Archive for trattamenti corpo’ Category

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Lug
2019
Commenti disabilitati su Cicatrici: come curarle per ridurne drasticamente la visibilità

Cicatrici: come curarle per ridurne drasticamente la visibilità

Le cicatrici sono un inestetismo davvero molto diffuso: un’operazione chirurgica, uno scivolone da bambini, sono davvero tanti i motivi per cui possono restarci questi segni sulla pelle. Con il tempo è facile che si voglia passare oltre, combattendo questi segni che altrimenti ci fanno sempre compagnia. Sono stati inventati vari rimedi più o meno efficaci: dalle creme e pomate fino alla medicina estetica, vale la pena fare chiarezza.

In questo approfondimento vogliamo andare a vedere meglio che cosa sia una cicatrice al di là di ciò che vediamo con i nostri occhi; soprattutto, però, vogliamo andare ad approfondire le tecniche più efficaci a nostra disposizione per renderle il meno visibili possibile. Come vedremo meglio, infatti, non si può eliminare del tutto una cicatrice. I rimedi possono venirci in soccorso per diminuirne la visibilità e, di conseguenza, fare in modo che l’inestetismo sia difficile da percepire e facile da far passare inosservato.

Cicatrici, una mini-spiegazione

In medicina si distingue tra cheloidi e cicatrici ipertrofiche, ma in questa sede non ci interessa particolarmente fare distinzioni ed addentrarci nel tecnico. Come si può intuire facilmente, una cicatrice è il risultato di una ferita che divide due lembi della pelle. Il tessuto cicatriziale che si forma tra i due lembi è diverso dalla cute che abbiamo nel resto del corpo, ed è per questo che l’effetto visivo è altrettanto diverso. Questo tessuto non ha bulbi piliferi né ghiandole sudoripare, ed è meno elastico di quello epiteliale.

Non c’è una regola per determinare quali traumi provocheranno una cicatrice e quali no. Ovviamente la profondità e la lunghezza del taglio sono fattori determinanti, ma è solo quando incomincia la guarigione che possiamo farci meglio un’idea di cosa avverrà dopo. In un primo momento, infatti, tende a formarsi uno strato di tessuto rossastro tra i due lembi della ferita; molto spesso questo può essere doloroso al tatto e provocare prurito. Questo è l’inizio del processo che porta alla formazione della cicatrice vera e propria.

Trattare le cicatrici: con e senza medicina estetica

Il nostro studio si occupa spesso di pazienti che vogliono ridurre la visibilità delle proprie cicatrici, e solitamente lo fa con cicli di brevi sedute in cui, utilizzando macchinari appositi, si possono fare notevoli passi avanti per contenere l’inestetismo. Come vedremo, però, ci sono anche alcune creme che se utilizzate con grande costanza possono portare benefici interessanti.

1) Laser ad anidride carbonica

Il laser ad anidride carbonica provoca l’abrasione del tessuto superficiale della cicatrice. Se questa presenta un colore vicino al rosso, il primo beneficio del trattamento con laser a CO2 è la drastica diminuzione del rossore della cicatrice. Il secondo beneficio si ottiene invece nel corso delle settimane successive al trattamento. L’abrasione superficiale provoca infatti il rilascio di collagene ed elastina come risposta da parte del corpo. Queste due proteine vanno a velocizzare il processo di riparazione della cute, danno struttura e livellano i lembi della pelle vicino alla cicatrice.

2) Radiofrequenza

La radiofrequenza funziona in modo molto simile al laser, ma a provocare l’abrasione sono delle onde radio anziché un fascio di luce concentrata. Il trattamento dura pochi minuti ed è completamente indolore, anche se molto efficace. Questa tecnica è particolarmente consigliata dopo la rimozione chirurgica dei cheloidi.

3) Iniezioni di corticosteroidi

Ci sono prodotti a base di corticosteroidi che vengono iniettati quando una cicatrice risulta particolarmente ipertrofica, cioè voluminosa. La loro azione va a spezzare i legami tra le fibre di collagene del tessuto cicatriziale, facendo in modo che questo perda struttura e di conseguenza volume.

4) Creme a base di silicone

Nel mondo della cosmeceutica spesso si trovano soluzioni interessanti. Bisogna fare attenzione ed operare sotto la supervisione di un dermatologo o di un medico estetico, in ogni caso, perché l’utilizzo di un prodotto deve essere raccomandato in base alle esigenze specifiche del paziente. In particolare, i prodotti a base di silicone possono agire riducendo il collagene del tessuto cicatriziale e ridurre le dimensioni dei vasi sanguigni sotto la cicatrice, in modo da farle perdere il colore rosso.

 

Come sempre, invitiamo i nostri lettori a richiedere una visita gratuita presso lo studio medico estetico Papini. I nostri recapiti si trovano nella pagina apposita.

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21

Mag
2019
Commenti disabilitati su Intralipoterapia, il trattamento che elimina le adiposità localizzate

Intralipoterapia, il trattamento che elimina le adiposità localizzate

Un inestetismo comune sono le adiposità localizzate, degli accumuli di grasso che non si possono eliminare semplicemente cambiando alimentazione o facendo più esercizio fisico. In molti casi, infatti, le cause sono da ricondurre direttamente alla genetica. Per combattere questi accumuli, la medicina estetica offre diverse soluzioni: in questa guida parliamo nello specifico dell’intralipoterapia. Si tratta di un trattamento non chirurgico e molto poco invasivo, che prevede l’iniezione di un prodotto specifico per lo scioglimento dei grassi. In termini medici, viene iniettata una sostanza lipolitica. Essendo iniettata all’interno del tessuto, ecco spiegato il termine “intralipoterapia”.

Con questo trattamento è possibile combattere in modo efficace le adiposità localizzate in varie parti del corpo, tra cui:

  • Addome
  • Fianchi
  • Glutei
  • Schiena
  • Mento
  • Ginocchia
  • Cosce

Ora vediamo meglio che tipo di sostanze vengono utilizzate, cosa aspettarsi durante le sedute e quanto sia efficace questo trattamento.

Le sedute di intralipoterapia

Ogni seduta incomincia con la disinfezione della zona da trattare, che molto spesso il medico marca con un pennarello apposito. Il paziente viene dunque fatto accomodare ed il medico procede praticando le iniezioni. Per farle viene utilizzato un ago molto lungo e flessibile, che talvolta spaventa i pazienti, ma il trattamento in sé è davvero poco doloroso. L’importante è non farsi suggestionare dall’ago!

La lunghezza dello strumento serve per spargere la sostanza lipolitica negli strati di tessuto adiposo da eliminare. Una volta inserito l’ago, infatti, il medico estetico lo muove a ventaglio su tutta la superficie da trattare; in questo modo il prodotto viene distribuito uniformemente e può cominciare a fare effetto.

Normalmente non viene praticata alcuna anestesia prima delle iniezioni, ma all’interno della siringa sono comunque contenuti degli anestetici che aiutano a rendere il trattamento indolore. La seduta si protrae per pochi minuti, solitamente non più di venti, ed il paziente ne esce solo un po’indolenzito nelle parti trattate. Già dopo un paio d’ore il dolore scompare, ed è possibile riprendere il proprio stile di vita senza alcuna limitazione fisica.

La sostanza utilizzata

Il prodotto utilizzato per l’intralipoterapia deriva da un’invenzione italiana del dott. Motolese, risalente all’ormai lontano 2004. In questi oltre quindici anni, la terapia si è evoluta nel tempo grazie al miglioramento dei prodotti iniettati. In ogni caso, l’elemento più importante rimane l’acido desossilico: prodotto anche in modo naturale dal nostro organismo, ha la capacità sciogliere il grasso in zone circoscritte del corpo. Anche la fosfatidilcolina, sostanza estratta dalla soia, aiuta il processo svuotando gli adipociti per ridurre il volume del tessuto adiposo dove vengono praticate le iniezioni.

In Italia, il prodotto comunemente utilizzato per l’intralipoterapia si chiama Aqualyx.

Terapia e benefici

Normalmente ci vogliono 5-10 sedute come quella che abbiamo descritto per completare il trattamento delle adiposità localizzate; il numero varia ovviamente in base al volume della zona ed alle condizioni specifiche del paziente. In ogni caso, quando viene completato un ciclo di intralipoterapia il problema è normalmente del tutto risolto. Non solo, ma spesso si osservano ulteriori benefici anche sul tono e l’elasticità della pelle nelle zone soggette al trattamento.

Intralipoterapia: quali sono le alternative?

L’intralipoterapia non è l’unico metodo per trattare le adiposità localizzate. Esistono delle alternative come:

  • La liposuzione chirurgica
  • La mesoterapia
  • La crioterapia

La chirurgia è ovviamente molto efficace nel trattamento delle adiposità, sia localizzate che non, ma allo stesso tempo ha un grande svantaggio. Dopo l’operazione, infatti, vengono applicati dei punti di sutura che una volta rimossi lasceranno comunque visibile la cicatrice. Per quanto il chirurgo possa fare del suo meglio per limitare al massimo la visibilità di questa cicatrice, è inevitabile che questa si manifesti.

La mesoterapia aiuta ad eliminare le adiposità localizzate, ma anche in questo caso c’è un limite evidente: dal momento in cui questa tecnica prevede l’uso di aghi più piccoli che penetrano a livello del derma superficiale, il suo impatto è meno profondo di quello dell’intralipoterapia. Quest’ultima, essendo anche d’invenzione più recente, si può considerare una diretta evoluzione della mesoterapia.

La crioterapia è molto in voga ultimamente, perché risulta indolore e anche affascinante nel suo concetto di base. Questa tecnica prevede l’uso del freddo per spezzare gli adipociti, le cellule del tessuto adiposo che riempendosi determinano il volume di grasso sottocutaneo. Bisognerà comunque attendere tempo ed un riscontro più chiaro della comunità medica per capire se davvero possa essere un’alternativa importante all’intralipoterapia.

 

Come sempre, ricordiamo infine ai nostri lettori di Torino che è possibile richiedere in ogni momento una prima visita gratuita presso lo studio Papini di medicina estetica. Tutti i recapiti si trovano nella sezione contatti del sito.

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21

Mag
2019
Commenti disabilitati su Rimuovere il grasso addominale con la medicina estetica

Rimuovere il grasso addominale con la medicina estetica

Per eliminare il grasso addominale è fondamentale  un‘alimentazione corretta e l’esercizio fisico costante. Talvolta, però, non basta: alcuni fattori genetici o di altro genere possono davvero rendere impossibile eliminare degli accumuli adiposi. A quel punto non sono sufficienti le insalate e le lunghe corse al parco; si entra nel campo della medicina estetica, che anche senza ricorrere alla chirurgia offre diverse soluzioni per diminuire il volume del tessuto adiposo sull’addome. 

In questo nuovo appuntamento del nostro blog vogliamo proprio esplorare le principali opportunità che la medicina estetica offre per eliminare gli accumuli della zona addominale; vedremo quali siano e quale sia il loro funzionamento, nonché cosa aspettarsi dalle sedute e dalla fase di recupero successiva al trattamento. In ogni caso, c’è una costante: i trattamenti che andremo a prendere in considerazione non sono chirurgici e sono solo minimamente invasivi. 

grasso addominale medicina estetica

1) Mesoterapia lipolitica

 

La mesoterapia è una tecnica impiegata da decenni in medicina, ed esiste un particolare tipo di mesoterapia che viene praticata per agire contro le adiposità localizzate. Il medico impiega degli aghi molto piccoli per iniettare dei prodotti lipoliticiovvero in grado di sciogliere il tessuto adiposo svuotandone le cellule (gli adipociti). La natura delle iniezioni e del prodotto fa in modo che il trattamento sia efficace su una zona circoscritta del corpo, come può essere appunto l’addome. 

La mesoterapia dà risultati già dopo poche settimane, ma questi non sono comunque immediati; è infatti necessario che il corpo abbia tempo di smaltire in modo naturale il grasso addominale eliminato con il trattamento. Le sedute durano circa mezz’ora e sono organizzate in un ciclo che ne prevede normalmente 6-10. Una volta che una seduta è completata, il paziente può subito riprendere la sua vita sociale e non dovrà seguire particolari indicazioni. Normalmente l’unico effetto collaterale è un leggero indolenzimento della zona trattata che svanisce dopo alcune ore. 

La mesoterapia è anche in grado di combattere efficacemente la cellulite, un altro inestetismo molto diffuso. Per approfondire, sul nostro blog si trova una guida al modo in cui la mesoterapia combatte la cellulite. 

2) Intralipoterapia

L’intralipoterapia funziona in un modo molto simile alla mesoterapia, ma con alcune sostanziali differenze. L’ago impiegato è infatti decisamente più lungo ed è flessibile: in questo modo il medico estetico può farlo penetrare fino al tessuto adiposo e muoverlo all’interno del tessuto per diffondere la sostanza lipolitica direttamente tra gli adipociti. Il trattamento non è doloroso e non viene applicato alcun anestetico prima dell’iniezione. 

L’intralipoterapia è quasi un’evoluzione diretta della mesoterapia, essendo anche una tecnica d’invenzione ben più recente. I risultati ottenuti sono molto visibili e raggiungono l’apice a distanza di un mese da ogni seduta. Già dopo un paio di settimane, comunque, è possibile notare dei cambiamenti macroscopici davanti allo specchio. Quanto alla durata delle singole sedute, al ciclo da seguire e agli effetti post-trattamento, tutto rimane invariato rispetto alla mesoterapia. 

Sul nostro blog è disponibile una guida completa sulla intralipoterapia per il trattamento delle adiposità localizzate. 

3) Cavitazione medica 

La cavitazione medica è un rimedio molto interessante contro il grasso addominale. In questo caso il medico si serve di un apparecchio ad ultrasuoni che emette delle onde ad una frequenza studiata; queste onde, impattando contro la zona da trattare, fanno sì che si formino delle bolle di gas all’interno del tessuto adiposo. La pressione esterna schiaccia queste bolle di gas, che implodono liberando energia. L’energia liberata è tale da poter disgregare le cellule del tessuto adiposo, che non vengono soltanto svuotate ma anche ridotte nel loro numero complessivo. 

Un vantaggio della cavitazione è sicuramente quello di non prevedere l’uso di aghi, che per molti pazienti sono un vero tabù. Le sedute sono indolori, anche se qualcuno avverte solletico mentre lo strumento è in funzione. Anche in questo caso basta meno di un’ora per terminare ogni seduta, ed un trattamento completo si compone di un ciclo di diverse sedute. 

Attenzione a non farsi suggestionare dalla questione delle onde ad ultrasuoni! La cavitazione non è assolutamente un trattamento pericoloso: per approfondimenti si può consultare la nostra guida ai possibili effetti indesiderati della cavitazione medica. 

Questi tre trattamenti sono efficaci nel combattere il grasso addominale, praticamente indolori, rapidi e sicuri. Nel tempo tutti questi vantaggi li hanno resi molto popolari, ma la scelta tra le diverse opzioni deve essere presa insieme al medico estetico. Per i nostri lettori di Torino, c’è la possibilità di rivolgersi direttamente al nostro studio tramite la pagina “Contatti” per fissare un primo appuntamento senza impegno. 

 

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19

Mar
2019
Commenti disabilitati su Mesoterapia, un valido rimedio contro la cellulite

Mesoterapia, un valido rimedio contro la cellulite

La cellulite, in gergo medico PEFS, è uno degli inestetismi più comuni in assoluto. Soprattutto le donne sanno bene quanto sia difficile porvi rimedio, ed è anche per questo che la medicina estetica ha sviluppati diversi trattamenti per contrastarla. Tra le varie opzioni sul tavolo c’è anche la mesoterapia: poco conosciuta da chi non è un medico, può fare grandi cose per contrastare la cellulite. In questa guida andremo ad esaminare il funzionamento, gli effetti collaterali e lo svolgimento delle sedute, in modo da chiarire ogni dubbio a riguardo.

Come la mesoterapia combatte la cellulite

Nella maggior parte dei casi, la PEFS è dovuta ad un eccesso di ritenzione idrica nella zona dei glutei. Questa nasce per via di un soffocamento della circolazione sanguigna e linfatica; il corpo non smaltisce correttamente i liquidi, che si accumulano dunque sulle cosce e provocano i tanti temuti “buchini”. L’effetto è decisamente antiestetico, ma grazie ad uno stile di vita sano e alla medicina estetica si può prevenire e curare. Nella guida specifica puoi trovare maggiori informazioni sulle buone e cattive abitudini che possono prevenire o procurare l’insorgenza della cellulite.

un medico estetico pratica la mesoterapia sui glutei

La mesoterapia consiste nell’utilizzare un piccolo ago per iniettare dei farmaci sotto la cute, così da stimolare l’eliminazione dei liquidi in eccesso. Attenzione comunque a non pensare che questa sia la definizione generica di mesoterapia; ha molti usi in medicina, di cui questo è soltanto un esempio specifico.

La natura dei farmaci utilizzati, le quantità di sostanza da iniettare e i punti in cui praticare le iniezioni vanno studiati con grande attenzione dal medico estetico prima di praticare il trattamento; per questo motivo, solitamente, almeno una seduta preparatoria precede l’inizio del trattamento vero e proprio. In ogni caso, se queste variabili vengono elaborate correttamente, i rischi sono minimi e questo trattamento rimane pressoché privo di effetti collaterali.

Sedute e post-trattamento

Le sedute durano normalmente meno di un’ora. In questo tempo il medico può utilizzare vari strumenti per praticare le iniezioni, con siringhe ad ago singolo o multiplo. Le iniezioni non sono ovviamente piacevoli, ma il dolore è comunque contenuto e può essere ulteriormente ridotto con l’impiego di un anestetico locale. Al termine della seduta la zona può apparire arrossata, ma se tutto è stato svolto in modo corretto nel giro di poche ore non si noterà più alcun effetto indesiderato.

Una volta completate le iniezioni, i farmaci cominceranno a stimolare l’eliminazione dei liquidi in eccesso. Questo processo ha dei tempi fisiologici che variano da soggetto a soggetto, ma nell’arco di una settimana sarà già facile notare dei risultati visibili. Eventualmente possono anche essere stabilite delle sedute successive alla prima, a seconda della risposta del paziente e della condizione di partenza. In ogni caso, se ti trovi a Torino, puoi richiedere una seduta gratuita presso lo studio medico Papini dove avremo piacere di fare di persona le dovute valutazioni.

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24

Nov
2018
Commenti disabilitati su Luce pulsata a Torino, sia per l’epilazione che per il ringiovanimento

Luce pulsata a Torino, sia per l’epilazione che per il ringiovanimento

La luce pulsata è una tecnologia di cui il medico estetico si serve: i trattamenti più noti che la riguardano sono il fotoringiovanimento e l’epilazione. In questa guida presentiamo tutto quello che dovresti sapere sulla luce pulsata e sul modo in cui ti può essere utile; e vedremo anche in che modo questa differisca dal laser. 

Cos’è la luce pulsata 

Dal nome ci si aspetterebbe qualche cosa di misterioso sulle pulsazioni della luce, ma la realtà è molto semplice ed intuitiva. Il macchinario che viene utilizzato emette, a tutti gli effetti, della luce. Luce visibile, con delle caratteristiche ben precise ma comunque soggetta alle stesse leggi della fisica a cui sono sottoposte anche le lampadine di casa. 

torino luce pulsata

La luce è in parte corpuscolare, in parte onda elettromagnetica. Per gli scopi di medicina estetica, ci interessa soprattutto la parte elettromagnetica. In base alla frequenza di quest’onda, è possibile generare un fascio di luce diverso: la luce del Sole è composta da uno spettro di sette colori che sono poi quelli dell’arcobaleno. Ogni colore ha una sua specifica lunghezza d’onda, ed è proprio questa la proprietà che ci interessa di più. 

In base al modo in cui il macchinario viene impostato, questo è in grado di generare una luce che interagisce specificamente con un certo tipo di tessuto; il principio è quello della risonanza tra onde magnetiche. Quando la luce interagisce con le cellule, trasmette loro la propria energia sotto forma di calore; così le brucia, ovviamente in modo selettivo e controllato. 

Come funziona 

Osserviamo la diretta conseguenza di quanto detto prima, con riferimento al fotoringiovanimento e all’epilazione. 

  • Nel caso del fotoringiovanimento, le luce pulsata va a colpire lo strato superficiale delle cellule del derma. Queste vengono bruciate per effetto della luce, che però non va ad intaccare gli strati profondi e di conseguenza non provoca danni; dall’azione di abrasione, scaturisce una forte reazione del corpo che incomincia a produrre collagene, proteina fondamentale per mantenere i tessuti elastici e giovani. 
  • Nel caso dell’epilazione, la luce pulsata va a colpire i bulbi piliferi da cui i peli nascono e in cui crescono. Questo avviene perché i peli contengono la melanina, sostanza cui si deve il loro colore scuro. La melanina funge quindi da cromoforo, ovvero il suo colore è quello che attiva l’effetto di trasferimento del calore che viene poi trasmesso al bulbo pilifero, facendolo degenerare. 

In entrambi i casi, viene utilizzato un filtro sul macchinario che evita ai raggi UV della luce di colpire le zone bersagliate. Dal momento in cui questi sono dannosi per l’organismo e accelerano il processo di invecchiamento, sarebbero controproducenti. 

Rischi della luce pulsata 

La luce pulsata non è un trattamento che prevede particolari rischi o effetti indesiderati, non c’è di cui preoccuparsi. Eventuali problemi, per quanto rari, vengono già valutati in partenza con una accurata valutazione del medico. 

Precauzioni 

Affinché tutto si svolga correttamente è necessario prendere poche ma importanti precauzioni. La prima è quella di rivolgersi a chi è autorizzato ed è formato sull’uso della luce pulsata: medici estetici, cliniche dermatologiche  (con operatori ben qualificati). Il nostro studio offre la possibilità di richiedere una prima visita senza impegno, per valutare le migliori condizioni con cui impostare un programma di epilazione o fotoringiovanimento. Se sei interessato, saremo felici di ricevere la tua chiamata al numero che trovi nella sezione Contatti. 

 

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19

Lug
2018
Commenti disabilitati su Che cosa sono le linee di Langer e come le usa il medico estetico?

Che cosa sono le linee di Langer e come le usa il medico estetico?

Le linee di Langer sono una rappresentazione grafica della tensione della cute. Queste indicano, dunque, in quale direzione la naturale anatomia del nostro corpo “tiri” la pelle in ogni punto, il che può essere molto utile in medicina estetica. 

Anche se siamo talmente abituati alla tensione della nostra cute che non la percepiamo, inconsciamente sapremmo rappresentarla con una buona approssimazione. Una persona senza alcuna esperienza, ad esempio, tende a massaggiare la schiena del partner seguendo le linee di Langer, il che ha un effetto rilassante. 

La scoperta delle linee di Langer 

Il medico austriaco Karl Langer scoprì le omonime linee alla fine dell’800. La distribuzione delle ossa, dei tessuti connettivi e dei muscoli, secondo la sua intuizione, doveva necessariamente provocare una tensione superficiale della cute che, per via della conformazione stessa del corpo, in ogni punto ha una direzione specifica. 

linee di langer cosa sono

Le linee di Langer vengono rappresentate come curve disegnate sulla cute

Dall’ipotesi alla prova empirica il passo fu breve. Langer decise di testare la sua idea utilizzando un apparecchio in grado di applicare tagli perfettamente circolari sulla cute. Notò, osservando le micro-incisioni praticate con il suo strumento, che esse non rimanevano mai circolari; in alcuni minuti assumevano una forma ellissoidale, deformandosi lungo l’asse su cui agiva la forza di tensione della cute.  

L’impiego in medicina estetica 

Perché il medico estetico è tenuto a conoscere ed utilizzare le linee di Langer? Il motivo è racchiuso nella necessità di far recuperare al meglio il paziente dopo un’incisione. Nello studio di medicina estetica Papini di Torino vi è anche un chirurgo plastico , ed ecco perché abbiamo deciso di spiegare sul blog in che modo le linee di Langer possano essere sfruttate per una minore visibilità delle incisioni praticate. 

Schematizziamo una ferita come una camicia, ed i bottoni della camicia saranno i punti di sutura. Tutti sappiamo bene che, tirando la camicia nella direzione perpendicolare alla sua apertura, rischiamo di tirare eccessivamente i bottoni, facendoli staccare. Lo stesso avviene se la tensione della pelle agisce tirando i due lembi di una ferita, che avrà decisamente più difficoltà a rimarginarsi e che rimarrà più visibile dopo la rimozione dei punti. Quando la forza viene applicata in direzione parallela ai bottoni, invece, questi non vengono sottoposti a sforzo; nella nostra similitudine, questo equivale ad una ferita che non viene sollecitata dalla forza della tensione della pelle. 

Quando è possibile, dunque, il medico andrà a praticare l’incisione al paziente in modo parallelo alle linee di Langer, favorendo il recupero e l’aspetto estetico del risultato. Le fibre di collagene, inoltre, sono naturalmente orientate in direzione delle linee di Langer. Per questo motivo, quando l’incisione viene praticata in direzione parallela alle linee di Langer, anche il rischio di formazione di cheloidi è decisamente inferiore. 

 

 

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5

Lug
2018
Commenti disabilitati su Quali sono i rischi e gli effetti indesiderati della cavitazione medica?

Quali sono i rischi e gli effetti indesiderati della cavitazione medica?

La cavitazione è un trattamento sempre più richiesto: d’altronde la possibilità di perdere peso colpendo direttamente il grasso corporeo, senza cicatrici e senza anestesia, è oggettivamente allettante. Una cosa che abbiamo notato in studio, tuttavia, è che molti si preoccupano di sapere eventuali rischi ed effetti indesiderati e che in rete è difficile trovare delle chiare spiegazioni in merito.

Per aiutare coloro che si pongono qualche quesito a riguardo abbiamo deciso di dedicare l’intervento settimanale sul blog del nostro studio (situato in corso Stati Uniti, 35, a Torino) per chiarire rischi ed eventuali effetti indesiderati della cavitazione medica.

La cavitazione medica è sicura?

Sì. Seguendo correttamente anche la procedura pre e post-trattamento, la cavitazione non presenta rischi degni di nota. Molte volte si sente parlare di qualche falsa credenza dovuta ad una conoscenza parziale dell’argomento. In particolare molti sostengono che le onde utilizzate dall’apparecchio medico siano elettromagnetiche o addirittura radioattive, il che avrebbe implicazioni sulla salute. Non c’è niente di più sbagliato: la cavitazione si esegue con onde ad ultrasuoni, normali onde sonore come quelle che emettiamo con la nostra voce, che hanno semplicemente una frequenza troppo alta per essere udite dall’essere umano.

cavitazione medica medicina estetica

Ovviamente è necessario che per rendere sicura la cavitazione essa sia eseguita da un medico estetico, che andrà ad analizzare la situazione specifica del paziente e utilizzerà tutta la strumentazione secondo precisi criteri. Purtroppo online si trova anche qualche guida per costruire apparecchi per la cavitazione fatti in casa e ulteriore materiale di cui non dovrebbe essere concessa la diffusione. In questo caso il rischio è associato all’improbabile funzionamento dello strumento costruito e all’inesperienza dell’utilizzatore.

Un’altra credenza completamente errata riguarda la possibilità che gli ultrasuoni, anziché colpire le cellule del tessuto adiposo, potrebbero erroneamente andare ad intaccare gli organi. Ovviamente la frequenza delle onde e la loro ampiezza sono studiate ed ampiamente collaudate, e utilizzate da mani esperte e in modo idoneo non provocano danni allo stomaco o all’intestino.

Effetti indesiderati della cavitazione

Per parlare di effetti indesiderati è necessario fare un passo indietro e tornare alle tecniche utilizzate per la cavitazione medica. L’uso degli ultrasuoni è imprescindibile e non provoca effetti indesiderati; talvolta è poi possibile che a ciò si aggiunga l’iniezione di una o più sostanze che attivano la lipolisi, ovvero che vadano a bersagliare direttamente le cellule del tessuto adiposo favorendo lo scioglimento dei grassi.

Per quanto riguarda l’uso degli ultrasuoni, più che di effetti indesiderati si dovrebbe parlare di riuscita parziale. Al paziente viene infatti sempre raccomandato di idratarsi parecchio nei giorni immediatamente precedenti e successivi al trattamento, cosicché l’organismo si arricchisca di liquido interstiziale; da questo deriva una maggiore visibilità del risultato.

Considerando invece l’iniezione di ulteriori sostanze per favorire la lipolisi, il discorso si allarga, ma è necessario uno studio basato sulle condizioni del paziente. In questo caso di eventuali effetti indesiderati si dovrebbe parlare direttamente con il medico.

Chi dovrebbe evitare la cavitazione?

L’unica circostanza in cui sconsigliamo ai nostri pazienti la cavitazione sono le donne in gravidanza e i portatori di protesi metalliche agli arti. Per il resto non esiste uno storico di complicanze imputabili alla cavitazione che suggerisca ad una persona di non sottoporsi ad essa per via dei rischi coinvolti.

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3

Mag
2018
Commenti disabilitati su Problemi di smagliature? Ecco i consigli del medico estetico

Problemi di smagliature? Ecco i consigli del medico estetico

Quando l’estate si avvicina, lasciare Torino per andare al mare in vacanza è un pensiero soave: le onde, la spiaggia e il sole sono un forte richiamo. Solo la prova costume può preoccupare le donne con qualche inestetismo: la settimana scorsa abbiamo trattato la cellulite, un problema tipicamente femminile che colpisce addirittura il 90% delle donne. Questa settimana, invece, ci concentriamo sulle smagliature. 

In medicina estetica le smagliature vengono chiamate strie atrofiche o striae distensaeun problema contro il quale già da anni i medici estetici si sono attrezzati. In questa guida, dunque, scoprirai diverse cose: i motivi per cui si formano le smagliature, come comportarsi per prevenirle e quali trattamenti puoi seguire, presso uno studio di medicina estetica, per attenuarle. 

Perché nascono le smagliature? 

Le smagliature nascono perché lo strato dermico della cute perde elasticità. Questo provoca la rottura delle fibre di collagene, dunque si giunge alla formazione delle tanto odiate “striscioline”. Ovviamente ci sono diversi motivi che possono portare alla perdita di elasticità cutanea, altrimenti prevenire le smagliature sarebbe più facile; in assoluto è comunque bene chiarire da subito che la predisposizione gioca un ruolo fondamentale: come per molti inestetismi, la genetica può favorirne o prevenirne l’insorgenza. 

smagliature gravidanza

Le smagliature sono un problema molto comune, specialmente per le donne in gravidanza. La medicina estetica può però fare molto per combatterle.

Al di là dei fattori genetici: 

  • La gravidanza può provocare smagliature, in quanto la pelle viene stressata da una rapida distensione, con conseguente perdita di elasticità; 
  • Un rapido aumento o una rapida diminuzione del peso possono causare smagliature; 
  • Negli adolescenti, le strie atrofiche appaiono comunemente in periodi di rapida crescita in altezza in quanto la pelle viene “tirata”; 
  • Alcune sindromi, come quella di Cushing o di Marfan, influenzano il livello di cortisone del corpo, compromettendo l’elasticità della cute. 

Come prevenire le strie atrofiche 

Ci sono diverse buone abitudini che si possono adottare per prevenire le smagliature, alcune delle quali sono simili a quelle già viste quando abbiamo parlato di cellulite. Preservando la propria pelle da traumi di allungamento, rendendola più elastica e favorendo la produzione di collagene, si può fare molto per favorire la prevenzione dalle strie atrofiche. Ecco alcuni must: 

  1. Il peso va tenuto sotto controllo. Specialmente quando si perde peso, anche per evitare problemi di altro tipo, è bene farlo gradualmente (0,5-0,8 kg a settimana è un buon ritmo da non superare). Oltre a diminuire la probabilità di rimbalzi post-dieta, un calo controllato del peso aiuta a evitare uno stress eccessivo della pelle.
  2. Vitamina C? Sì, grazie. Come accennato in precedenza, uno dei fattori cruciali nel mantenimento dell’elasticità della cute è il collagene. Per favorire la produzione di collagene, mantenere un corretto apporto quotidiano di vitamina C è essenziale; la si può trovare a dosaggi elevati in frutta come arance, kiwi e mandarini, oppure in verdure come carote, zucche e peperoni. In particolare, per una donna adulta di 50-60 kg è consigliabile un apporto di 60 mg di vitamina C al giorno. 
  3. Favorire la morbidezza della pelle, in quanto più morbida vuol dire anche più elastica. Ci sono due fattori che possono aiutare quando si tratta di mantenere morbida la pelle. Il primo è l’idratazione, un fattore che non va mai sottovalutato e non solo per le smagliature. Il secondo è invece l’uso di prodotti che, a seconda delle necessità, possano aiutare a idratare ulteriormente la cute. 
smagliature ritenzione idrica

L’idratazione aiuta a combattere numerosi inestetismi, tra cui anche le smagliature

Cosa fare in caso le smagliature siano già comparse 

In caso il problema si sia già manifestato, è in primis utile rivolgersi al proprio medico estetico di fiducia. Per chi lo desidera, lo studio medico estetico Papini è attrezzato ed ha esperienza concreta nel trattamento delle smagliature: per mettersi in contatto con noi è sufficiente utilizzare i recapiti della pagina “contatti”, utilizzando in via preferenziale il numero di telefono. 

Curare le smagliature non appena si manifestano aiuta a far sì che il trattamento sia più rapido ed efficace: intervenendo con tempestività si può fare in modo che nel lungo termine non rimangano segni indelebili. In commercio esistono diversi prodotti, dagli olii alle creme, che possono dare una mano considerevole nel caso in cui le smagliature siano superficiali e molto recenti. 

Qualora i rimedi più blandi non dovessero dare risultati, si può fare di più attraverso dei prodotti più specifici utilizzati in medicina estetica: 

  • Peelings chimici: sostanze che, una volta applicate, aiutano sia a combattere le striae distensae che a far ritrovare alla pelle la sua naturale elasticità 
  • Rivitalizzanti: prodotti specifici per la cute, con una funzione curativa che si sviluppa attraverso il miglioramento dello stato della cute 

Oltre all’applicazione di peelings e rivitalizzanti, meritano una menzione particolare il laser a CO2 e la carbossiterapia. 

Laser a CO2 frazionato o ad Erbium per combattere le striae distensae 

Il laser ad anidride carbonica, anche conosciuta con la sua formula molecolare CO2, è un alleato dei medici estetici che può essere impiegato anche per combattere le smagliature. 

Compito del laser è quello di vaporizzare l’acqua nei tessuti. La cicatrizzazione è rapida e l’impiego dello strumento non provoca solitamente un dolore tale da “spazientire il paziente”. Il laser favorisce la contrazione delle fibre di collagene, aumentando così la produzione della sostanza in modo naturale e rendendo di conseguenza più elastica la pelle. 

Lo studio medico Papini utilizza anche un altro laser frazionato per contrastare le smagliature, un’alternativa del laser a CO2 in grado di compiere un’azione più mirata su zone microscopiche. Il suo impiego ha già portato a diversi successi con le smagliature: livellandole e attenuandole, è un alleato molto importante. 

Carbossiterapia per contrastare le smagliature 

La carbossiterapia si basa sempre sul valido alleato che è l’anidride carbonica, ma lo fa in modo diverso. Anziché con un laser, infatti, il macchinario agisce somministrando CO2 a livello intradermico e sottocutaneo. 

La carbossiterapia è utile, nella lotta alle smagliature, in quanto la sua azione determina una maggiore ossigenazione nelle zone interessate. La circolazione sanguigna aumenta a livello locale, e con la maggiore irrorazione viene anche aumentato l’apporto di ossigeno e nutrienti alle cellule, determinando un miglioramento della salute delle cellule della cute, con incremento della produzione del collagene e dell’elastina. Le smagliature così divengono meno evidenti. 

 

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20

Apr
2018
Commenti disabilitati su Cellulite, comprendila e combattila con i consigli del medico estetico

Cellulite, comprendila e combattila con i consigli del medico estetico

La cellulite, in medicina estetica PEFS (Pannicolopatie Edemato-Fibro-Sclerotiche) è un problema molto diffuso nella popolazione femminile, con un’incidenza che arriva addirittura al 90%. Non solo donne in avanti con l’età: per molte si manifesta fin da molto giovani. Ma cos’è la cellulite e come la si combatte? Specialmente quando arriva l’estate, e molte di noi si spostano da Torino verso il mare, sapere come affrontare questo problema è d’aiuto per la prova costume.

Cos’è la cellulite o PEFS

Il primo punto da mettere a fuoco per comprendere cosa sia effettivamente la cellulite è la struttura del sottocute: essa abbonda di piccoli capillari e cellule adipose. I capillari hanno il compito di veicolare sangue alle cellule, ma questa funzione può essere compromessa da un accumulo di liquidi tra le cellule adipose.

Quando si verifica tale accumulo di liquidi, la pressione strozza i capillari che non riescono a portare correttamente il sangue verso le cellule; esse subiscono dunque un’alterazione della propria funziona, dovuta al poco approvvigionamento di tutte le preziose sostanze che vengono scambiate tra cellula e sangue. Il tessuto adiposo si trasforma dunque in tessuto fibroscletorico, di cui si manifestano i tipici segni simili a “buchi”, soprattutto all’altezza delle cosce e parte superiore delle gambe.

Perché insorge la cellulite?

La cellulite può insorgere per diversi motivi, quindi non è così scontato associarla ad una causa. Sicuramente il colpevole numero uno sono gli estrogeni: ormoni tipicamente femminili, che spiegano come mai siano proprio le donne a doversi scontrare con la cellulite. L’inizio della produzione di estrogeni coincide con quello della pubertà, dunque mediamente intorno ai 14 anni. Da questo momento, le cellule adipose dovrebbero essersi stabilizzate ed è possibile manifestare PEFS.

medicina estetica cellulite pefs

La cellulite è nota in medicina estetica come PEFS

 

Nel corso di una vita ci sono eventi, come il parto e l’arrivo della menopausa, che possono comportare una manifestazione più evidente del fenomeno. Gioca un ruolo considerevole in questo processo, ad ogni modo, la provenienza etnica; le donne di origine mediterranea hanno maggior predisposizione, ad esempio, rispetto a quelle dell’Europa del Nord a manifestare questa imperfezione estetica.

L’adiposità è un altro fattore che influisce, anche se non in maniera determinante, sulla comparsa della cellulite. Le donne più in forma godono di maggiori probabilità di non manifestare PEFS, ma non si tratta di una legge assoluta: si può essere più in carne senza riscontrare segni del problema, così come si può essere snelle e riscontrarne.

In generale, tuttavia, lo stile di vita è un fattore che incide in maniera rilevante sulla possibilità di evitare la cellulite. Per questo è opportuno approfondire i comportamenti che influenzano il fenomeno, sia in maniera negativa che positiva.

Lo stile di vita contro la cellulite

I consigli che aiutano a combattere la cellulite orientano verso lo svolgimento di una vita sana in generale. Solo alcuni sono specifici, ma in questa sede prenderemo in considerazione sia gli uni che gli altri.

In primo luogo è bene cercare di evitare uno stile di vita sedentario, praticando sport e possibilmente evitando il calice. L’alcol, infatti, ha effetti negativi sul drenaggio dei liquidi corporei e causa ritenzione idrica, dalla quale si innesca poi il processo di strozzatura dei capillari. Altrettanto vale per l’alimentazione: occorre favorire agrumi e mirtilli, diminuire lo zucchero e non esagerare con il sale. Gli effetti benefici si riflettono, in questo caso, sull’intero apparato circolatorio al di là delle questioni legate alla cellulite. Altrettanto va detto che un surplus calorico quotidiano, che comporta nel tempo l’aumento di peso, è parte delle cause per cui si può manifestare PEFS.

Per favorire il corretto drenaggio dei liquidi corporei, sia attraverso la diuresi che la sudorazione, è innanzi tutto importante introdurre tutta l’acqua di cui il corpo necessita. Si tratta di un aspetto che varia fortemente tra soggetto e soggetto, ed in ogni caso non bisogna sforzarsi di bere volumi elevati di acqua in poco tempo; piuttosto è importante mantenere una bottiglia sempre vicini a sé, facendo spesso un sorso e riponendola di nuovo a portata di mano. La sauna, insieme allo sport, possono poi completare il quadro favorendo il ricambio di liquidi corporei attraverso la sudorazione.

Combattere la cellulite con la medicina estetica

cellulite trattamenti

I trattamenti di medicina estetica sono in grado di combattere alla radice la formazione della cellulite

La medicina estetica si cura, tra gli altri problemi che un paziente può voler risolvere, del trattamento della cellulite. Esistono diverse tecniche per contrastare la PEFS, anche se è sempre indicato utilizzarle in accordo ad uno stile di vita sano.

Nel nostro studio medico estetico di corso Stati Uniti, 35 a Torino offriamo un percorso integrato per contrastare la cellulite nel modo più efficace. Tuttavia è bene ricordare che esistono diversi stadi di PEFS, visibili immediatamente cliccando qui.

La principale tecnica da menzionare, in ogni caso, è la carbossiterapia. Questa viene utilizzata in medicina estetica addirittura dagli anni ’30, quando fu scoperto da alcuni scienziati francesi la possibilità di utilizzare l’anidride carbonica allo stato gassoso sotto la cute. Questa pratica aiuta a ripristinare il corretto funzionamento della circolazione dei capillari, riportando alle cellule il corretto sostentamento ed evitando che si trasformino in tessuto fibrosclerotico.

Talvolta può essere utile integrare la carbossiterapia con altri trattamenti, quale ad esempio la lipolisi. Questa terapia prevede, attraverso l’utilizzo della tecnologia laser, di scindere i trigliceridi delle cellule adipose; si tratta anche in questo caso di un trattamento non invasivo, che prevede un ciclo di brevi sedute da 15-20 minuti ciascuna. Altri trattamenti utilizzati per combattere la cellulite in medicina estetica sono l’intradermoterapia e la radiofrequenza, soprattutto per migliorare il tono cutaneo.

Perché rivolgersi ad un medico estetico

Quando la cellulite diventa un problema grave, la sola modifica delle abitudini scorrette non è sufficiente per sradicare il problema. Soprattutto in questi casi, rivolgersi ad un medico estetico fornisce il supporto tecnico necessario per eliminare la PEFS. Le pratiche sono necessariamente da attuarsi sotto lo stretto operato di un medico formato ed esperto; il suo compito è quello di individuare le cause, le esigenze e le strategie per accompagnare il paziente lungo tutto il percorso verso l’eliminazione dell’inestetismo.

Per prenotare una prima visita senza impegno e fare il primo passo verso la soluzione del problema dovuto alla cellulite, lo studio medico estetico Papini mette a disposizione un comodo form di prenotazione accessibile qui.

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3

Feb
2015
Commenti disabilitati su I DATI DIFFUSI AL 35° CONGRESSO NAZIONALE DELLA SOCIETÁ ITALIANA DI MEDICINA ESTETICA

I DATI DIFFUSI AL 35° CONGRESSO NAZIONALE DELLA SOCIETÁ ITALIANA DI MEDICINA ESTETICA

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La medicina estetica è aumentata circa del 15 per cento negli ultimi 3 anni, secondo i dati diffusi al 35esimo congresso nazionale della Societá Italiana di Medicina Estetica. Filler e tossina botulinica sono i trattamenti più richiesti dalle donne, preoccupate soprattutto da rughe e cedimenti del viso. Seguono la biostimolazione, utilizzata sempre più spesso come cura preventiva, e l’eliminazione di macchie e discromie. I trattamenti per il corpo, contro cellulite o grasso localizzato, occupano la quinta posizione. La tossina è invece nettamente il trattamento più richiesto dagli uomini che giudicano particolarmente antiestetiche le rughe della fronte e fra le sopracciglia. Poi tra le richieste maschili ci sono i filler, seguiti dai trattamenti per migliorare addome e fianchi e quelli per schiarire le macchie scure del viso. In quinta posizione troviamo l’ epilazione di petto e schiena. Ringiovanire, ma in modo naturale è quanto chiedono gli utenti. Chi effettua un trattamento estetico desidera solo sembrare un po’ più giovane, ma senza esagerare, con un risultato credibile e naturale. Portare indietro le lancette dell’orologio di 5-10 anni e più costituisce l’obiettivo, ossia far trascorrere il tempo in modo armonioso. Rispetto al passato, oggi si dimostra più cura per la propria pelle, si è più attenti alla prevenzione e alla prescrizione cosmetica, si chiedono risultati naturali che consentano di mantenere naturalezza ed espressività.

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