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9

Ott
2018
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Lentigo solari o senile, le cause ed i rimedi

Talvolta è possibile che notando una macchia scura sulla pelle, che prima non c’era, ci si chieda a cosa sia dovuta questa insorgenza. Nella maggior parte dei casi, si tratta di una lentigo solare lentigo senile: queste macchie della pelle vengono chiamate in entrambi i modi ma sono la stessa cosa.  

Dopo un consulto medico, appurato che non sia necessario richiedere una biopsia, per accertare che non si tratti di tumore alla pelle, possiamo analizzare meglio quali siano le sue cause ed i trattamenti applicabili. 

Cause della lentigo solari o lentigo senili 

Le cause sono già sufficienti a spiegare come mai questo inestetismo venga chiamato in entrambi i modi. Infatti esso è dovuto ad un’eccessiva esposizione ai raggi UV del sole, il che solitamente porta dopo i 40 anni a riscontrare questo problema. L’azione degli anni è quasi sempre necessaria, ma in casi particolari anche persone più giovani potrebbero notare una lentigo solare sulla propria pelle. 

macchie pelle lentigo solari

La schiena è un’altra delle zone spesso colpite

Le persone più soggette a questo tipo di inestetismo sono quelle dalla carnagione chiara, specialmente se svolgono un lavoro che prevede l’esposizione alla luce diretta del sole per molto tempo, o uno stile di vita all’aria aperta. Non a caso le zone più bersagliate sono il visto, le mani e ed il collo: per questo occhiali da sole, protezione solare e una minore esposizione nelle ore tra le 10 e le 14 possono aiutare a prevenire le lentigo solari. 

Ricordiamo inoltre che i raggi UV provocano altri inestetismi, primi fra tutti quelli legati all’invecchiamento. Spezzando le fibre di elastina e di collagene, infatti, sono tra i principali responsabili della formazione di rughe sul viso. L’esposizione al sole, dunque, va gestita con attenzione e protezione per mantenersi giovani più a lungo. 

Trattamenti di medicina estetica 

Per comprendere al meglio i trattamenti, dobbiamo prima spiegare quale sia l’azione nociva che i raggi UV del sole provocano sulla nostra pelle. Ebbene, questi sono in grado di provocare un’incontrollata proliferazione dei melanociti, che producono i melanosomi, contenenti la melanina, ed è questo fenomeno a causare le macchie note come lentigo solari. I melanociti sono particolari tipi di cellule presenti nel derma, con diramazioni che giungono all’epidermide, che al loro interno contengono la melanina: questa sostanza è responsabile in gran parte della colorazione della pelle. Quando ci abbronziamo, ad esempio, stiamo lasciando che i raggi del sole aumentino la quantità di melanina della nostra pelle. 

Se anziché un’abbronzatura piacevole, l’esposizione al sole provoca un’eccessiva moltiplicazione dei melanociti in zone specifiche del corpo, provocherà una lentigo senile. Questa di per sé non causa problemi di salute, ma in molti scelgono di rimuoverla per fini estetici. In realtà una lentigo non trattata si trasformerà col tempo in una cheratosi seborroica, ossia una formazione rilevata sull’area circostante. Vediamo dunque come il medico estetico può intervenire a riguardo: 

  • Il laser a CO2 può essere utilizzato pervaporizzare i tessuti, andando a bruciarli in modo selettivo; 
  • Il laser Q-switched è il trattamento d’elezione delle lentigo, in quanto frammenta il pigmento di melanina 
  • Peelings chimici, trattamento meno specifico 

Infine ricordiamo ai nostri lettori che per rimuovere una lentigo solari è possibile rivolgersi al nostro studio di medicina estetica a Torino, in corso Stati Uniti, 35. Usando la pagina contatti è possibile richiedere subito una prima consulenza senza impegno. 

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5

Set
2018
Commenti disabilitati su Il grande dilemma della cosmeceutica e dei prodotti cosmeceutici

Il grande dilemma della cosmeceutica e dei prodotti cosmeceutici

Negli ultimi vent’anni il mondo della cosmesi è profondamente cambiato. Come tutti i mutamenti, questo ha portato a questioni in sospeso ed irrisolte, di cui la cosmeceutica è un chiaro esempio. La medicina estetica fa largo uso di prodotti cosmeceutici, che possono essere sia impiegati nei trattamenti quanto raccomandati ai pazienti per preservare ed enfatizzare gli effetti delle sedute svolte in studio. Questi prodotti, però, non sono né riconosciuti né regolati. 

Dagli anni ’90 in poi le persone si sono dimostrate più propense ad aumentare la propria spesa in prodotti di bellezza, diventando allo stesso tempo più esigenti. Ai cosmetici sono state richieste le stesse caratteristiche di un farmaco: risultati immediati e visibili, nonché ovviamente duraturi. Questo ha portato alla fusione tra cosmesi e farmaceutica, dando alla luce un nuovo tipo di prodotti chiamati non a caso “cosmeceutici”. 

Cos’è un prodotto cosmeceutico 

Un prodotto cosmeceutico è un cosmetico che contiene sostanze bioattive, ovvero in grado di provocare una risposta dell’organismo. La risposta è ovviamente studiata per avere effetti benefici ed estetici, quali l’aumento della produzione di collagene per diminuire la visibilità di rughe e smagliature o attivi che inducano un miglioramento sulle aree trattate. 

La cosmeceutica rappresenta un grande passo in avanti per la cosmesi e porta alla necessità di un’innovazione continua. I laboratori di biotecnologie possono utilizzare tutte le loro competenze per creare prodotti sempre più efficaci, con un’azione sempre più mirata, duratura e visibile. Il prodotto cosmeceutico è più efficace di un normale cosmetico, ma non ha l’autorizzazione ad essere venduto come farmaco. 

cosmoceutica

Il problema della cosmeceutica 

La legge non ha mai riconosciuto i cosmeceutici, infatti non esiste un quadro normativo che definisca con esattezza tali prodotti.. Per questo motivo, grandi aziende hanno iniziato a pubblicizzare i loro prodotti “cosmeceutici” senza che questi fossero in alcun modo più efficaci di quelli commercializzati in precedenza; il pubblico, percependoli come più efficaci e di qualità (visto anche il prezzo) ha risposto con un aumento notevole degli acquisti di questi prodotti. 

Dopo le prime campagne pubblicitarie dall’esito favorevole, il mondo della cosmeceutica è diventato molto complesso. Occorre selezionare molto attentamente i prodotti per evitare di acquistare il semplice articolo di una mossa di marketing. Per questo i medici estetici rimangono le figure di riferimento ai quali domandare; non solo, ma quasi mai ciò che è valido e idoneo per una persona lo è per tutti quanti. La nostra professione, dunque, ha iniziato ad approfondire la cosmeceutica. Anche il nostro studio, situato in corso Stati Uniti, 35, a Torino, offre la possibilità di studiare percorsi composti dai migliori prodotti per ogni singolo caso. 

Perché i cosmeceutici non riescono ad essere inquadrati 

La legislazione italiana è molto chiara nello spiegare che cosa sia un farmaco e che cosa sia un cosmetico: 

  • I farmaci sono gli unici che possono avere un effetto terapeutico. I cosmeceutici però sono terapeutici. 
  • I cosmetici possono soltanto essere applicati sulle parti esterne del corpo (ed in effetti i cosmeceutici vengono utilizzati così) per deodorarle, profumarle, eliminare cattivi odori/inestetismi o mantenerle in buono stato. 

Di fatto un prodotto cosmeceutico risponde a entrambe le definizioni, ma non solo. Molte sostanze, come molte vitamine ad esempio, possono avere effetti terapeutici nella loro forma acida e semplicemente cosmetici nella forma alcolica. Questi problemi chimici si scontrano con un sistema legislativo poco snello, creando di fatto un problema. 

L’altro grande dilemma riguarda il costo intrinseco di un farmaco. La legge europea, ancor più di quelle di molte altre nel mondo, prevede che un farmaco debba essere testato su larga scala e certificato secondo parametri molto restrittivi per poter essere venduto come tale. Questo significa che i piccoli laboratori di biotecnlogie e le start-up innovative, spesso le realtà che più di tutte riescono a creare efficaci ed innovativi prodotti cosmeceutici, non avrebbero la disponibilità finanziaria per far certificare i prodotti. Immediatamente, dunque, si creerebbe un oligopolio svantaggioso anche per il cliente finale, che sarebbe costretto a “stare al gioco” delle grandi aziende: queste, vedendo diminuire la concorrenza drasticamente, avrebbero tutto l’interesse e la possibilità di aumentare i prezzi notevolmente. 

 

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8

Ago
2018
Commenti disabilitati su Tre trattamenti di medicina estetica poco conosciuti dai torinesi

Tre trattamenti di medicina estetica poco conosciuti dai torinesi

La medicina estetica è un campo spesso influenzato molto dall’esterno. I pazienti, infatti, vengono di frequente a conoscenza dei trattamenti non dai medici, ma da amici, riviste o televisione. Così facendo si finisce per ignorare, però, i trattamenti meno noti che potrebbero invece essere più adatti a sé. Dunque anche a Torino, come in molte città d’Italia, nascono delle vere e proprie mode che portano all’aumento esponenziale nella domanda di un certo trattamento per brevi archi di tempo.

Cominciando da questi tre trattamenti, vorremmo porre l’enfasi sull’attenzione per la propria unicità. Non essendo tutti uguali, per intervenire sul nostro aspetto dobbiamo farci un’idea di quali siano tutti i mezzi disponibili.

trattamenti poco conosciuti medicina estetica

Carbossiterapia

La carbossiterapia viene spesso sottovalutata, malgrado sia una tecnica di medicina estetica assai longeva. Malgrado la branca medica sia infatti piuttosto recente, l’utilità di questo trattamento risale addirittura al periodo tra le due Guerre Mondiali, alle terme di Royat, in Francia.

Tramite la carbossiterapia è possibile lavorare su diversi inestetismi; il principio di funzionamento è comunque analogo in tutti i casi. Uno strumento apposito viene utilizzato per erogare precise quantità di CO2 (anidride carbonica), sotto la cute del paziente. Attenzione però a non confondere questo strumento con il laser ad anidride carbonica, che non emette gas ma per l’appunto un fascio laser.

Lo scopo del trattamento è quello di aumentare la circolazione sanguigna nella zona interessata. In parallelo, tuttavia, si verifica un effetto collaterale positivo: l’azione meccanica del gas rompe anche la membrana delle cellule del tessuto adiposo; non è strano che il paziente noti a seguito di una seduta la diminuzione dei depositi di grasso nella zona-bersaglio.

L’azione dell’anidride carbonica, che provoca l’aumento di flusso sanguigno cambia l’aspetto estetico della zona in oggetto. In particolare, si rivela molto efficace per combattere la cellulite e sensibilmente le smagliature, due degli inestetismi più odiati in assoluto dalle donne.

Biorivitalizzazione

La biorivitalizzazione, in medicina estetica, riguarda anche la zona del collo e del decolleté femminile. Queste sono costantemente esposte allo sguardo dei nostri interlocutori, ma purtroppo sono anche soggette ad un visibile invecchiamento nel corso del tempo. La biorivitalizzazione aiuta a ritrovare l’aspetto giovanile della zona ed ha un impatto notevole sull’età dimostrata esteriormente.

Se la carbossiterapia richiede uno strumento specifico, la bioritivalizzazione è invece una tecnica più ampia. Molto spesso, infatti, si ipotizza erroneamente che sia soltanto l’acido ialuronico ad essere impiegato nel trattamento. Invece il medico estetico deve analizzare il caso specifico per comprendere quali sostanze tra le tante disponibili, una volta applicate, potranno sortire gli effetti desiderati. L’azione di questi agenti chimici provoca un aumento della produzione naturale di elastina e collagene, i due grandi alleati che mantengono elastica e giovane la pelle.

I vantaggi di questo trattamento sono constatabili nel rapido recupero e nell’assenza di segni successivi. Le sedute sono molto brevi, durando circa 20 minuti, ed è solitamente sufficiente evitare l’esposizione alla luce del sole per 3-4 giorni per evitare problemi di sorta.

Fotoringiovanimento

L’energia luminosa è uno dei segreti di tanti personaggi famosi, , ma non ancora di molte torinesi. Ecco che invece questa risorsa può essere utilizzata con risultati visibili fin dalla prima seduta per migliorare il tono e l’elasticità della pelle.

Le sedute durano molto poco: solo 20 minuti, ed il recupero del paziente è immediato. Se il trattamento viene svolto correttamente, per mano di un medico estetico esperto, non rimarranno né cicatrici né bruciature. L’obiettivo è nuovamente quello di stimolare la produzione naturale di collagene. e l’energia luminosa ha dimostrato di poter fare molto per favorirla.

Solo in alcuni casi potrebbe non essere sicuro praticare il fotoringiovanimento., Per per evitare che il paziente possa incorrere in problemi di scottature e rossore è importante che venga evitata l’esposizione alla luce nei giorni immediatamente successivi alle sedute.

 

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22

Giu
2018
Commenti disabilitati su Angioma rubino, prevenire e curare la fastidiosa “macchia rossa” sulla pelle

Angioma rubino, prevenire e curare la fastidiosa “macchia rossa” sulla pelle

L’angioma rubino è noto comunemente come “angioma della pelle”, ed è un inestetismo piuttosto comune negli adulti che mostra una forte correlazione con l’età. In medicina estetica sono anche noti come Punti di Campbell de Morgan e sono curati piuttosto comunemente senza ricorrere alla chirurgia. Vediamo dunque meglio di che cosa si tratta, come mai abbia origine questo tipo di inestetismo e come rimuoverlo.

Che cos’è un angioma rubino?

Un angioma rubino è un tumore benigno che non rappresenta un rischio per il paziente. In queste “macchie” si concentra una proliferazione anormale di vasi sanguigni, la cui presenza determina il tipico colorito rosso. Quando si manifestano, la forma è quella tipica di un neo con un diametro di uno o due millimetri; tendenzialmente crescono nel tempo fino a stabilizzarsi. In alcuni casi, la circonferenza può espandersi fino ad oltre un centimetro.

Cause e prevenzione

Non sappiamo ancora di preciso che cosa provochi la comparsa di un angioma, il che porta la comunità scientifica a presumere che questa predisposizione sia fondamentalmente genetica. Una voce popolare correla questi inestetismi all’esposizione al Sole, ma non ci sono studi che abbiano trovato evidenze di questo legame.

Quello che sappiamo è che gli angiomi rubino sono più frequenti con l’avanzare dell’età, specialmente una volta passati i 30 anni. Le osservazioni hanno rilevato la presenza di almeno un angioma rubino nel 75% delle persone over-75 e deboli legami tra questi e l’esposizione ad alcuni agenti chimici. Almeno per ora, dunque, queste macchioline antiestetiche rimangono oggetto di studio nella speranza di capire di più su come prevenirle.

angioma rubino prevenzione e cura

L’angioma rubino si presenta come una piccola macchia rossa sulla cute

Quello che sappiamo è invece cosa accade all’interno del nostro organismo mentre gli angiomi rubino si formano. Esistono infatti due processi diversi abbondantemente documentati: la vasculogenesi e l’angiogenesi. La vasculogenesi è il processo con cui si formano per la prima volta i vasi sanguigni all’interno del corpo, ed avviene ovviamente prima della nascita; questo spiega come mai talvolta l’angioma rubino si manifesti sulla pelle di un neonato. L’angiogenesi è invece il processo con cui nuovi vasi sanguigni si formano da altri preesistenti, ed esso avviene regolarmente durante il corso della vita, ad esempio durante la cicatrizzazione di una ferita.

Curare un angioma rubino

Anche se esso non rappresenta un rischio per il paziente, esistono dei motivi per cui si può desiderare la rimozione di un angioma rubino. Il primo, ovviamente, è quello estetico: specialmente quando la macchia rossa si trova sul viso o in altre parti molto esposte del corpo, la rimozione può restituire un’immagine migliore di sé. L’altro motivo è invece legato ad una migliore qualità della vita. Anche se non accade in tutti i casi, infatti, gli angiomi rubino possono essere piuttosto delicati e sanguinare facilmente in seguito a traumi molto lievi o sfregamento.

Nel caso in cui non si avvertisse una particolare premura, è utile aspettare un paio di anni dalla comparsa dell’inestetismo. Una “buona notizia” sugli angiomi rubino, infatti, è che talvolta la loro scomparsa è tanto naturale ed improvvisa quanto la loro comparsa. In alternativa si può procedere attraverso trattamenti di medicina estetica.

Trattare un angioma con il laser

Il metodo più comunemente utilizzato in medicina estetica per rimuovere un angioma è il laser. Questo strumento emana un fascio di luce estremamente caldo e localizzato, in grado di bersagliare con precisione millimetrica la superficie della cute. Il motivo per cui questa tecnologia viene utilizzata nel trattamento degli angiomi rubino è che, attraverso il suo utilizzo, si bruciano i vasi sanguigni che sono proliferati eccessivamente nella zona interessata.

angioma rubino laser medicina estetica

Il laser KTP è una delle più avanzate tecniche per la cura dell’angioma rubino

Noi, dello studio di medicina estetica Papini di Torino, utilizziamo uno laser molto specifico e sofisticato per svolgere questa operazione. Si tratta del laser KTP, il quale agisce su uno spettro di emissione elettromagnetica che bersaglia direttamente l’emoglobina. In questo modo il fascio viene indirizzato solo dove si trovano vasi sanguigni da cauterizzare, con diversi risvolti positivi:

  • Il fastidio avvertito dal paziente è minimo e non è necessaria alcuna anestesia;
  • La seduta è piuttosto breve, con una durata media di 25 minuti;
  • Terminata una seduta il paziente può tranquillamente uscire dallo studio e svolgere le sue attività quotidiane;

L’unica avvertenza è quella di evitare l’esposizione della zona interessata dall’angioma alla luce del sole per un paio di settimane. Chiunque desideri utilizzare il laser KTP per eliminare un angioma rubino può rivolgersi al nostro studio medico estetico in corso Stati Uniti, 35 a Torino prenotando una prima visita gratuita dalla sezione Contatti del sito.

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28

Mag
2018
Commenti disabilitati su Vuoi diventare medico estetico? Ecco come si fa

Vuoi diventare medico estetico? Ecco come si fa

La medicina estetica è una branca piuttosto recente della medicina che inizia la sua storia negli anni ’70. Il concetto di medicina, infatti, si è evoluto nel tempo insieme al livello della tecnologia e alla qualità della vita nel mondo Occidentale; se un tempo il medico era soltanto colui che si occupava della salute fisica, si è passati a considerare l’importanza determinante di quella psicologica ed infine dell’estetica. La stessa Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) riconosce l’ampiezza di tale definizione.

Se sei una ragazza che deve scegliere l’Università o cosa fare dopo la laurea in Medicina e Chirurgia, sarò felice di introdurti al percorso professionale del Medico Estetico in questa guida. Se invece stai valutando l’esecuzione di un trattamento e vuoi saperne di più sulla formazione di chi svolge questa attività, il testo di seguito ti sarà altrettanto utile.

Chi è e cosa fa il medico estetico

Prima di tutto è importante fare chiarezza su chi sia e cosa faccia effettivamente il medico estetico. Questo professionista si dedica in toto al benessere delle persone, esercitando solitamente una duplice benefica sui pazienti: questi, oltre a ritrovare un migliore aspetto estetico, possono godere del migliorato benessere psicologico. Si sa, infatti, che avere una migliore immagine di sé aiuta l’umore e la serenità.

medico estetico cosa fa

Credits @Stato Donna

Il medico estetico deve essere in grado di utilizzare un’ampia gamma di soluzioni professionali, il che rende molto diversificata questa professione. Non solo, ma le tecnologie che i medici estetici hanno a disposizione sono sempre in rapido cambiamento; questo afflato d’innovazione rende necessario un costante aggiornamento sui nuovi strumenti e le nuove pratiche a disposizione. É dunque difficile definire con precisione che cosa faccia il medico estetico senza indagare da vicino i trattamenti più comuni in medicina estetica: esaminiamone alcuni per definire un quadro generale.

Trattamenti anti-aging

I trattamenti contro l’avanzamento dell’età sono i più richiesti. Il lifting non chirurgico, in particolare, è molto in voga per l’effetto naturale che restituisce e per la poca invasività del trattamento. Questi trattamenti richiedono l’impiego di strumentazione molto varia: dai laser, come quello a CO2 o ad erbium-glass, fino alla cosmoceutica. Il compito del medico estetico in questo caso non è solo quello di compiere il trattamento in senso stretto, ma quello di analizzare correttamente e determinare le tecniche di intervento sul paziente.

Inestetismi localizzati

Gli inestetismi localizzati più comuni sono la cellulite (PEFS, in gergo medico) e le smagliature. In realtà esistono però vari inestetismi con altrettante soluzioni praticabili, il che rende la categoria piuttosto generica. L’approccio della medicina estetica è comunque un processo che tende a ripetersi in circostanze diverse. Si parte sempre con un’attenta analisi della situazione di partenza, spesso coadiuvata dall’impiego di strumentazione che esegue analisi chimiche ed algoritmiche. Si procede dunque con la scelta del percorso da affrontare con il paziente, che solitamente include soluzioni integrate: laser, iniezioni e prodotti ad hoc sono tre strumenti che molto spesso vengono impiegati in modo olistico nel trattamento. Infine, appare molto importante il periodo di follow-up in cui si aiuta il paziente durante la convalescenza e si pianificano eventuali richiami.

Altri trattamenti

Le due categorie precedenti tendono ad inquadrare la maggior parte delle richieste ma, necessariamente, non esauriscono il compito del medico estetico. É possibile osservare l’elenco completo dei trattamenti eseguiti dallo Studio Papini cliccando qui.

Come si diventa medico estetico

Il primo passaggio verso la qualifica professionale è la laurea in Medicina e Chirurgia. Oggi la facoltà è nota per i test d’ingresso molto selettivi, che richiedono un’ottima propedeutica alla materia accompagnata da ulteriori nozioni di cultura generale. Per rendere il test d’ingresso un ostacolo meno temibile, è consigliabile iniziare la preparazione già dal penultimo anno di scuole superiori.

Una volta superato il test d’ingresso, il percorso di laurea si articola lungo sei anni. Si tratta infatti di una delle poche lauree magistrali a ciclo unico rimaste, ovvero lauree in cui è possibile esclusivamente conseguire il titolo magistrale senza la scissione del percorso triennale. Terminato il corso di laurea potrai accedere all’esame di stato per la registrazione all’albo dei medici, un giorno che viene solitamente ricordato da me e dai colleghi come l’apice di un percorso non solo professionale, ma anche di grande soddisfazione personale.

laurea in medicina estetica

La specializzazione in medicina estetica richiede un percorso ulteriore di quattro anni. Poiché ogni anno poche persone divengono medici estetici, non molte scuole sono disponibili. Io ho frequentato la SMIEM (Scuola Superiore Postuniversitaria di Medicina ad Indirizzo Estetico) Agorà Milano. Come quando mi sono laureata, questa scuola offre ancora un ottimo livello di istruzione e qualora decidessi di intraprendere questa carriera, mi sento di raccomandartela.

Medicina estetica e lavoro

Per essere davvero competenti non è possibile limitare la formazione al periodo universitario. L’aggiornamento deve essere regolare, sia a livello scientifico che pratico, comprendendo l’utilizzo delle nuove strumentazioni disponibili. La medicina estetica è un campo molto vasto e con potenziali di crescita notevoli. Il mondo delle nanotecnologie e dell’intelligenza artificiale, così come la scienza dei laser, sono diffusamente interpretate come forti impulsi verso nuove frontiere della medicina estetica.

In conclusione, un commento personale. Il percorso formativo e lavorativo in medicina estetica è stata una scelta di cui sono molto felice. Chi ha passione per questo lavoro ha la possibilità di viverlo proattivamente, innovando continuamente le proprie competenze e portando le performance ad un livello sempre più alto. L’entusiasmo è un discriminante fondamentale per la scelta, ma chi lo prova sa di non sbagliare nel momento in cui decide di intraprendere questa strada.

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27

Ott
2017
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TRATTAMENTO INIETTIVO IN DOLCEZZA

E’ stato creato uno strumento di precisione per la vostra bellezza che consente al medico di programmare il volume del gel e la velocità di iniezione, a seconda delle caratteristiche dell’area da trattare.

Il gel viene inoculato lentamente ed in modo regolare usando un sistema iniettivo elettronico. A due anni dal lancio, i dati confermano che l’esclusivo device per l’iniezione di acido ialuronico ha profondamente innovato la pratica della Medicina Estetica in nome del confort dei pazienti e della libertà di espressione dei medici estetici.

La paura del dolore e l’incertezza del risultato sono i primi timori di molte persone. In nome del risultato di ciò è nata “la pennetta”, un innovativo strumento elettronico cordless concepito per facilitare l’applicazione degli iniettabili a base di acido ialuronico (biorivitalizzanti e filler). Attraverso la sua avanzata tecnologia ha rivoluzionato il concetto e la metodologia dei trattamenti iniettivi, riscuotendo un successo crescente.

I Laboratori di Ginevra hanno commissionato un trial europeo per verificare il grado di soddisfazione dei medici e dei pazienti. I dati dimostrano che il dispositivo rende il trattamento più confortevole e meno doloroso, riducendo sensibilmente gli effetti collaterali transitori post-trattamento (edemi, lividi, ecc.). Inoltre consente ai medici estetici, trattamenti innovativi rispetto al passato, esaltandone tecnica e manualità. I risultati premiano dunque l’innovazione.

Il 96%dei pazienti si è dichiarato soddisfatto del trattamento esprimendo il desiderio di poter avere la stessa metodica iniettiva anche per le sedute successive.

Il 91,7% delle pazienti ha risposto positivamente alla domanda”Lo raccomanderebbe ad un’amica?”, specificando che il confort avvertito durante è stato tale da far dimenticare la paura del dolore.

Il 90% dei medici ha sottolineato la facilità di esecuzione, confermando che procedura iniettiva è agevolata. La mano è meno impegnata e questo consente una maggiore concentrazione e un perfezionamento del trattamento. Il dispositivo è preciso, garantendo il massimo controllo dell’erogazione del prodotto. Inoltre è delicato per cui, oltre a fornire il massimo confort nel trattamento in qualsiasi zona del volto, è particolarmente indicato in quelle aree considerate da sempre più sensibili come labbra e contorno occhi.

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