Archive for trattamenti corpo’ Category

24

Nov
2018
Commenti disabilitati su Luce pulsata a Torino, sia per l’epilazione che per il ringiovanimento

Luce pulsata a Torino, sia per l’epilazione che per il ringiovanimento

La luce pulsata è una tecnologia di cui il medico estetico si serve: i trattamenti più noti che la riguardano sono il fotoringiovanimento e l’epilazione. In questa guida presentiamo tutto quello che dovresti sapere sulla luce pulsata e sul modo in cui ti può essere utile; e vedremo anche in che modo questa differisca dal laser. 

Cos’è la luce pulsata 

Dal nome ci si aspetterebbe qualche cosa di misterioso sulle pulsazioni della luce, ma la realtà è molto semplice ed intuitiva. Il macchinario che viene utilizzato emette, a tutti gli effetti, della luce. Luce visibile, con delle caratteristiche ben precise ma comunque soggetta alle stesse leggi della fisica a cui sono sottoposte anche le lampadine di casa. 

torino luce pulsata

La luce è in parte corpuscolare, in parte onda elettromagnetica. Per gli scopi di medicina estetica, ci interessa soprattutto la parte elettromagnetica. In base alla frequenza di quest’onda, è possibile generare un fascio di luce diverso: la luce del Sole è composta da uno spettro di sette colori che sono poi quelli dell’arcobaleno. Ogni colore ha una sua specifica lunghezza d’onda, ed è proprio questa la proprietà che ci interessa di più. 

In base al modo in cui il macchinario viene impostato, questo è in grado di generare una luce che interagisce specificamente con un certo tipo di tessuto; il principio è quello della risonanza tra onde magnetiche. Quando la luce interagisce con le cellule, trasmette loro la propria energia sotto forma di calore; così le brucia, ovviamente in modo selettivo e controllato. 

Come funziona 

Osserviamo la diretta conseguenza di quanto detto prima, con riferimento al fotoringiovanimento e all’epilazione. 

  • Nel caso del fotoringiovanimento, le luce pulsata va a colpire lo strato superficiale delle cellule del derma. Queste vengono bruciate per effetto della luce, che però non va ad intaccare gli strati profondi e di conseguenza non provoca danni; dall’azione di abrasione, scaturisce una forte reazione del corpo che incomincia a produrre collagene, proteina fondamentale per mantenere i tessuti elastici e giovani. 
  • Nel caso dell’epilazione, la luce pulsata va a colpire i bulbi piliferi da cui i peli nascono e in cui crescono. Questo avviene perché i peli contengono la melanina, sostanza cui si deve il loro colore scuro. La melanina funge quindi da cromoforo, ovvero il suo colore è quello che attiva l’effetto di trasferimento del calore che viene poi trasmesso al bulbo pilifero, facendolo degenerare. 

In entrambi i casi, viene utilizzato un filtro sul macchinario che evita ai raggi UV della luce di colpire le zone bersagliate. Dal momento in cui questi sono dannosi per l’organismo e accelerano il processo di invecchiamento, sarebbero controproducenti. 

Rischi della luce pulsata 

La luce pulsata non è un trattamento che prevede particolari rischi o effetti indesiderati, non c’è di cui preoccuparsi. Eventuali problemi, per quanto rari, vengono già valutati in partenza con una accurata valutazione del medico. 

Precauzioni 

Affinché tutto si svolga correttamente è necessario prendere poche ma importanti precauzioni. La prima è quella di rivolgersi a chi è autorizzato ed è formato sull’uso della luce pulsata: medici estetici, cliniche dermatologiche  (con operatori ben qualificati). Il nostro studio offre la possibilità di richiedere una prima visita senza impegno, per valutare le migliori condizioni con cui impostare un programma di epilazione o fotoringiovanimento. Se sei interessato, saremo felici di ricevere la tua chiamata al numero che trovi nella sezione Contatti. 

 

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19

Lug
2018
Commenti disabilitati su Che cosa sono le linee di Langer e come le usa il medico estetico?

Che cosa sono le linee di Langer e come le usa il medico estetico?

Le linee di Langer sono una rappresentazione grafica della tensione della cute. Queste indicano, dunque, in quale direzione la naturale anatomia del nostro corpo “tiri” la pelle in ogni punto, il che può essere molto utile in medicina estetica. 

Anche se siamo talmente abituati alla tensione della nostra cute che non la percepiamo, inconsciamente sapremmo rappresentarla con una buona approssimazione. Una persona senza alcuna esperienza, ad esempio, tende a massaggiare la schiena del partner seguendo le linee di Langer, il che ha un effetto rilassante. 

La scoperta delle linee di Langer 

Il medico austriaco Karl Langer scoprì le omonime linee alla fine dell’800. La distribuzione delle ossa, dei tessuti connettivi e dei muscoli, secondo la sua intuizione, doveva necessariamente provocare una tensione superficiale della cute che, per via della conformazione stessa del corpo, in ogni punto ha una direzione specifica. 

linee di langer cosa sono

Le linee di Langer vengono rappresentate come curve disegnate sulla cute

Dall’ipotesi alla prova empirica il passo fu breve. Langer decise di testare la sua idea utilizzando un apparecchio in grado di applicare tagli perfettamente circolari sulla cute. Notò, osservando le micro-incisioni praticate con il suo strumento, che esse non rimanevano mai circolari; in alcuni minuti assumevano una forma ellissoidale, deformandosi lungo l’asse su cui agiva la forza di tensione della cute.  

L’impiego in medicina estetica 

Perché il medico estetico è tenuto a conoscere ed utilizzare le linee di Langer? Il motivo è racchiuso nella necessità di far recuperare al meglio il paziente dopo un’incisione. Nello studio di medicina estetica Papini di Torino vi è anche un chirurgo plastico , ed ecco perché abbiamo deciso di spiegare sul blog in che modo le linee di Langer possano essere sfruttate per una minore visibilità delle incisioni praticate. 

Schematizziamo una ferita come una camicia, ed i bottoni della camicia saranno i punti di sutura. Tutti sappiamo bene che, tirando la camicia nella direzione perpendicolare alla sua apertura, rischiamo di tirare eccessivamente i bottoni, facendoli staccare. Lo stesso avviene se la tensione della pelle agisce tirando i due lembi di una ferita, che avrà decisamente più difficoltà a rimarginarsi e che rimarrà più visibile dopo la rimozione dei punti. Quando la forza viene applicata in direzione parallela ai bottoni, invece, questi non vengono sottoposti a sforzo; nella nostra similitudine, questo equivale ad una ferita che non viene sollecitata dalla forza della tensione della pelle. 

Quando è possibile, dunque, il medico andrà a praticare l’incisione al paziente in modo parallelo alle linee di Langer, favorendo il recupero e l’aspetto estetico del risultato. Le fibre di collagene, inoltre, sono naturalmente orientate in direzione delle linee di Langer. Per questo motivo, quando l’incisione viene praticata in direzione parallela alle linee di Langer, anche il rischio di formazione di cheloidi è decisamente inferiore. 

 

 

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5

Lug
2018
Commenti disabilitati su Quali sono i rischi e gli effetti indesiderati della cavitazione medica?

Quali sono i rischi e gli effetti indesiderati della cavitazione medica?

La cavitazione è un trattamento sempre più richiesto: d’altronde la possibilità di perdere peso colpendo direttamente il grasso corporeo, senza cicatrici e senza anestesia, è oggettivamente allettante. Una cosa che abbiamo notato in studio, tuttavia, è che molti si preoccupano di sapere eventuali rischi ed effetti indesiderati e che in rete è difficile trovare delle chiare spiegazioni in merito.

Per aiutare coloro che si pongono qualche quesito a riguardo abbiamo deciso di dedicare l’intervento settimanale sul blog del nostro studio (situato in corso Stati Uniti, 35, a Torino) per chiarire rischi ed eventuali effetti indesiderati della cavitazione medica.

La cavitazione medica è sicura?

Sì. Seguendo correttamente anche la procedura pre e post-trattamento, la cavitazione non presenta rischi degni di nota. Molte volte si sente parlare di qualche falsa credenza dovuta ad una conoscenza parziale dell’argomento. In particolare molti sostengono che le onde utilizzate dall’apparecchio medico siano elettromagnetiche o addirittura radioattive, il che avrebbe implicazioni sulla salute. Non c’è niente di più sbagliato: la cavitazione si esegue con onde ad ultrasuoni, normali onde sonore come quelle che emettiamo con la nostra voce, che hanno semplicemente una frequenza troppo alta per essere udite dall’essere umano.

cavitazione medica laser

Intorno ai rischi e agli effetti indesiderati della cavitazione medica circola più di una leggenda metropolitana

Ovviamente è necessario che per rendere sicura la cavitazione essa sia eseguita da un medico estetico, che andrà ad analizzare la situazione specifica del paziente e utilizzerà tutta la strumentazione secondo precisi criteri. Purtroppo online si trova anche qualche guida per costruire apparecchi per la cavitazione fatti in casa e ulteriore materiale di cui non dovrebbe essere concessa la diffusione. In questo caso il rischio è associato all’improbabile funzionamento dello strumento costruito e all’inesperienza dell’utilizzatore.

Un’altra credenza completamente errata riguarda la possibilità che gli ultrasuoni, anziché colpire le cellule del tessuto adiposo, potrebbero erroneamente andare ad intaccare gli organi. Ovviamente la frequenza delle onde e la loro ampiezza sono studiate ed ampiamente collaudate, e utilizzate da mani esperte e in modo idoneo non provocano danni allo stomaco o all’intestino.

Effetti indesiderati della cavitazione

Per parlare di effetti indesiderati è necessario fare un passo indietro e tornare alle tecniche utilizzate per la cavitazione medica. L’uso degli ultrasuoni è imprescindibile e non provoca effetti indesiderati; talvolta è poi possibile che a ciò si aggiunga l’iniezione di una o più sostanze che attivano la lipolisi, ovvero che vadano a bersagliare direttamente le cellule del tessuto adiposo favorendo lo scioglimento dei grassi.

Per quanto riguarda l’uso degli ultrasuoni, più che di effetti indesiderati si dovrebbe parlare di riuscita parziale. Al paziente viene infatti sempre raccomandato di idratarsi parecchio nei giorni immediatamente precedenti e successivi al trattamento, cosicché l’organismo si arricchisca di liquido interstiziale; da questo deriva una maggiore visibilità del risultato.

Considerando invece l’iniezione di ulteriori sostanze per favorire la lipolisi, il discorso si allarga, ma è necessario uno studio basato sulle condizioni del paziente. In questo caso di eventuali effetti indesiderati si dovrebbe parlare direttamente con il medico.

Chi dovrebbe evitare la cavitazione?

L’unica circostanza in cui sconsigliamo ai nostri pazienti la cavitazione sono le donne in gravidanza e i portatori di protesi metalliche agli arti. Per il resto non esiste uno storico di complicanze imputabili alla cavitazione che suggerisca ad una persona di non sottoporsi ad essa per via dei rischi coinvolti.

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3

Mag
2018
Commenti disabilitati su Problemi di smagliature? Ecco i consigli del medico estetico

Problemi di smagliature? Ecco i consigli del medico estetico

Quando l’estate si avvicina, lasciare Torino per andare al mare in vacanza è un pensiero soave: le onde, la spiaggia e il sole sono un forte richiamo. Solo la prova costume può preoccupare le donne con qualche inestetismo: la settimana scorsa abbiamo trattato la cellulite, un problema tipicamente femminile che colpisce addirittura il 90% delle donne. Questa settimana, invece, ci concentriamo sulle smagliature. 

In medicina estetica le smagliature vengono chiamate strie atrofiche o striae distensaeun problema contro il quale già da anni i medici estetici si sono attrezzati. In questa guida, dunque, scoprirai diverse cose: i motivi per cui si formano le smagliature, come comportarsi per prevenirle e quali trattamenti puoi seguire, presso uno studio di medicina estetica, per attenuarle. 

Perché nascono le smagliature? 

Le smagliature nascono perché lo strato dermico della cute perde elasticità. Questo provoca la rottura delle fibre di collagene, dunque si giunge alla formazione delle tanto odiate “striscioline”. Ovviamente ci sono diversi motivi che possono portare alla perdita di elasticità cutanea, altrimenti prevenire le smagliature sarebbe più facile; in assoluto è comunque bene chiarire da subito che la predisposizione gioca un ruolo fondamentale: come per molti inestetismi, la genetica può favorirne o prevenirne l’insorgenza. 

smagliature gravidanza

Le smagliature sono un problema molto comune, specialmente per le donne in gravidanza. La medicina estetica può però fare molto per combatterle.

Al di là dei fattori genetici: 

  • La gravidanza può provocare smagliature, in quanto la pelle viene stressata da una rapida distensione, con conseguente perdita di elasticità; 
  • Un rapido aumento o una rapida diminuzione del peso possono causare smagliature; 
  • Negli adolescenti, le strie atrofiche appaiono comunemente in periodi di rapida crescita in altezza in quanto la pelle viene “tirata”; 
  • Alcune sindromi, come quella di Cushing o di Marfan, influenzano il livello di cortisone del corpo, compromettendo l’elasticità della cute. 

Come prevenire le strie atrofiche 

Ci sono diverse buone abitudini che si possono adottare per prevenire le smagliature, alcune delle quali sono simili a quelle già viste quando abbiamo parlato di cellulite. Preservando la propria pelle da traumi di allungamento, rendendola più elastica e favorendo la produzione di collagene, si può fare molto per favorire la prevenzione dalle strie atrofiche. Ecco alcuni must: 

  1. Il peso va tenuto sotto controllo. Specialmente quando si perde peso, anche per evitare problemi di altro tipo, è bene farlo gradualmente (0,5-0,8 kg a settimana è un buon ritmo da non superare). Oltre a diminuire la probabilità di rimbalzi post-dieta, un calo controllato del peso aiuta a evitare uno stress eccessivo della pelle.
  2. Vitamina C? Sì, grazie. Come accennato in precedenza, uno dei fattori cruciali nel mantenimento dell’elasticità della cute è il collagene. Per favorire la produzione di collagene, mantenere un corretto apporto quotidiano di vitamina C è essenziale; la si può trovare a dosaggi elevati in frutta come arance, kiwi e mandarini, oppure in verdure come carote, zucche e peperoni. In particolare, per una donna adulta di 50-60 kg è consigliabile un apporto di 60 mg di vitamina C al giorno. 
  3. Favorire la morbidezza della pelle, in quanto più morbida vuol dire anche più elastica. Ci sono due fattori che possono aiutare quando si tratta di mantenere morbida la pelle. Il primo è l’idratazione, un fattore che non va mai sottovalutato e non solo per le smagliature. Il secondo è invece l’uso di prodotti che, a seconda delle necessità, possano aiutare a idratare ulteriormente la cute. 
smagliature ritenzione idrica

L’idratazione aiuta a combattere numerosi inestetismi, tra cui anche le smagliature

Cosa fare in caso le smagliature siano già comparse 

In caso il problema si sia già manifestato, è in primis utile rivolgersi al proprio medico estetico di fiducia. Per chi lo desidera, lo studio medico estetico Papini è attrezzato ed ha esperienza concreta nel trattamento delle smagliature: per mettersi in contatto con noi è sufficiente utilizzare i recapiti della pagina “contatti”, utilizzando in via preferenziale il numero di telefono. 

Curare le smagliature non appena si manifestano aiuta a far sì che il trattamento sia più rapido ed efficace: intervenendo con tempestività si può fare in modo che nel lungo termine non rimangano segni indelebili. In commercio esistono diversi prodotti, dagli olii alle creme, che possono dare una mano considerevole nel caso in cui le smagliature siano superficiali e molto recenti. 

Qualora i rimedi più blandi non dovessero dare risultati, si può fare di più attraverso dei prodotti più specifici utilizzati in medicina estetica: 

  • Peelings chimici: sostanze che, una volta applicate, aiutano sia a combattere le striae distensae che a far ritrovare alla pelle la sua naturale elasticità 
  • Rivitalizzanti: prodotti specifici per la cute, con una funzione curativa che si sviluppa attraverso il miglioramento dello stato della cute 

Oltre all’applicazione di peelings e rivitalizzanti, meritano una menzione particolare il laser a CO2 e la carbossiterapia. 

Laser a CO2 frazionato o ad Erbium per combattere le striae distensae 

Il laser ad anidride carbonica, anche conosciuta con la sua formula molecolare CO2, è un alleato dei medici estetici che può essere impiegato anche per combattere le smagliature. 

Compito del laser è quello di vaporizzare l’acqua nei tessuti. La cicatrizzazione è rapida e l’impiego dello strumento non provoca solitamente un dolore tale da “spazientire il paziente”. Il laser favorisce la contrazione delle fibre di collagene, aumentando così la produzione della sostanza in modo naturale e rendendo di conseguenza più elastica la pelle. 

Lo studio medico Papini utilizza anche un altro laser frazionato per contrastare le smagliature, un’alternativa del laser a CO2 in grado di compiere un’azione più mirata su zone microscopiche. Il suo impiego ha già portato a diversi successi con le smagliature: livellandole e attenuandole, è un alleato molto importante. 

Carbossiterapia per contrastare le smagliature 

La carbossiterapia si basa sempre sul valido alleato che è l’anidride carbonica, ma lo fa in modo diverso. Anziché con un laser, infatti, il macchinario agisce somministrando CO2 a livello intradermico e sottocutaneo. 

La carbossiterapia è utile, nella lotta alle smagliature, in quanto la sua azione determina una maggiore ossigenazione nelle zone interessate. La circolazione sanguigna aumenta a livello locale, e con la maggiore irrorazione viene anche aumentato l’apporto di ossigeno e nutrienti alle cellule, determinando un miglioramento della salute delle cellule della cute, con incremento della produzione del collagene e dell’elastina. Le smagliature così divengono meno evidenti. 

 

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20

Apr
2018
Commenti disabilitati su Cellulite, comprendila e combattila con i consigli del medico estetico

Cellulite, comprendila e combattila con i consigli del medico estetico

La cellulite, in medicina estetica PEFS (Pannicolopatie Edemato-Fibro-Sclerotiche) è un problema molto diffuso nella popolazione femminile, con un’incidenza che arriva addirittura al 90%. Non solo donne in avanti con l’età: per molte si manifesta fin da molto giovani. Ma cos’è la cellulite e come la si combatte? Specialmente quando arriva l’estate, e molte di noi si spostano da Torino verso il mare, sapere come affrontare questo problema è d’aiuto per la prova costume.

Cos’è la cellulite o PEFS

Il primo punto da mettere a fuoco per comprendere cosa sia effettivamente la cellulite è la struttura del sottocute: essa abbonda di piccoli capillari e cellule adipose. I capillari hanno il compito di veicolare sangue alle cellule, ma questa funzione può essere compromessa da un accumulo di liquidi tra le cellule adipose.

Quando si verifica tale accumulo di liquidi, la pressione strozza i capillari che non riescono a portare correttamente il sangue verso le cellule; esse subiscono dunque un’alterazione della propria funziona, dovuta al poco approvvigionamento di tutte le preziose sostanze che vengono scambiate tra cellula e sangue. Il tessuto adiposo si trasforma dunque in tessuto fibroscletorico, di cui si manifestano i tipici segni simili a “buchi”, soprattutto all’altezza delle cosce e parte superiore delle gambe.

Perché insorge la cellulite?

La cellulite può insorgere per diversi motivi, quindi non è così scontato associarla ad una causa. Sicuramente il colpevole numero uno sono gli estrogeni: ormoni tipicamente femminili, che spiegano come mai siano proprio le donne a doversi scontrare con la cellulite. L’inizio della produzione di estrogeni coincide con quello della pubertà, dunque mediamente intorno ai 14 anni. Da questo momento, le cellule adipose dovrebbero essersi stabilizzate ed è possibile manifestare PEFS.

medicina estetica cellulite pefs

La cellulite è nota in medicina estetica come PEFS

 

Nel corso di una vita ci sono eventi, come il parto e l’arrivo della menopausa, che possono comportare una manifestazione più evidente del fenomeno. Gioca un ruolo considerevole in questo processo, ad ogni modo, la provenienza etnica; le donne di origine mediterranea hanno maggior predisposizione, ad esempio, rispetto a quelle dell’Europa del Nord a manifestare questa imperfezione estetica.

L’adiposità è un altro fattore che influisce, anche se non in maniera determinante, sulla comparsa della cellulite. Le donne più in forma godono di maggiori probabilità di non manifestare PEFS, ma non si tratta di una legge assoluta: si può essere più in carne senza riscontrare segni del problema, così come si può essere snelle e riscontrarne.

In generale, tuttavia, lo stile di vita è un fattore che incide in maniera rilevante sulla possibilità di evitare la cellulite. Per questo è opportuno approfondire i comportamenti che influenzano il fenomeno, sia in maniera negativa che positiva.

Lo stile di vita contro la cellulite

I consigli che aiutano a combattere la cellulite orientano verso lo svolgimento di una vita sana in generale. Solo alcuni sono specifici, ma in questa sede prenderemo in considerazione sia gli uni che gli altri.

In primo luogo è bene cercare di evitare uno stile di vita sedentario, praticando sport e possibilmente evitando il calice. L’alcol, infatti, ha effetti negativi sul drenaggio dei liquidi corporei e causa ritenzione idrica, dalla quale si innesca poi il processo di strozzatura dei capillari. Altrettanto vale per l’alimentazione: occorre favorire agrumi e mirtilli, diminuire lo zucchero e non esagerare con il sale. Gli effetti benefici si riflettono, in questo caso, sull’intero apparato circolatorio al di là delle questioni legate alla cellulite. Altrettanto va detto che un surplus calorico quotidiano, che comporta nel tempo l’aumento di peso, è parte delle cause per cui si può manifestare PEFS.

Per favorire il corretto drenaggio dei liquidi corporei, sia attraverso la diuresi che la sudorazione, è innanzi tutto importante introdurre tutta l’acqua di cui il corpo necessita. Si tratta di un aspetto che varia fortemente tra soggetto e soggetto, ed in ogni caso non bisogna sforzarsi di bere volumi elevati di acqua in poco tempo; piuttosto è importante mantenere una bottiglia sempre vicini a sé, facendo spesso un sorso e riponendola di nuovo a portata di mano. La sauna, insieme allo sport, possono poi completare il quadro favorendo il ricambio di liquidi corporei attraverso la sudorazione.

Combattere la cellulite con la medicina estetica

cellulite trattamenti

I trattamenti di medicina estetica sono in grado di combattere alla radice la formazione della cellulite

La medicina estetica si cura, tra gli altri problemi che un paziente può voler risolvere, del trattamento della cellulite. Esistono diverse tecniche per contrastare la PEFS, anche se è sempre indicato utilizzarle in accordo ad uno stile di vita sano.

Nel nostro studio medico estetico di corso Stati Uniti, 35 a Torino offriamo un percorso integrato per contrastare la cellulite nel modo più efficace. Tuttavia è bene ricordare che esistono diversi stadi di PEFS, visibili immediatamente cliccando qui.

La principale tecnica da menzionare, in ogni caso, è la carbossiterapia. Questa viene utilizzata in medicina estetica addirittura dagli anni ’30, quando fu scoperto da alcuni scienziati francesi la possibilità di utilizzare l’anidride carbonica allo stato gassoso sotto la cute. Questa pratica aiuta a ripristinare il corretto funzionamento della circolazione dei capillari, riportando alle cellule il corretto sostentamento ed evitando che si trasformino in tessuto fibrosclerotico.

Talvolta può essere utile integrare la carbossiterapia con altri trattamenti, quale ad esempio la lipolisi. Questa terapia prevede, attraverso l’utilizzo della tecnologia laser, di scindere i trigliceridi delle cellule adipose; si tratta anche in questo caso di un trattamento non invasivo, che prevede un ciclo di brevi sedute da 15-20 minuti ciascuna. Altri trattamenti utilizzati per combattere la cellulite in medicina estetica sono l’intradermoterapia e la radiofrequenza, soprattutto per migliorare il tono cutaneo.

Perché rivolgersi ad un medico estetico

Quando la cellulite diventa un problema grave, la sola modifica delle abitudini scorrette non è sufficiente per sradicare il problema. Soprattutto in questi casi, rivolgersi ad un medico estetico fornisce il supporto tecnico necessario per eliminare la PEFS. Le pratiche sono necessariamente da attuarsi sotto lo stretto operato di un medico formato ed esperto; il suo compito è quello di individuare le cause, le esigenze e le strategie per accompagnare il paziente lungo tutto il percorso verso l’eliminazione dell’inestetismo.

Per prenotare una prima visita senza impegno e fare il primo passo verso la soluzione del problema dovuto alla cellulite, lo studio medico estetico Papini mette a disposizione un comodo form di prenotazione accessibile qui.

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3

Feb
2015
Commenti disabilitati su I DATI DIFFUSI AL 35° CONGRESSO NAZIONALE DELLA SOCIETÁ ITALIANA DI MEDICINA ESTETICA

I DATI DIFFUSI AL 35° CONGRESSO NAZIONALE DELLA SOCIETÁ ITALIANA DI MEDICINA ESTETICA

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La medicina estetica è aumentata circa del 15 per cento negli ultimi 3 anni, secondo i dati diffusi al 35esimo congresso nazionale della Societá Italiana di Medicina Estetica. Filler e tossina botulinica sono i trattamenti più richiesti dalle donne, preoccupate soprattutto da rughe e cedimenti del viso. Seguono la biostimolazione, utilizzata sempre più spesso come cura preventiva, e l’eliminazione di macchie e discromie. I trattamenti per il corpo, contro cellulite o grasso localizzato, occupano la quinta posizione. La tossina è invece nettamente il trattamento più richiesto dagli uomini che giudicano particolarmente antiestetiche le rughe della fronte e fra le sopracciglia. Poi tra le richieste maschili ci sono i filler, seguiti dai trattamenti per migliorare addome e fianchi e quelli per schiarire le macchie scure del viso. In quinta posizione troviamo l’ epilazione di petto e schiena. Ringiovanire, ma in modo naturale è quanto chiedono gli utenti. Chi effettua un trattamento estetico desidera solo sembrare un po’ più giovane, ma senza esagerare, con un risultato credibile e naturale. Portare indietro le lancette dell’orologio di 5-10 anni e più costituisce l’obiettivo, ossia far trascorrere il tempo in modo armonioso. Rispetto al passato, oggi si dimostra più cura per la propria pelle, si è più attenti alla prevenzione e alla prescrizione cosmetica, si chiedono risultati naturali che consentano di mantenere naturalezza ed espressività.

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4

Giu
2014
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SOFT LIFTING BIOLOGICO PER VISO E CORPO

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E’ una tecnica di bio-lifting non invasivo per il trattamento delle lassità del viso, del collo e di aree specifiche del 

corpo (interno braccia, interno cosce, addome). Questo lifting non chirurgico interviene in modo non invasivo tramite dei fili riassorbibili in PDO (Polidiossanone) inseriti nel derma o nel sottocute con l’ausilio di 

aghi sottili, senza punti di ancoraggio, con un’azione di risollevamento del tessuto.

Come funziona?

 I fili vengono impiantati seguendo l’ orientamento delle direttrici gravitazionali, in modo da esercitare un’azione di sostegno e di stiramento della matrice extracellulare. Tali fili inducono nell’organismo una produzione di fibre 

collagene nel momento in cui vengono introdotti, creando una struttura sottocutanea con  la funzione di 

contrastare il cedimento verso il basso della pelle. 

Non sono necessari punti di sutura, poiché il meccanismo su cui si basano i fili è di tipo biologico e fisiologico.

Quali effetti devo aspettarmi?

  • • Definizione di un contorno naturale
  • • Obiettivo di miglioramento senza cambiamenti radicali
  • • Sostegno delle zone lasse
  • • Effetto di sollevamento e tonificazione della ptosi gravitazionale
  • • Ripristino dei contorni e dei cedimenti di viso e corpo
  • • Miglioramento della texture e dell’elasticità cutanea con azione liftante della pelle

Gli effetti estetici derivanti dall’impianto di fili in PDO si producono gradualmente, sono visibili a partire dalla  

seconda o terza settimana, raggiungono il picco massimo a circa 3 mesi dal trattamento e perdurano per un 

periodo compreso tra 12 e 18 mesi.

Per chi è indicata questa procedura?

Persone sia che mostrino i primi segni di lassità sia che questi siano ormai conclamati quindi sia come trattamento preventivo che come trattamento riparativo di cedimenti  gravitazionali.

Per quali inestetismi?

  • • Lifting di aree del  viso,  collo, décolleté e corpo
  • • Trattamento localizzato per migliorare aree specifiche:
  1.       – Sollevamento delle guance
  2.       – Rimodellamento della zona malare
  3.       – Sollevamento della coda del sopracciglio
  4.       – Rimodellamento del profilo mandibolare
  5.       – Sollevamento delle pieghe nasolabiali
  6.       – Trattamento delle linee della marionetta
  7.       – Ringiovanimento del collo
  8.       – Rassodamento del lato interno di braccia e cosce
  9.       –  Rassodamento dell’area peri-ombelicale
  • • Pazienti con ptosi
  • • Alternativa soft all’intervento chirurgico.
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