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19

Mar
2020
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Rughe naso-labiali: cosa sono e i migliori trattamenti per eliminarle

Tra i segni dell’invecchiamento cutaneo che si presentano sul viso troviamo anche le rughe naso-labiali. Queste, a differenza di altri inestetismi, possono svilupparsi anche sul viso di uomini e donne piuttosto giovani.

La loro presenza, per la forma che le contraddistingue, rischia di appesantire molto il viso, poiché rimangono sempre molto visibili. La loro formazione, come vedremo successivamente, è causata dai continui movimenti dei muscoli del viso.

Tuttavia, grazie allo sviluppo di alcune pratiche di medicina estetica, oggi si ha la possibilità di ridurre notevolmente le rughe naso-labiali. In questa guida vedremo più da vicino di che cosa si tratta e quali sono le tecniche più efficaci per combatterle.

Rughe naso-labiali: cosa sono e come si formano

Come anticipato, queste le rughe naso-labiali appartengono alla categoria delle rughe d’espressione. Quando iniziano a fare la loro comparsa, si noterà un solco piuttosto visibile che parte dal naso e che scende verso la mandibola. Per capirci meglio, se proviamo a fare un sorriso, le rughe naso-labiali verranno poste in risalto automaticamente.

Infatti, nonostante abbiano un impatto poco piacevole sul viso, questi solchi sono conosciuti anche come “rughe del sorriso”. Anzi, in realtà, il sorriso, così come qualsiasi altra espressione del viso, è il motivo per cui fanno la loro comparsa. I muscoli del viso si muovono, si ritraggono e si piegano milioni di volte al giorno, e non c’è modo di bloccare questo processo.

Inoltre, con il passare degli anni, i tessuti cutanei vengono sottoposti ad un inarrestabile processo di invecchiamento. Questo, provoca un cedimento della struttura cutanea, che man mano perde elasticità, tono e compattezza. Unendo le continue espressioni del viso, ad una pelle che tende a cedere, le rughe naso-labiali diventano ancora più evidenti.

Ecco perché, nella maggior parte dei casi, chi decide di sottoporsi ad un trattamento per ridurle ha una pelle già piuttosto matura. Tuttavia, l’evidenza delle rughe naso-labiali varia in base all’età del soggetto e alla salute dei tessuti cutanei.

Quando compaiono?

Questa tipologia di rughe fanno la loro comparsa tendenzialmente dopo i 30 anni. Infatti, è molto difficile che si presentino prima, poiché la pelle è ancora ricca di acido ialuronico, collagene ed elastina.

Queste tre proteine vengono prodotte naturalmente dal nostro organismo, e servono per mantenere tonici e compatti i tessuti cutanei. Tuttavia, con il passare del tempo, la loro produzione diminuisce gradualmente.

Ecco perché i segni dell’invecchiamento si tendono a presentare dopo una certa età. A partire dai 30 anni, la pelle inizia a subire una carenza delle sostanze necessarie per la sua salute, e questo porta le rughe naso-labiali in maggior risalto.

I trattamenti per eliminarle

Avendo parlato di acido ialuronico, le soluzioni più efficaci ed utilizzate in medicina estetica prevedono delle infiltrazioni di questa sostanza. In effetti, si parla proprio di trattamenti ringiovanenti del viso, che contrastano l’evidenza delle rughe. L’immissione di acido ialuronico nella pelle infatti, rimpolpa il derma e ne ripristina il tono e la compattezza.

L’azione delle infiltrazioni non avviene a livello superficiale, bensì arriva a toccare i tessuti profondi del derma. Per poter raggiungere i risultati desiderati, è opportuno effettuare un primo appuntamento conoscitivo. A tal proposito, ricordiamo che presso lo studio Papini di Medicina Estetica a Torino la prima visita è gratuita.

Come avviene il filler

La procedura utilizzata per i filler all’acido ialuronico è molto semplice e quasi del tutto indolore. La pratica infatti, prevede delle infiltrazioni sull’area da trattare, che avvengono in modo specifico e mirato. Ecco perché è necessario sottoporsi alla professionalità di un medico estetico. Ad ogni modo, il trattamento avviene in regime ambulatoriale e non richiede nessuna anestesia.

Volendo, si potrà applicare della pomata anestetica sui solchi da riempire, di modo da ridurre la sensibilità dell’area. La sensazione rimane comunque molto ridotta, poiché si tratta di un leggero fastidio. La seduta ha una durata molto breve,  al massimo mezz’ora.

rughe naso-labiali trattamento filler

Al suo termine si potranno riprendere nell’immediato le attività normali, senza bisogno di un periodo di recupero. Il trattamento del filler infatti, non è per niente traumatico, e viene sempre ben tollerato da chi vi si sottopone. Di conseguenza, questa pratica non provoca nessun effetto indesiderato o collaterale, poiché priva di controindicazioni.

I risultati saranno visibili sin da subito, poiché l’acido ialuronico agisce nell’immediato. Inoltre, la sua immissione nei tessuti cutanei stimola automaticamente la produzione di nuovo acido ialuronico, per ridurre i processi di invecchiamento.

L’effetto finale sarà una netta riduzione dell’evidenza delle rughe naso-labiali, con un effetto molto soft e naturale. Tuttavia, poiché l’acido ialuronico viene assorbito dai tessuti, sarà necessario ripetere la seduta a distanza di qualche tempo.

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19

Mar
2020
Commenti disabilitati su Rinofiller per naso “a patata”, funziona?

Rinofiller per naso “a patata”, funziona?

Il naso, che sia a punta, a patata o storto, è spesso soggetto a rimodellamenti. Essendo molto visibile infatti, pone spesso in soggezione, specie chi non è soddisfatto della forma o della dimensione.

Inoltre, ha un’incidenza notevole sull’estetica del viso, ed è per questo che non sono poche le persone che decidono di sottoporsi a qualche ritocco. Oggi infatti, grazie ad alcune pratiche effettuate nel campo della medicina estetica, è possibile modificare la forma del naso senza dover ricorrere alla chirurgia.

La tecnica utilizzata maggiormente è quella del rinofiller, che offre risultati naturali e soddisfacenti senza alcun rischio o controindicazione. Nella guida di oggi quindi, ci soffermiamo su questo trattamento, capendo quali inestetismi del naso è in grado di migliorare.

Rinofiller: cos’è e come avviene il trattamento

Come detto poco fa, il rinofiller è una tecnica appartenente alla medicina estetica, che si caratterizza per un’invasività molto ridotta, risultati ottimali e totale sicurezza. Di fatto, non si tratta di un’operazione, e per questo viene ormai scelto da moltissime persone.

Il trattamento viene eseguito in regime ambulatoriale e non necessita di alcuna anestesia. Prima di procedere con le micro-iniezioni sul naso, il medico applicherà una crema anestetica, con il fine di ridurre la sensazione di fastidio. Infatti, il rinofiller non è doloroso, ma appena percepibile sulla pelle.

come avviene rinofiller per naso a patata

La durata del trattamento varia in base alla natura delle sostanze iniettate e alla condizione iniziale del paziente. Tuttavia, il tempo medio di una singola seduta è all’incirca di mezz’ora.

Le iniezioni vengono eseguite in diverse zone del naso, in base all’inestetismo che si desidera curare. In genere, le aree più soggette al rinofiller sono tre: il dorso, la punta e la radice. Tuttavia, le micro-iniezioni potranno essere eseguite su più punti del naso, con il fine di ottenere il risultato prestabilito.

Ogni zona viene trattata con uno scopo specifico:

  • Alla radice: riduzione della gobba;
  • Sulla punta: riduzione del cosiddetto “naso a patata” e lieve sollevamento del naso;
  • Sul dorso: riempimento degli spazi vuoti.

Di conseguenza, riuscendo a trattare diversi inestetismi, possiamo affermare che il rinofiller sia una tecnica ottimale anche per ridurre il naso a patata. Le sostanze utilizzate per il trattamento sono del tutto tollerate dalla pelle e dall’organismo, ed è per questo che il rinofiller è privo di controindicazioni.

In altre parole, i materiali iniettati sono riassorbibili, e questo significa anche che i risultati ottenuti non saranno permanenti. Tuttavia, per prolungare l’effetto, ci si potrà sottoporre ad altre sedute nei mesi successivi. Qualora si desiderasse mantenere il risultato finale per diverso tempo (al massimo due anni) sarà necessario sottoporsi alla seduta una volta all’anno.

Le sostanze utilizzate per le infiltrazioni

Fino ad ora ci siamo limitati a parlare in modo generico di sostanze sicure, ben tollerate e riassorbibili. Questo perché, nella medicina estetica, si possono utilizzare diversi materiali per le infiltrazioni, anche se il più comune è l’acido ialuronico. Infatti, essendo uno dei principali costituenti dei tessuti cutanei, insieme all’elastina e al collagene, risulta essere estremamente sicuro.

Poiché il nostro corpo lo produce in modo autonomo, nel momento in cui ne riceve una piccola dose, non si presenterà nessuna allergia, irritazione od effetto indesiderato. Inoltre, è una sostanza che permette un modellamento istantaneo delle forme del naso, dando i suoi risultati nell’immediato. Questo vale per qualsiasi tipo di inestetismo legato alla forma o alla dimensione del naso, come abbiamo potuto vedere in precedenza.

Ad ogni modo, sarà il medico estetico a scegliere la sostanza più idonea per il trattamento del suo paziente. Ecco perché, per tutto il percorso che si dovrà effettuare, è molto importante prenotare un appuntamento conoscitivo. A tal proposito, ricordiamo ai nostri lettori che presso lo studio Papini Medicina Estetica di Torino, la prima visita è gratuita.

Il post-trattamento

Più volte abbiamo avuto modo di sottolineare che il rinofiller sia una pratica sicura e poco invasiva. Infatti, le micro-infiltrazioni non impongono al paziente nessun limite allo svolgimento delle normali attività quotidiane. In sostanza, non si parla neanche di una fase di degenza o di recupero, poiché il trattamento è molto soft.

Al termine della seduta, l’area intorno al naso potrebbe apparire arrossata e con dei leggeri gonfiori. Tuttavia, questi segni sono del tutto normali, e per questo non c’è motivo di preoccuparsi. La loro durata infatti, è di qualche ora, dopo le quali si potranno notare solo i risultati finali, senza nessun altro sintomo.

Per cui, non è richiesto nessun bendaggio o applicazione di creme esterne, a meno che sia il medico estetico a consigliarlo al termine del trattamento. Altri effetti visibili vicino al naso non si dovrebbero presentare, proprio grazie all’elevata tollerabilità dell’acido ialuronico. L’unica cosa che andrà discussa con il medico è la ripresa delle attività sportive, che potrebbero leggermente tardare ad essere riprese.

 

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2

Mar
2020
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Rinofiller a Torino: perché rivolgersi allo studio Papini?

Il rinofiller è uno dei trattamenti che stanno facendo più parlare di sé, a Torino e non solo. Il fatto di poter rimodellare il naso senza ricorrere alla chirurgia, ovviamente, è interessante sia per i costi che per i tempi e la facilità del recupero.

Se la rinoplastica richiede un intervento piuttosto invasivo, per un filler basta letteralmente il tempo di una pausa pranzo. Ma a chi rivolgersi, nella zona di Torino e dintorni? Lo studio medico estetico Papini ha introdotto questo trattamento ormai da diversi anni, e ci piacerebbe illustrarti il nostro approccio.

Oltre a leggere questa guida, puoi anche richiedere un primo appuntamento conoscitivo gratuito utilizzando i recapiti della sezione contatti.

Il Rinofiller nello studio Papini

Il nostro studio si trova nel cuore di Torino, in corso Stati Uniti. Qui abbiamo iniziato a praticare il rinofiller piuttosto presto, considerando che l’invenzione di questo trattamento risale appena al 2008.

Nel corso di questi anni, abbiamo avuto modo di seguire molti pazienti che hanno richiesto questo trattamento. Dopo aver maturato questa esperienza, abbiamo definito dei capisaldi importanti con cui approcciare il rinofiller.

Per prima cosa, il risultato deve essere assolutamente ben proporzionato con tutti gli elementi del viso. Occorre guardare la visione d’insieme e non soltanto il naso in sé;

In secondo luogo, il ruolo del medico non è soltanto quello di consigliare il paziente, ma anche quello di ascoltare. Spesso l’ascolto viene sottovalutato, e questo incide negativamente sulla soddisfazione del paziente. Siamo felici di poter affermare che la cultura del nostro studio è orientata prima di tutto all’ascolto, in ogni fase del pre e post-trattamento.

trattamento rinofiller naso

 

Un terzo punto molto importante è la capacità di costruire un percorso di bellezza. Certo, chi viene a trovarci con l’intento di eseguire un solo trattamento è comunque benvenuto. L’estetica, però, passa attraverso diversi dettagli del nostro aspetto. Per il massimo impatto, e per valorizzare il risultato del filler, spesso è meglio lavorare anche sulla zona perioculare e sulle rughe della fronte.

Saper lavorare verso un risultato efficace, con ascolto e costruendo un percorso insieme: questi sono i tre punti cardinali che orientano il nostro approccio al rinofiller.

Cosa aspettarsi?

Modificare l’aspetto del proprio naso è una decisione importante. Il naso è una parte molto visibile del viso, che siamo abituati a trovare sempre nello stesso modo di fronte allo specchio.

Capiamo bene quanto si possa essere ricchi di dubbi e di domande di fronte al trattamento.

Un ottimo modo per procedere è parlare con il medico, prima di procedere, per chiarirsi le idee ed essere sicuri della propria decisione.

Volendo, poi, si può procedere ad un primo trattamento dalla durata più breve. Il rinofiller, infatti, offre risultati che durano per un tempo variabile. Il filler viene poi riassorbito dal corpo in maniera del tutto naturale.

Scegliere di affrontare un primo trattamento dalla durata più breve può aiutare a non sentire troppo il peso di questa decisione, e a giudicare con tranquillità i risultati. Se ci si abitua al nuovo aspetto e lo si gradisce, allora al secondo ciclo di trattamento si può iniettare una soluzione dai risultati più duraturi.

Per quanto riguarda le sedute, invece, non c’è da preoccuparsi. Il dolore è minimo -anche grazie alla mano ferma della dottoressa!- e nella soluzione viene iniettato anche un anestetico topico. Il fastidio è molto sopportabile e l’ago non fa paura, anche ai più agofobici.

E dopo il trattamento?

Il nostro studio dà grande importanza alla fase post-trattamento, per dare al paziente tutta l’assistenza di cui ha bisogno. Lo studio è sempre felice di rivedere i pazienti per controllare i risultati, rispondere ad eventuali domande e assistere chi ci ha scelto per il rinofiller a Torino.

Assistere il paziente nel post-trattamento è un altro dei punti su cui sfidiamo noi stessi, ogni giorno, per migliorarci ed essere ancora di più di fianco ai pazienti. Inoltre, su questo blog e sul nostro canale Youtube, aiutiamo chi ci ha già scelti a curare la propria estetica: fornendo consigli e illustrando nuovi trattamenti, facciamo scoprire ai nostri pazienti attuali e futuri il mondo della medicina estetica.

Per qualsiasi domanda o per fissare un primo appuntamento senza impegno, non esitare a chiamarci.

 

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3

Gen
2020
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Rinofiller, guida al trattamento per un naso più estetico

Il naso è una delle parti del viso che si tende maggiormente a voler modellare poiché, essendo molto visibile, incide molto sulla linearità del viso. Fino a poco tempo fa l’unico modo per modificare la forma o la dimensione del naso era sottoporsi ad un intervento chirurgico. 

Questo, se da una parte comporta un risultato permanente, dall’altra mette il paziente di fronte ad una vera e propria operazione, con il conseguente periodo di convalescenza. 

Oggi invece, la medicina estetica offre un trattamento molto meno invasivo, ma che allo stesso tempo garantisce risultati soddisfacenti. Si tratta del rinofiller, una pratica che sta diventando popolare anche tra i più giovani. Nella guida di oggi vediamo di cosa si tratta, come viene eseguito e quali sono i risultati che è possibile ottenere. 

Cos’è il rinofiller? 

Il rinofiller è una pratica appartenente al campo della medicina estetica che si esegue in regime ambulatoriale. Il trattamento prevede una serie di micro-iniezioni in diverse zone del naso, in base al difetto estetico che si desidera correggere. In particolare, le punture avvengono in tre punti: alla radice, sulla punta e sul dorso. 

Nel primo caso, l’obiettivo è quello di livellare il naso, diminuendo l’evidenza della cosiddetta “gobba”; nel secondo invece, l’iniezione alza leggermente la punta del naso e, nel terzo, si vanno a riempire gli spazi vuoti da riempire. 

In alcuni casi è possibile che vengano effettuate le iniezioni su tutte e tre le zone del naso. Il rinofiller è un trattamento che, come la maggior parte, prevede l’utilizzo di materiali riassorbibili. I risultati quindi, non saranno permanenti, nonostante possano arrivare ad avere una durata di massimo due anni. 

Le tempistiche variano in base al materiale iniettato e all’obiettivo del paziente. Qualora si desiderasse protrarre la forma e la dimensione ottenuta con il trattamento è consigliabile sottoporvisi una volta all’anno. 

Come avviene il trattamento 

Prima di parlare dei procedimenti che caratterizzano il trattamento rinofiller, ricordiamo che presso lo studio medico estetico Papini è possibile prenotare una prima visita gratuita e senza impegno. Durante questo primo appuntamento sarà possibile valutare la situazione del paziente e parlare insieme dei risultati che è possibile raggiungere.  

Per quanto riguarda il trattamento in sé, il rinofiller è una pratica che si esegue in circa mezz’ora, in base al caso specifico. Le micro-iniezioni possono risultare leggermente fastidiose, ma non dolorose. Il rinofiller infatti, non prevede l’utilizzo di anestesie, al massimo di una pomata anestetica. 

Questa, applicata circa un quarto d’ora prima delle iniezioni, diminuirà la percezione di fastidio al paziente. In alternativa, è possibile applicare del ghiaccio sull’area nasale. Al termine del trattamento non è necessario coprire la zonain quanto gli effetti provocati dalle iniezioni risultano davvero minimi per il paziente. 

rinofiller risultati

I materiali utilizzati 

In medicina estetica, i filler utilizzati per i trattamenti sono molteplici. Tuttavia, i filler a base di Acido Ialuronico sono quelli che trovano maggior impiego. Questo perché, l’Acido Ialuronico, è uno dei componenti basici dei tessuti connettivi, insieme al Collagene e all’Elastina. La sua presenza nel derma conferisce tonicità e compattezza alla struttura, facendo apparire la pelle giovane e sana. 

Essendo presente naturalmente nell’organismo, le iniezioni a base di Acido Ialuronico sono perfettamente tollerate, e non creano effetti indesiderati. Nel caso del rinofiller, le iniezioni di Acido Ialuronico servono per correggere gli inestetismi del naso e per regolare il profilo dello stesso.  

La fase di post-trattamento  

Subito dopo il trattamento, le aree dove sono state eseguite le iniezioni potrebbero apparire arrossate e leggermente gonfie. Questi sintomi però, sono del tutto normali, e tendono a svanire nel corso di qualche ora. Gli effetti indesiderati infatti, possono essere esclusi. 

Essendo un trattamento molto poco invasivo, non è previsto un periodo di convalescenza, l’utilizzo di antibiotici o precauzioni particolari. 

Le zone trattate non hanno bisogno di particolari attenzioni ed è possibile tornare alle normali attività subito dopo il trattamento. Anche il make-up non ha bisogno di attese, se non qualche ora di astensione dopo il trattamento, e può essere applicato senza alcuna restrizione. 

Tuttavia, è opportuno evitare l’uso di occhiali, l’esposizione solare o alle lampade UVA. Anche l’esposizione a temperature elevate è sconsigliato, in ambienti come le saune o le docce molto calde. Per quanto riguarda l’attività sportiva, questa potrà essere ripresa dopo una settimana dall’intervento. 

 

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14

Dic
2019
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Idratazione della pelle: come, quando e perché

L’idratazione della pelle è importante. Una pelle troppo secca può portare a veri e propri problemi di salute, ma nella maggior parte dei casi l’idratazione è importante soprattutto per il fattore estetico. Una cute ben idratata si presenta più luminosa, morbida e tonica di una pelle non abbastanza idratata.

Oggi in commercio si trovano tanti prodotti che reclamano la loro funzione idratante. Ma funzionano davvero? E quali sono le buone prassi da seguire per l’idratazione quotidiana della pelle? In questo nuovo appuntamento del blog del nostro studio di medicina estetica abbiamo deciso di fare chiarezza.

Quando idratare la pelle?

Alcune persone applicano i prodotti idratanti quando vedono la pelle troppo secca, oppure soltanto in una stagione particolare dell’anno. Questa non è la cosa migliore da fare: l’idratazione dovrebbe essere una pratica giornaliera, specialmente per chi ha passato i trent’anni.

Il momento migliore della giornata per idratare la pelle è subito dopo la doccia o il bagno. L’acqua calda, infatti, non ha un effetto positivo sulla nostra pelle.

Per quanto la doccia sia un momento rilassante e piacevole, l’unione di acqua bollente e sapone porta via molti acidi grassi dalla nostra cute. Gli acidi grassi giocano un ruolo importante nel trattenere l’acqua all’interno del tessuto cutaneo, per cui quando usciamo dall’acqua ci ritroviamo disidratati.

Nei minuti successivi è il momento giusto per applicare la crema, asciugando prima la pelle per tamponamento. Meglio tamponare la pelle secca che strofinarla con l’asciugamano o l’accappatoio, per evitare di disidratarla ancora di più.

Come si idrata la pelle?

Ricordiamoci, prima di tutto, che la pelle non viene idratata soltanto dai cosmetici che utilizziamo. Anche l’acqua che beviamo gioca un ruolo importante, così come l’umidità nell’aria. Cerchiamo quindi di bere almeno due litri di acqua al giorno e di evitare di esporci per periodi prolungati e ripetuti ad un’aria troppo secca.

A questo punto possiamo incominciare a parlare di prodotti. In commercio si trovano tante creme idratanti, con vari ingredienti e benefici. Quale scegliere? La risposta non è assolutamente la stessa per tutti.

La cosa migliore da fare è programmare il proprio percorso di benessere e bellezza con un medico estetico di fiducia, che sappia fornire consigli mirati e validi per il caso del singolo paziente. Il medico valuta tanti aspetti prima di fornire consigli: esaminando la pelle ne valuta l’aspetto, lo spessore, gli inestetismi e così via.

Solo dopo avere esaminato la cute del paziente andrà a fornire dei consigli mirati. Questo è valido sia per l’idratazione che per tanti altri aspetti della cosmesi e del benessere personale.

I 5 errori da evitare

Ci sono alcuni errori piuttosto comuni che vengono commessi da chi idrata la sua pelle senza aver seguito dei consigli forniti da un medico estetico. Tra questi:

  1. Applicare i prodotti nell’ordine sbagliato: dopo aver fatto la doccia, si applica la crema idratante e poi un prodotto anti-age. Giusto? Non proprio. Nella maggior parte dei casi è raccomandabile applicare il prodotto idratante per ultimo, dal momento in cui la sua applicazione potrebbe impedire l’assorbimento dei prodotti applicati successivamente.
  2. Utilizzare la crema soltanto sul viso: il viso non è l’unica zona del nostro corpo in cui la pelle perde idratazione durante le giornate e specialmente dopo la doccia. Sarebbe meglio avere una crema idratante per il viso ed una per il corpo, applicandole entrambe quotidianamente.
  3. Lavarsi con acqua troppo calda: la doccia calda è sempre un piacere. Specialmente il binomio “donne e inverno” genera una certa propensione all’utilizzo di acqua bollente. Non c’è che dire, una doccia fredda è tutto il contrario. Però cerchiamo di non esagerare, utilizzando l’acqua più tiepida che riusciamo a sopportare piacevolmente. Più l’acqua è calda, infatti, più tenderà a disidratare la pelle.
  4. Usare troppo sapone: qui torniamo al discorso degli acidi grassi che trattengono le molecole d’acqua nel tessuto cutaneo. Il sapone è costituito di molecole che sono fatte apposta per miscelarsi all’acqua e a questi acidi, che vengono lavati via. Cerchiamo di non esagerare con l’utilizzo del sapone e di mantenerlo sempre ad un pH adeguato per la nostra pelle.
  5. Vestiti in materiale sintetico: il materiale sintetico ed acrilico, come per certi versi anche la lana, tende a disidratare la nostra pelle. Specialmente d’inverno, quando si usa il pile, bisognerebbe evitare di metterlo a diretto contatto con la pelle. Utilizzando un tessuto diverso.

Evitando questi errori possiamo rendere la nostra idratazione quotidiana più efficace. Per impostare un percorso di cura del corpo più dettagliato, in ogni caso, lo studio medico estetico Papini di Torino è sempre a disposizione. Puoi prenotare una visita conoscitiva gratuita in ogni momento, utilizzando i recapiti della sezione contatti.

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14

Dic
2019
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Collagene, cos’è e perché si trova in creme ed integratori

Il collagene è una proteina. Una proteina molto importante per il nostro corpo, tanto che è la più presente di tutto il nostro organismo. Senza di essa le nostre ossa, la pelle, i muscoli e le articolazioni non sarebbero quelle che conosciamo; in poche parole, il collagene è essenziale per noi esseri umani.

Al momento sappiamo che nel nostro corpo ce ne sono ben 16 tipi diversi, anche se l’85% del totale è rappresentato dal collagene di Tipo I, Tipo II e Tipo III. Alcune di queste varianti hanno una struttura chimica e fisica più resistente dell’acciaio.

Piuttosto che concentrarci sulle differenze tra i vari tipi di collagene, però, ci interessa sapere quali siano le sue funzioni nel nostro corpo. Si nota facilmente come questa sostanza sia nominata spesso nella pubblicità di creme ed integratori, ed anche la medicina estetica si concentra molto su di essa.

In questa guida, dunque, andremo a trattare tre temi:

  • Cosa fa il collagene per noi, tutti i giorni fin da quando siamo nel grembo materno;
  • Perché dopo i 30 anni è importante favorire la produzione e l’integrazione di collagene nel nostro corpo;
  • Quali sono i modi per integrarlo e favorirne la produzione.

A cosa serve il collagene?

Questa proteina si trova in prevalenza in quattro aree del nostro corpo:

  • Pelle – Se togliamo l’acqua dalla pelle, il 70% di quel che ci rimane è collagene. All’interno della nostra cute, questa proteina crea la struttura di base su cui si inseriscono altre due sostanze molto importanti:
    • L’elastina, che rende la pelle elastica e morbida;
    • L’acido ialuronico, che intrappola le molecole d’acqua per mantenere la pelle idratata.
  • Ossa – Le nostre ossa sono costituite per il 90% da collagene, il quale compone l’impalcatura su cui si vanno poi ad inserire il calcio ed i vari minerali che formano il tessuto osseo. Il collagene fornisce anche il giusto grado di flessibilità alle ossa;
  • Tendini – Si tratta delle strutture che uniscono i nostri muscoli alle ossa, e per l’85% sono costituiti da collagene di un tipo molto duro e resistente;
  • Cartilagini – Il 70% dei tessuti cartilaginei è costituito da collagene, il quale fornisce alla cartilagine forma e struttura.

Abituate ad associare il collagene alle rughe, le persone rimangono spesso stupite di quanto rilevante sia il ruolo del collagene nel nostro organismo. Proprio per questo dobbiamo prenderci cura dell’equilibrio del collagene nel nostro organismo, sia per una questione estetica che di salute.

Cosa succede quando produciamo meno collagene

Durante il nostro ciclo di vita il collagene viene continuamente prodotto e distrutto dai nostri meccanismi biologici. In questo modo la proteina “vecchia” viene sempre rimpiazzata da proteina “nuova”, in grado di fornire un solido appoggio strutturale.

Passati i 30 anni, però, questo equilibrio tende a rovesciarsi: il collagene che produciamo diventa meno di quello che viene distrutto. Questa sproporzione aumenta notevolmente dopo i 40 anni, portando con sé i segni tipici dell’invecchiamento.

Tutti i tessuti ricchi di collagene (pelle, ossa, tendini e cartilagini) possono avere problemi in seguito alla diminuzione del collagene presente nel nostro corpo. Dal momento in cui in questo contesto ci interessa soprattutto l’impatto sulla pelle, però, prenderemo in esame questo tessuto nello specifico.

Quando la concentrazione di collagene nella pelle diminuisce, viene meno l’impalcatura che fornisce tutto il supporto strutturale al tessuto. Questo significa che elastina e acido ialuronico non possono più svolgere a dovere la loro funzione. L’aspetto della pelle si fa dunque più secco, sottile e meno elastico.

Per evitare che l’aspetto della pelle peggiori dobbiamo essere noi a intervenire, utilizzando rimedi per integrare e stimolare la produzione naturale di collagene.

Come rimediare alla minore produzione di collagene

Quando il nostro corpo comincia a mostrare segni di invecchiamento sulla pelle, possiamo contrastare l’effetto del tempo aumentando la concentrazione di collagene nel tessuto cutaneo.

Possiamo distinguere due fondamentali modi per migliorare la situazione:

  • I rimedi che permettono di reintegrare collagene: creme, sieri, ed integratori di vario genere;
  • I trattamenti di medicina estetica, che sfruttando la risposta naturale del nostro corpo ad alcuni stimoli (come quelli del laser a CO2, della radiofrequenza, del microneedling o del peeling chimico) aumentano la produzione biologica di collagene.

Inoltre è sempre bene idratare la pelle ed integrare anche elastina ed acido ialuronico. Questa dovrebbe essere una routine quotidiana, studiata insieme al proprio medico estetico di fiducia per ottenere il massimo dei risultati.

Lo stesso vale, logicamente, per i trattamenti di medicina estetica. Per ottenere un consulto gratuito, chi lo desidera può contattare il nostro studio nel centro di Torino utilizzando i recapiti della sezione contatti. Insieme potremo discutere dei migliori trattamenti e integratori per mantenere un’adeguata concentrazione di collagene nella pelle in base alle singole caratteristiche di ogni paziente.

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14

Dic
2019
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Elastina, cos’è e come mantiene giovane la nostra pelle

Nel mondo della medicina estetica si sente spesso parlare di trattamenti ringiovanenti legati all’elastina. La comparsa dei segni dell’invecchiamento, come le rughe, o di alcuni inestetismi della pelle, quali le smagliature, sono dovuti ad una scarsa quantità di questa proteina.

Come suggerisce il termine stesso, l’elastina aiuta a mantenere un buon livello di elasticità ai tessuti cutanei, evitando che questi si spezzino. I trattamenti ringiovanenti servono per aumentare la quantità di elastina presenti nell’organismo, poiché questi tendono a diminuire con il passare del tempo. Nella guida di oggi approfondiremo l’importanza di questa proteina ed i benefici che apporta ai tessuti cutanei.

Cos’è l’elastina

L’elastina è una proteina che costituisce le fibre elastiche dei tessuti connettivi. La sua produzione infatti, avviene in modo del tutto naturale da parte dell’organismo. In particolare, gli addetti alla sua formazione sono delle cellule chiamate fibroblasti. La sua funzione è quella di donare elasticità e tonicità all’epidermide, di modo che possa sopportare forze di stiramento o contrazione senza subire danni permanenti.

Questi ultimi si creano laddove la quantità di elastina non è sufficiente per supportare la pelle che, spaccandosi, dà vita a delle cicatrici. Che siano rughe, zampe di gallina o smagliature poco importa: il principio con cui si formano è sempre lo stesso. In questi casi la medicina estetica offre un supporto notevole, grazie ad alcuni trattamenti pensati per stimolare in modo naturale la produzione di questa proteina.

Purtroppo, è molto difficile aumentare la quantità di elastina presente nell’organismo tramite la sola applicazione di creme o gel. Questo discorso rimane essenziale nel caso in cui si desiderino combattere degli inestetismi già esistenti, ma potrebbe essere rivisto nel caso della prevenzione.

I trattamenti ringiovanenti

Come abbiamo anticipato, nel mondo della medicina estetica ci sono alcuni trattamenti che stimolano la produzione naturale di elastina. Il risultato è una pelle più tonica, compatta e levigata, con una netta diminuzione dei segni dell’invecchiamento. Tuttavia, non trattandosi di operazioni chirurgiche, sarà necessario sottoporsi a diverse sedute, argomento che verrà trattato direttamente con il medico estetico durante il primo appuntamento conoscitivo. A tal proposito ricordiamo ai nostri lettori che presso lo Studio Papini, il primo incontro rimane gratuito. Vediamo ora quali sono i trattamenti più idonei per ringiovanire la pelle del viso e per stimolare la produzione di elastina.

Biorivitalizzazione

La biorivitalizzazione, è un trattamento estetico minimamente invasivo, che dona maggior tono ed elasticità ai tessuti cutanei. Le modalità tramite le quali è possibile sottoporsi a questo trattamento sono molteplici, ma il risultato finale è sempre lo stesso.

Nel caso delle iniezioni, per esempio, viene iniettata una soluzione ricca di Acido Ialuronico, vitamine e minerali. L’azione di queste sostanze è bio-stimolante, ed oltre a nutrire i tessuti in profondità, favorisce la sintesi di collagene ed elastina.

Ciò che ne consegue è il ripristino dell’equilibrio della pelle, che dona un aspetto più tonico e compatto al volto. La biorivitalizzazione infatti, è uno dei trattamenti maggiormente utilizzati per il ringiovanimento del viso, in quanto non presenta nessun tipo di effetto collaterale od indesiderato.

Come dicevamo, questo trattamento può presentarsi secondo modalità molto diverse, come:

  • Biorivitalizzazione associata alla radiofrequenza;
  • Biorivitalizzazione senza aghi;
  • Biorivitalizzazione con PRP (gel piastrinico);
  • Biorivitalizzazione con fili biostimolanti.

In ogni caso si tratta di interventi che vengono svolti in regime ambulatoriale e che non richiedono tempi di recupero. La fase del post-trattamento infatti, è molto leggera, in quanto prevede la comparsa di qualche arrossamento e possibili edemi o ematomi. In quest’ultimo caso, i segni tenderanno a sparire nel corso di pochi giorni.

Radiofrequenza

La radiofrequenza, con o senza microaghi, viene utilizzata anche nei trattamenti di ringiovanimento. Il meccanismo in questione prevede l’emissione di onde a frequenze specifiche, in base al tessuto che si desidera colpire. Quando il manipolo entra in contatto con le cellule della pelle, trasmette loro la propria energia sotto forma di calore.

Ciò che ne consegue è una immediata contrazione cutanea, che avviene in modo selettivo e controllato. La radiofrequenza pensata per il ringiovanimento del viso infatti, serve per stimolare lo strato superficiale della pelle. I tessuti trattati vengono stimolati, ma i tessuti più profondi non sono intaccati.

In questo modo si otterrà una pelle più levigata e tonica senza provocare danni in profondità. L’azione di calore emesso è utile soprattutto per stimolare la reazione da parte del derma, che inizierà a produrre collagene ed elastina. Ecco come, grazie alla radiofrequenza, i tessuti cutanei tornano ad essere giovani ed elastici.

Laser CO2 frazionato

L’ultimo trattamento che in medicina estetica offre una valida soluzione per il ringiovanimento della pelle del viso è il laser CO2 frazionato. In questo caso infatti, il fascio di luce emesso dal macchinario colpisce punti microscopici, lasciando la pelle circostante intatta.

Il processo mediante il quale avviene il ringiovanimento del viso è la rigenerazione tissutale, provocata dalla rottura delle fibre di collagene. Durante il periodo di guarigione, che ha una durata massima di 5 giorni, i fibroplasti vengono stimolati alla produzione di nuovo collagene, elastina ed acido ialuronico.

La pelle del viso appare più compatta e tonica, ma anche più levigata e giovane. Questo trattamento infatti, tratta anche inestetismi quali le rughe d’espressione e le macchie, donando un aspetto più armonioso al viso.  Da non sottovalutare i vantaggi offerti dalla brevità del periodo post-trattamento e dalla rarità di incorrere in rischi o effetti collaterali.

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29

Lug
2019
Commenti disabilitati su Borse sotto gli occhi, le cause ed i rimedi spiegati dal medico estetico

Borse sotto gli occhi, le cause ed i rimedi spiegati dal medico estetico

Le borse sotto gli occhi sono uno tra gli inestetismi che si sentono nominare più spesso. Si tratta di una deformazione della zona intorno all’occhio, che si manifesta con il tipico aspetto a forma di borsa. A causare le borse sotto gli occhi non è solo l’età, ma anche una predisposizione individuale al decadimento del tessuto intorno agli occhi e alla raccolta di grasso nell’orbita. Con gli anni, tessuti e muscoli presenti nella zona oculare tendono ad indebolirsi. Ecco che quindi si presenta un cedimento della pelle che gradualmente si incurva prendendo l’aspetto tipico della borsa. Con il tempo, quest’ultima può iniziare ad ospitare il grasso normalmente presente nella zona circostante dell’occhio (orbita). Il gonfiore, inoltre, può essere causato da un accumulo di fluidi. 

Prima di incominciare dobbiamo sottolineare che questo problema è slegato da quello delle occhiaie. Le occhiaie si manifestano come area incavata, depressa, di colore blu-grigio: i capillari della zona sotto gli occhi diventano più visibili a livello superficiale e la pelle si assottiglia dando un aspetto più scuro all’area. Quando si parla di borse sotto gli occhi, invece, i due problemi principali sono la ritenzione idrica e l’accumulo localizzato di grasso. 

Come si formano le borse sotto gli occhi 

È necessario fare una distinzione tra edema e ptosi del grasso. Nel primo caso quindi la causa del gonfiore sotto gli occhi va ricercata nella ritenzione idrica generata da scorrette abitudini di vita o magari dalla presenza di un’allergia. Nel secondo caso le borse sono causate dalla ptosi, fenomeno che si verifica quando il grasso posto sotto il legamento orbitale si ernia e fuoriesce dalla cavità che normalmente lo contiene. Le borse risultano fisse, e non variano a seconda della stanchezza o di altri agenti esterni. L’accumulo di liquidi e quello di grassi vanno tenuti distinti, perché alla base della loro formazione ci sono motivi diversi; anche il trattamento dei due eventi è diverso, per cui da questo momento in poi la distinzione sarà sempre tenuta presente nella guida. 

L’accumulo di grasso è dovuto ad un naturale processo di invecchiamento. Con gli anni i tessuti che circondano gli occhi perdono la loro elasticità, per cui nella zona del contorno occhi si presenta il gonfiore tipico delle borse sotto gli occhi. 

La ritenzione idrica, per contro, è prevalentemente causata dalle cattive abitudini che impediscono al corpo di smaltire i liquidi nel migliore dei modi. Questi vengono quindi accumulati anche sotto gli occhi, causando il tipico gonfiore. A differenza delle borse sotto gli occhi dovute alla protrusione di grasso, tuttavia, queste sono anche più semplici da eliminare perché sarà sufficiente recuperare le buone abitudini che aiutano l’organismo a drenare liquidi. 

Le cause principali 

Vediamo le singole cause, anche in questo caso distinte in base al modo in cui portano le borse sotto gli occhi a manifestarsi: 

  • Età | Accumulo di grasso| Con l’età, i tessuti del contorno occhi perdono elastina e collagene. Le fibre di queste proteine si spezzano e con loro se ne va anche il tono giovane e disteso della pelle; il grasso corporeo si ernia e si rende visibile. 
  • Fumo | Accumulo di grasso | In questo caso parliamo di una causa indiretta; come è noto, il fumo è un vizio che tra le varie conseguenze prevede anche un invecchiamento precoce. Accelera così gli effetti dello scorrere degli anni, che portano alla stessa conclusione del punto precedente. 
  • Raggi UV | Accumulo di grasso | Come il fumo, anche i raggi UV del sole sono notoriamente tra le cause più frequenti di un invecchiamento precoce. Gli occhiali da sole sono una buona abitudine che dovrebbe accompagnarci fin da piccoli quando usciamo in una giornata senza nuvole. 
  • Alimentazione | Ritenzione idrica | Una delle principali cause della ritenzione idrica sono le scorrette abitudini alimentari. Quando mangiamo troppi carboidrati o troppo sale, il nostro corpo trattiene all’interno i liquidi anziché espellerli. 
  • Sonno | Ritenzione idrica | A tutti è capitato almeno una volta di dormire poco o male, di svegliarsi la mattina e notare del gonfiore intorno agli occhi. Il momento del riposo è importante per il corpo, perché durante la notte avvengono molti processi di omeostasi (ripristino dell’equilibrio chimico-fisico) che coinvolgono in parte anche il drenaggio dei liquidi. Poco sonno vuol dire poco tempo concesso al corpo per ripristinare questo equilibrio. 

Ritenzione idrica o accumulo di grassi? 

A questo punto è normale che sorga la domanda “come faccio a sapere cosa mi sta causando le borse sotto gli occhi?”. Per un periodo di almeno una settimana, basta provare a cambiare le sbagliate abitudini che causano la ritenzione. Questo significa mangiare più sano e meno salato, cercare di garantirsi almeno otto ore di riposo per notte e fare attività fisica per assicurare un ricambio di liquidi. In questi sette giorni, anche bere un minimo di due litri di acqua al giorno aiuterà a definire meglio quale sia la causa del problema. 

Se al termine dei sette giorni si riscontra un deciso miglioramento, si può desumere che la causa delle borse sotto gli occhi fosse proprio da ricercare nella ritenzione corporea dei liquidi. In caso contrario, è più probabile che si tratti di un accumulo di grassi; ogni modo un consulto con il proprio medico estetico aiuterà ad avere maggiori certezze. Se ti trovi a Torino o provincia, puoi venire in corso Stati Uniti, 35, per una prima visita gratuita e senza impegno. 

I rimedi per le borse sotto gli occhi 

Quando prevenire non è più possibile, non ci resta che curare. I trattamenti per le borse sotto gli occhi possono spaziare dalle creme naturali, disponibili anche come prodotti di largo consumo, fino ai prodotti per specialisti utilizzati negli studi di medicina estetica. Anche in questo caso dobbiamo fare una differenza sostanziale tra quel che è dovuto all’accumulo di grasso e quel che è dovuto alla ritenzione idrica: 

  • Nella maggior parte dei casi, se si tratta di ritenzione idrica sarà semplicemente sufficiente eliminare la causa del problema agendo sulle proprie abitudini; 
  • Se si tratta di un accumulo di graso, invece, le risposte vanno cercate nella medicina estetica. 

Esiste un  nuovissimo prodotto iniettabile a base di acido ialuronico e peptidi biomimetici, formulato specificatamente per le irregolarità della pelle provocate dall’accumulo di grasso sotto gli occhi (SE = Special Eyes). Non provoca la distruzione degli adipociti ma la riduzione dell’accumulo di lipidi negli stessi e inoltre esercita azione di controllo della lipogenesi. Il complesso peptidico migliora l’effetto idratante, migliora i contorni di specifiche aree della pelle riducendo l’accumulo di grasso sottostante e ritarda la degradazione del acido ialuronico. 

 

Il nostro studio risponde all’esigenza di chi desidera un trattamento professionale delle borse sotto gli occhi. Attraverso un ciclo di microinieizioni, andremo ad agire profondamente sulle borse sotto gli occhi con prodotti che sciolgono gli accumuli di grasso e restituiscono alla pelle il suo aspetto naturale. I nostri recapiti si trovano cliccando qui. 

 

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1

Lug
2019
Commenti disabilitati su Iniezioni di acido ialuronico al viso, cosa c’è da sapere

Iniezioni di acido ialuronico al viso, cosa c’è da sapere

L’acido ialuronico è una delle sostanze più conosciute in medicina estetica. Questa sostanza si trova naturalmente nel nostro organismo, ma talvolta viene iniettata -specialmente nelle aree del viso– per sopperire alle sue carenze. La proprietà fondamentale dell’acido ialuronico è la capacità di mantenere giovane la pelle, donandole struttura e agendo per la prevenzione di rughe e altri inestetismi.

In questo approfondimento vogliamo capire perché le iniezioni di acido ialuronico sono così popolari e perché il viso sia un’area particolarmente delicata in cui praticarle. La medicina estetica offre molti altri rimedi contro l’avanzamento dei segni del tempo, per cui ci interessa anche capire quali siano le alternative più interessanti che il medico può valutare per i propri pazienti.

Perché fare iniezioni di acido ialuronico?

Prima di capire perché questa sostanza viene iniettata dobbiamo spiegare un pochino di più le sue funzioni. L’acido ialuronico si trova in diverse aree del nostro corpo, ma in questa sede ce ne interessa una in particolare: lo strato di tessuto connettivo sotto la pelle. Il tessuto connettivo è un tessuto che ha proprio la funzione di “connettere” i vari dipartimenti dell’organismo; tra le cellule di questo tessuto si possono trovare lunghe fibre di acido ialuronico.

Queste lunghe fibre hanno la capacità di immagazzinare molto facilmente le molecole di acqua, dunque in primo luogo è una sostanza importante per mantenere la pelle idratata. Inoltre, proprio per via della lunghezza delle fibre, queste hanno la capacità di disporsi in una struttura reticolare che fa da “impalcatura” per la nostra pelle. Volendo pensare ad un paragone simpatico, possiamo immaginare il derma come ad una teglia di tiramisù: in questo caso, l’acido ialuronico sarebbero i pavesini o i savoiardi che danno struttura a tutto il dolce.

Quando l’acido ialuronico manca nell’organismo, la pelle incomincia a disidratarsi e perdere struttura, manifestando grinze e rughe. Praticando delle iniezioni in punti ben precisi, il medico può fare in modo che i livelli normali vengano ripristinati.

Le iniezioni al volto

Il viso è un’area particolarmente delicata, ed è ben noto che quest’area tende a presentare l’insorgenza di rughe prima di altre. Essendo anche molto esposto nella vita sociale, gli inestetismi al volto risultano particolarmente meritevoli di essere curati e trattati.

Il collegamento non è diretto: se il viso incomincia a presentare rughe, il medico estetico potrebbe comunque sconsigliare le iniezioni di acido ialuronico. Per questo, prima di tutto, è necessaria una prima visita in cui si analizza il caso singolo del paziente e si procede a formulare un percorso di benessere. Se questo include anche l’utilizzo di questa sostanza, poi, si pianifica un ciclo di una o più sedute seguite da eventuali richiami a distanza di 6-12 mesi.

Le iniezioni vengono praticate con un ago piccolo e in seguito all’applicazione di un anestetico topico; è comunque possibile che il paziente avverta fastidio, ma in generale non si tratta di un trattamento granché doloroso.

Le migliori alternative

La medicina estetica propone varie altre soluzioni, specialmente quando è necessario lavorare anche sul collagene e sull’elastina, per ridurre gli inestetismi del viso. Qui rimandiamo i lettori alle pagine in cui vengono spiegati i principali trattamenti utili a tal scopo:

Si tratta comunque di quattro esempi in mezzo ad altri che si potrebbero fare. Per questo lo studio Papini, a Torino, offre una prima visita gratuita e senza impegno a tutti i pazienti che desiderano impostare un percorso di ringiovanimento. Durante la visita vaglieremo tutte le possibili soluzioni per ringiovanire il viso ed eliminare eventuali altri inestetismi: si può consultare la pagina dei contatti in ogni momento e richiederla utilizzando i recapiti indicati.

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12

Feb
2019
Commenti disabilitati su Needling, tutto quello che c’è da sapere

Needling, tutto quello che c’è da sapere

Il needling è un trattamento di medicina estetica per certi versi superato, ma ancora praticato in vari contesti e da molti medici estetici. Può essere utile per migliorare l’aspetto del viso quando esso presenti piccoli inestetismi, come segni dell’acne o rughe, oppure per ringiovanirlo. La tecnologia laser o altre apparecchiature hanno sostituito nella maggior parte dei casi questo trattamento con il laser resurfacing. 

Il medico estetico fa uso di un rullo (dermaroller) contornato da tanti piccoli aghi, che viene fatto scorrere sulla cute del paziente in modo selettivo e studiato. Le piccole perforazioni lasciate dal rullo causano un microtrauma ai tessuti, che vengono così stimolati a produrre nuove proteine importanti per il tono e l’aspetto della cute. Tra tutte, come sempre, le più importanti sono il collagene e l’elastina.  

Sedute e Post-trattamento 

Le sedute sono solitamente molto brevi. In meno di un’ora si riesce a portare a termine il trattamento ed un ciclo è composto mediamente da cinque sedute. Prima di cominciare è possibile che il medico scelga di applicare un anestetico topico, in modo da ridurre il dolore avvertito dal paziente. 

needling risultati

La fase post-trattamento non è quasi mai dolorosa, fatta eccezione per alcuni minuti iniziali in cui il paziente potrebbe avvertire un certo fastidio nelle aree coinvolte. Nelle ore successive è normale manifestare rossore, che può durare fino a cinque giorni in alcuni casi. In questa fase è estremamente importante evitare l’esposizione alla luce diretta del sole.  

Il trattamento prevede un’ azione meccanica, e non sono segnalate particolari controindicazioni. Solitamente lo si sconsiglia in gravidanza, a chi soffre di psoriasi o eczemi, a chi ha usato da poco retinoidi per bocca e a chi ha recentemente svolto sedute di radioterapia. In tutti gli altri casi ci si può sottoporre a questo trattamento senza dover temere spiacevoli imprevisti.  

Trattamenti a confronto 

Per comprendere come il laser abbia gradualmente sostituito il rullo del needling, mettiamo a diretto confronto questi trattamenti: 

  • Il laser agisce somministrando calore allo strato superficiale della cute, abradendolo; 
  • Il needling prevede invece che gli aghi penetrino la cute, causando delle perforazioni. 

Abbiamo quindi le abrasioni da una parte e le perforazioni dall’altra. Andando ad osservare la naturale risposta biologica del corpo, però, notiamo una produzione decisamente maggiore di collagene ed elastina in risposta alla scottatura del derma provocata dal laser. Questo non ha comunque comportato la scomparsa del microneedling, trattamento che anche lo studio Papini annovera tuttora tra le soluzioni per i pazienti. Semplicemente, la frequenza con cui viene svolto questo trattamento è decisamente inferiore rispetto a quando il laser resurfacing era ancora una tecnologia sperimentale. 

Si può fare il needling in casa? 

In commercio si trovano alcuni dermaroller per le soluzioni fai-da-te. Il principio di funzionamento è lo stesso del microneedling effettuato dal medico estetico, ma differiscono lo strumento e naturalmente l’efficacia della soluzione. Il rullo impiegato in medicina estetica è potenzialmente più pericoloso, e va maneggiato esclusivamente da mani esperte. Ovviamente i risultati non sono neanche lontanamente paragonabili. Anche nel post-utilizzo, risulta evidente che la pelle sia molto più segnata dal microneedling svolto ambulatorialmente rispetto a quanto non avvenga con lo strumento di largo consumo, ma alla fine i due trattamenti non sono affatto raffrontabili. 

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