Archive for trattamenti viso’ Category

17

Ago
2020
Commenti disabilitati su Bioristrutturazione Viso: Spazio all’Acido Polilattico

Bioristrutturazione Viso: Spazio all’Acido Polilattico

Nel campo della medicina estetica vi si trovano numerosi trattamenti destinati al ringiovanimento del viso. Ognuno di questi viene eseguito tramite una tecnica specifica e mediante l’utilizzo di sostanze differenti. Ecco perché, in base al trattamento scelto, si potranno apprezzare risultati singolari.

La soluzione più utilizzata e conosciuta in medicina estetica è senza dubbio l’acido ialuronico. Questa sostanza infatti, è in grado di compattare la pelle stimolando la produzione di nuove fibre di collagene. In altre parole, aiuta l’organismo a rallentare i processi d’invecchiamento, donando un aspetto più giovane e fresco alla pelle.

Tuttavia, l’acido ialuronico non è l’unica sostanza che promette grandi risultati. In questa guida infatti, andremo alla scoperta dell’acido polilattico. Difatti, nonostante se ne senta parlare relativamente poco, le sue proprietà sono eccellenti per garantire benefici evidenti sulla pelle.

Acido polilattico: ecco di che cosa si tratta

L’acido polilattico, noto anche come polilattato, è un polimero appartenente all’acido lattico di origine sintetica. I suoi principi attivi lo rendono una sostanza ampiamente utilizzata nel mondo della medicina estetica, poiché consente di ridurre diversi inestetismi cutanei. Segni come le rughe, le cicatrici dovute all’acne, solchi, pieghe ed occhiaie vengono trattati con l’acido lipolattico, che ne riduce l’evidenza.

La sua diluizione in acqua sterile crea una sostanza che viene iniettata nello strato sub-dermico del paziente. Il processo vede l’impiego di aghi molto sottili e di infiltrazioni molto lente, di modo da garantire una distribuzione uniforme della soluzione. Il compito dell’acido polilattico è quello di stimolare la produzione di collagene, una proteina che compone i tessuti cutanei.

Questo processo assicura un aspetto più compatto, tonico e levigato alla pelle, con la riduzione dei segni dell’invecchiamento cutaneo. Tuttavia, il trattamento non prevede risultati immediati, poiché la produzione di nuovo collagene avviene in modo progressivo. In altre parole, saranno necessarie dalle 4 alle 6 settimane per poter apprezzare i benefici ed i miglioramenti.

Bioristrutturazione all’acido polilattico

L’acido polilattico trova il suo maggior impiego in un trattamento ringiovanente noto come bioristrutturazione. Questa tecnica è utile per riattivare i processi di rinnovamento cellulare tramite la biostimolazione e la biorigenerazione.

La procedura si svolge in regime ambulatoriale, in quanto risulta essere molto poco invasiva per il paziente. Difatti, non sarà necessaria l’applicazione di nessun prodotto anestetizzante. Il trattamento prevede l’iniezione di una soluzione contenente vitamine, antiossidanti, aminoacidi, acido ialuronico e acido polilattico.

Queste sostanze, oltre ad essere estremamente sicure per la salute del paziente, sono anche riassorbibili. In altre parole, i risultati ottenuti dal trattamento non saranno permanenti, ma di lunga durata. Con il trascorrere dei mesi infatti, le sostanze verranno riassorbite dalla pelle.

Ad ogni modo, le punture verranno eseguite con aghi molto sottili, così da poter raggiungere solo il derma superficiale. Oltre a ringiovanire il viso, questa pratica trova il suo impiego anche per il décolleté ed il collo. La bioristrutturazione si svolge in tempistiche piuttosto rapide, ed i sintomi associati alle infiltrazioni sono di lieve entità.

In alcuni casi è possibile che il medico estetico consigli al paziente di sottoporsi precedentemente al trattamento del peeling. Questo è molto utile per preparare la pelle alla procedura e per ottenere risultati più evidenti e soddisfacenti.

I risultati e le controindicazioni

Come anticipato, i benefici della bioristrutturazione con acido polilattico non sono immediati. La pelle infatti, ha bisogno di tempo per reagire alle sostanze iniettate tramite le punture. I risultati quindi, si potranno apprezzare quando i fibroblasti stimolati avranno iniziato a produrre nuove fibre di collagene.

Ad ogni modo, i benefici visibili sulla pelle del viso sono numerosi. L’epidermide apparirà più compatta, tonica e levigata, con una riduzione delle rughe e dei solchi. Inoltre, si potrà notare un aumento volumetrico del derma, grazie alla presenza di acqua all’interno della soluzione infiltrata.

Tuttavia, nonostante non si tratti di risultati permanenti, la durata dell’effetto dipende da alcuni fattori:

  • Tipologia di soluzione utilizzata per le infiltrazioni;
  • La zona trattata e l’inestetismo cutaneo da migliorare;
  • Esposizione ai raggi UV, livello di idratazione della pelle, fumo di sigaretta;
  • Sedute di mantenimento.

Per quanto concerne le controindicazioni invece, gli unici casi in cui la bioristrutturazione è sconsigliabile sono in presenza di rughe molto sottili o nel trattamento del contorno labbra ed occhi. Inoltre, è preferibile evitare di sottoporsi a questa pratica durante la gravidanza o in presenza di patologie dermatologiche di un certo livello.

Ecco perché, prima di sottoporsi al trattamento, è essenziale che il medico estetico abbia la possibilità di conoscere la storia clinica del paziente. In questo modo il professionista avrà la possibilità di fare le dovute valutazioni e di intraprendere la tecnica più idonea alle esigenze del paziente. A tal proposito ci teniamo a ricordare ai nostri lettori che presso lo studio Papini Medicina Estetica a Torino la prima visita è gratuita.

Infine, onde evitare di compromettere l’efficacia del trattamento, è sconsigliabile esporsi ai raggi solari nei giorni immediatamente successivi alla seduta di bioristrutturazione.

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13

Lug
2020
Commenti disabilitati su Occhiaie: Come sconfiggerle con la medicina estetica

Occhiaie: Come sconfiggerle con la medicina estetica

Le occhiaie sono un inestetismo che colpisce la zona perioculare del viso. A causa del loro colorito scuro, che spesso si unisce ad un occhio scavato, lo sguardo appare stanco e triste, ed il viso viene così appesantito. Le occhiaie possono colpire soggetti giovani e adulti, poiché l’età non è un fattore che incide sulla comparsa delle occhiaie. Come vedremo, le cause sono molteplici, e si possono ricercare nella fragilità dei capillari sanguigni presenti nella zona perioculare.

Ciò che porta allo sviluppo delle occhiaie infatti, non ha nulla a che vedere con le cause che stimolano le borse sotto agli occhi, un altro inestetismo piuttosto diffuso. In questo caso infatti, l’inestetismo è causato da un eccesso di ritenzione idrica o di accumulo adiposo, che provoca un evidente gonfiore al di sotto della palpebra inferiore. Tuttavia, nel caso si tratti di un accumulo adiposo, il trattamento a cui affidarsi è simile a quello utilizzato per migliorare le occhiaie: filler a base di acido ialuronico, anche se vi sono differenze perchè bisogna eliminare le borse prima.

Come e perché vengono le occhiaie

Come stavamo dicendo, le occhiaie sono un inestetismo che si presenta sul viso e, per le caratteristiche che presenta, è in grado di incupire lo sguardo. Oltre alla causa più rinomata, ovvero la mancanza di sonno, le occhiaie si formano in seguito alla rottura dei vasi capillari. Questi infatti, sono molto fragili e sottili, e per questo è molto facile che si rompano.

Quando questo accade, abbiamo la fuoriuscita di micro-gocce di sangue, che danno vita ad un piccolo stravaso. L’occhiaia infatti, presenta un colore violaceo tendente al grigio, dovuto alla presenza del ferro nel sangue. In sostanza, ciò che avviene, è la fuoriuscita di sangue dai vasi capillari che, rimanendo “intrappolato” nella struttura dell’epidermide, finisce per “macchiarla”.

Inoltre le occhiaie originano anche per un notevole assottigliamento della pelle, che evidenzia ulteriormente la visibilità dei capillari ed il colorito violaceo della zona. Infine, bisogna tenere presente che il problema della fragilità capillare aumenta di pari passo con l’età. Superata una certa soglia infatti, basta uno sbalzo di temperatura o di pressione a causarne la rottura. Ecco perché, per evitare di aumentare le probabilità che i capillari si rompano, sarebbe meglio non sfregarsi gli occhi con eccessiva forza.

Riduzione delle occhiaie: La risposta della medicina estetica

Prima di parlare dei filler, il trattamento più efficace per combattere le occhiaie, è necessario fare degli approfondimenti. La maggior parte delle persone che soffre di questo inestetismo cerca spesso di rifarsi a soluzioni casalinghe o rimedi naturali. Tuttavia, data la causa scatenante, queste tecniche offrono risultati minimi e poco soddisfacenti.

Ciò che invece è consigliabile fare, è applicare quotidianamente delle creme o delle pomate specifiche, realizzate con l’unico fine di ridurre le occhiaie. La loro azione, unita al delicato massaggio dei polpastrelli, stimola il flusso sanguigno nella zona perioculare, apportando benefici e miglioramenti. Tuttavia, per ottenere risultati più incisivi e soddisfacenti, è opportuno valutare l’idea di sottoporsi alle iniezioni di acido ialuronico.

occhiaie filler acido ialuronico

Queste infatti, consentono di ripristinare il volume perduto, apportando un riempimento della zona perioculare ed un ispessimento dell’epidermide. L’acido ialuronico è una sostanza che si trova naturalmente nella struttura dell’epidermide, e che viene prodotta dal nostro organismo. Ecco perché, la maggior parte dei trattamenti di medicina estetica, vedono l’impiego di questo acido per ridurre od eliminare gli inestetismi cutanei.

Inoltre, la soluzione iniettata nella zona perioculare è specifica e dedicate a quell’area,presenta anche una componente di vitamine, oligo elementi ed amminoacidi. Questi, insieme all’acido ialuronico, hanno il compito di stimolare la produzione di nuovo collagene ed elastina. In questo modo, la zona in questione apparirà anche più tonica e compatta. Infine, un altro vantaggio dei filler risiede nella loro versatilità, poiché rispondono a tutti i tipi di occhiaie: profonde, superficiali, datate o giovani.

Come avviene il trattamento

Innanzitutto, bisogna sottolineare che, come tutti i trattamenti a base di acido ialuronico, anche quello per le occhiaie non offre risultati permanenti. Trattandosi di una sostanza naturalmente riassorbibile dall’organismo, dopo un po’ di tempo gli effetti ottenuti dalle iniezioni tenderanno a farsi meno evidenti. Ecco perché, nella maggior parte dei casi, dopo un certo period è necessario sottoporsi di nuovo alla seduta.

Tuttavia, in base alla soluzione iniettata, i risultati potranno permanere da 6 fino a 12 mesi, in base a ciò che è stato concordato con il medico. Prima di effettuare la prima seduta infatti, è raccomandabile effettuare un appuntamento conoscitivo con il medico. A tal proposito, ricordiamo ai nostri lettori che presso lo studio di medicina estetica Papini a Torino, la prima visita è gratuita. É sufficiente recarsi nella sezione dei contatti ed inserire i propri dati.

Ad ogni modo, il trattamento è semplice, rapido ed indolore, al punto che non sarà necessario effettuare alcun tipo di anestesia. Durante la seduta infatti, il paziente percepirà solamente un leggero fastidio, molto sopportabile. La durata di una seduta è di circa 20-30 minuti, ed i risultati saranno apprezzabili al termine del trattamento.

Il post-trattamento e le controindicazioni

Le iniezioni di filler all’acido ialuronico sono molto poco invasive per il paziente. Al termine della seduta infatti, potrà tornare a svolgere le normali attività. Tuttavia, durante la prima settimana, è sconsigliato lo svolgimento di attività sportiva, così come l’esposizione solare. Inoltre, per i primi due giorni è opportuno evitare trattamenti come le saune ed il bagno turco, onde evitare di compromettere i risultati ottenuti.

Per quanto riguarda le controindicazioni, i filler non ne presentano. Al massimo si può parlare di lievi effetti indesiderati, come un leggero gonfiore sotto all’occhio o piccole ecchimosi. Questi sintomi, ad ogni modo, tendono a sparire nel corso di pochi giorni. Infine, il trattamento non presenta alcun tipo di limitazione circa il periodo dell’anno in cui dovrà essere eseguito. In altre parole, ci si può sottoporre alle iniezioni di acido ialuronico in qualsiasi periodo dell’anno.

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17

Giu
2020
Commenti disabilitati su Carbossiterapia viso: Benefici e come si esegue

Carbossiterapia viso: Benefici e come si esegue

Il campo della medicina estetica ha messo a punto numerosi trattamenti con il fine di ringiovanire la pelle e le linee del viso. Dopo una certa età infatti, la pelle inizia a perdere la propria tonicità, compattezza ed elasticità. Questo si deve a molteplici fattori, primo fra tutti il normale processo di invecchiamento.

Nel momento in cui il derma diminuisce la produzione di acido ialuronico, elastina e collagene, ecco che sulla pelle compaiono i classici segni dell’invecchiamento cutaneo. Parliamo di rughe, macchie scure, pelle cadente, décolleté raggrinzito ed altri inestetismi ancora.

Tuttavia, vi sono altri fattori che incidono sul benessere dell’epidermide: alimentazione, esposizione solare, fumo ed un’idratazione carente della pelle. Per dare una risposta concreta, la medicina estetica ha sviluppato numerose pratiche di ringiovanimento, tra le quali spicca la carbossiterapia per il viso. Vediamo quindi di che cosa si tratta e quali sono i risultati a cui si può ambire sottoponendosi a questo trattamento.

Cos’è la carbossiterapia per il viso?

La carbossiterapia è una pratica di medicina estetica che vede l’impiego dell’anidride carbonica (CO2) in micro-infiltrazioni cutanee. Per quanto conosciuta primariamente per contrastare la cellulite e gli accumuli adiposi, le sedute di carbossiterapia sono in grado di migliorare la qualità dei tessuti cutanei restituendo alla pelle un aspetto più tonico, compatto e levigato.

Il processo avviene tramite la vasodilatazione dei vasi sanguigni, con un conseguente miglioramento del flusso sanguigno. Quest’ultimo andrà ad ossigenare i tessuti asfittici, caratterizzati per una notevole mancanza di elasticità e di ossigeno. Inoltre, la carbossiterapia favorisce il processo di rigenerazione cellulare, aiutando la tua pelle a contrastare il normale processo di invecchiamento.

trattamento viso carbossiterapia

Di conseguenza, non si tratta di una pratica di “riempimento”, come potrebbe essere quella dei filler. L’anidride carbonica iniettata nel derma produce un forte stimolo della rigenerazione cutanea, favorendo, al tempo stesso, l’eliminazione delle scorie e delle tossine. Ecco perché, la carbossiterapia, è considerata un vero e proprio trattamento di ringiovanimento e di bellezza.

Tuttavia, impostando modalità specifiche di erogazione dell’anidride carbonica, si potranno ottenere risultati molto diversi. Questa decisione spetta chiaramente al medico estetico, che dopo aver valutato la condizione iniziale del paziente, dovrà costruire un percorso su misura in base alle sue esigenze. A tal proposito ricordiamo ai nostri lettori che presso lo studio Papini di Medicina Estetica a Torino la prima visita è gratuita.

Come avviene il trattamento

Innanzitutto, le sedute di carbossiterapia possono avvenire anche sul collo e sul décolleté. Le modalità circa il trattamento rimangono invariate, così come lo scopo con cui ci si sottopone a questa pratica. Il medico estetico procederà con la disinfezione della zona interessata, senza però effettuare alcuna anestesia.

Le infiltrazioni infatti, non sono dolorose, ma provocano appena un leggero fastidio. L’ago utilizzato per iniettare l’anidride carbonica è molto piccolo, e per questo praticamente indolore. La durata di una seduta è piuttosto breve, in quanto può variare dai 10 ai 30 minuti come massimo.

Tuttavia, bisogna tenere in considerazione che la carbossiterapia non è una pratica che deve essere svolta facendo passare troppe settimane dall’ultima seduta. Per quanto riguarda la totalità di un ciclo terapeutico, le esigenze variano da paziente a paziente.

Di conseguenza, per una persona potrebbero bastarne 5, mentre per un’altra potrebbe essere meglio arrivare a 8. Ecco quindi che non si può parlare di un ciclo terapeutico generico, poiché ogni condizione è a sé.

Al termine della pratica, la zona interessata potrebbe apparire leggermente arrossata e gonfia, due sintomi del tutto normali. Tuttavia, essendo un trattamento molto poco invasivo, il paziente potrà tornare alle sue attività quotidiane in un lasso di tempo molto breve.

Infine, volendo, il paziente potrà accordarsi con il medico estetico per abbinare altri trattamenti ringiovanenti, come la biorivitalizzazione, la biostimolazione o il peeling cutaneo. L’unione di più tecniche consente alla pelle di rispondere alla stimolazione dovuta all’apporto di ossigeno ed idratazione, per risultati più evidenti e soddisfacenti.

Carbossiterapia viso: Controindicazioni

Questa tecnica di ringiovanimento per il viso è molto poco invasiva e, al tempo stesso, sicura per il paziente. Le possibilità che si producano effetti indesiderati o collaterali infatti, è molto remota. Piuttosto, potranno presentarsi dei lividi in prossimità della zona infiltrata, così come si potrebbe provare un leggero indolenzimento cutaneo.

Tuttavia, è possibile incorrere qualche effetto indesiderato qualora la dose di anidride carbonica iniettata fosse maggiore del dovuto. Allo stesso modo, anche la procedura che contraddistingue la carbossiterapia deve essere svolta nel modo corretto. Ecco perché, onde evitare spiacevoli inconvenienti, è fondamentale fare riferimento a figure professionali.

L’anidride carbonica utilizzata per le infiltrazioni deve essere medicale, e l’ago sterile e monouso. In questo modo si andranno ad annientare le possibilità di contrarre infezioni, che porterebbero a dei disagi nella fase di guarigione. Di conseguenza, è essenziale fare riferimento a strutture serie e professionali, che mettano la salute e la soddisfazione dei propri pazienti al centro dei propri interessi.

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17

Giu
2020
Commenti disabilitati su Fili riassorbibili, grandi amici della medicina estetica

Fili riassorbibili, grandi amici della medicina estetica

Al giorno d’oggi vi sono numerosi trattamenti di medicina estetica a cui ci si può sottoporre con l’intento di modellare alcune parti del corpo. Che si tratti del viso, del collo, dei glutei o dei tricipiti, la medicina estetica offre molteplici risposte, tutte molto valide e sicure per la salute del paziente.

Tra le tante disponibili, di cui abbiamo già parlato nel nostro blog, spiccano i fili riassorbibili, di cui fanno parte anche alcuni conosciuti come fili di sospensione o fili di trazione. Il loro impiego infatti, dona un aspetto più tonico, compatto e sodo alla pelle, indipendentemente da dove vengano posizionati.

Il trattamento che vede l’utilizzo dei fili riassorbibili è semplice, veloce e sicuro per il paziente. Ecco perché, ad oggi, possiamo affermare che sempre più persone si avvicinino a questa pratica, che assicura risultati immediati e naturali.

Fili riassorbibili: cosa sono e a cosa servono

I fili di trazione sono una soluzione offerta dalla medicina estetica per migliorare l’aspetto della pelle. Con il passare del tempo, i tessuti cutanei sono soggetti al normale processo di invecchiamento, che vede anche un rallentamento della produzione di acido ialuronico, collagene ed elastina.

Queste tre proteine costituiscono i tessuti cutanei, e conferiscono alla pelle un aspetto tonico, elastico e compatto. Nel momento in cui il derma inizia a produrne meno, ecco che vediamo la comparsa dei segni dell’invecchiamento cutaneo, riconoscibili primariamente attraverso i solchi che chiamiamo “rughe”.

Per conferire un aspetto più giovane e fresco alla pelle, i fili riassorbibili sono una soluzione ottimale. Questi infatti, permettono di riposizionare i tessuti molli o cadenti, risolvendo, in modo del tutto naturale, il problema del cedimento. Di conseguenza, questa tipologia di trattamento è idonea per uomini e donne che presentano una pelle matura, poiché in giovane età è piuttosto raro che la pelle sia soggetta ad un cedimento.

trattamento fili riassorbibili

Ma, perché questi fili vengono definiti “riassorbibili”? Il motivo è uno ed è semplice: perché vengono naturalmente riassorbiti dall’organismo. I materiali utilizzati per la loro realizzazione infatti, sono del tutto sicuri per la salute del paziente. Tendenzialmente, i fili riassorbibili utilizzati in medicina estetica sono di tre tipi: polidiossanone, acido polilattico e copolimero di caprolattone e acido polilattico.

Ognuno di questi si caratterizza per peculiarità differenti, e sarà il medico estetico a prediligere il materiale più adeguato, in base alla situazione presentata dal paziente e al risultato che si desidera ottenere.

Come avviene il trattamento

Innanzitutto, i fili riassorbibili possono essere utilizzati per risollevare i tessuti cutanei di diverse parti del corpo. Da qui, è piuttosto intuibile che ogni trattamento avrà una durata diversa. Infatti, entrano in gioco due fattori essenziali: l’ampiezza della zona da trattare e la situazione iniziale del paziente.

Ecco perché, per poter procedere nel migliore dei modi, è opportuno prenotare una visita conoscitiva con il medico estetico. A tal proposito, ricordiamo che presso lo studio Papini di Medicina Estetica la prima visita è gratuita. Ad ogni modo, dopo aver valutato la condizione dei tessuti cutanei, il medico estetico procederà con la disinfezione dell’area interessata e con l’iniezione dell’anestetico locale.

In questo modo il paziente non avrà la percezione del minimo fastidio o dolore. Successivamente, si procederà con l’inserimento dei fili riassorbibili, senza bisogno di alcuna incisione. Il trattamento infatti, è molto poco invasivo per il paziente, e non lascia alcuna cicatrice. L’inserimento dei fili assicurerà il sollevamento dei tessuti rilassati e, al tempo stesso, provocherà una stimolazione alla produzione di nuovo collagene.

Questo trattamento infatti, non solo conferisce un aspetto più giovane e fresco alla pelle, ma, provocando una reazione infiammatoria, porterà il derma a rispondere con la produzione di nuovo collagene ed elastina. In questo modo, i risultati ottenuti saranno duraturi nel corso del tempo, e l’aspetto dell’epidermide sarà rinnovato.

Post-trattamento e controindicazioni

Come dicevamo, il trattamento che vede l’impiego dei fili riassorbibili è molto semplice, veloce e poco invasivo per il paziente. La durata massima di questa tecnica infatti, è di circa un’ora, anche se in media una singola seduta dura molto meno. Inoltre, al termine del trattamento si potrà tornare alle proprie attività senza alcuna limitazione.

Nel caso in cui invece fosse necessario attendere qualche giorno, il medico estetico lo comunicherà al paziente. Per quanto riguarda i risultati, questi saranno visibili sin da subito, anche se, nel corso dei giorni successivi, si potrà notare un graduale miglioramento. L’effetto che si ottiene dal posizionamento dei fili di trazione è molto naturale e soft, e per questo molto apprezzato.

Tuttavia, trattandosi di fili riassorbibili, la durata dei risultati non sarà permanente. In genere si parla di 18 mesi, dopo i quali ci si potrà sottoporre nuovamente al trattamento. Per quanto riguarda le controindicazioni, la pratica dei fili riassorbibili risulta praticamente assente di effetti indesiderati o collaterali. Anche nel caso in cui un filo dovesse rompersi, il paziente non andrà incontro a nessun disagio fisico.

Piuttosto, vi sono alcune categorie di persone alle quali è sconsigliabile sottoporsi a questa tecnica. Parliamo di pazienti in convalescenza da altri trattamenti, persone che stanno seguendo un trattamento anti-infiammatorio o anticoagulante e, infine, persone con una ridotta elasticità cutanea. Ad ogni modo, queste ed altre informazioni verranno fornite dal medico estetico al paziente durante la prima visita conoscitiva.

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19

Mar
2020
Commenti disabilitati su Rughe naso-labiali: cosa sono e i migliori trattamenti per eliminarle

Rughe naso-labiali: cosa sono e i migliori trattamenti per eliminarle

Tra i segni dell’invecchiamento cutaneo che si presentano sul viso troviamo anche le rughe naso-labiali. Queste, a differenza di altri inestetismi, possono svilupparsi anche sul viso di uomini e donne piuttosto giovani.

La loro presenza, per la forma che le contraddistingue, rischia di appesantire molto il viso, poiché rimangono sempre molto visibili. La loro formazione, come vedremo successivamente, è causata dai continui movimenti dei muscoli del viso.

Tuttavia, grazie allo sviluppo di alcune pratiche di medicina estetica, oggi si ha la possibilità di ridurre notevolmente le rughe naso-labiali. In questa guida vedremo più da vicino di che cosa si tratta e quali sono le tecniche più efficaci per combatterle.

Rughe naso-labiali: cosa sono e come si formano

Come anticipato, queste le rughe naso-labiali appartengono alla categoria delle rughe d’espressione. Quando iniziano a fare la loro comparsa, si noterà un solco piuttosto visibile che parte dal naso e che scende verso la mandibola. Per capirci meglio, se proviamo a fare un sorriso, le rughe naso-labiali verranno poste in risalto automaticamente.

Infatti, nonostante abbiano un impatto poco piacevole sul viso, questi solchi sono conosciuti anche come “rughe del sorriso”. Anzi, in realtà, il sorriso, così come qualsiasi altra espressione del viso, è il motivo per cui fanno la loro comparsa. I muscoli del viso si muovono, si ritraggono e si piegano milioni di volte al giorno, e non c’è modo di bloccare questo processo.

Inoltre, con il passare degli anni, i tessuti cutanei vengono sottoposti ad un inarrestabile processo di invecchiamento. Questo, provoca un cedimento della struttura cutanea, che man mano perde elasticità, tono e compattezza. Unendo le continue espressioni del viso, ad una pelle che tende a cedere, le rughe naso-labiali diventano ancora più evidenti.

Ecco perché, nella maggior parte dei casi, chi decide di sottoporsi ad un trattamento per ridurle ha una pelle già piuttosto matura. Tuttavia, l’evidenza delle rughe naso-labiali varia in base all’età del soggetto e alla salute dei tessuti cutanei.

Quando compaiono?

Questa tipologia di rughe fanno la loro comparsa tendenzialmente dopo i 30 anni. Infatti, è molto difficile che si presentino prima, poiché la pelle è ancora ricca di acido ialuronico, collagene ed elastina.

Queste tre proteine vengono prodotte naturalmente dal nostro organismo, e servono per mantenere tonici e compatti i tessuti cutanei. Tuttavia, con il passare del tempo, la loro produzione diminuisce gradualmente.

Ecco perché i segni dell’invecchiamento si tendono a presentare dopo una certa età. A partire dai 30 anni, la pelle inizia a subire una carenza delle sostanze necessarie per la sua salute, e questo porta le rughe naso-labiali in maggior risalto.

I trattamenti per eliminarle

Avendo parlato di acido ialuronico, le soluzioni più efficaci ed utilizzate in medicina estetica prevedono delle infiltrazioni di questa sostanza. In effetti, si parla proprio di trattamenti ringiovanenti del viso, che contrastano l’evidenza delle rughe. L’immissione di acido ialuronico nella pelle infatti, rimpolpa il derma e ne ripristina il tono e la compattezza.

L’azione delle infiltrazioni non avviene a livello superficiale, bensì arriva a toccare i tessuti profondi del derma. Per poter raggiungere i risultati desiderati, è opportuno effettuare un primo appuntamento conoscitivo. A tal proposito, ricordiamo che presso lo studio Papini di Medicina Estetica a Torino la prima visita è gratuita.

Come avviene il filler

La procedura utilizzata per i filler all’acido ialuronico è molto semplice e quasi del tutto indolore. La pratica infatti, prevede delle infiltrazioni sull’area da trattare, che avvengono in modo specifico e mirato. Ecco perché è necessario sottoporsi alla professionalità di un medico estetico. Ad ogni modo, il trattamento avviene in regime ambulatoriale e non richiede nessuna anestesia.

Volendo, si potrà applicare della pomata anestetica sui solchi da riempire, di modo da ridurre la sensibilità dell’area. La sensazione rimane comunque molto ridotta, poiché si tratta di un leggero fastidio. La seduta ha una durata molto breve,  al massimo mezz’ora.

rughe naso-labiali trattamento filler

Al suo termine si potranno riprendere nell’immediato le attività normali, senza bisogno di un periodo di recupero. Il trattamento del filler infatti, non è per niente traumatico, e viene sempre ben tollerato da chi vi si sottopone. Di conseguenza, questa pratica non provoca nessun effetto indesiderato o collaterale, poiché priva di controindicazioni.

I risultati saranno visibili sin da subito, poiché l’acido ialuronico agisce nell’immediato. Inoltre, la sua immissione nei tessuti cutanei stimola automaticamente la produzione di nuovo acido ialuronico, per ridurre i processi di invecchiamento.

L’effetto finale sarà una netta riduzione dell’evidenza delle rughe naso-labiali, con un effetto molto soft e naturale. Tuttavia, poiché l’acido ialuronico viene assorbito dai tessuti, sarà necessario ripetere la seduta a distanza di qualche tempo.

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19

Mar
2020
Commenti disabilitati su Rinofiller per naso “a patata”, funziona?

Rinofiller per naso “a patata”, funziona?

Il naso, che sia a punta, a patata o storto, è spesso soggetto a rimodellamenti. Essendo molto visibile infatti, pone spesso in soggezione, specie chi non è soddisfatto della forma o della dimensione.

Inoltre, ha un’incidenza notevole sull’estetica del viso, ed è per questo che non sono poche le persone che decidono di sottoporsi a qualche ritocco. Oggi infatti, grazie ad alcune pratiche effettuate nel campo della medicina estetica, è possibile modificare la forma del naso senza dover ricorrere alla chirurgia.

La tecnica utilizzata maggiormente è quella del rinofiller, che offre risultati naturali e soddisfacenti senza alcun rischio o controindicazione. Nella guida di oggi quindi, ci soffermiamo su questo trattamento, capendo quali inestetismi del naso è in grado di migliorare.

Rinofiller: cos’è e come avviene il trattamento

Come detto poco fa, il rinofiller è una tecnica appartenente alla medicina estetica, che si caratterizza per un’invasività molto ridotta, risultati ottimali e totale sicurezza. Di fatto, non si tratta di un’operazione, e per questo viene ormai scelto da moltissime persone.

Il trattamento viene eseguito in regime ambulatoriale e non necessita di alcuna anestesia. Prima di procedere con le micro-iniezioni sul naso, il medico applicherà una crema anestetica, con il fine di ridurre la sensazione di fastidio. Infatti, il rinofiller non è doloroso, ma appena percepibile sulla pelle.

come avviene rinofiller per naso a patata

La durata del trattamento varia in base alla natura delle sostanze iniettate e alla condizione iniziale del paziente. Tuttavia, il tempo medio di una singola seduta è all’incirca di mezz’ora.

Le iniezioni vengono eseguite in diverse zone del naso, in base all’inestetismo che si desidera curare. In genere, le aree più soggette al rinofiller sono tre: il dorso, la punta e la radice. Tuttavia, le micro-iniezioni potranno essere eseguite su più punti del naso, con il fine di ottenere il risultato prestabilito.

Ogni zona viene trattata con uno scopo specifico:

  • Alla radice: riduzione della gobba;
  • Sulla punta: riduzione del cosiddetto “naso a patata” e lieve sollevamento del naso;
  • Sul dorso: riempimento degli spazi vuoti.

Di conseguenza, riuscendo a trattare diversi inestetismi, possiamo affermare che il rinofiller sia una tecnica ottimale anche per ridurre il naso a patata. Le sostanze utilizzate per il trattamento sono del tutto tollerate dalla pelle e dall’organismo, ed è per questo che il rinofiller è privo di controindicazioni.

In altre parole, i materiali iniettati sono riassorbibili, e questo significa anche che i risultati ottenuti non saranno permanenti. Tuttavia, per prolungare l’effetto, ci si potrà sottoporre ad altre sedute nei mesi successivi. Qualora si desiderasse mantenere il risultato finale per diverso tempo (al massimo due anni) sarà necessario sottoporsi alla seduta una volta all’anno.

Le sostanze utilizzate per le infiltrazioni

Fino ad ora ci siamo limitati a parlare in modo generico di sostanze sicure, ben tollerate e riassorbibili. Questo perché, nella medicina estetica, si possono utilizzare diversi materiali per le infiltrazioni, anche se il più comune è l’acido ialuronico. Infatti, essendo uno dei principali costituenti dei tessuti cutanei, insieme all’elastina e al collagene, risulta essere estremamente sicuro.

Poiché il nostro corpo lo produce in modo autonomo, nel momento in cui ne riceve una piccola dose, non si presenterà nessuna allergia, irritazione od effetto indesiderato. Inoltre, è una sostanza che permette un modellamento istantaneo delle forme del naso, dando i suoi risultati nell’immediato. Questo vale per qualsiasi tipo di inestetismo legato alla forma o alla dimensione del naso, come abbiamo potuto vedere in precedenza.

Ad ogni modo, sarà il medico estetico a scegliere la sostanza più idonea per il trattamento del suo paziente. Ecco perché, per tutto il percorso che si dovrà effettuare, è molto importante prenotare un appuntamento conoscitivo. A tal proposito, ricordiamo ai nostri lettori che presso lo studio Papini Medicina Estetica di Torino, la prima visita è gratuita.

Il post-trattamento

Più volte abbiamo avuto modo di sottolineare che il rinofiller sia una pratica sicura e poco invasiva. Infatti, le micro-infiltrazioni non impongono al paziente nessun limite allo svolgimento delle normali attività quotidiane. In sostanza, non si parla neanche di una fase di degenza o di recupero, poiché il trattamento è molto soft.

Al termine della seduta, l’area intorno al naso potrebbe apparire arrossata e con dei leggeri gonfiori. Tuttavia, questi segni sono del tutto normali, e per questo non c’è motivo di preoccuparsi. La loro durata infatti, è di qualche ora, dopo le quali si potranno notare solo i risultati finali, senza nessun altro sintomo.

Per cui, non è richiesto nessun bendaggio o applicazione di creme esterne, a meno che sia il medico estetico a consigliarlo al termine del trattamento. Altri effetti visibili vicino al naso non si dovrebbero presentare, proprio grazie all’elevata tollerabilità dell’acido ialuronico. L’unica cosa che andrà discussa con il medico è la ripresa delle attività sportive, che potrebbero leggermente tardare ad essere riprese.

 

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2

Mar
2020
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Rinofiller a Torino: perché rivolgersi allo studio Papini?

Il rinofiller è uno dei trattamenti che stanno facendo più parlare di sé, a Torino e non solo. Il fatto di poter rimodellare il naso senza ricorrere alla chirurgia, ovviamente, è interessante sia per i costi che per i tempi e la facilità del recupero.

Se la rinoplastica richiede un intervento piuttosto invasivo, per un filler basta letteralmente il tempo di una pausa pranzo. Ma a chi rivolgersi, nella zona di Torino e dintorni? Lo studio medico estetico Papini ha introdotto questo trattamento ormai da diversi anni, e ci piacerebbe illustrarti il nostro approccio.

Oltre a leggere questa guida, puoi anche richiedere un primo appuntamento conoscitivo gratuito utilizzando i recapiti della sezione contatti.

Il Rinofiller nello studio Papini

Il nostro studio si trova nel cuore di Torino, in corso Stati Uniti. Qui abbiamo iniziato a praticare il rinofiller piuttosto presto, considerando che l’invenzione di questo trattamento risale appena al 2008.

Nel corso di questi anni, abbiamo avuto modo di seguire molti pazienti che hanno richiesto questo trattamento. Dopo aver maturato questa esperienza, abbiamo definito dei capisaldi importanti con cui approcciare il rinofiller.

Per prima cosa, il risultato deve essere assolutamente ben proporzionato con tutti gli elementi del viso. Occorre guardare la visione d’insieme e non soltanto il naso in sé;

In secondo luogo, il ruolo del medico non è soltanto quello di consigliare il paziente, ma anche quello di ascoltare. Spesso l’ascolto viene sottovalutato, e questo incide negativamente sulla soddisfazione del paziente. Siamo felici di poter affermare che la cultura del nostro studio è orientata prima di tutto all’ascolto, in ogni fase del pre e post-trattamento.

trattamento rinofiller naso

 

Un terzo punto molto importante è la capacità di costruire un percorso di bellezza. Certo, chi viene a trovarci con l’intento di eseguire un solo trattamento è comunque benvenuto. L’estetica, però, passa attraverso diversi dettagli del nostro aspetto. Per il massimo impatto, e per valorizzare il risultato del filler, spesso è meglio lavorare anche sulla zona perioculare e sulle rughe della fronte.

Saper lavorare verso un risultato efficace, con ascolto e costruendo un percorso insieme: questi sono i tre punti cardinali che orientano il nostro approccio al rinofiller.

Cosa aspettarsi?

Modificare l’aspetto del proprio naso è una decisione importante. Il naso è una parte molto visibile del viso, che siamo abituati a trovare sempre nello stesso modo di fronte allo specchio.

Capiamo bene quanto si possa essere ricchi di dubbi e di domande di fronte al trattamento.

Un ottimo modo per procedere è parlare con il medico, prima di procedere, per chiarirsi le idee ed essere sicuri della propria decisione.

Volendo, poi, si può procedere ad un primo trattamento dalla durata più breve. Il rinofiller, infatti, offre risultati che durano per un tempo variabile. Il filler viene poi riassorbito dal corpo in maniera del tutto naturale.

Scegliere di affrontare un primo trattamento dalla durata più breve può aiutare a non sentire troppo il peso di questa decisione, e a giudicare con tranquillità i risultati. Se ci si abitua al nuovo aspetto e lo si gradisce, allora al secondo ciclo di trattamento si può iniettare una soluzione dai risultati più duraturi.

Per quanto riguarda le sedute, invece, non c’è da preoccuparsi. Il dolore è minimo -anche grazie alla mano ferma della dottoressa!- e nella soluzione viene iniettato anche un anestetico topico. Il fastidio è molto sopportabile e l’ago non fa paura, anche ai più agofobici.

E dopo il trattamento?

Il nostro studio dà grande importanza alla fase post-trattamento, per dare al paziente tutta l’assistenza di cui ha bisogno. Lo studio è sempre felice di rivedere i pazienti per controllare i risultati, rispondere ad eventuali domande e assistere chi ci ha scelto per il rinofiller a Torino.

Assistere il paziente nel post-trattamento è un altro dei punti su cui sfidiamo noi stessi, ogni giorno, per migliorarci ed essere ancora di più di fianco ai pazienti. Inoltre, su questo blog e sul nostro canale Youtube, aiutiamo chi ci ha già scelti a curare la propria estetica: fornendo consigli e illustrando nuovi trattamenti, facciamo scoprire ai nostri pazienti attuali e futuri il mondo della medicina estetica.

Per qualsiasi domanda o per fissare un primo appuntamento senza impegno, non esitare a chiamarci.

 

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3

Gen
2020
Commenti disabilitati su Rinofiller, guida al trattamento per un naso più estetico

Rinofiller, guida al trattamento per un naso più estetico

Il naso è una delle parti del viso che si tende maggiormente a voler modellare poiché, essendo molto visibile, incide molto sulla linearità del viso. Fino a poco tempo fa l’unico modo per modificare la forma o la dimensione del naso era sottoporsi ad un intervento chirurgico. 

Questo, se da una parte comporta un risultato permanente, dall’altra mette il paziente di fronte ad una vera e propria operazione, con il conseguente periodo di convalescenza. 

Oggi invece, la medicina estetica offre un trattamento molto meno invasivo, ma che allo stesso tempo garantisce risultati soddisfacenti. Si tratta del rinofiller, una pratica che sta diventando popolare anche tra i più giovani. Nella guida di oggi vediamo di cosa si tratta, come viene eseguito e quali sono i risultati che è possibile ottenere. 

Cos’è il rinofiller? 

Il rinofiller è una pratica appartenente al campo della medicina estetica che si esegue in regime ambulatoriale. Il trattamento prevede una serie di micro-iniezioni in diverse zone del naso, in base al difetto estetico che si desidera correggere. In particolare, le punture avvengono in tre punti: alla radice, sulla punta e sul dorso. 

Nel primo caso, l’obiettivo è quello di livellare il naso, diminuendo l’evidenza della cosiddetta “gobba”; nel secondo invece, l’iniezione alza leggermente la punta del naso e, nel terzo, si vanno a riempire gli spazi vuoti da riempire. 

In alcuni casi è possibile che vengano effettuate le iniezioni su tutte e tre le zone del naso. Il rinofiller è un trattamento che, come la maggior parte, prevede l’utilizzo di materiali riassorbibili. I risultati quindi, non saranno permanenti, nonostante possano arrivare ad avere una durata di massimo due anni. 

Le tempistiche variano in base al materiale iniettato e all’obiettivo del paziente. Qualora si desiderasse protrarre la forma e la dimensione ottenuta con il trattamento è consigliabile sottoporvisi una volta all’anno. 

Come avviene il trattamento 

Prima di parlare dei procedimenti che caratterizzano il trattamento rinofiller, ricordiamo che presso lo studio medico estetico Papini è possibile prenotare una prima visita gratuita e senza impegno. Durante questo primo appuntamento sarà possibile valutare la situazione del paziente e parlare insieme dei risultati che è possibile raggiungere.  

Per quanto riguarda il trattamento in sé, il rinofiller è una pratica che si esegue in circa mezz’ora, in base al caso specifico. Le micro-iniezioni possono risultare leggermente fastidiose, ma non dolorose. Il rinofiller infatti, non prevede l’utilizzo di anestesie, al massimo di una pomata anestetica. 

Questa, applicata circa un quarto d’ora prima delle iniezioni, diminuirà la percezione di fastidio al paziente. In alternativa, è possibile applicare del ghiaccio sull’area nasale. Al termine del trattamento non è necessario coprire la zonain quanto gli effetti provocati dalle iniezioni risultano davvero minimi per il paziente. 

rinofiller risultati

I materiali utilizzati 

In medicina estetica, i filler utilizzati per i trattamenti sono molteplici. Tuttavia, i filler a base di Acido Ialuronico sono quelli che trovano maggior impiego. Questo perché, l’Acido Ialuronico, è uno dei componenti basici dei tessuti connettivi, insieme al Collagene e all’Elastina. La sua presenza nel derma conferisce tonicità e compattezza alla struttura, facendo apparire la pelle giovane e sana. 

Essendo presente naturalmente nell’organismo, le iniezioni a base di Acido Ialuronico sono perfettamente tollerate, e non creano effetti indesiderati. Nel caso del rinofiller, le iniezioni di Acido Ialuronico servono per correggere gli inestetismi del naso e per regolare il profilo dello stesso.  

La fase di post-trattamento  

Subito dopo il trattamento, le aree dove sono state eseguite le iniezioni potrebbero apparire arrossate e leggermente gonfie. Questi sintomi però, sono del tutto normali, e tendono a svanire nel corso di qualche ora. Gli effetti indesiderati infatti, possono essere esclusi. 

Essendo un trattamento molto poco invasivo, non è previsto un periodo di convalescenza, l’utilizzo di antibiotici o precauzioni particolari. 

Le zone trattate non hanno bisogno di particolari attenzioni ed è possibile tornare alle normali attività subito dopo il trattamento. Anche il make-up non ha bisogno di attese, se non qualche ora di astensione dopo il trattamento, e può essere applicato senza alcuna restrizione. 

Tuttavia, è opportuno evitare l’uso di occhiali, l’esposizione solare o alle lampade UVA. Anche l’esposizione a temperature elevate è sconsigliato, in ambienti come le saune o le docce molto calde. Per quanto riguarda l’attività sportiva, questa potrà essere ripresa dopo una settimana dall’intervento. 

 

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14

Dic
2019
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Idratazione della pelle: come, quando e perché

L’idratazione della pelle è importante. Una pelle troppo secca può portare a veri e propri problemi di salute, ma nella maggior parte dei casi l’idratazione è importante soprattutto per il fattore estetico. Una cute ben idratata si presenta più luminosa, morbida e tonica di una pelle non abbastanza idratata.

Oggi in commercio si trovano tanti prodotti che reclamano la loro funzione idratante. Ma funzionano davvero? E quali sono le buone prassi da seguire per l’idratazione quotidiana della pelle? In questo nuovo appuntamento del blog del nostro studio di medicina estetica abbiamo deciso di fare chiarezza.

Quando idratare la pelle?

Alcune persone applicano i prodotti idratanti quando vedono la pelle troppo secca, oppure soltanto in una stagione particolare dell’anno. Questa non è la cosa migliore da fare: l’idratazione dovrebbe essere una pratica giornaliera, specialmente per chi ha passato i trent’anni.

Il momento migliore della giornata per idratare la pelle è subito dopo la doccia o il bagno. L’acqua calda, infatti, non ha un effetto positivo sulla nostra pelle.

Per quanto la doccia sia un momento rilassante e piacevole, l’unione di acqua bollente e sapone porta via molti acidi grassi dalla nostra cute. Gli acidi grassi giocano un ruolo importante nel trattenere l’acqua all’interno del tessuto cutaneo, per cui quando usciamo dall’acqua ci ritroviamo disidratati.

Nei minuti successivi è il momento giusto per applicare la crema, asciugando prima la pelle per tamponamento. Meglio tamponare la pelle secca che strofinarla con l’asciugamano o l’accappatoio, per evitare di disidratarla ancora di più.

Come si idrata la pelle?

Ricordiamoci, prima di tutto, che la pelle non viene idratata soltanto dai cosmetici che utilizziamo. Anche l’acqua che beviamo gioca un ruolo importante, così come l’umidità nell’aria. Cerchiamo quindi di bere almeno due litri di acqua al giorno e di evitare di esporci per periodi prolungati e ripetuti ad un’aria troppo secca.

A questo punto possiamo incominciare a parlare di prodotti. In commercio si trovano tante creme idratanti, con vari ingredienti e benefici. Quale scegliere? La risposta non è assolutamente la stessa per tutti.

La cosa migliore da fare è programmare il proprio percorso di benessere e bellezza con un medico estetico di fiducia, che sappia fornire consigli mirati e validi per il caso del singolo paziente. Il medico valuta tanti aspetti prima di fornire consigli: esaminando la pelle ne valuta l’aspetto, lo spessore, gli inestetismi e così via.

Solo dopo avere esaminato la cute del paziente andrà a fornire dei consigli mirati. Questo è valido sia per l’idratazione che per tanti altri aspetti della cosmesi e del benessere personale.

I 5 errori da evitare

Ci sono alcuni errori piuttosto comuni che vengono commessi da chi idrata la sua pelle senza aver seguito dei consigli forniti da un medico estetico. Tra questi:

  1. Applicare i prodotti nell’ordine sbagliato: dopo aver fatto la doccia, si applica la crema idratante e poi un prodotto anti-age. Giusto? Non proprio. Nella maggior parte dei casi è raccomandabile applicare il prodotto idratante per ultimo, dal momento in cui la sua applicazione potrebbe impedire l’assorbimento dei prodotti applicati successivamente.
  2. Utilizzare la crema soltanto sul viso: il viso non è l’unica zona del nostro corpo in cui la pelle perde idratazione durante le giornate e specialmente dopo la doccia. Sarebbe meglio avere una crema idratante per il viso ed una per il corpo, applicandole entrambe quotidianamente.
  3. Lavarsi con acqua troppo calda: la doccia calda è sempre un piacere. Specialmente il binomio “donne e inverno” genera una certa propensione all’utilizzo di acqua bollente. Non c’è che dire, una doccia fredda è tutto il contrario. Però cerchiamo di non esagerare, utilizzando l’acqua più tiepida che riusciamo a sopportare piacevolmente. Più l’acqua è calda, infatti, più tenderà a disidratare la pelle.
  4. Usare troppo sapone: qui torniamo al discorso degli acidi grassi che trattengono le molecole d’acqua nel tessuto cutaneo. Il sapone è costituito di molecole che sono fatte apposta per miscelarsi all’acqua e a questi acidi, che vengono lavati via. Cerchiamo di non esagerare con l’utilizzo del sapone e di mantenerlo sempre ad un pH adeguato per la nostra pelle.
  5. Vestiti in materiale sintetico: il materiale sintetico ed acrilico, come per certi versi anche la lana, tende a disidratare la nostra pelle. Specialmente d’inverno, quando si usa il pile, bisognerebbe evitare di metterlo a diretto contatto con la pelle. Utilizzando un tessuto diverso.

Evitando questi errori possiamo rendere la nostra idratazione quotidiana più efficace. Per impostare un percorso di cura del corpo più dettagliato, in ogni caso, lo studio medico estetico Papini di Torino è sempre a disposizione. Puoi prenotare una visita conoscitiva gratuita in ogni momento, utilizzando i recapiti della sezione contatti.

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14

Dic
2019
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Collagene, cos’è e perché si trova in creme ed integratori

Il collagene è una proteina. Una proteina molto importante per il nostro corpo, tanto che è la più presente di tutto il nostro organismo. Senza di essa le nostre ossa, la pelle, i muscoli e le articolazioni non sarebbero quelle che conosciamo; in poche parole, il collagene è essenziale per noi esseri umani.

Al momento sappiamo che nel nostro corpo ce ne sono ben 16 tipi diversi, anche se l’85% del totale è rappresentato dal collagene di Tipo I, Tipo II e Tipo III. Alcune di queste varianti hanno una struttura chimica e fisica più resistente dell’acciaio.

Piuttosto che concentrarci sulle differenze tra i vari tipi di collagene, però, ci interessa sapere quali siano le sue funzioni nel nostro corpo. Si nota facilmente come questa sostanza sia nominata spesso nella pubblicità di creme ed integratori, ed anche la medicina estetica si concentra molto su di essa.

In questa guida, dunque, andremo a trattare tre temi:

  • Cosa fa il collagene per noi, tutti i giorni fin da quando siamo nel grembo materno;
  • Perché dopo i 30 anni è importante favorire la produzione e l’integrazione di collagene nel nostro corpo;
  • Quali sono i modi per integrarlo e favorirne la produzione.

A cosa serve il collagene?

Questa proteina si trova in prevalenza in quattro aree del nostro corpo:

  • Pelle – Se togliamo l’acqua dalla pelle, il 70% di quel che ci rimane è collagene. All’interno della nostra cute, questa proteina crea la struttura di base su cui si inseriscono altre due sostanze molto importanti:
    • L’elastina, che rende la pelle elastica e morbida;
    • L’acido ialuronico, che intrappola le molecole d’acqua per mantenere la pelle idratata.
  • Ossa – Le nostre ossa sono costituite per il 90% da collagene, il quale compone l’impalcatura su cui si vanno poi ad inserire il calcio ed i vari minerali che formano il tessuto osseo. Il collagene fornisce anche il giusto grado di flessibilità alle ossa;
  • Tendini – Si tratta delle strutture che uniscono i nostri muscoli alle ossa, e per l’85% sono costituiti da collagene di un tipo molto duro e resistente;
  • Cartilagini – Il 70% dei tessuti cartilaginei è costituito da collagene, il quale fornisce alla cartilagine forma e struttura.

Abituate ad associare il collagene alle rughe, le persone rimangono spesso stupite di quanto rilevante sia il ruolo del collagene nel nostro organismo. Proprio per questo dobbiamo prenderci cura dell’equilibrio del collagene nel nostro organismo, sia per una questione estetica che di salute.

Cosa succede quando produciamo meno collagene

Durante il nostro ciclo di vita il collagene viene continuamente prodotto e distrutto dai nostri meccanismi biologici. In questo modo la proteina “vecchia” viene sempre rimpiazzata da proteina “nuova”, in grado di fornire un solido appoggio strutturale.

Passati i 30 anni, però, questo equilibrio tende a rovesciarsi: il collagene che produciamo diventa meno di quello che viene distrutto. Questa sproporzione aumenta notevolmente dopo i 40 anni, portando con sé i segni tipici dell’invecchiamento.

Tutti i tessuti ricchi di collagene (pelle, ossa, tendini e cartilagini) possono avere problemi in seguito alla diminuzione del collagene presente nel nostro corpo. Dal momento in cui in questo contesto ci interessa soprattutto l’impatto sulla pelle, però, prenderemo in esame questo tessuto nello specifico.

Quando la concentrazione di collagene nella pelle diminuisce, viene meno l’impalcatura che fornisce tutto il supporto strutturale al tessuto. Questo significa che elastina e acido ialuronico non possono più svolgere a dovere la loro funzione. L’aspetto della pelle si fa dunque più secco, sottile e meno elastico.

Per evitare che l’aspetto della pelle peggiori dobbiamo essere noi a intervenire, utilizzando rimedi per integrare e stimolare la produzione naturale di collagene.

Come rimediare alla minore produzione di collagene

Quando il nostro corpo comincia a mostrare segni di invecchiamento sulla pelle, possiamo contrastare l’effetto del tempo aumentando la concentrazione di collagene nel tessuto cutaneo.

Possiamo distinguere due fondamentali modi per migliorare la situazione:

  • I rimedi che permettono di reintegrare collagene: creme, sieri, ed integratori di vario genere;
  • I trattamenti di medicina estetica, che sfruttando la risposta naturale del nostro corpo ad alcuni stimoli (come quelli del laser a CO2, della radiofrequenza, del microneedling o del peeling chimico) aumentano la produzione biologica di collagene.

Inoltre è sempre bene idratare la pelle ed integrare anche elastina ed acido ialuronico. Questa dovrebbe essere una routine quotidiana, studiata insieme al proprio medico estetico di fiducia per ottenere il massimo dei risultati.

Lo stesso vale, logicamente, per i trattamenti di medicina estetica. Per ottenere un consulto gratuito, chi lo desidera può contattare il nostro studio nel centro di Torino utilizzando i recapiti della sezione contatti. Insieme potremo discutere dei migliori trattamenti e integratori per mantenere un’adeguata concentrazione di collagene nella pelle in base alle singole caratteristiche di ogni paziente.

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