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19

Mar
2020
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Rimedi anticellulite: meglio creme, fanghi, massaggi o altri trattamenti?

La cellulite è un inestetismo che colpisce quasi il 24% delle donne ed il 15% degli uomini. Il suo sviluppo è causato da diversi fattori, primo fra tutti le alterazioni del circolo.

Tuttavia, ci sono altri fattori che incidono sulla salute dei tessuti cutanei, come per esempio il sovrappeso, l’alimentazione scorretta, l’attività fisica assente o inadeguata ed un’idratazione troppo ridotta. Per combattere la cellulite ci sono molteplici trattamenti a cui ci si può sottoporre, più o meno invasivi e più o meno efficaci.

Poiché la buccia d’arancia presenta diversi livelli di profondità e di evidenza, per vagliare la soluzione migliore in base alla propria condizione fisica sarebbe opportuno parlarne con il proprio medico estetico. A tal proposito, ricordiamo ai nostri lettori che lo studio Papini di Medicina Estetica a Torino offre la possibilità di effettuare gratuitamente la prima visita.

Rimedi anticellulite: ecco i più efficaci

Come dicevamo, ci sono diverse opzioni tra le quali si può scegliere per cercare di ridurre la cellulite. Infatti, nonostante le continue ricerche da parte di chi ne è soggetto, la buccia d’arancia è un inestetismo molto difficile da eliminare completamente.

In realtà, sarebbe meglio dire che, le possibilità di combatterla del tutto aumentano in relazione all’età del soggetto e alla sua condizione di partenza. Una buccia d’arancia molto accentuata, e trascurata per molto tempo, sarà più difficile da eliminare rispetto a quella meno visibile e presa in tempo.

Ad ogni modo, vediamo nel dettaglio quali sono le soluzioni più comuni che vengono prese in considerazione per contrastare la cellulite.

1. Creme

L’applicazione delle creme anticellulite è solitamente la prima opzione che viene vagliata da chi ne soffre. In effetti, l’applicazione è semplice, il trattamento non è invasivo ed il costo dei prodotti non è eccessivo. Di conseguenza, ci sono degli evidenti vantaggi che caratterizzano queste creme. Sul mercato si trovano numerose creme realizzate con il fine di combattere la cellulite, ma per evitare delusioni, è opportuno rivolgersi al proprio medico estetico.

Infatti, bisogna fare i conti con tanti marchi, sia italiani che stranieri, che rendono difficoltosa la scelta della crema giusta. Per quanto riguarda la composizione, nella maggior parte dei casi, le creme anticellulite contengono sostanze stimolanti – teobromina, teofillina, sinefrina -, iodio e, in alcuni casi, principi farmacologici.

Le proprietà delle creme anticellulite agiscono sullo spessore del tessuto adiposo, aiutandone la riduzione. Inoltre, gli stimolanti in esse contenuti, sono efficaci per stimolare lo svuotamento delle cellule adipose, facilitando l’eliminazione naturale del grasso corporeo.

2. Fanghi

Anche i fanghi anticellulite sono un’opzione valida, che apporta numerosi benefici a chi soffre di cellulite. Queste melme, che sono un connubio di acqua termale, oli essenziali e, principalmente argilla, hanno un impatto molto positivo sulla pelle. Il mix di questi elementi naturali infatti, migliora la microcircolazione, ma non solo.

fango per cellulite

Le proprietà di questi fanghi infatti, contrastano il ristagno dei liquidi sulla zona in cui vengono applicati e, allo stesso tempo, assorbono le tossine in eccesso. Inoltre, aumentando la temperatura corporea, stimolano una sudorazione più copiosa. Tra i tanti fanghi esistenti, quelli contenenti l’argilla risultano essere i più efficaci.

Questo minerale infatti, aumenta l’elasticità ed il tono dei tessuti cutanei, lasciando la pelle più morbida e compatta. Allo stesso tempo, svolgono un’azione purificante, eliminando le tossine presenti nell’epidermide. Tuttavia, nonostante gli evidenti benefici dei fanghi anticellulite, ricordiamo l’importanza di rivolgersi al medico di fiducia per sapere se potrebbero apportare degli effettivi miglioramenti.

3. Massaggi

Un’altra buona alternativa per combattere la cellulite sono i massaggi mirati alla zona affetta dalla buccia d’arancia. In effetti, anche questa soluzione apporta diversi benefici, ma è importante sottoporsi al massaggio giusto. Infatti, non è sufficiente massaggiare la pelle con forza o velocità, ma bisogna fare dei movimenti precisi. In particolare, ci sono due tipologie di massaggi che risultano essere efficaci per contrastare la cellulite: quello drenante e quello connettivale.

Il primo è molto utile per combattere una cellulite ai primi stadi, ovvero ancora superficiale. Il massaggio è molto leggero e serve per far confluire i ristagni dei liquidi verso l’alto, di modo da facilitarne la successiva espulsione. L’azione si concentra primariamente a livello venoso e linfatico, stimolando la circolazione sanguigna e linfatica. I risultati, ottenibili senza alcun dolore o fastidio, sono spesso visibili sin dai primi trattamenti.

Il secondo invece, il massaggio connettivale, viene effettuato su una cellulite più profonda. A volte infatti, il trattamento potrebbe risultare un po’ fastidioso, a causa di una maggior intensità. Di fatto, bisogna considerare che, la buccia d’arancia più datata, provoca dolore al tatto. Di conseguenza, andare a mobilitare le cellule adipose con massaggi energici, potrebbe essere leggermente doloroso. I risultati in questo caso tardano un po’ ad arrivare, ma sarà possibile notare i primi miglioramenti dopo le prime settimane di trattamento.

4. Trattamenti di medicina estetica

Infine, l’ultima opzione vagliabile per contrastare la cellulite sono alcuni trattamenti di medicina estetica. Nel corso degli anni infatti, lo sviluppo delle tecnologie e dei materiali utilizzati ha portato sul mercato molteplici soluzioni per trattare la cellulite. Tra quelli disponibili, questi sono quelli a cui si sottopone la maggior parte delle persone che desidera ridurre l’evidenza della cellulite:

  • Mesoterapia: infiltrazioni sottocutanee di farmaci per stimolare l’eliminazione dei liquidi in eccesso;
  • Carbossiterapia: infiltrazioni di anidride carbonica che sciolgono il grasso localizzato, migliorano la microcircolazione ed attivano i processi di neocollagenesi;
  • Intralipoterapia: infiltrazioni di sostanze per sciogliere il grasso in eccesso e ridurre il volume delle cellule adipose.

Come è possibile notare, ogni trattamento viene effettuato per ottenere un risultato specifico. Ad ogni modo, tutti e tre questi trattamenti sono stati realizzati per contrastare la buccia d’arancia presente sulla pelle. Per selezionare la procedura più idonea alla propria condizione fisica, ricordiamo che presso lo studio Papini di Medicina Estetica a Torino la prima visita è senza impegno.

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3

Gen
2020
Commenti disabilitati su Iperidrosi ascellare, come contrastarla con la medicina estetica

Iperidrosi ascellare, come contrastarla con la medicina estetica

L’iperidrosi ascellare è un problema che accomuna molte persone, specialmente uomini. Questo termine medico indica semplicemente un’eccessiva sudorazione a livello ascellare. Ecco perché spesso si sente chiamare anche ipersudorazioneAl di là del nome, comunque, rimane una certezza: con la medicina estetica possiamo contrastarla. 

Spesso chi ne soffre si ritrova a sudare eccessivamente anche in condizioni “atipiche”. Ad esempio in una giornata invernale in cui le temperature non sono alte, oppure durante un’attività lavorativa non faticosa. Per questo può risultare particolarmente fastidiosa. 

In questo nuovo appuntamento del nostro blog, dunque, vogliamo andare a chiarire proprio questo: cosa determina l’iperidrosi, come possiamo agire con la medicina estetica e cosa aspettarci dopo il trattamento. 

Le cause dell’iperidrosi ascellare 

Non tutte le iperidrosi sono dovute alle stesse cause. In particolare, oggi la medicina ne riconosce due tipi: 

  • Ipersudorazione primaria focalizzata, dovuta per lo più alla genetica e ad un’intensa attività ormonale, o legata ad un’eccessiva attività del sistema nervoso simpatico. Solitamente l’iperidrosi ascellare è di questo tipo, se si caratterizza per una sudorazione particolarmente elevata nella sola area ascellare. 
  • Ipersudorazione secondaria generalizzata, che invece non si presenta in un punto specifico del corpo ma in modo più esteso. Questa è tipicamente un effetto collaterale di altre condizioni, come l’ipertiroidismo o la menopausa. 

In altri casi ancora, l’iperidrosi potrebbe essere dovuta alla prescrizione di alcuni farmaci. Princìpi attivi come la desipramina e la nortriptilina sono noti per avere, tra gli effetti collaterali, un aumento del livello di sudorazione. 

Concentriamoci, però, sull’iperidrosi primaria focalizzata nella zona ascellare. 

In questo caso, il problema è semplicemente dovuto ad un’eccessiva produzione di ormoni o iperattività del simpatico che stimolano la produzione di sudore da parte delle ghiandole sudoripare. La medicina estetica, però, fortunatamente ha una risposta. 

trattamento iperidrosi medicina estetica

Il trattamento dell’iperidrosi ascellare 

Prima di trattare il problema, il medico estetico si assicura di avere ben presente il caso specifico del paziente. Per questo è necessario effettuare il Test di Minor. 

Questo test serve a stabilire quanto sia alta l’attività delle ghiandole sudoripare, ed in generale quale sia il livello di iperidrosi. Questo test, molto semplice e del tutto indolore, si effettua utilizzando un tampone. Il tampone viene imbevuto di una soluzione a base di tintura di iodio; dopodiché viene passato sulla pelle e si aspettano alcuni istanti. 

Il tampone andrà ad assumere una colorazione diversa a seconda del livello di iperidrosi. A questo punto il medico può procedere nell’individuazione dei punti su cui applicare il trattamento, che vengono marcati utilizzando un pennarello. 

Infine si procede con il trattamento vero e proprio, a base di tossina botulinica. Già! Per chi pensava che il botulino servisse soltanto nei trattamenti anti-età, questa sarà una bella sorpresa. 

La tossina botulinica, inoculata a dovere sotto la cute, aiuta moltissimo a contenere la sudorazione e a ripristinarne un livello normale. 

Quello che accade sotto la pelle è altrettanto semplice. 

Le ghiandole responsabili della sudorazione, infatti, ricevono dai nervi lo stimolo a produrre il sudore. Il botulino va a ridurre la trasmissione nervosa, limitando lo stimolo alle ghiandole sudoripare. 

Solitamente una singola seduta è sufficiente a contenere il problema in modo efficace, per un determinato periodo di tempo. Per questo si imposta un percorso con il medico, fatto di un ciclo di brevi sessioni dalla durata approssimativa di venti minuti. 

L’ago non è “spaventoso”, ma il medico può comunque decidere di applicare un anestetico topico per rendere il trattamento ancor meno fastidioso. Anche se non risulta del tutto indolore, è comunque facilmente sopportabile anche da chi non è un amante degli aghi. 

Cosa aspettarsi 

Il trattamento dell’iperidrosi ascellare con la tossina botulinica ha ormai una lunga storia di successo alle spalle. 

Già nel 1998, uno studio americano molto interessante raccontava delle statistiche sul trattamento su larga scala dell’ipersudorazione con il botulino. Tra tutte le aree che possono essere trattate con il botox per ridurre la sudorazione, le ascelle risultano essere quella che risponde meglio. 

Inoltre, a differenza di mani e piedi, le ascelle non sono così ricche di terminazioni nervose. Questo significa che le punture risultano decisamente meno dolorose. 

Nel complesso, il trattamento con tossina botulinica è uno strumento efficace, pratico e veloce per eliminare il problema dell’iperidrosi. Per un consulto più specifico, lo studio Papini di Medicina Estetica a Torino è sempre disponibile ad accogliere chi desidera una prima visita gratuita, con valutazione del proprio caso di iperidrosi. 

Per prenotare la seduta conoscitiva, basta utilizzare i recapiti della sezione contatti. 

 

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30

Set
2019
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Macchie cutanee, cosa sono e come farle andare via

Le macchie cutanee sono un inestetismo della pelle piuttosto diffuso. In Europa infatti, è stato dimostrato che quasi una donna su tre presenti una zona del corpo colpita dall’iperpigmentazione. Questo inestetismo si sviluppa a causa di un’eccessiva produzione di melanina da parte dei melanociti, che vengono stimolati da alcune abitudini poco salutari. 

Tra le più comuni troviamo l’assunzione della pillola anticoncezionale, un’alimentazione poco equilibrata ed un’esposizione solare eccessiva. Nel campo della medicina estetica è stata messa a punto una tecnica molto efficace ed indolore per trattare questo problema cutaneo: il Laser Q-switch. 

Cosa sono le macchie cutanee e perché compaiono

Prima di parlare di come si svolge il trattamento, è opportuno conoscere la natura delle macchie cutanee. Queste, identificate anche come iperpigmentazione della pelle, si sviluppano in seguito ad un malfunzionamento dei melanociti. Questi ultimi quindi, sono la causa dell’alterazione cromatica della pelle. Tuttavia, esistono alcune macchie cutanee che non necessitano alcun trattamento, come per esempio le lentiggini. 

macchie cutanee come si formano

Le iperpigmentazioni che solitamente vogliono essere trattate dai pazienti provocano dei disagi a livello psicologico. In questo caso facciamo riferimento alle macchie presenti in zone del corpo molto esposte, come il viso, il collo o le mani. In alcuni casi, specialmente per quanto riguarda il volto, le macchie fanno la loro comparsa a causa dell’invecchiamento cutaneo. Tuttavia, vi sono alcuni elementi che hanno un’incidenza non indifferente, come la genetica, il consumo di alcuni farmaci e le possibili patologie cutanee.  

Un’ultima considerazione da fare riguarda la differenza tra le macchie permanenti e quelle temporanee. Nel caso di queste ultime infatti, non è necessario sottoporsi a trattamenti specifici, poiché tenderanno a scomparire in poco tempo. Dall’altra parte, per quanto concerne quelle permanenti, è possibile intervenire nell’immediato. In questo modo sarà possibile ridurre, o addirittura eliminare, la differenza cromatica cutanea. In questi casi, il Laser Q-switched è una soluzione ottimale. 

Come avviene il trattamento  

Questo trattamento laser rimane la terapia più utilizzata nel mondo della medicina estetica per l’eliminazione delle macchie cutanee. Questo perché, la modalità dell’intervento, consente al medico estetico di dosare l’intensità della luce ad alta energia. Di conseguenza, è possibile andare a lavorare sulle zone colpite dall’iperpigmentaazione senza intaccare la cute circostante. 

Inoltre, è possibile selezionare la profondità con la quale si desidera operare. Restando in superficie verranno trattate le macchie più chiare, mentre in profondità, quelle più scure. Ad ogni modo, il Laser Q-switched ha la funzione di frammentare le cellule cariche di melanina in parti minuscole, attuandone un processo di rigenerazione. L’intervento quindi, si svolge in una modalità altamente specifica, non intaccando le zone circostanti. Per quanto riguarda la preparazione al trattamento, è fondamentale evitare l’esposizione solare o alle lampade UV. L’abbronzatura infatti, renderà inefficace l’azione del laser. La durata delle sedute, varia in base alla situazione presentata dal paziente. Più l’area da trattare è ampia, più tempo ci vorrà. Indicativamente però, una singola seduta supera difficilmente i 20 minuti. 

Il trattamento rimane quasi del tutto indolore, provocando qualche leggero fastidio. La sensazione potrebbe essere paragonata a quella di un colpo di elastico, senza alcun dolore associato. Per questo motivo non è richiesto alcun tipo di anestesia. Tuttavia, per i pazienti più sensibili, è possibile applicare una crema anestetizzante sulla zona interessata. In questo modo sarà praticamente impossibile provare anche il più piccolo dolore. 

laser macchie cutanee

Il post-trattamento

Il Laser Q-switched, come dimostrato, è un trattamento molto poco invasivo. Questo significa che, dopo ogni seduta, non vi è il rischio di incorrere in complicazioni di nessun tipo. Subito dopo la seduta, la pelle potrebbe apparire arrossata, un segno del tutto connaturale alla terapia. 

Le sedute saranno programmate in base all’ampiezza delle zone da trattare, poiché è molto raro che ne basti solamente una per ottenere risultati significativi. Tendenzialmente, il tempo che deve trascorrere tra una seduta e l’altra è di circa 6-8 settimane.  

Ad ogni modo, nel periodo successivo al trattamento è opportuno evitare l’esposizione solare o alla luce delle lampade UV. Allo stesso tempo, è importante proteggere la pelle tramite l’applicazione di una protezione solare alta. Anche l’utilizzo di farmaci fotosensibilizzanti è altamente sconsigliato dopo le sedute di Laser Q-switched. 

Infine, per quanto riguarda il periodo immediatamente successivo al trattamento, la pelle potrebbe apparire leggermente gonfia e arrossataCon il passare dei giorni il gonfiore scompare e l’area arrossata impiegherà più tempo ma scomparirà ach’essa e le macchie saranno solo un lontano ricordo. 

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10

Set
2019
Commenti disabilitati su Peeling chimico contro le smagliature: funziona?

Peeling chimico contro le smagliature: funziona?

Le smagliature sono un problema che accomuna la gran parte delle donne, specialmente quelle che hanno avuto una gravidanza e quelle che hanno avuto sbalzi di peso nel corso della loro vita. Sono un inestetismo molto comune, ma malgrado ciò non passa mai la voglia di eliminarle: da donna, sono la prima ad ammetterlo.

Fortunatamente la medicina estetica sta migliorando sempre di più le tecniche con cui si possono combattere le smagliature, che in gergo medico vengono chiamate striae distensae. In questa guida vogliamo parlare nello specifico del peeling chimico antismagliature, una pratica che consiste nell’utilizzo di prodotti esfolianti per attivare i processi rigenerativi della zona interessata dalle smagliature.

Come funziona il peeling chimico contro le smagliature

Partiamo dal presupposto che il peeling chimico nasce come trattamento ringiovanente. La sua azione è piuttosto semplice: il medico estetico applica, in maniera studiata e dosata, dei prodotti scelti appositamente per il caso del paziente. Questi prodotti vanno a esfoliare gli strati superiori dell’epidermide, penetrando in alcuni casi fino al derma reticolare medio.

Senza scendere troppo nei particolari, possiamo dire così: si tratta di prodotti, a base di acido, che rimuovono gli strati superficiali della nostra pelle. Questa alterazione del tessuto provoca una risposta da parte del corpo, che reagisce allo stimolo riformando il tessuto e producendo proteine molto importanti. Parliamo ad esempio di collagene, acido ialuronico ed elastina, tutte sostanze che servono a dare tono, elasticità e struttura alla pelle.

Questo processo in medicina estetica viene chiamato resurfacing. In pratica si va ad alterare la pelle, in modo controllato, in modo che il nostro organismo vada a sostituire i tessuti creandone di nuovi e più “giovani”. Questo effetto è comune a molti trattamenti: il laser ad anidride carbonica fa questo, il microneedling fa questo, la luce pulsata fa questo e il peeling chimico non fa eccezione. L’uso di uno strumento piuttosto che un altro dipende dal paziente, dai suoi obiettivi e dalla sua pelle.

Nel caso delle smagliature, il trattamento serve per fare in modo che la zona interessata sia soggetta a questo processo di rigenerazione. Il collagene e l’elastina prodotti dal corpo in risposta allo stimolo del peeling forniscono struttura e supporto alla pelle che è ceduta nella zona della smagliatura, levigandola e facendo in modo che questa venga “appianata”.

Risultati: cosa aspettarsi prima e dopo

Purtroppo le smagliature rimangono ancora un problema abbastanza difficile da trattare con la medicina estetica, che comunque di anno in anno fa grandi progressi nella lotta a questo inestetismo. I peeling chimici attualmente disponibili sono molto utili contro le smagliature appena formate, di cui si può ridurre notevolmente la visibilità. Per quelle presenti da più tempo, invece, i risultati sono più modesti.

Alcuni studi hanno rivelato una maggior efficacia nell’utilizzo di un peeling superficiale seguito da un altro trattamento ambulatoriale, quale può essere il laser resurfacing. In questo caso vengono utilizzati dei prodotti che si limitano ad esfoliare gli strati di tessuto superficiali dell’epidermide, ma il peeling serve soltanto per amplificare l’azione del laser. Questo strumento, avendo una precisione microscopica, può concentrare la sua azione sulle piccole aree di pelle intorno alle smagliature per svolgere una forte azione levigante.

Sicuramente si può fare molto per evitare che le smagliature creino “solchi” nella pelle, per trattare quelle appena formate e per ridurre la visibilità di quelle già presenti da tempo. L’eliminazione completa del problema è un risultato che non è ancora stato raggiunto, ma nei confronti del quale la comunità medica nel suo insieme nutre un forte ottimismo. Molto probabilmente nei prossimi anni vedremo nascere delle tecniche ottimizzate per la soluzione totale del problema, ma già oggi i pazienti che si sottopongono ad un trattamento anti-smagliature con peeling chimico rimangono generalmente molto soddisfatti.

I prodotti utilizzati nel trattamento

I peeling sono sostanzialmente prodotti a base di acido, normalmente estratto dalla frutta. Nel caso del peeling chimico anticellulite, è probabile che venga utilizzata una sostanza a base di acido glicolico. Si tratta di un acido comunemente estratto dalla barbabietola da zucchero, che compone circa il 15% del peeling applicato sulla pelle del paziente. Alcuni prodotti più recenti, tuttavia, si dimostrano pienamente sicuri addirittura con concentrazioni del 70%.

La concentrazione e la natura dell’acido, in ogni caso, sono oggetto di studio da parte del medico durante la visita conoscitiva con il paziente.

Parliamo ora di effetti indesiderati e controindicazioni. Malgrado l’aggettivo chimico sia diventato “brutto” negli ultimi anni, vista la crescente attenzione verso i prodotti naturali, si tratta di composti altamente efficaci e soprattutto sicuri. Non ci sono controindicazioni per il peeling, purché ovviamente questo venga effettuato sotto la supervisione di un medico estetico e dopo un’attenta analisi del tessuto cutaneo.

Chi volesse sottoporsi ad una prima visita, gratuita e senza impegno, può rivolgersi in ogni momento al nostro studio utilizzando i recapiti della sezione contatti. Siamo sempre felici di ricevere in studio persone interessate ai trattamenti, che desiderano scoprire in che modo migliorare l’aspetto delle smagliature o di qualsiasi altro inestetismo.

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10

Set
2019
Commenti disabilitati su Mi hanno proposto Aqualyx: ci sono controindicazioni?

Mi hanno proposto Aqualyx: ci sono controindicazioni?

Abbiamo ricevuto un commento interessante sul nostro blog da parte di una lettrice. Ci chiede se ci siano controindicazioni per un ciclo di trattamenti di tre sedute con Aqualyx. Per chi non conoscesse questo prodotto, si tratta di un presidio medico che può essere iniettato nello strato di grasso sottocutaneo per sciogliere le cellule adipose che lo compongono. Questa tecnica si chiama “intralipoterapia“, anche se molti la chiamano “liposuzione non chirurgica“. Si tratta di una tecnica molto utile per chi ha delle adiposità localizzate da rimuovere, ovvero piccole aree del corpo su cui si è accumulato del grasso indesiderato. 

Aqualyx è una sostanza utilizzata per eseguire l’intralipoterapiaed ha degli studi molto ampi e molto dettagliati a supporto del suo funzionamento. Oltre ad essere molto utilizzata nel mondo, ci piace anche ricordare che si tratta di una tecnologia nata in Italia da un’idea del dott. Motolese. Ormai sono diversi anni che questo prodotto viene utilizzato, ma online manca ancora un chiarimento completo delle sue potenziali controindicazioni. Per questo, anziché rispondere solo in privato alla nostra lettrice, abbiamo deciso di scrivere una guida che possa essere utile a tutti. 

Le controindicazioni di Aqualyx 

Partiamo dicendo che durante il trattamento non ci sono rischi particolari, se escludiamo le rarissime avversità che riguardano qualsiasi sostanza Non è nemmeno granché doloroso, anzi: l’ago si sente a malapena, ma è possibile che nei minuti successivi si avverta fastidio nella zona trattata. Le nuove formulazioni del prodotto hanno comunque drasticamente ridotto il fastidio post-trattamento, che ora è diventato praticamente indolore. In ogni caso, è possibile che nei primi 2-3 giorni ci si senta un pochino indolenziti nella zona dove sono state praticate le iniezioni. Si può anche avvertire un certo effetto diuretico, è del tutto normale. 

Nella maggior parte dei pazienti la zona rimane un pochino gonfia nelle 48-72 ore successive, anche questo è normale e anche in questo caso non c’è da spaventarsi. Possono presentarsi talvolta dei piccoli eritemi o delle ecchimosi: nuovamente non c’è nulla di cui preoccuparsi, anche se chiaramente non è la cosa più piacevole che ci sia. In tre giorni, comunque, tutti questi effetti di norma sono spariti e di conseguenza la zona ritorna al suo stato iniziale mentre Aqualyx svolge la sua azione lipolitica. 

Se il trattamento viene eseguito su un paziente che non ha una condizione pregressa tale da impedire lo svolgimento sicuro della pratica, non c’è nient’altro da segnalare. Solitamente non viene nemmeno utilizzato un anestetico locale, ed il trattamento dura molto raramente più di mezz’ora. Rientra sicuramente nella lista di pratiche che possiamo considerare molto sicure e con pochissime controindicazioni. 

A chi è sconsigliato 

Come abbiamo visto, il trattamento è praticamente privo di controindicazioni per i pazienti che non hanno delle condizioni mediche tali da impedirne una pratica sicura. Esiste tuttavia un piccolo di condizioni che rendono migliore la scelta di evitare Aqualyx: 

  • Pazienti con problemi gravi a reni e fegato 
  • Persone che hanno gravi problemi di tiroide 
  • Donne incinte 
  • Pazienti con problemi di coagulazione sanguigna 

In ogni caso è sempre meglio sottoporsi ad una prima visita di valutazione presso il proprio medico estetico di fiducia. Lo studio Papini è sempre ben felice di accogliere i pazienti per una prima visita gratuita e senza impegno, dove potremo parlare in modo personalizzato di Aqualyx: per prenotare un appuntamento è sufficiente utilizzare i recapiti della pagina contatti. 

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29

Ago
2019
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Carbossiterapia a Torino: 5 motivi per venirci a trovare

La carbossiterapia è un trattamento affermato di medicina estetica, molto efficace nel trattare la cellulite, le adiposità localizzate e le lassità cutanee. Anche a Torino è uno dei percorsi di bellezza più richiesti. La sua popolarità si deve soprattutto alla soddisfazione che solitamente segue alle sedute dei pazienti, ma non solo. Oltre all’efficacia ci sono altri due vantaggi: le sedute durano poco, quindi sono facili da incastrare nella quotidianità, e sono quasi del tutto indolori. 

Basta ritagliarsi una mezz’oretta, all’interno di una giornata qualsiasi, per contrastare con efficacia gli inestetismi che per le donne sono più problematici. Ci si alza con giusto un pochino di indolenzimento e si è subito pronti per riprendere la vita sociale, senza grandi accorgimenti da seguire nei giorni successivi. 

Presso lo studio Papini, in corso Stati Uniti, sono ormai anni che pratichiamo la carbossiterapia alle pazienti. Abbiamo raccolto le motivazioni principali per cui hanno deciso di rivolgersi al nostro studio per la carbossiterapia, trovando delle risposte interessanti. Tra i vari motivi ce ne sono cinque che ritornano in quasi tutte le nostre interviste, per cui vogliamo riportarle nel nostro appuntamento settimanale sul blog.

trattamento carbossiterapia medicina estetica torino

1. Prima visita: gratuita e senza impegno, per ascoltare e consigliare

Ogni percorso di medicina estetica è molto personale, per cui prima di procedere con un trattamento è importante un confronto tra le aspettative del paziente e le informazioni che il medico gli può dare. Noi crediamo moltissimo in questo dialogo, ed è il motivo per cui abbiamo da sempre offerto volentieri un primo appuntamento gratuito e senza impegno. 

Confrontandoci con i pazienti e le pazienti abbiamo sentito con piacere che questo è uno dei motivi principali per cui hanno deciso di scegliere lo studio Papini per la carbossiterapia a Torino. Durante questa visita si parla di tutto quello che serve per poter procedere insieme al meglio: 

  • Si valuta se la carbossiterapia sia effettivamente il trattamento più efficiente ed efficace sulla base delle aspettative del paziente; 
  • In base alle motivazioni e alle caratteristiche del paziente si pianifica il percorso di sedute e di integrazione del trattamento; 
  • Si chiarisce ogni dubbio del paziente, in modo che possa affrontare tutto il suo percorso in modo informato e sereno.

carbossiterapia torino

2. Accogliente, come a casa

Fin dalla prima visita cerchiamo di far cogliere subito a chi viene a trovarci il clima dello studio medico Papini. La professionalità, immancabile, si mischia al lato umano del rapporto tra medico e paziente. Spesso questo è vissuto in modo freddo, distaccato, ma non è la nostra filosofia. Ci piace sapere che chi si rivolge a noi non avrà esitazione a manifestare i suoi dubbi e a chiedere le spiegazioni di cui ha bisogno, e che possa entrare nel nostro studio con lo stesso animo con cui si rientra in casa la sera. 

3. Un percorso fatto di risultati

La carbossiterapia è un trattamento che, se svolto nel modo giusto, garantisce risultati ben visibili in poco tempo. Per chi non ne conoscesse il funzionamento, si tratta di una tecnica che sfrutta l’anidride carbonica per migliorare l’aspetto estetico; insufflando il gas con un macchinario apposito all’interno del tessuto adiposo, si ottengono tre principali benefici: 

  • Si sciolgono i depositi di grasso localizzato, grazie al gas che defluisce con elevata pressione all’interno del tessuto colpendo le cellule adipose; 
  • Si riattiva la microcircolazione, favorendo la formazione di nuovi vasi sanguigni, che è un aspetto fondamentale per eliminare la cellulite; 
  • Vengono attivati i meccanismi di neocollagenesi che migliorano l’aspetto della pelle, rendendola più liscia ed elastica. 

Su questi precisi obiettivi si concentra ogni percorso di carbossiterapia. Noi siamo molto attenti a massimizzare questi benefici per i nostri pazienti, facendo in modo che ogni seduta segni un passo in avanti visibile ed importante verso i loro obiettivi. Siamo felici di constatare che proprio la nostra capacità di fornire risultati sia stata uno dei punti più toccati nelle opinioni dei nostri pazienti.

 

4. A disposizione

Il nostro impegno con il paziente va ben oltre le mura dello studio. L’assistenza, per qualsiasi dubbio o consiglio relativo al percorso, è un aspetto a cui teniamo molto. Tipicamente, ad esempio, subito dopo una seduta di carbossiterapia possono manifestarsi un po’d intorpidimento e rossore; anche se avvisiamo preventivamente tutti i pazienti, se sentiranno di avere bisogno di noi non esiteranno a contattarci, sapendo che dall’altra parte non esiteremo a rispondere. 

5. Oltre lacarbossiterapia

Il modo in cui il nostro studio intende la medicina è un po’ diverso da quello tradizionale. Tipicamente il medico estetico viene interpellato per un trattamento o un inestetismo, ed una volta che questa prima richiesta viene risolta non c’è più nessun contatto. Molto spesso, però, le persone si accorgono di avere altri punti del loro aspetto che vorrebbero migliorare; una volta visti i risultati di un trattamento, è normale sentirsi bene e ricercare quello stesso benessere nuovamente. 

Benessere e bellezza, nel nostro caso, non vengono visti come un intervento singolo ma come un percorso collaborativo, in cui medico e paziente si confrontano per raggiungere i risultati giorno per giorno. 

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1

Lug
2019
Commenti disabilitati su Cicatrici: come curarle per ridurne drasticamente la visibilità

Cicatrici: come curarle per ridurne drasticamente la visibilità

Le cicatrici sono un inestetismo davvero molto diffuso: un’operazione chirurgica, uno scivolone da bambini, sono davvero tanti i motivi per cui possono restarci questi segni sulla pelle. Con il tempo è facile che si voglia passare oltre, combattendo questi segni che altrimenti ci fanno sempre compagnia. Sono stati inventati vari rimedi più o meno efficaci: dalle creme e pomate fino alla medicina estetica, vale la pena fare chiarezza.

In questo approfondimento vogliamo andare a vedere meglio che cosa sia una cicatrice al di là di ciò che vediamo con i nostri occhi; soprattutto, però, vogliamo andare ad approfondire le tecniche più efficaci a nostra disposizione per renderle il meno visibili possibile. Come vedremo meglio, infatti, non si può eliminare del tutto una cicatrice. I rimedi possono venirci in soccorso per diminuirne la visibilità e, di conseguenza, fare in modo che l’inestetismo sia difficile da percepire e facile da far passare inosservato.

Cicatrici, una mini-spiegazione

In medicina si distingue tra cheloidi e cicatrici ipertrofiche, ma in questa sede non ci interessa particolarmente fare distinzioni ed addentrarci nel tecnico. Come si può intuire facilmente, una cicatrice è il risultato di una ferita che divide due lembi della pelle. Il tessuto cicatriziale che si forma tra i due lembi è diverso dalla cute che abbiamo nel resto del corpo, ed è per questo che l’effetto visivo è altrettanto diverso. Questo tessuto non ha bulbi piliferi né ghiandole sudoripare, ed è meno elastico di quello epiteliale.

Non c’è una regola per determinare quali traumi provocheranno una cicatrice e quali no. Ovviamente la profondità e la lunghezza del taglio sono fattori determinanti, ma è solo quando incomincia la guarigione che possiamo farci meglio un’idea di cosa avverrà dopo. In un primo momento, infatti, tende a formarsi uno strato di tessuto rossastro tra i due lembi della ferita; molto spesso questo può essere doloroso al tatto e provocare prurito. Questo è l’inizio del processo che porta alla formazione della cicatrice vera e propria.

Trattare le cicatrici: con e senza medicina estetica

Il nostro studio si occupa spesso di pazienti che vogliono ridurre la visibilità delle proprie cicatrici, e solitamente lo fa con cicli di brevi sedute in cui, utilizzando macchinari appositi, si possono fare notevoli passi avanti per contenere l’inestetismo. Come vedremo, però, ci sono anche alcune creme che se utilizzate con grande costanza possono portare benefici interessanti.

1) Laser ad anidride carbonica

Il laser ad anidride carbonica provoca l’abrasione del tessuto superficiale della cicatrice. Se questa presenta un colore vicino al rosso, il primo beneficio del trattamento con laser a CO2 è la drastica diminuzione del rossore della cicatrice. Il secondo beneficio si ottiene invece nel corso delle settimane successive al trattamento. L’abrasione superficiale provoca infatti il rilascio di collagene ed elastina come risposta da parte del corpo. Queste due proteine vanno a velocizzare il processo di riparazione della cute, danno struttura e livellano i lembi della pelle vicino alla cicatrice.

2) Radiofrequenza

La radiofrequenza funziona in modo molto simile al laser, ma a provocare l’abrasione sono delle onde radio anziché un fascio di luce concentrata. Il trattamento dura pochi minuti ed è completamente indolore, anche se molto efficace. Questa tecnica è particolarmente consigliata dopo la rimozione chirurgica dei cheloidi.

3) Iniezioni di corticosteroidi

Ci sono prodotti a base di corticosteroidi che vengono iniettati quando una cicatrice risulta particolarmente ipertrofica, cioè voluminosa. La loro azione va a spezzare i legami tra le fibre di collagene del tessuto cicatriziale, facendo in modo che questo perda struttura e di conseguenza volume.

4) Creme a base di silicone

Nel mondo della cosmeceutica spesso si trovano soluzioni interessanti. Bisogna fare attenzione ed operare sotto la supervisione di un dermatologo o di un medico estetico, in ogni caso, perché l’utilizzo di un prodotto deve essere raccomandato in base alle esigenze specifiche del paziente. In particolare, i prodotti a base di silicone possono agire riducendo il collagene del tessuto cicatriziale e ridurre le dimensioni dei vasi sanguigni sotto la cicatrice, in modo da farle perdere il colore rosso.

 

Come sempre, invitiamo i nostri lettori a richiedere una visita gratuita presso lo studio medico estetico Papini. I nostri recapiti si trovano nella pagina apposita.

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21

Mag
2019
Commenti disabilitati su Intralipoterapia, il trattamento che elimina le adiposità localizzate

Intralipoterapia, il trattamento che elimina le adiposità localizzate

Un inestetismo comune sono le adiposità localizzate, degli accumuli di grasso che non si possono eliminare semplicemente cambiando alimentazione o facendo più esercizio fisico. In molti casi, infatti, le cause sono da ricondurre direttamente alla genetica. Per combattere questi accumuli, la medicina estetica offre diverse soluzioni: in questa guida parliamo nello specifico dell’intralipoterapia. Si tratta di un trattamento non chirurgico e molto poco invasivo, che prevede l’iniezione di un prodotto specifico per lo scioglimento dei grassi. In termini medici, viene iniettata una sostanza lipolitica. Essendo iniettata all’interno del tessuto, ecco spiegato il termine “intralipoterapia”.

Con questo trattamento è possibile combattere in modo efficace le adiposità localizzate in varie parti del corpo, tra cui:

  • Addome
  • Fianchi
  • Glutei
  • Schiena
  • Mento
  • Ginocchia
  • Cosce

Ora vediamo meglio che tipo di sostanze vengono utilizzate, cosa aspettarsi durante le sedute e quanto sia efficace questo trattamento.

Le sedute di intralipoterapia

Ogni seduta incomincia con la disinfezione della zona da trattare, che molto spesso il medico marca con un pennarello apposito. Il paziente viene dunque fatto accomodare ed il medico procede praticando le iniezioni. Per farle viene utilizzato un ago molto lungo e flessibile, che talvolta spaventa i pazienti, ma il trattamento in sé è davvero poco doloroso. L’importante è non farsi suggestionare dall’ago!

La lunghezza dello strumento serve per spargere la sostanza lipolitica negli strati di tessuto adiposo da eliminare. Una volta inserito l’ago, infatti, il medico estetico lo muove a ventaglio su tutta la superficie da trattare; in questo modo il prodotto viene distribuito uniformemente e può cominciare a fare effetto.

Normalmente non viene praticata alcuna anestesia prima delle iniezioni, ma all’interno della siringa sono comunque contenuti degli anestetici che aiutano a rendere il trattamento indolore. La seduta si protrae per pochi minuti, solitamente non più di venti, ed il paziente ne esce solo un po’indolenzito nelle parti trattate. Già dopo un paio d’ore il dolore scompare, ed è possibile riprendere il proprio stile di vita senza alcuna limitazione fisica.

La sostanza utilizzata

Il prodotto utilizzato per l’intralipoterapia deriva da un’invenzione italiana del dott. Motolese, risalente all’ormai lontano 2004. In questi oltre quindici anni, la terapia si è evoluta nel tempo grazie al miglioramento dei prodotti iniettati. In ogni caso, l’elemento più importante rimane l’acido desossilico: prodotto anche in modo naturale dal nostro organismo, ha la capacità sciogliere il grasso in zone circoscritte del corpo. Anche la fosfatidilcolina, sostanza estratta dalla soia, aiuta il processo svuotando gli adipociti per ridurre il volume del tessuto adiposo dove vengono praticate le iniezioni.

In Italia, il prodotto comunemente utilizzato per l’intralipoterapia si chiama Aqualyx.

Terapia e benefici

Normalmente ci vogliono 5-10 sedute come quella che abbiamo descritto per completare il trattamento delle adiposità localizzate; il numero varia ovviamente in base al volume della zona ed alle condizioni specifiche del paziente. In ogni caso, quando viene completato un ciclo di intralipoterapia il problema è normalmente del tutto risolto. Non solo, ma spesso si osservano ulteriori benefici anche sul tono e l’elasticità della pelle nelle zone soggette al trattamento.

Intralipoterapia: quali sono le alternative?

L’intralipoterapia non è l’unico metodo per trattare le adiposità localizzate. Esistono delle alternative come:

  • La liposuzione chirurgica
  • La mesoterapia
  • La crioterapia

La chirurgia è ovviamente molto efficace nel trattamento delle adiposità, sia localizzate che non, ma allo stesso tempo ha un grande svantaggio. Dopo l’operazione, infatti, vengono applicati dei punti di sutura che una volta rimossi lasceranno comunque visibile la cicatrice. Per quanto il chirurgo possa fare del suo meglio per limitare al massimo la visibilità di questa cicatrice, è inevitabile che questa si manifesti.

La mesoterapia aiuta ad eliminare le adiposità localizzate, ma anche in questo caso c’è un limite evidente: dal momento in cui questa tecnica prevede l’uso di aghi più piccoli che penetrano a livello del derma superficiale, il suo impatto è meno profondo di quello dell’intralipoterapia. Quest’ultima, essendo anche d’invenzione più recente, si può considerare una diretta evoluzione della mesoterapia.

La crioterapia è molto in voga ultimamente, perché risulta indolore e anche affascinante nel suo concetto di base. Questa tecnica prevede l’uso del freddo per spezzare gli adipociti, le cellule del tessuto adiposo che riempendosi determinano il volume di grasso sottocutaneo. Bisognerà comunque attendere tempo ed un riscontro più chiaro della comunità medica per capire se davvero possa essere un’alternativa importante all’intralipoterapia.

 

Come sempre, ricordiamo infine ai nostri lettori di Torino che è possibile richiedere in ogni momento una prima visita gratuita presso lo studio Papini di medicina estetica. Tutti i recapiti si trovano nella sezione contatti del sito.

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21

Mag
2019
Commenti disabilitati su Rimuovere il grasso addominale con la medicina estetica

Rimuovere il grasso addominale con la medicina estetica

Per eliminare il grasso addominale è fondamentale  un‘alimentazione corretta e l’esercizio fisico costante. Talvolta, però, non basta: alcuni fattori genetici o di altro genere possono davvero rendere impossibile eliminare degli accumuli adiposi. A quel punto non sono sufficienti le insalate e le lunghe corse al parco; si entra nel campo della medicina estetica, che anche senza ricorrere alla chirurgia offre diverse soluzioni per diminuire il volume del tessuto adiposo sull’addome. 

In questo nuovo appuntamento del nostro blog vogliamo proprio esplorare le principali opportunità che la medicina estetica offre per eliminare gli accumuli della zona addominale; vedremo quali siano e quale sia il loro funzionamento, nonché cosa aspettarsi dalle sedute e dalla fase di recupero successiva al trattamento. In ogni caso, c’è una costante: i trattamenti che andremo a prendere in considerazione non sono chirurgici e sono solo minimamente invasivi. 

grasso addominale medicina estetica

1) Mesoterapia lipolitica

 

La mesoterapia è una tecnica impiegata da decenni in medicina, ed esiste un particolare tipo di mesoterapia che viene praticata per agire contro le adiposità localizzate. Il medico impiega degli aghi molto piccoli per iniettare dei prodotti lipoliticiovvero in grado di sciogliere il tessuto adiposo svuotandone le cellule (gli adipociti). La natura delle iniezioni e del prodotto fa in modo che il trattamento sia efficace su una zona circoscritta del corpo, come può essere appunto l’addome. 

La mesoterapia dà risultati già dopo poche settimane, ma questi non sono comunque immediati; è infatti necessario che il corpo abbia tempo di smaltire in modo naturale il grasso addominale eliminato con il trattamento. Le sedute durano circa mezz’ora e sono organizzate in un ciclo che ne prevede normalmente 6-10. Una volta che una seduta è completata, il paziente può subito riprendere la sua vita sociale e non dovrà seguire particolari indicazioni. Normalmente l’unico effetto collaterale è un leggero indolenzimento della zona trattata che svanisce dopo alcune ore. 

La mesoterapia è anche in grado di combattere efficacemente la cellulite, un altro inestetismo molto diffuso. Per approfondire, sul nostro blog si trova una guida al modo in cui la mesoterapia combatte la cellulite. 

2) Intralipoterapia

L’intralipoterapia funziona in un modo molto simile alla mesoterapia, ma con alcune sostanziali differenze. L’ago impiegato è infatti decisamente più lungo ed è flessibile: in questo modo il medico estetico può farlo penetrare fino al tessuto adiposo e muoverlo all’interno del tessuto per diffondere la sostanza lipolitica direttamente tra gli adipociti. Il trattamento non è doloroso e non viene applicato alcun anestetico prima dell’iniezione. 

L’intralipoterapia è quasi un’evoluzione diretta della mesoterapia, essendo anche una tecnica d’invenzione ben più recente. I risultati ottenuti sono molto visibili e raggiungono l’apice a distanza di un mese da ogni seduta. Già dopo un paio di settimane, comunque, è possibile notare dei cambiamenti macroscopici davanti allo specchio. Quanto alla durata delle singole sedute, al ciclo da seguire e agli effetti post-trattamento, tutto rimane invariato rispetto alla mesoterapia. 

Sul nostro blog è disponibile una guida completa sulla intralipoterapia per il trattamento delle adiposità localizzate. 

3) Cavitazione medica 

La cavitazione medica è un rimedio molto interessante contro il grasso addominale. In questo caso il medico si serve di un apparecchio ad ultrasuoni che emette delle onde ad una frequenza studiata; queste onde, impattando contro la zona da trattare, fanno sì che si formino delle bolle di gas all’interno del tessuto adiposo. La pressione esterna schiaccia queste bolle di gas, che implodono liberando energia. L’energia liberata è tale da poter disgregare le cellule del tessuto adiposo, che non vengono soltanto svuotate ma anche ridotte nel loro numero complessivo. 

Un vantaggio della cavitazione è sicuramente quello di non prevedere l’uso di aghi, che per molti pazienti sono un vero tabù. Le sedute sono indolori, anche se qualcuno avverte solletico mentre lo strumento è in funzione. Anche in questo caso basta meno di un’ora per terminare ogni seduta, ed un trattamento completo si compone di un ciclo di diverse sedute. 

Attenzione a non farsi suggestionare dalla questione delle onde ad ultrasuoni! La cavitazione non è assolutamente un trattamento pericoloso: per approfondimenti si può consultare la nostra guida ai possibili effetti indesiderati della cavitazione medica. 

Questi tre trattamenti sono efficaci nel combattere il grasso addominale, praticamente indolori, rapidi e sicuri. Nel tempo tutti questi vantaggi li hanno resi molto popolari, ma la scelta tra le diverse opzioni deve essere presa insieme al medico estetico. Per i nostri lettori di Torino, c’è la possibilità di rivolgersi direttamente al nostro studio tramite la pagina “Contatti” per fissare un primo appuntamento senza impegno. 

 

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19

Mar
2019
Commenti disabilitati su Mesoterapia, un valido rimedio contro la cellulite

Mesoterapia, un valido rimedio contro la cellulite

La cellulite, in gergo medico PEFS, è uno degli inestetismi più comuni in assoluto. Soprattutto le donne sanno bene quanto sia difficile porvi rimedio, ed è anche per questo che la medicina estetica ha sviluppati diversi trattamenti per contrastarla. Tra le varie opzioni sul tavolo c’è anche la mesoterapia: poco conosciuta da chi non è un medico, può fare grandi cose per contrastare la cellulite. In questa guida andremo ad esaminare il funzionamento, gli effetti collaterali e lo svolgimento delle sedute, in modo da chiarire ogni dubbio a riguardo.

Come la mesoterapia combatte la cellulite

Nella maggior parte dei casi, la PEFS è dovuta ad un eccesso di ritenzione idrica nella zona dei glutei. Questa nasce per via di un soffocamento della circolazione sanguigna e linfatica; il corpo non smaltisce correttamente i liquidi, che si accumulano dunque sulle cosce e provocano i tanti temuti “buchini”. L’effetto è decisamente antiestetico, ma grazie ad uno stile di vita sano e alla medicina estetica si può prevenire e curare. Nella guida specifica puoi trovare maggiori informazioni sulle buone e cattive abitudini che possono prevenire o procurare l’insorgenza della cellulite.

un medico estetico pratica la mesoterapia sui glutei

La mesoterapia consiste nell’utilizzare un piccolo ago per iniettare dei farmaci sotto la cute, così da stimolare l’eliminazione dei liquidi in eccesso. Attenzione comunque a non pensare che questa sia la definizione generica di mesoterapia; ha molti usi in medicina, di cui questo è soltanto un esempio specifico.

La natura dei farmaci utilizzati, le quantità di sostanza da iniettare e i punti in cui praticare le iniezioni vanno studiati con grande attenzione dal medico estetico prima di praticare il trattamento; per questo motivo, solitamente, almeno una seduta preparatoria precede l’inizio del trattamento vero e proprio. In ogni caso, se queste variabili vengono elaborate correttamente, i rischi sono minimi e questo trattamento rimane pressoché privo di effetti collaterali.

Sedute e post-trattamento

Le sedute durano normalmente meno di un’ora. In questo tempo il medico può utilizzare vari strumenti per praticare le iniezioni, con siringhe ad ago singolo o multiplo. Le iniezioni non sono ovviamente piacevoli, ma il dolore è comunque contenuto e può essere ulteriormente ridotto con l’impiego di un anestetico locale. Al termine della seduta la zona può apparire arrossata, ma se tutto è stato svolto in modo corretto nel giro di poche ore non si noterà più alcun effetto indesiderato.

Una volta completate le iniezioni, i farmaci cominceranno a stimolare l’eliminazione dei liquidi in eccesso. Questo processo ha dei tempi fisiologici che variano da soggetto a soggetto, ma nell’arco di una settimana sarà già facile notare dei risultati visibili. Eventualmente possono anche essere stabilite delle sedute successive alla prima, a seconda della risposta del paziente e della condizione di partenza. In ogni caso, se ti trovi a Torino, puoi richiedere una seduta gratuita presso lo studio medico Papini dove avremo piacere di fare di persona le dovute valutazioni.

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