Archive for trattamenti laser’ Category

2

Giu
2018
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Laser ad anidride carbonica frazionato, grande alleato del medico estetico

La tecnologia è sempre di più un’alleata dei medici, ed il settore estetico non fa eccezione. I passi in avanti sono costanti, ma di tanto in tanto si raggiunge una pietra miliare che segna una svolta particolarmente incisiva. Oggi approfondiremo proprio una di queste: la tecnologia laser, soffermandoci in particolare sul laser ad anidride carbonica frazionato. 

Per una corretta comprensione dell’argomento è bene impostare l’argomentazione in modo concentrico: partiremo dunque con una spiegazione più generica del laser ad anidride carbonica soffermandoci successivamente sulla modalità frazionale. 

Cos’è il laser ad anidride carbonica 

Un laser è uno strumento in grado di emettere un fascio di luce collimato e monocromatico con determinate caratteristiche fisiche. Esistono varie applicazioni, anche al di fuori dell’ambito medico, di questi strumenti. Concentrando l’attenzione sull’argomento di nostro interesse, tuttavia, sono due gli elementi distintivi più importanti: 

  • La luce emessa dal laser è proiettata su una superficie molto piccola, rendendo questo strumento estremamente preciso nel colpire specifiche aree della cute del paziente su cui il medico estetico desidera intervenire; 
  • Il fascio di luce emesso genera un calore intenso, in grado di provocare effetti clinici utili per il trattamento. 
laser anidride carbonica frazionale

Trattamento con laser ad anidride carbonica ultrapulsato

Il funzionamento di un laser può essere schematizzato dividendo lo strumento in tre componenti essenziali: un mezzo attivo, un sistema per l’apporto di energia ed una cavità ottica. Il mezzo attivo è costituito da una miscela di elementi i cui atomi, una volta eccitati per l’effetto di una scarica elettrica, liberano dei fotoni. Il fotone è l’elemento corpuscolare di cui è composta la luce, il che spiega perché il fascio sia visibile e colorato. I fotoni vengono riflessi verso la cavità ottica del laser, la quale non è altro che la fessura da cui fuoriesce il fascio laser. 

Il laser ad anidride carbonica (spesso abbreviato in “a CO2“), è un laser che utilizza come mezzo attivo una miscela composta per il 10-20% proprio di anidride carbonica. 

A cosa serve il laser a CO2

Il motivo per cui questo strumento trova largo impiego in medicina estetica risiede nel collagene. Il collagene è la proteina più presente nel tessuto connettivo umano, in particolar modo in quello dermico (ovvero nella pelle). Il collagene è formato da parti più piccole, dette peptidi, disposti in una lunga catena. La sua funzione più macroscopica nel tessuto dermico è quella di mantenere elastica la pelle.   

Quando le lunghe fibre di collagene si spezzano, perdono la loro capacità di mantenere la pelle liscia ed elastica; si formano così degli inestetismi che possono assumere varia natura: rughe e striae distensae (smagliature) sono le più frequenti. Quando si è più giovani, la degradazione del collagene e la sua nuova formazione si bilanciano: questo cambia però col tempo. 

Andando avanti con gli anni, il collagene della pelle è sempre meno sostituito da nuovo collagene. Inoltre, fattori come l’esposizione ai raggi solari, il fumo e fattori inquinanti favoriscono la degenerazione ed il processo di invecchiamento cutaneo. 

Quando viene utilizzato il laser a CO2, il suo fascio luminoso viene indirizzato verso specifiche microaree individuate dal medico estetico dove è necessaria la stimolazione del processo di generazione di nuovo collagene. Le cellule della cute, infatti, vaporizzandosi per effetto del calore devono essere sostituite. Durante il processo con cui il nostro corpo sostituisce le cellule danneggiate, la zona interessata è anche soggetta ad un forte stimolo a produrre nuovo collagene. Una volta che i segni del trattamento saranno scomparsi, dunque, la zona tornerà in perfetta salute e gli inestetismi saranno stati drasticamente ridotti. 

trattamento laser co2 ultrapulsato

Laser ad anidride carbonica ultrapulsato 

Ora che abbiamo inquadrato il laser ad anidride carbonica nei suoi termini generici, veniamo ad una spiegazione più dettagliata della modalità frazionale o ultrapulsata. 

La sostanziale differenza consiste nel fatto che il medico estetico può gestire con più cura sia il tempo di emissione che la superficie interessata dal trattamento. Questo vantaggio si trasferisce anche sul post-seduta. Poiché le abrasioni provocate dal laser sono meno estese, infatti, la pelle si rigenera più rapidamente ed i segni scompaiono più in fretta. 

Come si svolge una seduta con il laser ultrapulsato 

La prima cosa di cui si premura il medico estetico è raffreddare la zona della cute del paziente che sarà interessata dal trattamento. Dopodiché viene messo in uso lo strumento. Per via delle abrasioni apportate sulle cellule della cute, è normale che durante l’utilizzo del laser il paziente avverta un leggero dolore. Dopo pochi minuti il trattamento è terminato; la pelle risulterà arrossata ma non si prova fastidio una volta terminato l’impiego del laser, se non un forte calore che scompare nell’arco di un’ora circa. 

Giorni successivi al trattamento 

Affinché gli effetti non desiderati svaniscano completamente è solitamente necessario attendere una settimana. Nel corso dei giorni immediatamente successivi all’applicazione del laser ad anidride carbonica frazionato  la pelle risulta un po’più scura del normale, talvolta non in modo uniforme ma secondo uno schema “a quadretti”. Questo effetto è provocato dalla modalità ultrapulsata, mentre con il trattamento in modalità non frazionale non si verifica. É estremamente importante che per due tre mesi dopo il trattamento la superficie interessata sia protetta dall’esposizione alla luce. 

Il laser a CO2 frazionato nei trattamenti di medicina estetica 

Esistono varie circostanze in cui un medico estetico può impiegare il laser ad anidride carbonica ultrapulsato. I tre obiettivi più comuni sono: 

  • Il ringiovanimento, dovuto alla ritrovata elasticità della pelle che elimina o riduce notevolmente i segni delle rughe nate per scarsità di collagene; 
  • Il miglioramento dei segni lasciati dall’acne, che spesso “scava” il viso del paziente determinando inestetismi visibili anche dopo la sua scomparsa; 
  • L’intervento sulle smagliature, annoso problema femminile su cui puoi scoprire di più attraverso la nostra guida sulle striae distensae, che però non scompaiono completamente. 

Per chi sta considerando il trattamento con laser a CO2 frazionato a Torino, è possibile prenotare una prima visita gratuita di orientamento presso il nostro studio contattandoci. 

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2

Giu
2017
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ARRIVA L’ESTATE…. DEVO SOSPENDERE TUTTI I TRATTAMENTI?

Con l’arrivo del caldo e del sole la domanda di cosa si possa fare è lecita. Sicuramente la maggior parte dei trattamenti laser è sconsigliata, ma il laser ad Erbium Glass, per il ringiovanimento, può essere eseguito anche nel periodo estivo.
In modalità dinamica si hanno fasci laser randomizzati, ed è l’ideale per la copertura rapida di aree di grandi dimensioni con risultati omogenei. Un trattamento richiede all’incirca mezz’ora, determinando un notevole ricompattamento e distensione dei tratti di viso collo e décolleté con risultati assai soddisfacenti ed effetti collaterali praticamente nulli. Anche altre procedure possono essere effettuate nel periodo estivo, per affrontare nel miglior modo il sole.

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27

Gen
2016
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COME RIMUOVERE UN TATUAGGIO?

Una volta i tatuaggi erano considerati permanenti, ora é possibile rimuoverli con tecnologia laser. I vecchi metodi di rimozione del tatuaggio inclusi la dermoabrasione, la saleabrasione, la criochirurgia, e l’escissione creavano delle lesioni cutanee permanenti. Oggi, quando si parla di “rimozione del tatuaggio laser” ci si riferisce alla rimozione non invasiva dell’ inchiostro con laser Q- Switched. Ci si avvale della applicazione della teoria della fototermolisi selettiva che dipende da quattro fattori:

  • La luce laser deve penetrare sufficientemente in profondità nella pelle per raggiungere il pigmento del tatuaggio.
  • La luce laser deve essere più altamente assorbita dal pigmento del tatuaggio che dalla pelle circostante.
  • La durata di tempo (durata dell’impulso) dell’energia laser deve essere molto breve, in modo che il pigmento del tatuaggio venga riscaldato alla temperatura di frammentazione prima che il calore si possa disperdere nella pelle circostante.
  • L’energia deve essere sufficiente durante ogni impulso laser per riscaldare il pigmento e determinare la frammentazione.

La completa rimozione del tatuaggio richiede più sedute di trattamento, in genere distanziate di almeno 7-8 settimane. Trattamenti più ravvicinati aumentano il rischio di eventi avversi e non necessariamente aumentano il tasso di risoluzione della rimozione. Ad ogni sessione, alcune ma non tutte le particelle di pigmento  sono effettivamente frammentate, l’organismo rimuove i frammenti più piccoli nel corso di diverse settimane. Il risultato è che il tatuaggio con il tempo diviene più sfumato. Nelle successive sedute verranno rimosse le rimanenti particelle più grosse. Il numero preciso di sedute necessarie per rimuovere un tatuaggio non é purtroppo prevedibile anche se un valido aiuto viene fornito al sanitario dalla scala predittiva, la così detta “Kirby-Desai Scale”,  che assegna valori numerici a sei parametri:

  • tipo di pelle,
  • posizione del tatuaggio,
  • colore,
  • quantità di inchiostro,
  • cicatrici o cambiamenti dei tessuti,
  • stratificazione dei colori.

Anche se il trattamento laser è il metodo gold standard per rimuovere un tatuaggio, non bisogna dimenticare che essendo una terapia medica non é scevra da effetti collaterali indesiderati come lo scolorimento della pelle, sotto forma di ipopigmentazioni (macchie bianche, più comuni nelle pelli scure), o iperpigmentazioni (macchie scure), e cambiamenti nella tessitura cutanea. Molto raramente, la terapia laser può provocare cicatrici, ma solitamente si verificano solo quando i pazienti non si occupano correttamente della zona trattata, ignorando le indicazioni del medico. I tatuaggi applicati professionalmente tendono a penetrare gli strati più profondi della pelle a livelli uniformi. Questa uniformità consente una più facile rimozione rispetto ai tatuaggi “fai da te” o amatoriali applicati con mano irregolare. I tatuaggi professionali realizzati con alcuni dei nuovi inchiostri e con colori pastello possono essere difficili da rimuovere completamente. I Tatuaggi più recenti spesso tendono ad essere più difficili da rimuovere rispetto a quelli più vecchi. La rimozione completa del tatuaggio non è sempre possibile. Cicatrici o variazione di colore della pelle posso ostacolare una rimozione completa. Secondo recenti studi risulta che nei fumatori la rimozione sia più difficoltosa. Il Nero, il blu e il rosso rispondono molto bene alla rimozione laser. I colori più difficili da rimuovere sono il bianco, il giallo, l’arancione ed alcuni verdi.

Non tentare mai di rimuovere un tatuaggio: é pericoloso e può portare a infezioni e a gravi complicazioni di salute. Solo un medico con professionalità e preparazione può rimuovere un tatuaggio. 

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