Blog | Tre trattamenti di medicina estetica poco conosciuti dai torinesi

8

Ago
2018
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Tre trattamenti di medicina estetica poco conosciuti dai torinesi

La medicina estetica è un campo spesso influenzato molto dall’esterno. I pazienti, infatti, vengono di frequente a conoscenza dei trattamenti non dai medici, ma da amici, riviste o televisione. Così facendo si finisce per ignorare, però, i trattamenti meno noti che potrebbero invece essere più adatti a sé. Dunque anche a Torino, come in molte città d’Italia, nascono delle vere e proprie mode che portano all’aumento esponenziale nella domanda di un certo trattamento per brevi archi di tempo.

Cominciando da questi tre trattamenti, vorremmo porre l’enfasi sull’attenzione per la propria unicità. Non essendo tutti uguali, per intervenire sul nostro aspetto dobbiamo farci un’idea di quali siano tutti i mezzi disponibili.

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Carbossiterapia

La carbossiterapia viene spesso sottovalutata, malgrado sia una tecnica di medicina estetica assai longeva. Malgrado la branca medica sia infatti piuttosto recente, l’utilità di questo trattamento risale addirittura al periodo tra le due Guerre Mondiali, alle terme di Royat, in Francia.

Tramite la carbossiterapia è possibile lavorare su diversi inestetismi; il principio di funzionamento è comunque analogo in tutti i casi. Uno strumento apposito viene utilizzato per erogare precise quantità di CO2 (anidride carbonica), sotto la cute del paziente. Attenzione però a non confondere questo strumento con il laser ad anidride carbonica, che non emette gas ma per l’appunto un fascio laser.

Lo scopo del trattamento è quello di aumentare la circolazione sanguigna nella zona interessata. In parallelo, tuttavia, si verifica un effetto collaterale positivo: l’azione meccanica del gas rompe anche la membrana delle cellule del tessuto adiposo; non è strano che il paziente noti a seguito di una seduta la diminuzione dei depositi di grasso nella zona-bersaglio.

L’azione dell’anidride carbonica, che provoca l’aumento di flusso sanguigno cambia l’aspetto estetico della zona in oggetto. In particolare, si rivela molto efficace per combattere la cellulite e sensibilmente le smagliature, due degli inestetismi più odiati in assoluto dalle donne.

Biorivitalizzazione

La biorivitalizzazione, in medicina estetica, riguarda anche la zona del collo e del decolleté femminile. Queste sono costantemente esposte allo sguardo dei nostri interlocutori, ma purtroppo sono anche soggette ad un visibile invecchiamento nel corso del tempo. La biorivitalizzazione aiuta a ritrovare l’aspetto giovanile della zona ed ha un impatto notevole sull’età dimostrata esteriormente.

Se la carbossiterapia richiede uno strumento specifico, la bioritivalizzazione è invece una tecnica più ampia. Molto spesso, infatti, si ipotizza erroneamente che sia soltanto l’acido ialuronico ad essere impiegato nel trattamento. Invece il medico estetico deve analizzare il caso specifico per comprendere quali sostanze tra le tante disponibili, una volta applicate, potranno sortire gli effetti desiderati. L’azione di questi agenti chimici provoca un aumento della produzione naturale di elastina e collagene, i due grandi alleati che mantengono elastica e giovane la pelle.

I vantaggi di questo trattamento sono constatabili nel rapido recupero e nell’assenza di segni successivi. Le sedute sono molto brevi, durando circa 20 minuti, ed è solitamente sufficiente evitare l’esposizione alla luce del sole per 3-4 giorni per evitare problemi di sorta.

Fotoringiovanimento

L’energia luminosa è uno dei segreti di tanti personaggi famosi, , ma non ancora di molte torinesi. Ecco che invece questa risorsa può essere utilizzata con risultati visibili fin dalla prima seduta per migliorare il tono e l’elasticità della pelle.

Le sedute durano molto poco: solo 20 minuti, ed il recupero del paziente è immediato. Se il trattamento viene svolto correttamente, per mano di un medico estetico esperto, non rimarranno né cicatrici né bruciature. L’obiettivo è nuovamente quello di stimolare la produzione naturale di collagene. e l’energia luminosa ha dimostrato di poter fare molto per favorirla.

Solo in alcuni casi potrebbe non essere sicuro praticare il fotoringiovanimento., Per per evitare che il paziente possa incorrere in problemi di scottature e rossore è importante che venga evitata l’esposizione alla luce nei giorni immediatamente successivi alle sedute.

 


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