Archive for Agosto, 2020

17

Ago
2020
Commenti disabilitati su Le 3 Migliori Tecniche per Ringiovanire le Mani

Le 3 Migliori Tecniche per Ringiovanire le Mani

In questa guida scopriremo i migliori trattamenti di medicina estetica che, applicati alle mani, consentono di ridurre i segni dell’invecchiamento cutaneo. Di fatto, affinché le mani possano risultare curate ed in salute, non è sufficiente ricorrere alla manicure o all’applicazione di creme idratanti.

Fattori come i raggi UV, gli agenti atmosferici e lavaggi frequenti con prodotti poco delicati, compromettono il benessere della pelle. Se a questo si aggiunge un’idratazione carente, ecco che le mani iniziano a raggrinzirsi, screpolarsi e a presentare le classiche macchie scure. Inoltre, un altro sintomo delle mani invecchiate sono le vene in risalto, causate dall’assottigliarsi dello strato superficiale.

L’unione di questi inestetismi dona un aspetto trascurato alle mani, che sono il biglietto da visita di ognuno di noi. Tuttavia, la medicina estetica oggi è in grado di dare risposte concrete e reali a questi inestetismi, facendo ritrovare alla pelle delle mani la propria compattezza, uniformità ed elasticità.

Gli inestetismi delle mani 

Le rughe non sono l’unico inestetismo di una pelle che sta cedendo al processo di invecchiamento. Le cause che abbiamo citato poco fa (raggi solari, fattori atmosferici e lavaggi frequenti) portano la pelle delle mani a perdere le proprie caratteristiche, presentando i classici segni dell’invecchiamento cutaneo.

Parliamo dell’assottigliamento della pelle, della comparsa di macchie scure -dette anche macchie d’età-, di un accentuazione evidente delle rughe preesistenti e di un aumento della visibilità delle vene e dei tendini. Quest’ultimo inestetismo si deve all’assottigliamento dello strato di lipidi presente nell’epidermide, la cui conseguenza primaria è un’evidenza marcata delle vene.

Coloro che sono alla ricerca di un trattamento di ringiovanimento delle mani infatti, raramente presentano solamente le rughe come inestetismo da trattare. Anzi, in molti casi si vuole migliorare la tonalità della pelle, che con il passare del tempo risulta meno uniforme a causa della comparsa delle macchie scure.

Queste, note anche come macchie d’età, sono così chiamate poiché la loro presenza sulle mani si sviluppa a partire dai 40 anni. Grazie ad alcuni trattamenti mirati, oggi è possibile ridurre o persino eliminare questi inestetismi, facendo ritrovare alle mani un aspetto più giovanile e fresco.

Ringiovanimento mani: i trattamenti più efficaci

In questa seconda parte della guida scopriremo quali sono le tecniche di medicina estetica che permettono di ottenere risultati ottimali per il ringiovanimento delle mani. Tuttavia, poiché vi sono diverse tecniche d’approccio, è molto importante effettuare una visita conoscitiva, che presso lo studio Papini di Medicina Estetica a Torino ricordiamo essere gratuita. In questo modo il medico estetico avrà la possibilità di valutare la condizione del paziente e di selezionare i trattamenti migliori a cui sottoporlo.

1. Microdermoabrasione

Questo trattamento di ringiovanimento è applicabile non solo alle mani, ma anche al viso. La pratica si svolge in regime ambulatoriale, in quanto molto poco invasiva per il paziente. Lo scopo di questo trattamento è quello di rimuovere lo strato più superficiale della pelle, mediante la sua stessa esfoliazione.

Il medico estetico procede con il passaggio sull’epidermide di un manipolo dal quale fuoriescono particelle solide ad elevata velocità. In questo modo la pelle appare più levigata e liscia, con una netta riduzione delle rughe, delle macchie cutanee e, in alcuni casi, anche delle cicatrici.

2. Filler

L’acido ialuronico è la sostanza principale che viene utilizzata nel campo della medicina estetica per quanto riguarda l’effetto ringiovanente. Le infiltrazioni a base di acido ialuronico infatti, poiché stimolano la produzione di fibre di collagene, aiutano la pelle a ritrovare la propria tonicità e compattezza.

trattamento ringiovanimento mani

In altre parole, i filler svolgono un’azione riempitiva che, appianando le rughe, ne riduce l’evidenza. Il trattamento si svolge anche in questo caso in regime ambulatoriale, mediante delle infiltrazioni con un ago molto sottile. I risultati sono visibili sin da subito, nonostante migliorino gradualmente con il passare delle ore.

Dopo aver iniettato l’acido ialuronico, il medico estetico procederà con un massaggio, con il fine di distribuire la sostanza in modo uniforme su tutto il dorso della mano. I risultati durano oltre i 12 mesi, ma per proteggere la pelle delle mani sarà opportuno applicare un filtro solare, per ridurre la riassorbibilità del prodotto.

3. Peeling chimico

Un altro ottimo trattamento per ringiovanire le mani è il peeling chimico, che prevede l’impiego di alcune sostanze chimiche selezionate dal medico estetico. Lo scopo di questa pratica è quello di riattivare la rigenerazione cellulare attraverso la rimozione delle cellule morte della pelle. Anche in questo caso quindi, siamo di fronte ad un trattamento esfoliante.

Il peeling chimico viene eseguito in regime ambulatoriale e non provoca alcun dolore al paziente. Il medico estetico infatti, procederà con l’applicazione della soluzione chimica sulla pelle mediante alcuni strumenti. Lo scopo è quello di provocare un’infiammazione cutanea che porterà i tessuti a produrre nuovo collagene ed elastina.

Le modalità con cui può essere eseguito sono diverse, in base alla profondità che si desidera raggiungere. Oltre a ricompattare i tessuti cutanei, il peeling chimico è ottimale anche per ridurre l’evidenza delle macchie scure e per donare alle mani un aspetto più luminoso.

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17

Ago
2020
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Criolipolisi VS Intralipoterapia: Differenze, Benefici e Vantaggi

Nel campo della medicina estetica vi sono numerosi trattamenti disponibili che consentono di ridurre l’adipe localizzato. Si tratta di pratiche estremamente sicure per il paziente, che nel corso delle settimane successive alla seduta potrà apprezzarne tutti i benefici.

Questi trattamenti infatti, a differenza di quelli ringiovanenti a base di acido ialuronico che offrono risultati immediati, necessitano di più tempo per poter diventare evidenti.

In questa guida abbiamo deciso di concentrarci unicamente su due pratiche di medicina estetica: la criolipolisi e l’intralipoterapia. Entrambi questi trattamenti sono efficaci per ridurre la massa adiposa, seppur avvengano in due modi completamente diversi.

Criolipolisi

La criolipolisi è un trattamento estetico che vede l’impiego di temperature molto basse applicate sulle zone interessate del paziente. Di fatto, il termine crio deriva dal greco kryos, che significa “ghiaccio”.

Questa pratica infatti, si basa su un principio termico che congela le cellule adipose. Queste ultime, localizzate nel tessuto sottocutaneo, vengono esposte ad un processo di cristallizzazione, dopo la quale l’organismo le espellerà in modo graduale e naturale.

In sostanza, questo processo porta alla liberazione dei lipidi contenuti nelle cellule adipose, che vengono eliminate dallo stress termico. La criolipolisi quindi, è una soluzione ottimale per coloro che desiderano ridurre il volume dell’adipe localizzato, per rimodellare le linee del corpo.

Come avviene il trattamento

Questa pratica di medicina estetica risulta essere quasi per niente invasiva per il paziente. Il processo avviene mediante uno strumento che consente al medico estetico di agire su zone specifiche del corpo, controllando la gradazione di raffreddamento delle cellule adipose.

Durante la seduta, il medico estetico procede con l’applicazione di un panno imbevuto di gel sulla zona che si andrà a trattare. Successivamente, verrà posizionato il macchinario in corrispondenza del panno, che somiglia ad una grande ventosa. Una volta accesa, questa comincerà risucchiare la parte del corpo interessata, trattenendo l’adipe al suo interno.

trattamento criolipolisi

In questa fase ha inizio il processo di raffreddamento, che arriva ad una temperatura massima di -8°. Tuttavia, sarà il medico estetico ad impostare la temperatura più giusta per le esigenze del paziente. La durata del trattamento è di circa un’ora, durante la quale si avvertirà solamente un leggero fastidio, che non necessita di alcuna anestesia.

La criolipolisi può avvenire con il trattamento di una singola zona alla volta o, in alcuni casi, anche di due zone contemporaneamente. Al termine della seduta l’area interessata apparirà leggermente arrossata e sensibile, due sintomi del tutto normali.

Infine, il medico farà sapere al paziente quando sarà necessario procedere con la seconda seduta, in base al risultato che si desidera raggiungere. Per quanto riguarda i risultati, questi saranno visibili dopo circa due settimane dal trattamento.

Intralipoterapia

L’intralipoterapia, per quanto sia anch’esso un trattamento destinato alle adiposità localizzate, si svolge secondo una pratica del tutto differente. Tuttavia, anche qui non siamo di fronte ad un intervento chirurgico, ma ad una tecnica efficace per rimodellare i volumi del corpo in un modo poco invasivo per il paziente.

L’intralipoterapia si svolge mediante l’infiltrazione di una sostanza precisa nel tessuto adiposo. Questa soluzione, nota come Acqualyx, è il risultato degli studi del Professor Motolese, che nell’ormai lontano 2004 ne studiò i principi attivi ed i benefici. La sostanza in questione si presenta sotto forma di un liquido gelatinoso ricco delle proprietà che permetteranno lo scioglimento dell’adipe in eccesso.

Le cellule adipose distrutte verranno, come nel caso della criolipolisi, espulse tramite il sistema linfatico. Tuttavia, è possibile che il medico consigli al paziente di sottoporsi a dei massaggi drenanti per velocizzare il processo di smaltimento.

Come avviene il trattamento

In questo caso la pratica risulta essere leggermente più invasiva per il paziente, seppur non apporti nessun dolore. Anche qui infatti, il trattamento si svolge in regime ambulatoriale e non necessita di alcuna anestesia.

L’intralipoterapia prevede una serie di infiltrazioni nel tessuto adiposo mediante l’utilizzo di aghi particolari. La loro peculiarità principale è quella di essere molto lunghi e flessibili, di modo da poter raggiungere diverse aree del corpo.

Il medico estetico quindi, procederà con le punture laddove si voglia ridurre la quantità di massa adiposa. Il rilascio del liquido è graduale e ponderato, di modo da uniformarsi e far ottenere un risultato naturale. Inoltre, al termine della seduta il medico effettuerà dei massaggi e delle pressioni affinché Acqualyx raggiunga la totalità del tessuto adiposo.

Per quanto riguarda la durata del trattamento, solitamente si parla di un quarto d’ora al massimo, ma il tempo necessario potrebbe variare in base all’ampiezza della zona da trattare e alla condizione iniziale del paziente. Infine, i risultati non saranno visibili sin da subito, ma si evidenzieranno nel corso delle successive settimane.

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17

Ago
2020
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Bioristrutturazione Viso: Spazio all’Acido Polilattico

Nel campo della medicina estetica vi si trovano numerosi trattamenti destinati al ringiovanimento del viso. Ognuno di questi viene eseguito tramite una tecnica specifica e mediante l’utilizzo di sostanze differenti. Ecco perché, in base al trattamento scelto, si potranno apprezzare risultati singolari.

La soluzione più utilizzata e conosciuta in medicina estetica è senza dubbio l’acido ialuronico. Questa sostanza infatti, è in grado di compattare la pelle stimolando la produzione di nuove fibre di collagene. In altre parole, aiuta l’organismo a rallentare i processi d’invecchiamento, donando un aspetto più giovane e fresco alla pelle.

Tuttavia, l’acido ialuronico non è l’unica sostanza che promette grandi risultati. In questa guida infatti, andremo alla scoperta dell’acido polilattico. Difatti, nonostante se ne senta parlare relativamente poco, le sue proprietà sono eccellenti per garantire benefici evidenti sulla pelle.

Acido polilattico: ecco di che cosa si tratta

L’acido polilattico, noto anche come polilattato, è un polimero appartenente all’acido lattico di origine sintetica. I suoi principi attivi lo rendono una sostanza ampiamente utilizzata nel mondo della medicina estetica, poiché consente di ridurre diversi inestetismi cutanei. Segni come le rughe, le cicatrici dovute all’acne, solchi, pieghe ed occhiaie vengono trattati con l’acido lipolattico, che ne riduce l’evidenza.

La sua diluizione in acqua sterile crea una sostanza che viene iniettata nello strato sub-dermico del paziente. Il processo vede l’impiego di aghi molto sottili e di infiltrazioni molto lente, di modo da garantire una distribuzione uniforme della soluzione. Il compito dell’acido polilattico è quello di stimolare la produzione di collagene, una proteina che compone i tessuti cutanei.

Questo processo assicura un aspetto più compatto, tonico e levigato alla pelle, con la riduzione dei segni dell’invecchiamento cutaneo. Tuttavia, il trattamento non prevede risultati immediati, poiché la produzione di nuovo collagene avviene in modo progressivo. In altre parole, saranno necessarie dalle 4 alle 6 settimane per poter apprezzare i benefici ed i miglioramenti.

Bioristrutturazione all’acido polilattico

L’acido polilattico trova il suo maggior impiego in un trattamento ringiovanente noto come bioristrutturazione. Questa tecnica è utile per riattivare i processi di rinnovamento cellulare tramite la biostimolazione e la biorigenerazione.

La procedura si svolge in regime ambulatoriale, in quanto risulta essere molto poco invasiva per il paziente. Difatti, non sarà necessaria l’applicazione di nessun prodotto anestetizzante. Il trattamento prevede l’iniezione di una soluzione contenente vitamine, antiossidanti, aminoacidi, acido ialuronico e acido polilattico.

Queste sostanze, oltre ad essere estremamente sicure per la salute del paziente, sono anche riassorbibili. In altre parole, i risultati ottenuti dal trattamento non saranno permanenti, ma di lunga durata. Con il trascorrere dei mesi infatti, le sostanze verranno riassorbite dalla pelle.

Ad ogni modo, le punture verranno eseguite con aghi molto sottili, così da poter raggiungere solo il derma superficiale. Oltre a ringiovanire il viso, questa pratica trova il suo impiego anche per il décolleté ed il collo. La bioristrutturazione si svolge in tempistiche piuttosto rapide, ed i sintomi associati alle infiltrazioni sono di lieve entità.

In alcuni casi è possibile che il medico estetico consigli al paziente di sottoporsi precedentemente al trattamento del peeling. Questo è molto utile per preparare la pelle alla procedura e per ottenere risultati più evidenti e soddisfacenti.

I risultati e le controindicazioni

Come anticipato, i benefici della bioristrutturazione con acido polilattico non sono immediati. La pelle infatti, ha bisogno di tempo per reagire alle sostanze iniettate tramite le punture. I risultati quindi, si potranno apprezzare quando i fibroblasti stimolati avranno iniziato a produrre nuove fibre di collagene.

Ad ogni modo, i benefici visibili sulla pelle del viso sono numerosi. L’epidermide apparirà più compatta, tonica e levigata, con una riduzione delle rughe e dei solchi. Inoltre, si potrà notare un aumento volumetrico del derma, grazie alla presenza di acqua all’interno della soluzione infiltrata.

Tuttavia, nonostante non si tratti di risultati permanenti, la durata dell’effetto dipende da alcuni fattori:

  • Tipologia di soluzione utilizzata per le infiltrazioni;
  • La zona trattata e l’inestetismo cutaneo da migliorare;
  • Esposizione ai raggi UV, livello di idratazione della pelle, fumo di sigaretta;
  • Sedute di mantenimento.

Per quanto concerne le controindicazioni invece, gli unici casi in cui la bioristrutturazione è sconsigliabile sono in presenza di rughe molto sottili o nel trattamento del contorno labbra ed occhi. Inoltre, è preferibile evitare di sottoporsi a questa pratica durante la gravidanza o in presenza di patologie dermatologiche di un certo livello.

Ecco perché, prima di sottoporsi al trattamento, è essenziale che il medico estetico abbia la possibilità di conoscere la storia clinica del paziente. In questo modo il professionista avrà la possibilità di fare le dovute valutazioni e di intraprendere la tecnica più idonea alle esigenze del paziente. A tal proposito ci teniamo a ricordare ai nostri lettori che presso lo studio Papini Medicina Estetica a Torino la prima visita è gratuita.

Infine, onde evitare di compromettere l’efficacia del trattamento, è sconsigliabile esporsi ai raggi solari nei giorni immediatamente successivi alla seduta di bioristrutturazione.

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