Archive for Settembre, 2019

10

Set
2019
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Peeling chimico contro le smagliature: funziona?

Le smagliature sono un problema che accomuna la gran parte delle donne, specialmente quelle che hanno avuto una gravidanza e quelle che hanno avuto sbalzi di peso nel corso della loro vita. Sono un inestetismo molto comune, ma malgrado ciò non passa mai la voglia di eliminarle: da donna, sono la prima ad ammetterlo.

Fortunatamente la medicina estetica sta migliorando sempre di più le tecniche con cui si possono combattere le smagliature, che in gergo medico vengono chiamate striae distensae. In questa guida vogliamo parlare nello specifico del peeling chimico antismagliature, una pratica che consiste nell’utilizzo di prodotti esfolianti per attivare i processi rigenerativi della zona interessata dalle smagliature.

Come funziona il peeling chimico contro le smagliature

Partiamo dal presupposto che il peeling chimico nasce come trattamento ringiovanente. La sua azione è piuttosto semplice: il medico estetico applica, in maniera studiata e dosata, dei prodotti scelti appositamente per il caso del paziente. Questi prodotti vanno a esfoliare gli strati superiori dell’epidermide, penetrando in alcuni casi fino al derma reticolare medio.

Senza scendere troppo nei particolari, possiamo dire così: si tratta di prodotti, a base di acido, che rimuovono gli strati superficiali della nostra pelle. Questa alterazione del tessuto provoca una risposta da parte del corpo, che reagisce allo stimolo riformando il tessuto e producendo proteine molto importanti. Parliamo ad esempio di collagene, acido ialuronico ed elastina, tutte sostanze che servono a dare tono, elasticità e struttura alla pelle.

Questo processo in medicina estetica viene chiamato resurfacing. In pratica si va ad alterare la pelle, in modo controllato, in modo che il nostro organismo vada a sostituire i tessuti creandone di nuovi e più “giovani”. Questo effetto è comune a molti trattamenti: il laser ad anidride carbonica fa questo, il microneedling fa questo, la luce pulsata fa questo e il peeling chimico non fa eccezione. L’uso di uno strumento piuttosto che un altro dipende dal paziente, dai suoi obiettivi e dalla sua pelle.

Nel caso delle smagliature, il trattamento serve per fare in modo che la zona interessata sia soggetta a questo processo di rigenerazione. Il collagene e l’elastina prodotti dal corpo in risposta allo stimolo del peeling forniscono struttura e supporto alla pelle che è ceduta nella zona della smagliatura, levigandola e facendo in modo che questa venga “appianata”.

Risultati: cosa aspettarsi prima e dopo

Purtroppo le smagliature rimangono ancora un problema abbastanza difficile da trattare con la medicina estetica, che comunque di anno in anno fa grandi progressi nella lotta a questo inestetismo. I peeling chimici attualmente disponibili sono molto utili contro le smagliature appena formate, di cui si può ridurre notevolmente la visibilità. Per quelle presenti da più tempo, invece, i risultati sono più modesti.

Alcuni studi hanno rivelato una maggior efficacia nell’utilizzo di un peeling superficiale seguito da un altro trattamento ambulatoriale, quale può essere il laser resurfacing. In questo caso vengono utilizzati dei prodotti che si limitano ad esfoliare gli strati di tessuto superficiali dell’epidermide, ma il peeling serve soltanto per amplificare l’azione del laser. Questo strumento, avendo una precisione microscopica, può concentrare la sua azione sulle piccole aree di pelle intorno alle smagliature per svolgere una forte azione levigante.

Sicuramente si può fare molto per evitare che le smagliature creino “solchi” nella pelle, per trattare quelle appena formate e per ridurre la visibilità di quelle già presenti da tempo. L’eliminazione completa del problema è un risultato che non è ancora stato raggiunto, ma nei confronti del quale la comunità medica nel suo insieme nutre un forte ottimismo. Molto probabilmente nei prossimi anni vedremo nascere delle tecniche ottimizzate per la soluzione totale del problema, ma già oggi i pazienti che si sottopongono ad un trattamento anti-smagliature con peeling chimico rimangono generalmente molto soddisfatti.

I prodotti utilizzati nel trattamento

I peeling sono sostanzialmente prodotti a base di acido, normalmente estratto dalla frutta. Nel caso del peeling chimico anticellulite, è probabile che venga utilizzata una sostanza a base di acido glicolico. Si tratta di un acido comunemente estratto dalla barbabietola da zucchero, che compone circa il 15% del peeling applicato sulla pelle del paziente. Alcuni prodotti più recenti, tuttavia, si dimostrano pienamente sicuri addirittura con concentrazioni del 70%.

La concentrazione e la natura dell’acido, in ogni caso, sono oggetto di studio da parte del medico durante la visita conoscitiva con il paziente.

Parliamo ora di effetti indesiderati e controindicazioni. Malgrado l’aggettivo chimico sia diventato “brutto” negli ultimi anni, vista la crescente attenzione verso i prodotti naturali, si tratta di composti altamente efficaci e soprattutto sicuri. Non ci sono controindicazioni per il peeling, purché ovviamente questo venga effettuato sotto la supervisione di un medico estetico e dopo un’attenta analisi del tessuto cutaneo.

Chi volesse sottoporsi ad una prima visita, gratuita e senza impegno, può rivolgersi in ogni momento al nostro studio utilizzando i recapiti della sezione contatti. Siamo sempre felici di ricevere in studio persone interessate ai trattamenti, che desiderano scoprire in che modo migliorare l’aspetto delle smagliature o di qualsiasi altro inestetismo.

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10

Set
2019
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Mi hanno proposto Aqualyx: ci sono controindicazioni?

Abbiamo ricevuto un commento interessante sul nostro blog da parte di una lettrice. Ci chiede se ci siano controindicazioni per un ciclo di trattamenti di tre sedute con Aqualyx. Per chi non conoscesse questo prodotto, si tratta di un presidio medico che può essere iniettato nello strato di grasso sottocutaneo per sciogliere le cellule adipose che lo compongono. Questa tecnica si chiama “intralipoterapia“, anche se molti la chiamano “liposuzione non chirurgica“. Si tratta di una tecnica molto utile per chi ha delle adiposità localizzate da rimuovere, ovvero piccole aree del corpo su cui si è accumulato del grasso indesiderato. 

Aqualyx è una sostanza utilizzata per eseguire l’intralipoterapiaed ha degli studi molto ampi e molto dettagliati a supporto del suo funzionamento. Oltre ad essere molto utilizzata nel mondo, ci piace anche ricordare che si tratta di una tecnologia nata in Italia da un’idea del dott. Motolese. Ormai sono diversi anni che questo prodotto viene utilizzato, ma online manca ancora un chiarimento completo delle sue potenziali controindicazioni. Per questo, anziché rispondere solo in privato alla nostra lettrice, abbiamo deciso di scrivere una guida che possa essere utile a tutti. 

Le controindicazioni di Aqualyx 

Partiamo dicendo che durante il trattamento non ci sono rischi particolari, se escludiamo le rarissime avversità che riguardano qualsiasi sostanza Non è nemmeno granché doloroso, anzi: l’ago si sente a malapena, ma è possibile che nei minuti successivi si avverta fastidio nella zona trattata. Le nuove formulazioni del prodotto hanno comunque drasticamente ridotto il fastidio post-trattamento, che ora è diventato praticamente indolore. In ogni caso, è possibile che nei primi 2-3 giorni ci si senta un pochino indolenziti nella zona dove sono state praticate le iniezioni. Si può anche avvertire un certo effetto diuretico, è del tutto normale. 

Nella maggior parte dei pazienti la zona rimane un pochino gonfia nelle 48-72 ore successive, anche questo è normale e anche in questo caso non c’è da spaventarsi. Possono presentarsi talvolta dei piccoli eritemi o delle ecchimosi: nuovamente non c’è nulla di cui preoccuparsi, anche se chiaramente non è la cosa più piacevole che ci sia. In tre giorni, comunque, tutti questi effetti di norma sono spariti e di conseguenza la zona ritorna al suo stato iniziale mentre Aqualyx svolge la sua azione lipolitica. 

Se il trattamento viene eseguito su un paziente che non ha una condizione pregressa tale da impedire lo svolgimento sicuro della pratica, non c’è nient’altro da segnalare. Solitamente non viene nemmeno utilizzato un anestetico locale, ed il trattamento dura molto raramente più di mezz’ora. Rientra sicuramente nella lista di pratiche che possiamo considerare molto sicure e con pochissime controindicazioni. 

A chi è sconsigliato 

Come abbiamo visto, il trattamento è praticamente privo di controindicazioni per i pazienti che non hanno delle condizioni mediche tali da impedirne una pratica sicura. Esiste tuttavia un piccolo di condizioni che rendono migliore la scelta di evitare Aqualyx: 

  • Pazienti con problemi gravi a reni e fegato 
  • Persone che hanno gravi problemi di tiroide 
  • Donne incinte 
  • Pazienti con problemi di coagulazione sanguigna 

In ogni caso è sempre meglio sottoporsi ad una prima visita di valutazione presso il proprio medico estetico di fiducia. Lo studio Papini è sempre ben felice di accogliere i pazienti per una prima visita gratuita e senza impegno, dove potremo parlare in modo personalizzato di Aqualyx: per prenotare un appuntamento è sufficiente utilizzare i recapiti della pagina contatti. 

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