Archive for trattamenti corpo’ Category

30

Set
2019
Commenti disabilitati su Macchie cutanee, cosa sono e come farle andare via

Macchie cutanee, cosa sono e come farle andare via

Le macchie cutanee sono un inestetismo della pelle piuttosto diffuso. In Europa infatti, è stato dimostrato che quasi una donna su tre presenti una zona del corpo colpita dall’iperpigmentazione. Questo inestetismo si sviluppa a causa di un’eccessiva produzione di melanina da parte dei melanociti, che vengono stimolati da alcune abitudini poco salutari. 

Tra le più comuni troviamo l’assunzione della pillola anticoncezionale, un’alimentazione poco equilibrata ed un’esposizione solare eccessiva. Nel campo della medicina estetica è stata messa a punto una tecnica molto efficace ed indolore per trattare questo problema cutaneo: il Laser Q-switch. 

Cosa sono le macchie cutanee e perché compaiono

Prima di parlare di come si svolge il trattamento, è opportuno conoscere la natura delle macchie cutanee. Queste, identificate anche come iperpigmentazione della pelle, si sviluppano in seguito ad un malfunzionamento dei melanociti. Questi ultimi quindi, sono la causa dell’alterazione cromatica della pelle. Tuttavia, esistono alcune macchie cutanee che non necessitano alcun trattamento, come per esempio le lentiggini. 

macchie cutanee come si formano

Le iperpigmentazioni che solitamente vogliono essere trattate dai pazienti provocano dei disagi a livello psicologico. In questo caso facciamo riferimento alle macchie presenti in zone del corpo molto esposte, come il viso, il collo o le mani. In alcuni casi, specialmente per quanto riguarda il volto, le macchie fanno la loro comparsa a causa dell’invecchiamento cutaneo. Tuttavia, vi sono alcuni elementi che hanno un’incidenza non indifferente, come la genetica, il consumo di alcuni farmaci e le possibili patologie cutanee.  

Un’ultima considerazione da fare riguarda la differenza tra le macchie permanenti e quelle temporanee. Nel caso di queste ultime infatti, non è necessario sottoporsi a trattamenti specifici, poiché tenderanno a scomparire in poco tempo. Dall’altra parte, per quanto concerne quelle permanenti, è possibile intervenire nell’immediato. In questo modo sarà possibile ridurre, o addirittura eliminare, la differenza cromatica cutanea. In questi casi, il Laser Q-switched è una soluzione ottimale. 

Come avviene il trattamento  

Questo trattamento laser rimane la terapia più utilizzata nel mondo della medicina estetica per l’eliminazione delle macchie cutanee. Questo perché, la modalità dell’intervento, consente al medico estetico di dosare l’intensità della luce ad alta energia. Di conseguenza, è possibile andare a lavorare sulle zone colpite dall’iperpigmentaazione senza intaccare la cute circostante. 

Inoltre, è possibile selezionare la profondità con la quale si desidera operare. Restando in superficie verranno trattate le macchie più chiare, mentre in profondità, quelle più scure. Ad ogni modo, il Laser Q-switched ha la funzione di frammentare le cellule cariche di melanina in parti minuscole, attuandone un processo di rigenerazione. L’intervento quindi, si svolge in una modalità altamente specifica, non intaccando le zone circostanti. Per quanto riguarda la preparazione al trattamento, è fondamentale evitare l’esposizione solare o alle lampade UV. L’abbronzatura infatti, renderà inefficace l’azione del laser. La durata delle sedute, varia in base alla situazione presentata dal paziente. Più l’area da trattare è ampia, più tempo ci vorrà. Indicativamente però, una singola seduta supera difficilmente i 20 minuti. 

Il trattamento rimane quasi del tutto indolore, provocando qualche leggero fastidio. La sensazione potrebbe essere paragonata a quella di un colpo di elastico, senza alcun dolore associato. Per questo motivo non è richiesto alcun tipo di anestesia. Tuttavia, per i pazienti più sensibili, è possibile applicare una crema anestetizzante sulla zona interessata. In questo modo sarà praticamente impossibile provare anche il più piccolo dolore. 

laser macchie cutanee

Il post-trattamento

Il Laser Q-switched, come dimostrato, è un trattamento molto poco invasivo. Questo significa che, dopo ogni seduta, non vi è il rischio di incorrere in complicazioni di nessun tipo. Subito dopo la seduta, la pelle potrebbe apparire arrossata, un segno del tutto connaturale alla terapia. 

Le sedute saranno programmate in base all’ampiezza delle zone da trattare, poiché è molto raro che ne basti solamente una per ottenere risultati significativi. Tendenzialmente, il tempo che deve trascorrere tra una seduta e l’altra è di circa 6-8 settimane.  

Ad ogni modo, nel periodo successivo al trattamento è opportuno evitare l’esposizione solare o alla luce delle lampade UV. Allo stesso tempo, è importante proteggere la pelle tramite l’applicazione di una protezione solare alta. Anche l’utilizzo di farmaci fotosensibilizzanti è altamente sconsigliato dopo le sedute di Laser Q-switched. 

Infine, per quanto riguarda il periodo immediatamente successivo al trattamento, la pelle potrebbe apparire leggermente gonfia e arrossataCon il passare dei giorni il gonfiore scompare e l’area arrossata impiegherà più tempo ma scomparirà ach’essa e le macchie saranno solo un lontano ricordo. 

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10

Set
2019
Commenti disabilitati su Peeling chimico contro le smagliature: funziona?

Peeling chimico contro le smagliature: funziona?

Le smagliature sono un problema che accomuna la gran parte delle donne, specialmente quelle che hanno avuto una gravidanza e quelle che hanno avuto sbalzi di peso nel corso della loro vita. Sono un inestetismo molto comune, ma malgrado ciò non passa mai la voglia di eliminarle: da donna, sono la prima ad ammetterlo.

Fortunatamente la medicina estetica sta migliorando sempre di più le tecniche con cui si possono combattere le smagliature, che in gergo medico vengono chiamate striae distensae. In questa guida vogliamo parlare nello specifico del peeling chimico antismagliature, una pratica che consiste nell’utilizzo di prodotti esfolianti per attivare i processi rigenerativi della zona interessata dalle smagliature.

Come funziona il peeling chimico contro le smagliature

Partiamo dal presupposto che il peeling chimico nasce come trattamento ringiovanente. La sua azione è piuttosto semplice: il medico estetico applica, in maniera studiata e dosata, dei prodotti scelti appositamente per il caso del paziente. Questi prodotti vanno a esfoliare gli strati superiori dell’epidermide, penetrando in alcuni casi fino al derma reticolare medio.

Senza scendere troppo nei particolari, possiamo dire così: si tratta di prodotti, a base di acido, che rimuovono gli strati superficiali della nostra pelle. Questa alterazione del tessuto provoca una risposta da parte del corpo, che reagisce allo stimolo riformando il tessuto e producendo proteine molto importanti. Parliamo ad esempio di collagene, acido ialuronico ed elastina, tutte sostanze che servono a dare tono, elasticità e struttura alla pelle.

Questo processo in medicina estetica viene chiamato resurfacing. In pratica si va ad alterare la pelle, in modo controllato, in modo che il nostro organismo vada a sostituire i tessuti creandone di nuovi e più “giovani”. Questo effetto è comune a molti trattamenti: il laser ad anidride carbonica fa questo, il microneedling fa questo, la luce pulsata fa questo e il peeling chimico non fa eccezione. L’uso di uno strumento piuttosto che un altro dipende dal paziente, dai suoi obiettivi e dalla sua pelle.

Nel caso delle smagliature, il trattamento serve per fare in modo che la zona interessata sia soggetta a questo processo di rigenerazione. Il collagene e l’elastina prodotti dal corpo in risposta allo stimolo del peeling forniscono struttura e supporto alla pelle che è ceduta nella zona della smagliatura, levigandola e facendo in modo che questa venga “appianata”.

Risultati: cosa aspettarsi prima e dopo

Purtroppo le smagliature rimangono ancora un problema abbastanza difficile da trattare con la medicina estetica, che comunque di anno in anno fa grandi progressi nella lotta a questo inestetismo. I peeling chimici attualmente disponibili sono molto utili contro le smagliature appena formate, di cui si può ridurre notevolmente la visibilità. Per quelle presenti da più tempo, invece, i risultati sono più modesti.

Alcuni studi hanno rivelato una maggior efficacia nell’utilizzo di un peeling superficiale seguito da un altro trattamento ambulatoriale, quale può essere il laser resurfacing. In questo caso vengono utilizzati dei prodotti che si limitano ad esfoliare gli strati di tessuto superficiali dell’epidermide, ma il peeling serve soltanto per amplificare l’azione del laser. Questo strumento, avendo una precisione microscopica, può concentrare la sua azione sulle piccole aree di pelle intorno alle smagliature per svolgere una forte azione levigante.

Sicuramente si può fare molto per evitare che le smagliature creino “solchi” nella pelle, per trattare quelle appena formate e per ridurre la visibilità di quelle già presenti da tempo. L’eliminazione completa del problema è un risultato che non è ancora stato raggiunto, ma nei confronti del quale la comunità medica nel suo insieme nutre un forte ottimismo. Molto probabilmente nei prossimi anni vedremo nascere delle tecniche ottimizzate per la soluzione totale del problema, ma già oggi i pazienti che si sottopongono ad un trattamento anti-smagliature con peeling chimico rimangono generalmente molto soddisfatti.

I prodotti utilizzati nel trattamento

I peeling sono sostanzialmente prodotti a base di acido, normalmente estratto dalla frutta. Nel caso del peeling chimico anticellulite, è probabile che venga utilizzata una sostanza a base di acido glicolico. Si tratta di un acido comunemente estratto dalla barbabietola da zucchero, che compone circa il 15% del peeling applicato sulla pelle del paziente. Alcuni prodotti più recenti, tuttavia, si dimostrano pienamente sicuri addirittura con concentrazioni del 70%.

La concentrazione e la natura dell’acido, in ogni caso, sono oggetto di studio da parte del medico durante la visita conoscitiva con il paziente.

Parliamo ora di effetti indesiderati e controindicazioni. Malgrado l’aggettivo chimico sia diventato “brutto” negli ultimi anni, vista la crescente attenzione verso i prodotti naturali, si tratta di composti altamente efficaci e soprattutto sicuri. Non ci sono controindicazioni per il peeling, purché ovviamente questo venga effettuato sotto la supervisione di un medico estetico e dopo un’attenta analisi del tessuto cutaneo.

Chi volesse sottoporsi ad una prima visita, gratuita e senza impegno, può rivolgersi in ogni momento al nostro studio utilizzando i recapiti della sezione contatti. Siamo sempre felici di ricevere in studio persone interessate ai trattamenti, che desiderano scoprire in che modo migliorare l’aspetto delle smagliature o di qualsiasi altro inestetismo.

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10

Set
2019
Commenti disabilitati su Mi hanno proposto Aqualyx: ci sono controindicazioni?

Mi hanno proposto Aqualyx: ci sono controindicazioni?

Abbiamo ricevuto un commento interessante sul nostro blog da parte di una lettrice. Ci chiede se ci siano controindicazioni per un ciclo di trattamenti di tre sedute con Aqualyx. Per chi non conoscesse questo prodotto, si tratta di un presidio medico che può essere iniettato nello strato di grasso sottocutaneo per sciogliere le cellule adipose che lo compongono. Questa tecnica si chiama “intralipoterapia“, anche se molti la chiamano “liposuzione non chirurgica“. Si tratta di una tecnica molto utile per chi ha delle adiposità localizzate da rimuovere, ovvero piccole aree del corpo su cui si è accumulato del grasso indesiderato. 

Aqualyx è una sostanza utilizzata per eseguire l’intralipoterapiaed ha degli studi molto ampi e molto dettagliati a supporto del suo funzionamento. Oltre ad essere molto utilizzata nel mondo, ci piace anche ricordare che si tratta di una tecnologia nata in Italia da un’idea del dott. Motolese. Ormai sono diversi anni che questo prodotto viene utilizzato, ma online manca ancora un chiarimento completo delle sue potenziali controindicazioni. Per questo, anziché rispondere solo in privato alla nostra lettrice, abbiamo deciso di scrivere una guida che possa essere utile a tutti. 

Le controindicazioni di Aqualyx 

Partiamo dicendo che durante il trattamento non ci sono rischi particolari, se escludiamo le rarissime avversità che riguardano qualsiasi sostanza Non è nemmeno granché doloroso, anzi: l’ago si sente a malapena, ma è possibile che nei minuti successivi si avverta fastidio nella zona trattata. Le nuove formulazioni del prodotto hanno comunque drasticamente ridotto il fastidio post-trattamento, che ora è diventato praticamente indolore. In ogni caso, è possibile che nei primi 2-3 giorni ci si senta un pochino indolenziti nella zona dove sono state praticate le iniezioni. Si può anche avvertire un certo effetto diuretico, è del tutto normale. 

Nella maggior parte dei pazienti la zona rimane un pochino gonfia nelle 48-72 ore successive, anche questo è normale e anche in questo caso non c’è da spaventarsi. Possono presentarsi talvolta dei piccoli eritemi o delle ecchimosi: nuovamente non c’è nulla di cui preoccuparsi, anche se chiaramente non è la cosa più piacevole che ci sia. In tre giorni, comunque, tutti questi effetti di norma sono spariti e di conseguenza la zona ritorna al suo stato iniziale mentre Aqualyx svolge la sua azione lipolitica. 

Se il trattamento viene eseguito su un paziente che non ha una condizione pregressa tale da impedire lo svolgimento sicuro della pratica, non c’è nient’altro da segnalare. Solitamente non viene nemmeno utilizzato un anestetico locale, ed il trattamento dura molto raramente più di mezz’ora. Rientra sicuramente nella lista di pratiche che possiamo considerare molto sicure e con pochissime controindicazioni. 

A chi è sconsigliato 

Come abbiamo visto, il trattamento è praticamente privo di controindicazioni per i pazienti che non hanno delle condizioni mediche tali da impedirne una pratica sicura. Esiste tuttavia un piccolo di condizioni che rendono migliore la scelta di evitare Aqualyx: 

  • Pazienti con problemi gravi a reni e fegato 
  • Persone che hanno gravi problemi di tiroide 
  • Donne incinte 
  • Pazienti con problemi di coagulazione sanguigna 

In ogni caso è sempre meglio sottoporsi ad una prima visita di valutazione presso il proprio medico estetico di fiducia. Lo studio Papini è sempre ben felice di accogliere i pazienti per una prima visita gratuita e senza impegno, dove potremo parlare in modo personalizzato di Aqualyx: per prenotare un appuntamento è sufficiente utilizzare i recapiti della pagina contatti. 

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29

Ago
2019
Commenti disabilitati su Carbossiterapia a Torino: 5 motivi per venirci a trovare

Carbossiterapia a Torino: 5 motivi per venirci a trovare

La carbossiterapia è un trattamento affermato di medicina estetica, molto efficace nel trattare la cellulite, le adiposità localizzate e le lassità cutanee. Anche a Torino è uno dei percorsi di bellezza più richiesti. La sua popolarità si deve soprattutto alla soddisfazione che solitamente segue alle sedute dei pazienti, ma non solo. Oltre all’efficacia ci sono altri due vantaggi: le sedute durano poco, quindi sono facili da incastrare nella quotidianità, e sono quasi del tutto indolori. 

Basta ritagliarsi una mezz’oretta, all’interno di una giornata qualsiasi, per contrastare con efficacia gli inestetismi che per le donne sono più problematici. Ci si alza con giusto un pochino di indolenzimento e si è subito pronti per riprendere la vita sociale, senza grandi accorgimenti da seguire nei giorni successivi. 

Presso lo studio Papini, in corso Stati Uniti, sono ormai anni che pratichiamo la carbossiterapia alle pazienti. Abbiamo raccolto le motivazioni principali per cui hanno deciso di rivolgersi al nostro studio per la carbossiterapia, trovando delle risposte interessanti. Tra i vari motivi ce ne sono cinque che ritornano in quasi tutte le nostre interviste, per cui vogliamo riportarle nel nostro appuntamento settimanale sul blog.

trattamento carbossiterapia medicina estetica torino

1. Prima visita: gratuita e senza impegno, per ascoltare e consigliare

Ogni percorso di medicina estetica è molto personale, per cui prima di procedere con un trattamento è importante un confronto tra le aspettative del paziente e le informazioni che il medico gli può dare. Noi crediamo moltissimo in questo dialogo, ed è il motivo per cui abbiamo da sempre offerto volentieri un primo appuntamento gratuito e senza impegno. 

Confrontandoci con i pazienti e le pazienti abbiamo sentito con piacere che questo è uno dei motivi principali per cui hanno deciso di scegliere lo studio Papini per la carbossiterapia a Torino. Durante questa visita si parla di tutto quello che serve per poter procedere insieme al meglio: 

  • Si valuta se la carbossiterapia sia effettivamente il trattamento più efficiente ed efficace sulla base delle aspettative del paziente; 
  • In base alle motivazioni e alle caratteristiche del paziente si pianifica il percorso di sedute e di integrazione del trattamento; 
  • Si chiarisce ogni dubbio del paziente, in modo che possa affrontare tutto il suo percorso in modo informato e sereno.

carbossiterapia torino

2. Accogliente, come a casa

Fin dalla prima visita cerchiamo di far cogliere subito a chi viene a trovarci il clima dello studio medico Papini. La professionalità, immancabile, si mischia al lato umano del rapporto tra medico e paziente. Spesso questo è vissuto in modo freddo, distaccato, ma non è la nostra filosofia. Ci piace sapere che chi si rivolge a noi non avrà esitazione a manifestare i suoi dubbi e a chiedere le spiegazioni di cui ha bisogno, e che possa entrare nel nostro studio con lo stesso animo con cui si rientra in casa la sera. 

3. Un percorso fatto di risultati

La carbossiterapia è un trattamento che, se svolto nel modo giusto, garantisce risultati ben visibili in poco tempo. Per chi non ne conoscesse il funzionamento, si tratta di una tecnica che sfrutta l’anidride carbonica per migliorare l’aspetto estetico; insufflando il gas con un macchinario apposito all’interno del tessuto adiposo, si ottengono tre principali benefici: 

  • Si sciolgono i depositi di grasso localizzato, grazie al gas che defluisce con elevata pressione all’interno del tessuto colpendo le cellule adipose; 
  • Si riattiva la microcircolazione, favorendo la formazione di nuovi vasi sanguigni, che è un aspetto fondamentale per eliminare la cellulite; 
  • Vengono attivati i meccanismi di neocollagenesi che migliorano l’aspetto della pelle, rendendola più liscia ed elastica. 

Su questi precisi obiettivi si concentra ogni percorso di carbossiterapia. Noi siamo molto attenti a massimizzare questi benefici per i nostri pazienti, facendo in modo che ogni seduta segni un passo in avanti visibile ed importante verso i loro obiettivi. Siamo felici di constatare che proprio la nostra capacità di fornire risultati sia stata uno dei punti più toccati nelle opinioni dei nostri pazienti.

 

4. A disposizione

Il nostro impegno con il paziente va ben oltre le mura dello studio. L’assistenza, per qualsiasi dubbio o consiglio relativo al percorso, è un aspetto a cui teniamo molto. Tipicamente, ad esempio, subito dopo una seduta di carbossiterapia possono manifestarsi un po’d intorpidimento e rossore; anche se avvisiamo preventivamente tutti i pazienti, se sentiranno di avere bisogno di noi non esiteranno a contattarci, sapendo che dall’altra parte non esiteremo a rispondere. 

5. Oltre lacarbossiterapia

Il modo in cui il nostro studio intende la medicina è un po’ diverso da quello tradizionale. Tipicamente il medico estetico viene interpellato per un trattamento o un inestetismo, ed una volta che questa prima richiesta viene risolta non c’è più nessun contatto. Molto spesso, però, le persone si accorgono di avere altri punti del loro aspetto che vorrebbero migliorare; una volta visti i risultati di un trattamento, è normale sentirsi bene e ricercare quello stesso benessere nuovamente. 

Benessere e bellezza, nel nostro caso, non vengono visti come un intervento singolo ma come un percorso collaborativo, in cui medico e paziente si confrontano per raggiungere i risultati giorno per giorno. 

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1

Lug
2019
Commenti disabilitati su Cicatrici: come curarle per ridurne drasticamente la visibilità

Cicatrici: come curarle per ridurne drasticamente la visibilità

Le cicatrici sono un inestetismo davvero molto diffuso: un’operazione chirurgica, uno scivolone da bambini, sono davvero tanti i motivi per cui possono restarci questi segni sulla pelle. Con il tempo è facile che si voglia passare oltre, combattendo questi segni che altrimenti ci fanno sempre compagnia. Sono stati inventati vari rimedi più o meno efficaci: dalle creme e pomate fino alla medicina estetica, vale la pena fare chiarezza.

In questo approfondimento vogliamo andare a vedere meglio che cosa sia una cicatrice al di là di ciò che vediamo con i nostri occhi; soprattutto, però, vogliamo andare ad approfondire le tecniche più efficaci a nostra disposizione per renderle il meno visibili possibile. Come vedremo meglio, infatti, non si può eliminare del tutto una cicatrice. I rimedi possono venirci in soccorso per diminuirne la visibilità e, di conseguenza, fare in modo che l’inestetismo sia difficile da percepire e facile da far passare inosservato.

Cicatrici, una mini-spiegazione

In medicina si distingue tra cheloidi e cicatrici ipertrofiche, ma in questa sede non ci interessa particolarmente fare distinzioni ed addentrarci nel tecnico. Come si può intuire facilmente, una cicatrice è il risultato di una ferita che divide due lembi della pelle. Il tessuto cicatriziale che si forma tra i due lembi è diverso dalla cute che abbiamo nel resto del corpo, ed è per questo che l’effetto visivo è altrettanto diverso. Questo tessuto non ha bulbi piliferi né ghiandole sudoripare, ed è meno elastico di quello epiteliale.

Non c’è una regola per determinare quali traumi provocheranno una cicatrice e quali no. Ovviamente la profondità e la lunghezza del taglio sono fattori determinanti, ma è solo quando incomincia la guarigione che possiamo farci meglio un’idea di cosa avverrà dopo. In un primo momento, infatti, tende a formarsi uno strato di tessuto rossastro tra i due lembi della ferita; molto spesso questo può essere doloroso al tatto e provocare prurito. Questo è l’inizio del processo che porta alla formazione della cicatrice vera e propria.

Trattare le cicatrici: con e senza medicina estetica

Il nostro studio si occupa spesso di pazienti che vogliono ridurre la visibilità delle proprie cicatrici, e solitamente lo fa con cicli di brevi sedute in cui, utilizzando macchinari appositi, si possono fare notevoli passi avanti per contenere l’inestetismo. Come vedremo, però, ci sono anche alcune creme che se utilizzate con grande costanza possono portare benefici interessanti.

1) Laser ad anidride carbonica

Il laser ad anidride carbonica provoca l’abrasione del tessuto superficiale della cicatrice. Se questa presenta un colore vicino al rosso, il primo beneficio del trattamento con laser a CO2 è la drastica diminuzione del rossore della cicatrice. Il secondo beneficio si ottiene invece nel corso delle settimane successive al trattamento. L’abrasione superficiale provoca infatti il rilascio di collagene ed elastina come risposta da parte del corpo. Queste due proteine vanno a velocizzare il processo di riparazione della cute, danno struttura e livellano i lembi della pelle vicino alla cicatrice.

2) Radiofrequenza

La radiofrequenza funziona in modo molto simile al laser, ma a provocare l’abrasione sono delle onde radio anziché un fascio di luce concentrata. Il trattamento dura pochi minuti ed è completamente indolore, anche se molto efficace. Questa tecnica è particolarmente consigliata dopo la rimozione chirurgica dei cheloidi.

3) Iniezioni di corticosteroidi

Ci sono prodotti a base di corticosteroidi che vengono iniettati quando una cicatrice risulta particolarmente ipertrofica, cioè voluminosa. La loro azione va a spezzare i legami tra le fibre di collagene del tessuto cicatriziale, facendo in modo che questo perda struttura e di conseguenza volume.

4) Creme a base di silicone

Nel mondo della cosmeceutica spesso si trovano soluzioni interessanti. Bisogna fare attenzione ed operare sotto la supervisione di un dermatologo o di un medico estetico, in ogni caso, perché l’utilizzo di un prodotto deve essere raccomandato in base alle esigenze specifiche del paziente. In particolare, i prodotti a base di silicone possono agire riducendo il collagene del tessuto cicatriziale e ridurre le dimensioni dei vasi sanguigni sotto la cicatrice, in modo da farle perdere il colore rosso.

 

Come sempre, invitiamo i nostri lettori a richiedere una visita gratuita presso lo studio medico estetico Papini. I nostri recapiti si trovano nella pagina apposita.

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21

Mag
2019
Commenti disabilitati su Intralipoterapia, il trattamento che elimina le adiposità localizzate

Intralipoterapia, il trattamento che elimina le adiposità localizzate

Un inestetismo comune sono le adiposità localizzate, degli accumuli di grasso che non si possono eliminare semplicemente cambiando alimentazione o facendo più esercizio fisico. In molti casi, infatti, le cause sono da ricondurre direttamente alla genetica. Per combattere questi accumuli, la medicina estetica offre diverse soluzioni: in questa guida parliamo nello specifico dell’intralipoterapia. Si tratta di un trattamento non chirurgico e molto poco invasivo, che prevede l’iniezione di un prodotto specifico per lo scioglimento dei grassi. In termini medici, viene iniettata una sostanza lipolitica. Essendo iniettata all’interno del tessuto, ecco spiegato il termine “intralipoterapia”.

Con questo trattamento è possibile combattere in modo efficace le adiposità localizzate in varie parti del corpo, tra cui:

  • Addome
  • Fianchi
  • Glutei
  • Schiena
  • Mento
  • Ginocchia
  • Cosce

Ora vediamo meglio che tipo di sostanze vengono utilizzate, cosa aspettarsi durante le sedute e quanto sia efficace questo trattamento.

Le sedute di intralipoterapia

Ogni seduta incomincia con la disinfezione della zona da trattare, che molto spesso il medico marca con un pennarello apposito. Il paziente viene dunque fatto accomodare ed il medico procede praticando le iniezioni. Per farle viene utilizzato un ago molto lungo e flessibile, che talvolta spaventa i pazienti, ma il trattamento in sé è davvero poco doloroso. L’importante è non farsi suggestionare dall’ago!

La lunghezza dello strumento serve per spargere la sostanza lipolitica negli strati di tessuto adiposo da eliminare. Una volta inserito l’ago, infatti, il medico estetico lo muove a ventaglio su tutta la superficie da trattare; in questo modo il prodotto viene distribuito uniformemente e può cominciare a fare effetto.

Normalmente non viene praticata alcuna anestesia prima delle iniezioni, ma all’interno della siringa sono comunque contenuti degli anestetici che aiutano a rendere il trattamento indolore. La seduta si protrae per pochi minuti, solitamente non più di venti, ed il paziente ne esce solo un po’indolenzito nelle parti trattate. Già dopo un paio d’ore il dolore scompare, ed è possibile riprendere il proprio stile di vita senza alcuna limitazione fisica.

La sostanza utilizzata

Il prodotto utilizzato per l’intralipoterapia deriva da un’invenzione italiana del dott. Motolese, risalente all’ormai lontano 2004. In questi oltre quindici anni, la terapia si è evoluta nel tempo grazie al miglioramento dei prodotti iniettati. In ogni caso, l’elemento più importante rimane l’acido desossilico: prodotto anche in modo naturale dal nostro organismo, ha la capacità sciogliere il grasso in zone circoscritte del corpo. Anche la fosfatidilcolina, sostanza estratta dalla soia, aiuta il processo svuotando gli adipociti per ridurre il volume del tessuto adiposo dove vengono praticate le iniezioni.

In Italia, il prodotto comunemente utilizzato per l’intralipoterapia si chiama Aqualyx.

Terapia e benefici

Normalmente ci vogliono 5-10 sedute come quella che abbiamo descritto per completare il trattamento delle adiposità localizzate; il numero varia ovviamente in base al volume della zona ed alle condizioni specifiche del paziente. In ogni caso, quando viene completato un ciclo di intralipoterapia il problema è normalmente del tutto risolto. Non solo, ma spesso si osservano ulteriori benefici anche sul tono e l’elasticità della pelle nelle zone soggette al trattamento.

Intralipoterapia: quali sono le alternative?

L’intralipoterapia non è l’unico metodo per trattare le adiposità localizzate. Esistono delle alternative come:

  • La liposuzione chirurgica
  • La mesoterapia
  • La crioterapia

La chirurgia è ovviamente molto efficace nel trattamento delle adiposità, sia localizzate che non, ma allo stesso tempo ha un grande svantaggio. Dopo l’operazione, infatti, vengono applicati dei punti di sutura che una volta rimossi lasceranno comunque visibile la cicatrice. Per quanto il chirurgo possa fare del suo meglio per limitare al massimo la visibilità di questa cicatrice, è inevitabile che questa si manifesti.

La mesoterapia aiuta ad eliminare le adiposità localizzate, ma anche in questo caso c’è un limite evidente: dal momento in cui questa tecnica prevede l’uso di aghi più piccoli che penetrano a livello del derma superficiale, il suo impatto è meno profondo di quello dell’intralipoterapia. Quest’ultima, essendo anche d’invenzione più recente, si può considerare una diretta evoluzione della mesoterapia.

La crioterapia è molto in voga ultimamente, perché risulta indolore e anche affascinante nel suo concetto di base. Questa tecnica prevede l’uso del freddo per spezzare gli adipociti, le cellule del tessuto adiposo che riempendosi determinano il volume di grasso sottocutaneo. Bisognerà comunque attendere tempo ed un riscontro più chiaro della comunità medica per capire se davvero possa essere un’alternativa importante all’intralipoterapia.

 

Come sempre, ricordiamo infine ai nostri lettori di Torino che è possibile richiedere in ogni momento una prima visita gratuita presso lo studio Papini di medicina estetica. Tutti i recapiti si trovano nella sezione contatti del sito.

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21

Mag
2019
Commenti disabilitati su Rimuovere il grasso addominale con la medicina estetica

Rimuovere il grasso addominale con la medicina estetica

Per eliminare il grasso addominale è fondamentale  un‘alimentazione corretta e l’esercizio fisico costante. Talvolta, però, non basta: alcuni fattori genetici o di altro genere possono davvero rendere impossibile eliminare degli accumuli adiposi. A quel punto non sono sufficienti le insalate e le lunghe corse al parco; si entra nel campo della medicina estetica, che anche senza ricorrere alla chirurgia offre diverse soluzioni per diminuire il volume del tessuto adiposo sull’addome. 

In questo nuovo appuntamento del nostro blog vogliamo proprio esplorare le principali opportunità che la medicina estetica offre per eliminare gli accumuli della zona addominale; vedremo quali siano e quale sia il loro funzionamento, nonché cosa aspettarsi dalle sedute e dalla fase di recupero successiva al trattamento. In ogni caso, c’è una costante: i trattamenti che andremo a prendere in considerazione non sono chirurgici e sono solo minimamente invasivi. 

grasso addominale medicina estetica

1) Mesoterapia lipolitica

 

La mesoterapia è una tecnica impiegata da decenni in medicina, ed esiste un particolare tipo di mesoterapia che viene praticata per agire contro le adiposità localizzate. Il medico impiega degli aghi molto piccoli per iniettare dei prodotti lipoliticiovvero in grado di sciogliere il tessuto adiposo svuotandone le cellule (gli adipociti). La natura delle iniezioni e del prodotto fa in modo che il trattamento sia efficace su una zona circoscritta del corpo, come può essere appunto l’addome. 

La mesoterapia dà risultati già dopo poche settimane, ma questi non sono comunque immediati; è infatti necessario che il corpo abbia tempo di smaltire in modo naturale il grasso addominale eliminato con il trattamento. Le sedute durano circa mezz’ora e sono organizzate in un ciclo che ne prevede normalmente 6-10. Una volta che una seduta è completata, il paziente può subito riprendere la sua vita sociale e non dovrà seguire particolari indicazioni. Normalmente l’unico effetto collaterale è un leggero indolenzimento della zona trattata che svanisce dopo alcune ore. 

La mesoterapia è anche in grado di combattere efficacemente la cellulite, un altro inestetismo molto diffuso. Per approfondire, sul nostro blog si trova una guida al modo in cui la mesoterapia combatte la cellulite. 

2) Intralipoterapia

L’intralipoterapia funziona in un modo molto simile alla mesoterapia, ma con alcune sostanziali differenze. L’ago impiegato è infatti decisamente più lungo ed è flessibile: in questo modo il medico estetico può farlo penetrare fino al tessuto adiposo e muoverlo all’interno del tessuto per diffondere la sostanza lipolitica direttamente tra gli adipociti. Il trattamento non è doloroso e non viene applicato alcun anestetico prima dell’iniezione. 

L’intralipoterapia è quasi un’evoluzione diretta della mesoterapia, essendo anche una tecnica d’invenzione ben più recente. I risultati ottenuti sono molto visibili e raggiungono l’apice a distanza di un mese da ogni seduta. Già dopo un paio di settimane, comunque, è possibile notare dei cambiamenti macroscopici davanti allo specchio. Quanto alla durata delle singole sedute, al ciclo da seguire e agli effetti post-trattamento, tutto rimane invariato rispetto alla mesoterapia. 

Sul nostro blog è disponibile una guida completa sulla intralipoterapia per il trattamento delle adiposità localizzate. 

3) Cavitazione medica 

La cavitazione medica è un rimedio molto interessante contro il grasso addominale. In questo caso il medico si serve di un apparecchio ad ultrasuoni che emette delle onde ad una frequenza studiata; queste onde, impattando contro la zona da trattare, fanno sì che si formino delle bolle di gas all’interno del tessuto adiposo. La pressione esterna schiaccia queste bolle di gas, che implodono liberando energia. L’energia liberata è tale da poter disgregare le cellule del tessuto adiposo, che non vengono soltanto svuotate ma anche ridotte nel loro numero complessivo. 

Un vantaggio della cavitazione è sicuramente quello di non prevedere l’uso di aghi, che per molti pazienti sono un vero tabù. Le sedute sono indolori, anche se qualcuno avverte solletico mentre lo strumento è in funzione. Anche in questo caso basta meno di un’ora per terminare ogni seduta, ed un trattamento completo si compone di un ciclo di diverse sedute. 

Attenzione a non farsi suggestionare dalla questione delle onde ad ultrasuoni! La cavitazione non è assolutamente un trattamento pericoloso: per approfondimenti si può consultare la nostra guida ai possibili effetti indesiderati della cavitazione medica. 

Questi tre trattamenti sono efficaci nel combattere il grasso addominale, praticamente indolori, rapidi e sicuri. Nel tempo tutti questi vantaggi li hanno resi molto popolari, ma la scelta tra le diverse opzioni deve essere presa insieme al medico estetico. Per i nostri lettori di Torino, c’è la possibilità di rivolgersi direttamente al nostro studio tramite la pagina “Contatti” per fissare un primo appuntamento senza impegno. 

 

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19

Mar
2019
Commenti disabilitati su Mesoterapia, un valido rimedio contro la cellulite

Mesoterapia, un valido rimedio contro la cellulite

La cellulite, in gergo medico PEFS, è uno degli inestetismi più comuni in assoluto. Soprattutto le donne sanno bene quanto sia difficile porvi rimedio, ed è anche per questo che la medicina estetica ha sviluppati diversi trattamenti per contrastarla. Tra le varie opzioni sul tavolo c’è anche la mesoterapia: poco conosciuta da chi non è un medico, può fare grandi cose per contrastare la cellulite. In questa guida andremo ad esaminare il funzionamento, gli effetti collaterali e lo svolgimento delle sedute, in modo da chiarire ogni dubbio a riguardo.

Come la mesoterapia combatte la cellulite

Nella maggior parte dei casi, la PEFS è dovuta ad un eccesso di ritenzione idrica nella zona dei glutei. Questa nasce per via di un soffocamento della circolazione sanguigna e linfatica; il corpo non smaltisce correttamente i liquidi, che si accumulano dunque sulle cosce e provocano i tanti temuti “buchini”. L’effetto è decisamente antiestetico, ma grazie ad uno stile di vita sano e alla medicina estetica si può prevenire e curare. Nella guida specifica puoi trovare maggiori informazioni sulle buone e cattive abitudini che possono prevenire o procurare l’insorgenza della cellulite.

un medico estetico pratica la mesoterapia sui glutei

La mesoterapia consiste nell’utilizzare un piccolo ago per iniettare dei farmaci sotto la cute, così da stimolare l’eliminazione dei liquidi in eccesso. Attenzione comunque a non pensare che questa sia la definizione generica di mesoterapia; ha molti usi in medicina, di cui questo è soltanto un esempio specifico.

La natura dei farmaci utilizzati, le quantità di sostanza da iniettare e i punti in cui praticare le iniezioni vanno studiati con grande attenzione dal medico estetico prima di praticare il trattamento; per questo motivo, solitamente, almeno una seduta preparatoria precede l’inizio del trattamento vero e proprio. In ogni caso, se queste variabili vengono elaborate correttamente, i rischi sono minimi e questo trattamento rimane pressoché privo di effetti collaterali.

Sedute e post-trattamento

Le sedute durano normalmente meno di un’ora. In questo tempo il medico può utilizzare vari strumenti per praticare le iniezioni, con siringhe ad ago singolo o multiplo. Le iniezioni non sono ovviamente piacevoli, ma il dolore è comunque contenuto e può essere ulteriormente ridotto con l’impiego di un anestetico locale. Al termine della seduta la zona può apparire arrossata, ma se tutto è stato svolto in modo corretto nel giro di poche ore non si noterà più alcun effetto indesiderato.

Una volta completate le iniezioni, i farmaci cominceranno a stimolare l’eliminazione dei liquidi in eccesso. Questo processo ha dei tempi fisiologici che variano da soggetto a soggetto, ma nell’arco di una settimana sarà già facile notare dei risultati visibili. Eventualmente possono anche essere stabilite delle sedute successive alla prima, a seconda della risposta del paziente e della condizione di partenza. In ogni caso, se ti trovi a Torino, puoi richiedere una seduta gratuita presso lo studio medico Papini dove avremo piacere di fare di persona le dovute valutazioni.

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24

Nov
2018
Commenti disabilitati su Luce pulsata a Torino, sia per l’epilazione che per il ringiovanimento

Luce pulsata a Torino, sia per l’epilazione che per il ringiovanimento

La luce pulsata è una tecnologia di cui il medico estetico si serve: i trattamenti più noti che la riguardano sono il fotoringiovanimento e l’epilazione. In questa guida presentiamo tutto quello che dovresti sapere sulla luce pulsata e sul modo in cui ti può essere utile; e vedremo anche in che modo questa differisca dal laser. 

Cos’è la luce pulsata 

Dal nome ci si aspetterebbe qualche cosa di misterioso sulle pulsazioni della luce, ma la realtà è molto semplice ed intuitiva. Il macchinario che viene utilizzato emette, a tutti gli effetti, della luce. Luce visibile, con delle caratteristiche ben precise ma comunque soggetta alle stesse leggi della fisica a cui sono sottoposte anche le lampadine di casa. 

torino luce pulsata

La luce è in parte corpuscolare, in parte onda elettromagnetica. Per gli scopi di medicina estetica, ci interessa soprattutto la parte elettromagnetica. In base alla frequenza di quest’onda, è possibile generare un fascio di luce diverso: la luce del Sole è composta da uno spettro di sette colori che sono poi quelli dell’arcobaleno. Ogni colore ha una sua specifica lunghezza d’onda, ed è proprio questa la proprietà che ci interessa di più. 

In base al modo in cui il macchinario viene impostato, questo è in grado di generare una luce che interagisce specificamente con un certo tipo di tessuto; il principio è quello della risonanza tra onde magnetiche. Quando la luce interagisce con le cellule, trasmette loro la propria energia sotto forma di calore; così le brucia, ovviamente in modo selettivo e controllato. 

Come funziona 

Osserviamo la diretta conseguenza di quanto detto prima, con riferimento al fotoringiovanimento e all’epilazione. 

  • Nel caso del fotoringiovanimento, le luce pulsata va a colpire lo strato superficiale delle cellule del derma. Queste vengono bruciate per effetto della luce, che però non va ad intaccare gli strati profondi e di conseguenza non provoca danni; dall’azione di abrasione, scaturisce una forte reazione del corpo che incomincia a produrre collagene, proteina fondamentale per mantenere i tessuti elastici e giovani. 
  • Nel caso dell’epilazione, la luce pulsata va a colpire i bulbi piliferi da cui i peli nascono e in cui crescono. Questo avviene perché i peli contengono la melanina, sostanza cui si deve il loro colore scuro. La melanina funge quindi da cromoforo, ovvero il suo colore è quello che attiva l’effetto di trasferimento del calore che viene poi trasmesso al bulbo pilifero, facendolo degenerare. 

In entrambi i casi, viene utilizzato un filtro sul macchinario che evita ai raggi UV della luce di colpire le zone bersagliate. Dal momento in cui questi sono dannosi per l’organismo e accelerano il processo di invecchiamento, sarebbero controproducenti. 

Rischi della luce pulsata 

La luce pulsata non è un trattamento che prevede particolari rischi o effetti indesiderati, non c’è di cui preoccuparsi. Eventuali problemi, per quanto rari, vengono già valutati in partenza con una accurata valutazione del medico. 

Precauzioni 

Affinché tutto si svolga correttamente è necessario prendere poche ma importanti precauzioni. La prima è quella di rivolgersi a chi è autorizzato ed è formato sull’uso della luce pulsata: medici estetici, cliniche dermatologiche  (con operatori ben qualificati). Il nostro studio offre la possibilità di richiedere una prima visita senza impegno, per valutare le migliori condizioni con cui impostare un programma di epilazione o fotoringiovanimento. Se sei interessato, saremo felici di ricevere la tua chiamata al numero che trovi nella sezione Contatti. 

 

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19

Lug
2018
Commenti disabilitati su Che cosa sono le linee di Langer e come le usa il medico estetico?

Che cosa sono le linee di Langer e come le usa il medico estetico?

Le linee di Langer sono una rappresentazione grafica della tensione della cute. Queste indicano, dunque, in quale direzione la naturale anatomia del nostro corpo “tiri” la pelle in ogni punto, il che può essere molto utile in medicina estetica. 

Anche se siamo talmente abituati alla tensione della nostra cute che non la percepiamo, inconsciamente sapremmo rappresentarla con una buona approssimazione. Una persona senza alcuna esperienza, ad esempio, tende a massaggiare la schiena del partner seguendo le linee di Langer, il che ha un effetto rilassante. 

La scoperta delle linee di Langer 

Il medico austriaco Karl Langer scoprì le omonime linee alla fine dell’800. La distribuzione delle ossa, dei tessuti connettivi e dei muscoli, secondo la sua intuizione, doveva necessariamente provocare una tensione superficiale della cute che, per via della conformazione stessa del corpo, in ogni punto ha una direzione specifica. 

linee di langer cosa sono

Le linee di Langer vengono rappresentate come curve disegnate sulla cute

Dall’ipotesi alla prova empirica il passo fu breve. Langer decise di testare la sua idea utilizzando un apparecchio in grado di applicare tagli perfettamente circolari sulla cute. Notò, osservando le micro-incisioni praticate con il suo strumento, che esse non rimanevano mai circolari; in alcuni minuti assumevano una forma ellissoidale, deformandosi lungo l’asse su cui agiva la forza di tensione della cute.  

L’impiego in medicina estetica 

Perché il medico estetico è tenuto a conoscere ed utilizzare le linee di Langer? Il motivo è racchiuso nella necessità di far recuperare al meglio il paziente dopo un’incisione. Nello studio di medicina estetica Papini di Torino vi è anche un chirurgo plastico , ed ecco perché abbiamo deciso di spiegare sul blog in che modo le linee di Langer possano essere sfruttate per una minore visibilità delle incisioni praticate. 

Schematizziamo una ferita come una camicia, ed i bottoni della camicia saranno i punti di sutura. Tutti sappiamo bene che, tirando la camicia nella direzione perpendicolare alla sua apertura, rischiamo di tirare eccessivamente i bottoni, facendoli staccare. Lo stesso avviene se la tensione della pelle agisce tirando i due lembi di una ferita, che avrà decisamente più difficoltà a rimarginarsi e che rimarrà più visibile dopo la rimozione dei punti. Quando la forza viene applicata in direzione parallela ai bottoni, invece, questi non vengono sottoposti a sforzo; nella nostra similitudine, questo equivale ad una ferita che non viene sollecitata dalla forza della tensione della pelle. 

Quando è possibile, dunque, il medico andrà a praticare l’incisione al paziente in modo parallelo alle linee di Langer, favorendo il recupero e l’aspetto estetico del risultato. Le fibre di collagene, inoltre, sono naturalmente orientate in direzione delle linee di Langer. Per questo motivo, quando l’incisione viene praticata in direzione parallela alle linee di Langer, anche il rischio di formazione di cheloidi è decisamente inferiore. 

 

 

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