Archive for Medicina antiaging’ Category

15

Apr
2019
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Rughe del leone: cosa sono, come prevenirle e come combatterle

I francesi le chiamano rides du lioned al di là delle Alpi sono molto chiacchierate. Nel mondo sono poche le nazioni dove esiste una traduzione, ad esempio non esiste in inglese. In italiano, invece, c’è qualcuno che le chiama “rughe del leone“. Ma di cosa stiamo parlando? Ebbene, di quelle piccole rughe d’espressione che si formano ai bordi e sopra le sopracciglia quando mostriamo delusione o tristezza. 

In parte le rughe del leone sono dovute ad un fenomeno meccanico, per via della contrazione dei muscoli che porta la pelle a creare dei piccoli avvallamenti. Con il passare del tempo, però, può capitare di ritrovarsi ad avere stabilmente questo piccolo inestetismo sopra al naso che finisce per restituire un viso un po’stanco e severo. Quando si pone rimedio al problema delle rughe del leone si nota da subito un volto più giovane allo specchio. 

cos'è la ruga del leone

Come si formano e come prevenirle 

Per le rughe del leone vale lo stesso discorso che, più in generale, si applica a tutte le rughe d’espressione. Con il tempo, la contrazione dei muscoli provoca il cedimento della pelle; da una semplice questione espressiva, così, la ruga diventa una costante che si manifesta in ogni condizione. La prevenzione che si può fare è poca, dal momento in cui ad agire sono soprattutto il tempo e la ripetizione delle espressioni; dal momento in cui sono quelle corrucciate o deluse che fanno comparire le rughe del leone, possiamo dire ironicamente che un buon modo di fare prevenzione sia essere felici! 

Al di là degli stati d’animo, a cui è associata una mimica, ci sono delle abitudini che accelerano il processo. Tra queste, la prolungata esposizione non protetta ai raggi del sole e il fumo di sigaretta sono le due da evitare maggiormente. Trattare con un filler questa ruga non costituisce l’intervento d’elezione, perché il continuo movimento ne accelera il riassorbimento e non si può usare un filler con elevata densita’. 

Eliminare le rughe del leone con la medicina estetica 

Si può fare molto per le rughe del leone con gli strumenti che la medicina estetica mette a disposizione. Il più grande alleato contro questo inestetismo è sicuramente il botulino, che va a livellare il solco agendo come riempimento. Volendo cambiare prospettiva, invece, un trattamento con laser a CO2 o il needling possono aiutare a stimolare la naturale produzione di collagene ed elastina da parte del corpo, facendo in modo che la pelle torni ad avere struttura ed un aspetto più giovane. 

 

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15

Apr
2019
Commenti disabilitati su Ringiovanire a 50 anni, con e senza medicina estetica

Ringiovanire a 50 anni, con e senza medicina estetica

Sul nostro blog abbiamo parlato di diversi trattamenti e tecniche per ringiovanire, sia tramite la medicina estetica sia senza. In molti casi siamo tornati a sottolineare il fattore dell’età, segnalandola come una variabile da tenere in considerazione prima di affrontare un percorso di ringiovanimento. Questa volta vogliamo essere più specifici: come si può sembrare più giovani a cinquant’anni? 

I cinquanta sono una soglia importante. Oggi si vive decisamente più a lungo rispetto ai tempi di Dante, per cui è questa l’età che ora possiamo definire “Il mezzo del cammin di nostra vita”. L’avanzare degli anni inizia a notarsi, segnando il volto con qualche ruga, ed il corpo non reagisce più allo stress e alla stanchezza come prima. Fisicamente non cambia molto rispetto a quando si avevano 49 anni, questo è evidente, ma psicologicamente si comincia ad accettare l’idea di non essere più dei ragazzi; questo vale per lo meno a livello anagraficoi. In questa guida vogliamo soffermarci su come sembrare esteticamente ed essere fisicamente più giovani di prima una volta passati i cinquant’anni. 

come ringiovanire il viso a 50 anni

Ringiovanire a cinquant’anni senza la medicina estetica 

Non per forza serve un percorso di medicina estetica per sembrare più giovani. Chi ha un amico ex fumatore saprà che talvolta basta abbandonare una cattiva abitudine, come le sigarette, per dimostrare parecchi anni di meno. Possiamo dire che sia proprio un discorso di abitudini quello da fare per chi vuole badare al suo lato estetico passati i cinquant’anni. 

Si dice che “la natura non perdona”. In realtà da giovani tendiamo a dimenticarcelo, perché anche dormendo poco, idratandoci in modo irregolare e rimanendo in spiaggia per giornate intere senza protezione solare riusciamo a portarci dietro dei segni minimi di questi errori. Quando si arriva a cinquant’anni, anche chi non lo ha capito prima deve mettersi in condizione di obbedire alle leggi della natura per migliorare la sua salute. Stiamo parlando proprio di salute in generale, prima ancora di riflettere il discorso sull’aspetto estetico. 

Ecco un elenco di buone abitudini che aiutano molto a ringiovanire esteticamente e fisicamente: 

  • Bere sempre almeno due litri di acqua al giorno distribuendoli nell’arco della giornata, ed in generale porre molta attenzione alla corretta idratazione. Questo aiuta a prevenire inestetismi come le borse sotto gli occhi, la cellulite e molti altri ancora. 
  • Non adottare diete improbabili per perdere peso, cercando di dimagrire drasticamente in poche settimane. La pelle non è più elastica come a vent’anni, per cui oltre ai danni fisici si andrà quasi sicuramente incontro all’insorgenza di lassità. 
  • Smettere di fumare. Sarà pure una frase ripetuta in qualunque contesto, che ormai sembra diventata un ritornello, ma è davvero importante. Oltre agli effetti positivi su rughe e sulla pelle, impatta direttamente su malattie cardiovascolari e tanti altri effetti negativi che non possono essere trascurati. 
  • Fare sport regolarmente, in modo da tonificare i muscoli e tenere sotto controllo la massa grassa (a cinquant’anni il metabolismo non è più al suo apice!). Bisognerebbe combinare attività aerobiche, come la corsa leggera o la camminata veloce, ad altre anaerobiche, come la palestra, in modo da massimizzarne i vantaggi. 
  • Idratare la pelle utilizzando le creme giuste, per mantenerla morbida e lucente. 
  • Non esagerare con il trucco e utilizzare prodotti che lascino respirare la pelle il più possibile, ricordando comunque di struccarsi in modo puntuale e completo. 
  • Alimentarsi in modo sano, cercando di limitare i fritti ed i cibi troppo salati, in modo da minimizzare i problemi legati alla ritenzione idrica in tutto il corpo. 
  • Proteggersi dai raggi UV, esponendosi al sole con le dovute protezioni e gli occhiali. I raggi UV accelerano di molto la formazione delle rughe, ma sono anche causa di altri inestetismi come gli angiomi rubino 

Ringiovanire a cinquant’anni con la medicina estetica 

Una volta che il proprio stile di vita è sistemato, seguendo tutte le buone abitudini del punto precedente, si può avere una chiara idea di quale sia la migliore immagine di sé. Quello che si ottiene è il proprio stato fisico ed estetico al netto di tutti quei vizi e piccoli errori che possono peggiorarlo; da qui in poi si entra, insomma, nel dominio della medicina estetica. Oltre un certo livello di progressi diventa necessario intraprendere un percorso di benessere e ringiovanimento, trovando un medico estetico di fiducia che possa seguirne tutte le fasi. 

A cinquant’anni l’idea di avvicinarsi ad un professionista di questo tipo, se non lo si è già fatto prima, è pienamente coerente. Da una parte si iniziano a manifestare dei segni del tempo su cui si può intervenire in maniera efficace, dall’altra questi non sono ancora così evidenti da costringere il fine del percorso a “limitare i danni”. 

La scelta dei trattamenti è ampia, perché a cinquant’anni è difficile che la pelle del paziente sia così compromessa da escludere le principali soluzioni di medicina estetica. Anche le gravidanze diventano molto rare, quindi possiamo includere nell’elenco delle vie percorribili anche quelle che vengono sconsigliate alle donne incinte. Tra queste: 

  • I filler per il ripristino dei volumi, senza modificare i lineamenti, ma riportando indietro le lancette dell’orologio 
  • Il laser ad anidride carbonica ed il fotoringiovanimento sono le più comunemente raccomandate. Dal momento in cui stimolano la produzione naturale di collagene ed elastina da parte del corpo, il loro effetto è molto naturale ed aiuta a ritrovare una gioventù biologica della cute.  
  • La possibilità di ricorrere al botulino è da valutare di caso in caso. Questo trattamento, aggiungendo del peso sui muscoli facciali, sul lungo termine può portare ad un ulteriore cedimento delle zone interessate rendendo necessario un frequente ritocco. Il microbotox può essere una valida alternativa, ma anche in questo caso lo si può stabilire soltanto durante una visita conoscitiva.  
  • La cosmeceutica è un altro tipo di percorso che può rivelarsi molto utile, soprattutto dal momento in cui negli ultimi anni sono stati portati sul mercato molti prodotti di alto livello. 
  • Una biorivitalizzazione della zona del décolleté è talvolta la chiave per dimostrare meno anni, spostando l’attenzione su una zona del corpo molto visibile ma spesso trascurata. 

Questi sono alcuni dei numerosi esempi che si potrebbero fare. Con la medicina estetica è possibile ottenere risultati concreti in poco tempo, ma le valutazioni sono sempre specifiche per ogni soggetto. Chi si trova a Torino può prenotare subito una visita nel nostro studio, in modo del tutto gratuito e senza impegno, così da poter discutere insieme del percorso di medicina estetica più adatto al suo caso. Per farlo basta utilizzare i recapiti presenti nella sezione “Contatti“. 

 

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19

Mar
2019
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Microbotox, l’evoluzione del botulino

Il trattamento con botulino ha fatto la storia della medicina estetica. Le celebrità, specialmente le attrici, hanno portato alla ribalta questo modo per ringiovanire la pelle; così facendo non hanno soltanto reso popolare la tossina botulinica, ma hanno dato un impulso notevole a tutta la medicina estetica. Ora il botox si rinnova, con una variante detta microbotox che sta diventando via via più popolare in tutto il mondo. Per il momento si tratta ancora di una tecnica poco impiegata, utilizzata soltanto in pochi studi in Italia. Negli Stati Uniti, solitamente pionieri in questo campo, il microbotox è già una realtà diffusa su larga scala. 

In questa guida vogliamo aiutarti a capire meglio di che cosa si tratta, soprattutto chiarendo le differenze rispetto al trattamento tradizionale. 

trattamento microbotox

Come funziona il microbotox 

Anche questo tipo di trattamento prevede una serie di iniezioni a base di botulino che vengono praticate dal medico estetico. Nella siringa sono tuttavia presenti quantità inferiori di sostanza, molto più diluita. 

Uno degli aspetti più interessanti di questo trattamento è che le iniezioni non vengono praticate nel tessuto muscolare. L’agodecisamente piccolo, si limita a penetrare fino allo strato dermico della pelle ed è lì che viene iniettata la soluzione; il risultato appare naturale, rendendo la zona trattata più piacevole esteticamente. Sia sul volto che sul décolleté l’effetto è molto percepibile, e soprattutto non sembra in alcun modo legato ad un trattamento medico. 

Dal momento in cui l’iniezione si ferma allo strato più basso della pelle, il microbotox è versatile e si adatta ad un maggior numero di inestetismi: 

  • Si possono trattare anche le piccole rughe intorno agli occhi con grande precisione 
  • I pori della pelle si stringono, donando un impatto visivo migliore alla zona trattata 
  • La mimica facciale viene ridotta meno che con il trattamento tradizionale 
  • Tonifica la pelle e ne migliora l’aspetto superficiale 

Le sedute 

Ogni seduta dura solitamente tra i 20 ed i 40 minuti, mentre il numero complessivo di queste va scelto con attenzione dal medico estetico. Il medico incomincia preparando il materiale necessario, dopodiché pratica una serie di piccole iniezioni ravvicinate. I punti in cui iniettare la sostanza sono un aspetto cruciale, dunque vengono già solitamente studiati in una seduta preparatoria precedente. 

L’ago è piccolo, ed è normale che il paziente avverta solo un po’di fastidio. Una volta terminate le iniezioni, poi, il fastidio scompare nel giro di pochi secondi ed il paziente può già riprendere le sue normali attività sociali.

 

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22

Feb
2019
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La radiofrequenza è sicura? Quali sono le controindicazioni?

I trattamenti di medicina estetica che impiegano la tecnica della radiofrequenza sono diventati molto popolari. E’ legato alla possibilità di dare un aspetto più giovane ed elastico alla pelle senza sottoporsi ad un’operazione e con tempi di recupero minimi, sicuramente allettante per molte persone. Eppure c’è qualcuno che quando sente parlare di radiofrequenza medica si spaventa, temendo che in qualche modo possa avere un impatto negativo sulla salute. 

In questa guida vogliamo dunque fare chiarezza su questo trattamento: è sicuro? Ci sono controindicazioni? Una premessa però possiamo già anticiparla: la radiofrequenza, se fatta da un medico estetico che utilizza l’attrezzatura adeguata, è un trattamento piuttosto privo di problematiche. Ne parleremo citando anche diversi studi in merito degli ultimi anni. 

La radiofrequenza è sicura? 

Molte persone temono che le onde prodotte dallo strumento siano cancerogene o portino ad altri tipi di problema. Facciamo un passo indietro: come funziona questo trattamento? Tutto si basa semplicemente sul riscaldamento dei tessuti. Le onde radio sono un tipo di onda elettromagnetica, categoria piuttosto grande che include anche le onde prodotte dagli apparecchi elettronici e quelle prodotte dal nostro corpo. Già, anche il nostro corpo ha un po’ di magnetismo naturale! 

radiofrequenza effetti indesiderati

Le onde elettromagnetiche hanno una caratteristica fondamentale: trasportano energia. Ecco perché il forno a microonde, ad esempio, riesce a scaldare gli alimenti. Lo stesso principio viene utilizzato per creare gli apparecchi utilizzati dai medici estetici, che andando a produrre onde radio riescono a scaldare i tessuti; questo calore fa sì che il nostro corpo reagisca naturalmente producendo collagene ed elastina, le due proteine fondamentali che danno alla pelle un aspetto più giovane e liscio.  

Tra tutte le onde elettromagnetiche, ci sono dei criteri molto precisi per i quali la comunità medica ha optato per l’adozione di quelle radio. In particolare, di onde radio particolarmente lente con una frequenza vicina ai 450 Kilohertz: 

  • La quantità di calore che sono in grado di trasmettere ai tessuti è sufficiente ad indurre la risposta biologica dell’organismo, provocando l’effetto ringiovanente tipico della radiofrequenza; 
  • Il calore trasmesso al derma non è comunque sufficiente a provocare danni agli organi interni, dal momento in cui l’ampiezza delle onde radio è studiata per impedirne la penetrazione profonda; 
  • La struttura fisica delle onde (frequenza, ampiezza, lunghezza) non risulta provocare danni sul lungo termine. In particolare, l’American Cancer Society non ha trovato una correlazione tra la radiofrequenza e l’insorgenza tumorale nemmeno su cavie esposte al trattamento per 9 ore al giorno. 

Le precauzioni per evitare effetti indesiderati 

Abbiamo appurato che la radiofrequenza sia un sistema sicuro, ma il discorso va leggermente approfondito. In particolare, affinché non vi siano problemi con il trattamento sono necessarie due forme di prevenzione: 

  • Il paziente deve prevenire i problemi scegliendo di rivolgersi ad un medico estetico, un professionista di questo tipo di trattamenti. Il medico deve poi utilizzare apparecchiature valide ai sensi della normativa europea, che a sua volta è stata introdotta proprio per impedire la commercializzazione di macchinari non idonei; 
  • Il medico deve prevenire eventuali effetti indesiderati facendo attenzione a non praticare il trattamento a soggetti non predisposti. Non ci vogliono particolari doti naturali per essere predisposti alla radiofrequenza. Semplicemente vi sono delle condizioni, come una particolare sensibilità della pelle o la gravidanza, in cui il trattamento deve essere sconsigliato.  

Oltre alla prevenzione, è anche importante che durante la fase di recupero vengano rispettati dei paletti: 

  • Evitare l’esposizione al sole 
  • Evitare le saune e le docce bollenti 

Purché queste condizioni siano rispettate, la radiofrequenza non deve fare paura. Lo studio medico estetico Papini a Torino pratica questo trattamento ormai da anni, per cui il nostro è anche un discorso di esperienza diretta. I nostri lettori torinesi sono anche invitati a chiamarci per fissare un primo appuntamento in studio gratuito, in cui potremo valutare insieme la loro predisposizione alla radiofrequenza.  

 

 

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21

Gen
2019
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Trattamento filler all’acido ialuronico a Torino

Il filler all’acido ialuronico è uno dei più impiegati in medicina estetica, perché riesce a trovare impiego in diversi modi, sia su chi desidera mostrare una pelle del viso più giovane che su chi desidera labbra più voluminose. Il suo ingrediente fondamentale, l’acido ialuronico, è una sostanza che di norma non scatena reazioni allergiche e questo ha aiutato senza dubbio la sua diffusione; combinandolo con altre sostanze o con altri filler, poi, questo trattamento può adattarsi davvero a molti pazienti. Come sempre, in ogni caso, tutto comincia con una visita in studio in cui vengono valutate di caso in caso le esigenze e le problematiche specifiche del singolo paziente. Chi desidera, può richiedere una prima visita senza impegno nel nostro studio di Corso Stati Uniti, 35, a Torino.

acido ialuronico filler viso

Cos’è l’acido ialuronico

L’acido ialuronico è una sostanza che viene prodotta in modo del tutto naturale dal nostro organismo. Risulta di fondamentale importanza per il tessuto connettivo, ovvero quel tessuto che dona tono al corpo; la sua è una funzione puramente strutturale, che ci aiuta ad avere un migliore isolamento termico ed a mantenere la nostra forma. Tra le altre aree del corpo in cui è presente, il tessuto connettivo si trova anche tra la pelle ed i fasci muscolari del viso. Ecco perché l’acido ialuronico è utile per le iniezioni cutanee e sottocutanee: dando nuova forma e nuovo volume laddove sono comparse rughe e segni del tempo, aiuta a ripristinare il tono naturale di un viso più giovane.

Il filler all’acido ialuronico rientra nella categoria dei filler riassorbibili, ovvero quelli che una volta iniettati vengono assimilati dall’organismo nel corso del tempo. I suoi effetti, dunque, non sono permanenti e dipendono anche dalla composizione molecolare di quel che compone il filler. Alcuni di questi vengono riassorbiti dopo appena 6 mesi, altri durano più a lungo, comunque l’acido ialuronico iniettato stimola sempre il nostro organismo a produrre nuovo collagene, per cui ha azione curativa.

Le sedute

Le sedute sono molto brevi e durano meno di un’ora; il loro numero va valutato di caso in caso, ma talvolta ne è sufficiente una sola. La prima volta che il paziente viene in studio, offriamo un consulto gratuito e senza impegno nel quale prendiamo in esame il caso ed il tipo di filler ottimale per le sue esigenze.

Durante le sedute, il medico procede con un piccolo ago ad iniettare il filler ove opportuno. Il dolore è quasi sempre minimo, ma eventualmente è possibile utilizzare un anestetico topico per far sì che il fastidio venga ulteriormente attenuato. Dopo la seduta non ci sono particolari indicazioni da seguire, ma è possibile che per alcune ore il paziente continui ad avvertire un leggero bruciore nelle zone interessate.

Risultati

I risultati sono solitamente già visibili subito, ed è è una caratteristica comune alla quasi totalità dei filler, poiché fa da riempitivo e di conseguenza non necessita di tempo per svelare i suoi risultati. Solitamente i pazienti rimangono molto soddisfatti, anche perché è possibile agire su diverse zone quali zigomi, rughe d’espressione e labbra, colmare dei segni dell’acne oppure applicare il filler in altre zone (dove magari sono presenti smagliature).

Speriamo di essere stati d’aiuto a tutti coloro che, a Torino e provincia, stanno cercando uno studio medico estetico a cui rivolgersi per un trattamento a base di filler ialuronico. Nella pagina contatti sono disponibili tutti i nostri recapiti per richiedere una prima visita.

 

 

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10

Gen
2019
Commenti disabilitati su Radiofrequenza viso, ringiovanire con le onde elettromagnetiche

Radiofrequenza viso, ringiovanire con le onde elettromagnetiche

La radiofrequenza è un trattamento che aiuta a ritrovare l’aspetto tonico e giovane del viso, del décolleté e del collo. In questa guida andremo ad esaminare i risultati, i modi ed i tempi di questo trattamento di medicina estetica. Vedremo anche quali sono i possibili effetti collaterali e le indicazioni per il post-trattamento, in modo da completare il quadro; chi si trova nella zona di Torino e provincia, eventualmente, potrà anche richiedere un consulto senza impegno nel nostro studio in corso Stati Uniti, 35, proprio a Torino. 

Come funziona la radiofrequenza viso 

La radiofrequenza viso si avvale di specifiche apparecchiature in grado di emettere onde a frequenze diverse. Il discorso specifico sull’ampiezza e la frequenza delle onde è un po’ tecnico, per cui limitiamoci a dire questo: a seconda delle caratteristiche dell’onda utilizzata si ottengono risultati diversi. Quando impieghiamo onde particolarmente potenti (la potenza dello strumento si misura in Watt), si entra nel campo della radiofrequenza medica; la radiofrequenza medica può essere praticata soltanto dai medici estetici, mentre una forma più leggera del trattamento è disponibile anche nei centri estetici attrezzati. 

guida alla radiofrequenza viso

Le onde vanno a colpire specifiche aree della cute, il che provoca un’alterazione della struttura molecolare dei tessuti. In particolare, provoca il riscaldamento dei tessuti sottocutanei (solitamente 55-65 °C, non doloroso per il paziente). L’effetto ringiovanente è dovuto al fatto che il riscaldamento e la ionizzazione delle molecole fanno degenerare le fibre di collagene ed agiscono sui fibroblasti, le cellule che producono il tessuto connettivo. La risposta biologica è la creazione di nuovo collagene, proteina nota per essere responsabile del tono dei tessuti e della loro elasticità. La produzione pressoché immediata di nuovo collagene garantisce risultati visibili fin dai primi giorni. 

In parole più semplici, la radiofrequenza riscalda i tessuti sotto lo strato di pelle esterna e questo riscaldamento provoca un ringiovanimento della zona bersagliata, grazie ad una risposta naturale dell’organismo.  

Le sedute 

Per una seduta di radiofrequenza viso possono bastare dai 15 ai 60 minuti. La durata, così come la frequenza e la potenza delle onde, devono essere studiate in base al singolo caso dal medico. Possiamo annoverarla tra i lunchtime treatments, i trattamenti di medicina estetica che si possono svolgere nell’arco di una pausa pranzo. Il numero di sedute è anch’esso variabile, ma normalmente un ciclo ne include da tre a sei a seconda, nuovamente, del singolo caso. Gli effetti permangono a lungo, ma solitamente dopo un po’ è bene riprendere le sedute in modo da mantenere il risultato e contrastare l’ulteriore effetto del tempo trascorso. 

Effetti indesiderati 

La radiofrequenza è un trattamento davvero poco invasivo, quindi gli effetti indesiderati sono minimi. Nelle ore immediatamente successive alla seduta è possibile sperimentare rossore, così come durante il trattamento potrebbe dare un po’di fastidio il calore sottocutaneo. In ogni caso, il rossore passa dopo alcune ore e il fastidio è minimo, dunque non viene praticata nessuna anestesia.  

Quasi chiunque può affrontare un ciclo di sedute di radiofrequenza. E’ cura del medico estetico fare una attenta diagnosi per consigliare il trattamento più idoneo. 

 

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15

Dic
2018
Commenti disabilitati su Fili biostimolanti

Fili biostimolanti

I fili biostimolanti sono stati impiegati con successo in medicina estetica da circa un decennio a questa parte. Fanno parte di un insieme più ampio di strumenti per il lifting non chirurgico, che spesso si definisce soft restoration. Questo tipo di trattamento ha un’efficacia non proprio di un lifting chirurgico, ma è decisamente meno invasivo in quanto ambulatoriale.

Dal momento in cui la tecnica della soft restoration si è affinata, i fili biostimolanti hanno iniziato a trovare spazio in modo sempre più ampio all’interno degli strumenti utilizzati in medicina estetica. Abbiamo creato quindi una piccola guida che puoi leggere per comprenderne il funzionamento, l’essenza e l’efficacia.

Cosa sono i fili biostimolanti

Si tratta di piccoli filamenti, dello spessore meno che millimetrico: i più spessi arrivano ad avere una circonferenza analoga a quella di un capello. Il materiale con cui sono realizzati, il Polidiossanone, li rende particolarmente adatti per la pratica medica. Infatti questo materiale è completamente anallergico, non provoca reazioni infiammatorie da parte dell’organismo né possibili rigetti, ma soprattutto viene riassorbito naturalmente dal nostro corpo.

fili biostimolanti

Questi fili, così poco invasivi, sono molto utili per combattere i segni del tempo. Questo grazie alla loro doppia azione:

  • A livello fisico e meccanico, sono in grado di provocare il “tiraggio” delle zone in cui si manifesta un cedimento della cute. Questo permette, ad esempio, di utilizzarli per distendere le rughe;
  • Grazie alla risposta chimica che suscitano nell’organismo, invece, questi possono stimolare la produzione naturale di sostanze importanti per l’elasticità ed il tono della pelle. Tra queste, in particolare, elastina, collagene ed acido ialuronico. Per evitare incomprensioni, chiariamo meglio questo aspetto: i fili biostimolanti non veicolano direttamente queste sostanze a livello cutaneo; è il nostro corpo che reagisce alla presenza dei fili stimolandone la produzione.
  • L’applicazione dei fili porta il nostro corpo a creare anche nuovi piccoli vasi sanguigni intorno alla zona di applicazione. Questi sono un importante vettore di ossigeno e altre sostanze utili per le cellule adiacenti, che gioveranno ulteriormente di questa risposta dell’organismo manifestando un migliore aspetto.

Trattamento con fili biostimolanti

Il trattamento in cui possiamo inquadrare l’utilizzo dei fili biostimolanti, come accennavamo inizialmente, è quello del lifting non chirurgico. Questo viene effettuato normalmente utilizzando vari strumenti a disposizione del medico estetico di cui i fili in polidiossanone sono un esempio; tuttavia è possibile procedere anche soltanto alla loro applicazione senza effettuare ulteriori fasi del trattamento.

Per posizionarli a livello della cute del paziente, il medico fa uso di un piccolo ago: non viene praticata alcuna incisione ed i segni lasciati dall’ago sono minimi. In un tempo approssimativo di mezz’ora, anche in base alle esigenze specifiche della persona considerata, il trattamento è solitamente concluso.

In base al tipo di filo applicato è possibile:

  • Garantire un riassorbimento più breve o più lungo;
  • Mirare di più al risultato dell’azione meccanica o a quello della risposta dell’organismo;
  • Adattare il filo alle specifiche caratteristiche fisiche e chimiche delle zone interessate.

Post trattamento

Nella fase successiva al trattamento non si dovrebbero avvertire particolari fastidi. Inoltre l’applicazione dei fili biostimolanti, con un lungo storico alle spalle, si è affermata come una tecnica priva di effetti collaterali gravi. Semplicemente è facile notare un arrossamento della zona trattata e qualche piccolo segno lasciato dal microago. L’unica raccomandazione importante è quella di non esporsi al sole durante i giorni immediatamente successivi all’applicazione.

Chi è interessato a questo o ad altri trattamenti di medicina estetica a Torino, come sempre, può utilizzare i nostri recapiti per richiedere una visita senza impegno.

 

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16

Ott
2018
Commenti disabilitati su Tutto quel che c’è da sapere sul Filler Radiesse

Tutto quel che c’è da sapere sul Filler Radiesse

I filler sono sostanze che vengono inoculate tramite un ago a livello della cute, affinché possano correggere determinati inestetismi. Solitamente sono impiegati per riempire le depressioni delle rughe, restituendo alla pelle un aspetto più disteso e liscio; tutti i medici estetici conoscono la loro importanza e sanno di poter contare su questi prodotti sia in modo esclusivo, sia a corredo di altri trattamenti in modo da amplificarne i risultati. 

Anche considerando la relativa modernità dell’intera branca estetica della medicina, i filler sono soggetti ad un continuo processo di ricerca e sviluppo mirato alla creazione di prodotti sempre migliori. Oggi si sente parlare molto, in particolare, del filler Radiesse e di come i pazienti che lo hanno provato siano soddisfatti della decisione. 

Cos’è il filler Radiesse 

Il filler Radiesse è composto da microsfere di idrossiapatite di calcio (CaHA) in una soluzione di gel acquoso. Chi non è un medico potrebbe saperne quanto prima, giustamente, per cui è bene spiegare meglio in che modo questo composto agisca una volta iniettato nel derma.Il Radiesse stimola la produzione di collagene. Questa proteina, che ricordiamo essere responsabile insieme all’elastina della tonicità della pelle, negli anni perde la sua naturale concentrazione nel derma e vede spezzarsi le catene molecolari da cui è composta. Il filler Radiesse, dunque, agisce sia in quanto vero e proprio filler, sia stimolando una reazione del nostro corpo con effetto ringiovanente. 

radiesse filler

Gli effetti del filler radiesse

Nel tempo il filler viene riassorbito naturalmente dal nostro corpo, che lo metabolizza. Come tutti i trattamenti  di medicina estetica, infatti, anche in questo caso gli effetti non sono definitivi. Tuttavia, anche una volta che le microsfere ed il gel sono stati riassorbiti sarà visibile l’effetto prodotto dalla generazione di nuovo collagene da parte dell’organismo. 

La duplice azione di questo prodotto ha subito incuriosito i medici estetici europei, dopo aver visto il Radiesse ottenere l’approvazione della Food And Drugs Administration americana e aver notato i molteplici feedback riguardanti la sostanza. Dal momento in cui il filler ha ottenuto la certificazione CE, si è diffuso il suo impiego anche in Italia. 

Risultati e vantaggi di questo prodotto 

Il filler Radiesse si distingue da altri prodotti della categoria non solo per la stimolazione della produzione di collagene. Tra i suoi vantaggi, infatti, c’è anche quello di non poter provocare allergia nei pazienti a cui viene iniettato. Per questo motivo non bisogna temere reazioni impreviste né occorre sottoporsi ad un test specifico prima del trattamento. 

Gli effetti delle sedute sono visibili sin dal primo giorno, il che è sempre una nota positiva. A questa va aggiunto il lungo periodo per cui rimangono gli effetti prodotti; lo studio più recente risale al 2010 ed è dei dott.ri Bass LS, Smith S, Busso M, McClaren M., che hanno indagato la permanenza dei risultati dell’idrossiapatite di calcio scoprendo come essi possano durare in molti casi per più di un anno.  

Richiedere una visita gratuita

Chiunque desideri maggiori informazioni e voglia impostare un percorso di benessere ed estetica si senta libero di contattarci. In alternativa è possibile trovare lo Studio Medico Estetico Papini in corso Stati Uniti, 35, Torino; durante la prima visita senza impegno potremo approfondire l’eventuale uso di filler, sempre tenendo in considerazione che le esigenze specifiche variano di paziente in paziente e che per studiarle con la dovuta cautela è fondamentale un incontro dal vivo. 

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24

Set
2018
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Tutto sulla tecnica PRP per il ringiovanimento del viso e del collo

La tecnica PRP per viso e collo è piuttosto recente, ma sta diventando via via sempre più popolare. Sono complici anche i risultati ottenuti da chi si sottopone al trattamento: la percentuale di persone che definiscono i propri risultati “superiori alle attese” è infatti tra i più alti nella categoria dei trattamenti ringiovanenti.

La tecnica ringiovanente PRP si basa sull’utilizzo dei fattori di crescita piastrinici e sulla loro azione bioristrutturante per la pelle, specialmente nelle zone del viso e del collo. Per lo svolgimento del trattamento le piastrine vengono direttamente separate dal sangue prelevato dal paziente, scongiurando qualsiasi rischio di reazione allergica.

Malgrado sia anche chiamato “Vampire Treatment”, ovvero “Trattamento del Vampiro“, la PRP annovera tra i suoi vantaggi quello di essere un trattamento davvero poco doloroso. Il suo nome scientifico è invece l’acronimo di Platelet-Rich Plasma: questo si riferisce proprio alla parte piastrinica del sangue, unica sostanza impiegata per svolgere il trattamento.

Come funziona la tecnica PRP 

In primis viene prelevato un campione di sangue dal paziente, solitamente non più di 10 ml; il prelievo avviene nella zona del braccio, di modo che il fastidio avvertito sia minimo. Il medico estetico procede poi a centrifugare il campione, separando il siero dai globuli rossi. Il siero è la parte liquida del sangue, costituita in prevalenza da acqua e contenente anche le piastrine. 

prp ringiovanente

La provetta con il sangue ben centrifugato consente al medico di riempire una siringa con la parte arricchita di piastrine e privata di globuli rossi. Si utilizzerà un microago, poco fastidioso, per inoculare il PRP nei distretti stabiliti. 

Il medico procede praticando le iniezioni in punti ben precisi, i quali sono in parte “tipici” ed in parte soggetti alle personali condizioni del paziente. La sensazione avvertita dal paziente è simile a quella della punta di una penna che viene appoggiata alla pelle. A questo punto le sostanze liberate con la rottura delle piastrine, dal potente effetto bioattivo, cominceranno a fare effetto. In circa tre o quattro giorni questo potrà essere parzialmente visibile, ma il risultato è più evidente dopo tre o quattro settimane. 

Studi scientifici e risultati da aspettarsi 

Proprio per via della recente introduzione della tecnica PRP nei trattamenti di medicina estetica, gli studi effettuati sono ancora parziali. Sappiamo con certezza che questo trattamento non ha effetti collaterali gravi o persistenti: la reazione allergica è totalmente scongiurata perché durante le iniezioni viene utilizzata esclusivamente una componente del sangue del paziente. 

Lo studio scientifico più interessante risale al maggio 2010 e fu pubblicato sul Journal of Drugs in Dermatology. Furono sottoposte al trattamento PRP per il viso 23 donne, poi monitorate ed intervistate regolarmente nell’arco dei tre mesi successivi. Malgrado non si comprendesse -ed in parte non si capisca ancora- il motivo per cui i fattori di crescita piastrinici aiutino a bioristrutturare la pelle, i risultati furono sorprendenti. 

Al termine dei tre mesi vennero pubblicate le foto “prima e dopo” delle donne sottoposte al trattamento. Fu studiata anche la presenza di eventuali effetti negativi e fu loro chiesto come valutassero l’esperienza avuta con la tecnica PRP. Oltre al fatto che i risultati fossero già evidenti dalle foto, non furono segnalati effetti collaterali e tutti e 23 i soggetti coinvolti si dichiararono pienamente soddisfatti del risultato.

I giorni post-trattamento PRP 

Ci sono delle precauzioni che qualsiasi medico estetico raccomanda ai pazienti che si sono sottoposti al trattamento PRP per i giorni immediatamente successivi alla pratica. Potrebbe essere infatti presente un rossore più o meno evidente sul viso e qualchepiccolo livido, ma non c’è nulla di cui preoccuparsi. I migliori consigli sono: 

  • Mantenere idratata la pelle, eventualmente utilizzando i prodotti suggeriti dal medico; 
  • Evitare l’esposizione al sole, per quanto possibile, ed utilizzare eventualmente una crema solare ad alta protezione se si è costretti a mantenersi per un periodo prolungato sotto la sua luce;

Dopo poco tempo, solitamente, i segni del trattamento scompaiono e rimane esclusivamente il beneficio estetico che esso comporta.

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13

Set
2018
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Prevenire e rimediare alle rughe sotto gli occhi, i consigli del medico estetico

Il sorriso è una delle più grandi meraviglie del nostro corpo. Sorridere  abbassa il nostro livello di stress, ci illumina il volto e comunica agli altri la nostra gioia. Di tutti i brutti scherzi che le rughe ci possono giocare, quello di comparire quando sorridiamo è uno dei più brutti. Tutti conoscono le zampe di gallina, le classiche grinze che appaiono sul contorno degli occhi insieme al sorriso; su queste si è già detto tanto, per cui vogliamo concentrarci su quelle che compaiono sotto agli occhi. 

Con il passare degli anni, specialmente chi ha una pelle molto pallida, potrebbe notare visibilmente le rughe sotto gli occhi anche quando non sorride. In questo articolo vedremo come prevenire e rimediare a tutte le eventualità. 

Focus sulle rughe in generale

Prima di approfondire il tema specifico, ci sembra corretto dare ai nostri lettori che capitano sul blog per la prima volta un’introduzione sulle rughe. Queste sono solitamente il risultato dell’invecchiamento, dell’esposizione della pelle a sostanze che ne favoriscono l’insorgenza e della perdita di elasticità della cute. 

Nel tempo le fibre di collagene e l’elastina, sostanze che rendono morbida ed elastica la pelle, si rompono in fibre più piccole che perdono le loro proprietà. Quando questo avviene, le rughe compaiono. Per questo è sempre bene ricordare le buone regole della prevenzione: 

  • Esporsi il meno possibile ai raggi UV; 
  • Evitare il fumo di sigaretta, anche passivo, ed un eccessivo utilizzo dell’alcol. Ovviamente le rughe sono l’ultimo dei problemi causati da queste sostanze, ma è giusto ricordarlo; 
  • Mantenere una corretta idratazione, sia bevendo che idratando la pelle con cosmetici e cosmeceutici. 
  • Avere buone abitudini alimentari, specialmente assumendo un corretto apporto vitaminico. 
prevenire e curare le rughe sotto gli occhi

Le rughe sotto gli occhi sono fortemente legate al fattore genetico

Prevenire le rughe sotto agli occhi

Prevenire è sempre meglio che curare. Basta poco per inserire nel nostro stile di vita le buone abitudini che ci aiutano a mantenere elastica e giovane la pelle. Nello specifico, per le rughe sotto agli occhi è molto importante avere l’abitudine di indossare gli occhiali da sole quando si esce. Inoltre è utile favorire la prevenzione mediante massaggi ed esercizi da svolgere nella quotidianità. In particolare: 

  • É utile massaggiare la zona sotto agli occhi con prodotti naturali e creme idratanti; il massaggio dovrebbe durare 2-3 minuti ed essere un’abitudine quotidiana, se non si riesce a ricordarsene ogni giorno, più ci si avvicina a questo risultato e migliori saranno gli effetti. 
  • Un esercizio che favorisce la prevenzione si può praticare facilmente senza nessuno strumento specifico. Si mettono le dita medie sugli occhi e si utilizzano i muscoli degli occhi per spingere i polpastrelli più in alto, verso le sopracciglia. 

Queste due tecniche di prevenzione, specifiche per le rughe sotto agli occhi, vanno ovviamente unite ad uno stile di vita sano più in generale. Inoltre, occorre ricordare che il fattore genetico gioca un ruolo determinante nell’evoluzione del viso e dell’eventuale comparsa di inestetismi. 

Contrastare le rughe sotto gli occhi con la medicina estetica

La medicina estetica ha una risposta pressoché per qualsiasi ruga, comprese quelle sotto gli occhi. In questo caso, però, è difficile riuscire ad intervenire con la medesima efficacia con cui si interviene su altri inestetismi; i risultati variano come sempre a seconda delle caratteristiche del paziente specifico, ma le tecniche utilizzate si possono generalizzare. 

  • Il laser ad anidride carbonica o  la radiofrequenza frazionata costituiscono un grande alleato contro le rughe. Trattando la zona interessata con precisione nanometrica, favoriamo la produzione naturale di nuovo collagene. Il collagene andrà poi a rendere nuovamente elastica e giovane la pelle, protraendo l’effetto per molto tempo. Le sedute durano meno di un’ora e il paziente deve evitare di esporsi alla luce del sole nei mesi successivi; dopodiché i risultati del trattamento saranno visibili per molto tempo. Solitamente, per mantenere i risultati occorre un nuovo ciclo dopo 8-12 mesi. 
  • I filler possono essere molto utili per andare a riempire lo spazio vuoto del derma, appianando le rughe. Il filler da usare nel caso specifico varia e va studiato attentamente dal medico estetico prima di procedere. 
  • Le iniezioni di botulino sono altrettanto utilizzate secondo la stessa logica del filler, anche se in questa zona vi sono forti limitazioni. In alcuni casi, il medico può stabilire l’utilizzo combinato di questa sostanza con altri filler. 

Per maggiori informazioni e per una prima visita senza impegno, invitiamo tutti i nostri lettori torinesi a richiedere un appuntamento tramite la nostra pagina di contatto. 

 

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