo prodotto viene utilizzato, ma online manca ancora un chiarimento completo delle sue potenziali controindicazioni. Per questo, anziché rispondere solo in privato alla nostra lettrice, abbiamo deciso di scrivere una guida che possa essere utile a tutti. 

Le controindicazioni di Aqualyx 

Partiamo dicendo che durante il trattamento non ci sono rischi particolari, se escludiamo le rarissime avversità che riguardano qualsiasi sostanza Non è nemmeno granché doloroso, anzi: l’ago si sente a malapena, ma è possibile che nei minuti successivi si avverta fastidio nella zona trattata. Le nuove formulazioni del prodotto hanno comunque drasticamente ridotto il fastidio post-trattamento, che ora è diventato praticamente indolore. In ogni caso, è possibile che nei primi 2-3 giorni ci si senta un pochino indolenziti nella zona dove sono state praticate le iniezioni. Si può anche avvertire un certo effetto diuretico, è del tutto normale. 

Nella maggior parte dei pazienti la zona rimane un pochino gonfia nelle 48-72 ore successive, anche questo è normale e anche in questo caso non c’è da spaventarsi. Possono presentarsi talvolta dei piccoli eritemi o delle ecchimosi: nuovamente non c’è nulla di cui preoccuparsi, anche se chiaramente non è la cosa più piacevole che ci sia. In tre giorni, comunque, tutti questi effetti di norma sono spariti e di conseguenza la zona ritorna al suo stato iniziale mentre Aqualyx svolge la sua azione lipolitica. 

Se il trattamento viene eseguito su un paziente che non ha una condizione pregressa tale da impedire lo svolgimento sicuro della pratica, non c’è nient’altro da segnalare. Solitamente non viene nemmeno utilizzato un anestetico locale, ed il trattamento dura molto raramente più di mezz’ora. Rientra sicuramente nella lista di pratiche che possiamo considerare molto sicure e con pochissime controindicazioni. 

A chi è sconsigliato 

Come abbiamo visto, il trattamento è praticamente privo di controindicazioni per i pazienti che non hanno delle condizioni mediche tali da impedirne una pratica sicura. Esiste tuttavia un piccolo di condizioni che rendono migliore la scelta di evitare Aqualyx: 

  • Pazienti con problemi gravi a reni e fegato 
  • Persone che hanno gravi problemi di tiroide 
  • Donne incinte 
  • Pazienti con problemi di coagulazione sanguigna 

In ogni caso è sempre meglio sottoporsi ad una prima visita di valutazione presso il proprio medico estetico di fiducia. Lo studio Papini è sempre ben felice di accogliere i pazienti per una prima visita gratuita e senza impegno, dove potremo parlare in modo personalizzato di Aqualyx: per prenotare un appuntamento è sufficiente utilizzare i recapiti della pagina contatti. 

read more