Archive for Dicembre, 2019

14

Dic
2019
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Idratazione della pelle: come, quando e perché

L’idratazione della pelle è importante. Una pelle troppo secca può portare a veri e propri problemi di salute, ma nella maggior parte dei casi l’idratazione è importante soprattutto per il fattore estetico. Una cute ben idratata si presenta più luminosa, morbida e tonica di una pelle non abbastanza idratata.

Oggi in commercio si trovano tanti prodotti che reclamano la loro funzione idratante. Ma funzionano davvero? E quali sono le buone prassi da seguire per l’idratazione quotidiana della pelle? In questo nuovo appuntamento del blog del nostro studio di medicina estetica abbiamo deciso di fare chiarezza.

Quando idratare la pelle?

Alcune persone applicano i prodotti idratanti quando vedono la pelle troppo secca, oppure soltanto in una stagione particolare dell’anno. Questa non è la cosa migliore da fare: l’idratazione dovrebbe essere una pratica giornaliera, specialmente per chi ha passato i trent’anni.

Il momento migliore della giornata per idratare la pelle è subito dopo la doccia o il bagno. L’acqua calda, infatti, non ha un effetto positivo sulla nostra pelle.

Per quanto la doccia sia un momento rilassante e piacevole, l’unione di acqua bollente e sapone porta via molti acidi grassi dalla nostra cute. Gli acidi grassi giocano un ruolo importante nel trattenere l’acqua all’interno del tessuto cutaneo, per cui quando usciamo dall’acqua ci ritroviamo disidratati.

Nei minuti successivi è il momento giusto per applicare la crema, asciugando prima la pelle per tamponamento. Meglio tamponare la pelle secca che strofinarla con l’asciugamano o l’accappatoio, per evitare di disidratarla ancora di più.

Come si idrata la pelle?

Ricordiamoci, prima di tutto, che la pelle non viene idratata soltanto dai cosmetici che utilizziamo. Anche l’acqua che beviamo gioca un ruolo importante, così come l’umidità nell’aria. Cerchiamo quindi di bere almeno due litri di acqua al giorno e di evitare di esporci per periodi prolungati e ripetuti ad un’aria troppo secca.

A questo punto possiamo incominciare a parlare di prodotti. In commercio si trovano tante creme idratanti, con vari ingredienti e benefici. Quale scegliere? La risposta non è assolutamente la stessa per tutti.

La cosa migliore da fare è programmare il proprio percorso di benessere e bellezza con un medico estetico di fiducia, che sappia fornire consigli mirati e validi per il caso del singolo paziente. Il medico valuta tanti aspetti prima di fornire consigli: esaminando la pelle ne valuta l’aspetto, lo spessore, gli inestetismi e così via.

Solo dopo avere esaminato la cute del paziente andrà a fornire dei consigli mirati. Questo è valido sia per l’idratazione che per tanti altri aspetti della cosmesi e del benessere personale.

I 5 errori da evitare

Ci sono alcuni errori piuttosto comuni che vengono commessi da chi idrata la sua pelle senza aver seguito dei consigli forniti da un medico estetico. Tra questi:

  1. Applicare i prodotti nell’ordine sbagliato: dopo aver fatto la doccia, si applica la crema idratante e poi un prodotto anti-age. Giusto? Non proprio. Nella maggior parte dei casi è raccomandabile applicare il prodotto idratante per ultimo, dal momento in cui la sua applicazione potrebbe impedire l’assorbimento dei prodotti applicati successivamente.
  2. Utilizzare la crema soltanto sul viso: il viso non è l’unica zona del nostro corpo in cui la pelle perde idratazione durante le giornate e specialmente dopo la doccia. Sarebbe meglio avere una crema idratante per il viso ed una per il corpo, applicandole entrambe quotidianamente.
  3. Lavarsi con acqua troppo calda: la doccia calda è sempre un piacere. Specialmente il binomio “donne e inverno” genera una certa propensione all’utilizzo di acqua bollente. Non c’è che dire, una doccia fredda è tutto il contrario. Però cerchiamo di non esagerare, utilizzando l’acqua più tiepida che riusciamo a sopportare piacevolmente. Più l’acqua è calda, infatti, più tenderà a disidratare la pelle.
  4. Usare troppo sapone: qui torniamo al discorso degli acidi grassi che trattengono le molecole d’acqua nel tessuto cutaneo. Il sapone è costituito di molecole che sono fatte apposta per miscelarsi all’acqua e a questi acidi, che vengono lavati via. Cerchiamo di non esagerare con l’utilizzo del sapone e di mantenerlo sempre ad un pH adeguato per la nostra pelle.
  5. Vestiti in materiale sintetico: il materiale sintetico ed acrilico, come per certi versi anche la lana, tende a disidratare la nostra pelle. Specialmente d’inverno, quando si usa il pile, bisognerebbe evitare di metterlo a diretto contatto con la pelle. Utilizzando un tessuto diverso.

Evitando questi errori possiamo rendere la nostra idratazione quotidiana più efficace. Per impostare un percorso di cura del corpo più dettagliato, in ogni caso, lo studio medico estetico Papini di Torino è sempre a disposizione. Puoi prenotare una visita conoscitiva gratuita in ogni momento, utilizzando i recapiti della sezione contatti.

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14

Dic
2019
Commenti disabilitati su Collagene, cos’è e perché si trova in creme ed integratori

Collagene, cos’è e perché si trova in creme ed integratori

Il collagene è una proteina. Una proteina molto importante per il nostro corpo, tanto che è la più presente di tutto il nostro organismo. Senza di essa le nostre ossa, la pelle, i muscoli e le articolazioni non sarebbero quelle che conosciamo; in poche parole, il collagene è essenziale per noi esseri umani.

Al momento sappiamo che nel nostro corpo ce ne sono ben 16 tipi diversi, anche se l’85% del totale è rappresentato dal collagene di Tipo I, Tipo II e Tipo III. Alcune di queste varianti hanno una struttura chimica e fisica più resistente dell’acciaio.

Piuttosto che concentrarci sulle differenze tra i vari tipi di collagene, però, ci interessa sapere quali siano le sue funzioni nel nostro corpo. Si nota facilmente come questa sostanza sia nominata spesso nella pubblicità di creme ed integratori, ed anche la medicina estetica si concentra molto su di essa.

In questa guida, dunque, andremo a trattare tre temi:

  • Cosa fa il collagene per noi, tutti i giorni fin da quando siamo nel grembo materno;
  • Perché dopo i 30 anni è importante favorire la produzione e l’integrazione di collagene nel nostro corpo;
  • Quali sono i modi per integrarlo e favorirne la produzione.

A cosa serve il collagene?

Questa proteina si trova in prevalenza in quattro aree del nostro corpo:

  • Pelle – Se togliamo l’acqua dalla pelle, il 70% di quel che ci rimane è collagene. All’interno della nostra cute, questa proteina crea la struttura di base su cui si inseriscono altre due sostanze molto importanti:
    • L’elastina, che rende la pelle elastica e morbida;
    • L’acido ialuronico, che intrappola le molecole d’acqua per mantenere la pelle idratata.
  • Ossa – Le nostre ossa sono costituite per il 90% da collagene, il quale compone l’impalcatura su cui si vanno poi ad inserire il calcio ed i vari minerali che formano il tessuto osseo. Il collagene fornisce anche il giusto grado di flessibilità alle ossa;
  • Tendini – Si tratta delle strutture che uniscono i nostri muscoli alle ossa, e per l’85% sono costituiti da collagene di un tipo molto duro e resistente;
  • Cartilagini – Il 70% dei tessuti cartilaginei è costituito da collagene, il quale fornisce alla cartilagine forma e struttura.

Abituate ad associare il collagene alle rughe, le persone rimangono spesso stupite di quanto rilevante sia il ruolo del collagene nel nostro organismo. Proprio per questo dobbiamo prenderci cura dell’equilibrio del collagene nel nostro organismo, sia per una questione estetica che di salute.

Cosa succede quando produciamo meno collagene

Durante il nostro ciclo di vita il collagene viene continuamente prodotto e distrutto dai nostri meccanismi biologici. In questo modo la proteina “vecchia” viene sempre rimpiazzata da proteina “nuova”, in grado di fornire un solido appoggio strutturale.

Passati i 30 anni, però, questo equilibrio tende a rovesciarsi: il collagene che produciamo diventa meno di quello che viene distrutto. Questa sproporzione aumenta notevolmente dopo i 40 anni, portando con sé i segni tipici dell’invecchiamento.

Tutti i tessuti ricchi di collagene (pelle, ossa, tendini e cartilagini) possono avere problemi in seguito alla diminuzione del collagene presente nel nostro corpo. Dal momento in cui in questo contesto ci interessa soprattutto l’impatto sulla pelle, però, prenderemo in esame questo tessuto nello specifico.

Quando la concentrazione di collagene nella pelle diminuisce, viene meno l’impalcatura che fornisce tutto il supporto strutturale al tessuto. Questo significa che elastina e acido ialuronico non possono più svolgere a dovere la loro funzione. L’aspetto della pelle si fa dunque più secco, sottile e meno elastico.

Per evitare che l’aspetto della pelle peggiori dobbiamo essere noi a intervenire, utilizzando rimedi per integrare e stimolare la produzione naturale di collagene.

Come rimediare alla minore produzione di collagene

Quando il nostro corpo comincia a mostrare segni di invecchiamento sulla pelle, possiamo contrastare l’effetto del tempo aumentando la concentrazione di collagene nel tessuto cutaneo.

Possiamo distinguere due fondamentali modi per migliorare la situazione:

  • I rimedi che permettono di reintegrare collagene: creme, sieri, ed integratori di vario genere;
  • I trattamenti di medicina estetica, che sfruttando la risposta naturale del nostro corpo ad alcuni stimoli (come quelli del laser a CO2, della radiofrequenza, del microneedling o del peeling chimico) aumentano la produzione biologica di collagene.

Inoltre è sempre bene idratare la pelle ed integrare anche elastina ed acido ialuronico. Questa dovrebbe essere una routine quotidiana, studiata insieme al proprio medico estetico di fiducia per ottenere il massimo dei risultati.

Lo stesso vale, logicamente, per i trattamenti di medicina estetica. Per ottenere un consulto gratuito, chi lo desidera può contattare il nostro studio nel centro di Torino utilizzando i recapiti della sezione contatti. Insieme potremo discutere dei migliori trattamenti e integratori per mantenere un’adeguata concentrazione di collagene nella pelle in base alle singole caratteristiche di ogni paziente.

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14

Dic
2019
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Elastina, cos’è e come mantiene giovane la nostra pelle

Nel mondo della medicina estetica si sente spesso parlare di trattamenti ringiovanenti legati all’elastina. La comparsa dei segni dell’invecchiamento, come le rughe, o di alcuni inestetismi della pelle, quali le smagliature, sono dovuti ad una scarsa quantità di questa proteina.

Come suggerisce il termine stesso, l’elastina aiuta a mantenere un buon livello di elasticità ai tessuti cutanei, evitando che questi si spezzino. I trattamenti ringiovanenti servono per aumentare la quantità di elastina presenti nell’organismo, poiché questi tendono a diminuire con il passare del tempo. Nella guida di oggi approfondiremo l’importanza di questa proteina ed i benefici che apporta ai tessuti cutanei.

Cos’è l’elastina

L’elastina è una proteina che costituisce le fibre elastiche dei tessuti connettivi. La sua produzione infatti, avviene in modo del tutto naturale da parte dell’organismo. In particolare, gli addetti alla sua formazione sono delle cellule chiamate fibroblasti. La sua funzione è quella di donare elasticità e tonicità all’epidermide, di modo che possa sopportare forze di stiramento o contrazione senza subire danni permanenti.

Questi ultimi si creano laddove la quantità di elastina non è sufficiente per supportare la pelle che, spaccandosi, dà vita a delle cicatrici. Che siano rughe, zampe di gallina o smagliature poco importa: il principio con cui si formano è sempre lo stesso. In questi casi la medicina estetica offre un supporto notevole, grazie ad alcuni trattamenti pensati per stimolare in modo naturale la produzione di questa proteina.

Purtroppo, è molto difficile aumentare la quantità di elastina presente nell’organismo tramite la sola applicazione di creme o gel. Questo discorso rimane essenziale nel caso in cui si desiderino combattere degli inestetismi già esistenti, ma potrebbe essere rivisto nel caso della prevenzione.

I trattamenti ringiovanenti

Come abbiamo anticipato, nel mondo della medicina estetica ci sono alcuni trattamenti che stimolano la produzione naturale di elastina. Il risultato è una pelle più tonica, compatta e levigata, con una netta diminuzione dei segni dell’invecchiamento. Tuttavia, non trattandosi di operazioni chirurgiche, sarà necessario sottoporsi a diverse sedute, argomento che verrà trattato direttamente con il medico estetico durante il primo appuntamento conoscitivo. A tal proposito ricordiamo ai nostri lettori che presso lo Studio Papini, il primo incontro rimane gratuito. Vediamo ora quali sono i trattamenti più idonei per ringiovanire la pelle del viso e per stimolare la produzione di elastina.

Biorivitalizzazione

La biorivitalizzazione, è un trattamento estetico minimamente invasivo, che dona maggior tono ed elasticità ai tessuti cutanei. Le modalità tramite le quali è possibile sottoporsi a questo trattamento sono molteplici, ma il risultato finale è sempre lo stesso.

Nel caso delle iniezioni, per esempio, viene iniettata una soluzione ricca di Acido Ialuronico, vitamine e minerali. L’azione di queste sostanze è bio-stimolante, ed oltre a nutrire i tessuti in profondità, favorisce la sintesi di collagene ed elastina.

Ciò che ne consegue è il ripristino dell’equilibrio della pelle, che dona un aspetto più tonico e compatto al volto. La biorivitalizzazione infatti, è uno dei trattamenti maggiormente utilizzati per il ringiovanimento del viso, in quanto non presenta nessun tipo di effetto collaterale od indesiderato.

Come dicevamo, questo trattamento può presentarsi secondo modalità molto diverse, come:

  • Biorivitalizzazione associata alla radiofrequenza;
  • Biorivitalizzazione senza aghi;
  • Biorivitalizzazione con PRP (gel piastrinico);
  • Biorivitalizzazione con fili biostimolanti.

In ogni caso si tratta di interventi che vengono svolti in regime ambulatoriale e che non richiedono tempi di recupero. La fase del post-trattamento infatti, è molto leggera, in quanto prevede la comparsa di qualche arrossamento e possibili edemi o ematomi. In quest’ultimo caso, i segni tenderanno a sparire nel corso di pochi giorni.

Radiofrequenza

La radiofrequenza, con o senza microaghi, viene utilizzata anche nei trattamenti di ringiovanimento. Il meccanismo in questione prevede l’emissione di onde a frequenze specifiche, in base al tessuto che si desidera colpire. Quando il manipolo entra in contatto con le cellule della pelle, trasmette loro la propria energia sotto forma di calore.

Ciò che ne consegue è una immediata contrazione cutanea, che avviene in modo selettivo e controllato. La radiofrequenza pensata per il ringiovanimento del viso infatti, serve per stimolare lo strato superficiale della pelle. I tessuti trattati vengono stimolati, ma i tessuti più profondi non sono intaccati.

In questo modo si otterrà una pelle più levigata e tonica senza provocare danni in profondità. L’azione di calore emesso è utile soprattutto per stimolare la reazione da parte del derma, che inizierà a produrre collagene ed elastina. Ecco come, grazie alla radiofrequenza, i tessuti cutanei tornano ad essere giovani ed elastici.

Laser CO2 frazionato

L’ultimo trattamento che in medicina estetica offre una valida soluzione per il ringiovanimento della pelle del viso è il laser CO2 frazionato. In questo caso infatti, il fascio di luce emesso dal macchinario colpisce punti microscopici, lasciando la pelle circostante intatta.

Il processo mediante il quale avviene il ringiovanimento del viso è la rigenerazione tissutale, provocata dalla rottura delle fibre di collagene. Durante il periodo di guarigione, che ha una durata massima di 5 giorni, i fibroplasti vengono stimolati alla produzione di nuovo collagene, elastina ed acido ialuronico.

La pelle del viso appare più compatta e tonica, ma anche più levigata e giovane. Questo trattamento infatti, tratta anche inestetismi quali le rughe d’espressione e le macchie, donando un aspetto più armonioso al viso.  Da non sottovalutare i vantaggi offerti dalla brevità del periodo post-trattamento e dalla rarità di incorrere in rischi o effetti collaterali.

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