Blog | Il grande dilemma della cosmeceutica e dei prodotti cosmeceutici

5

Set
2018
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Il grande dilemma della cosmeceutica e dei prodotti cosmeceutici

Negli ultimi vent’anni il mondo della cosmesi è profondamente cambiato. Come tutti i mutamenti, questo ha portato a questioni in sospeso ed irrisolte, di cui la cosmeceutica è un chiaro esempio. La medicina estetica fa largo uso di prodotti cosmeceutici, che possono essere sia impiegati nei trattamenti quanto raccomandati ai pazienti per preservare ed enfatizzare gli effetti delle sedute svolte in studio. Questi prodotti, però, non sono né riconosciuti né regolati. 

Dagli anni ’90 in poi le persone si sono dimostrate più propense ad aumentare la propria spesa in prodotti di bellezza, diventando allo stesso tempo più esigenti. Ai cosmetici sono state richieste le stesse caratteristiche di un farmaco: risultati immediati e visibili, nonché ovviamente duraturi. Questo ha portato alla fusione tra cosmesi e farmaceutica, dando alla luce un nuovo tipo di prodotti chiamati non a caso “cosmeceutici”. 

Cos’è un prodotto cosmeceutico 

Un prodotto cosmeceutico è un cosmetico che contiene sostanze bioattive, ovvero in grado di provocare una risposta dell’organismo. La risposta è ovviamente studiata per avere effetti benefici ed estetici, quali l’aumento della produzione di collagene per diminuire la visibilità di rughe e smagliature o attivi che inducano un miglioramento sulle aree trattate. 

La cosmeceutica rappresenta un grande passo in avanti per la cosmesi e porta alla necessità di un’innovazione continua. I laboratori di biotecnologie possono utilizzare tutte le loro competenze per creare prodotti sempre più efficaci, con un’azione sempre più mirata, duratura e visibile. Il prodotto cosmeceutico è più efficace di un normale cosmetico, ma non ha l’autorizzazione ad essere venduto come farmaco. 

cosmoceutica

Il problema della cosmeceutica 

La legge non ha mai riconosciuto i cosmeceutici, infatti non esiste un quadro normativo che definisca con esattezza tali prodotti.. Per questo motivo, grandi aziende hanno iniziato a pubblicizzare i loro prodotti “cosmeceutici” senza che questi fossero in alcun modo più efficaci di quelli commercializzati in precedenza; il pubblico, percependoli come più efficaci e di qualità (visto anche il prezzo) ha risposto con un aumento notevole degli acquisti di questi prodotti. 

Dopo le prime campagne pubblicitarie dall’esito favorevole, il mondo della cosmeceutica è diventato molto complesso. Occorre selezionare molto attentamente i prodotti per evitare di acquistare il semplice articolo di una mossa di marketing. Per questo i medici estetici rimangono le figure di riferimento ai quali domandare; non solo, ma quasi mai ciò che è valido e idoneo per una persona lo è per tutti quanti. La nostra professione, dunque, ha iniziato ad approfondire la cosmeceutica. Anche il nostro studio, situato in corso Stati Uniti, 35, a Torino, offre la possibilità di studiare percorsi composti dai migliori prodotti per ogni singolo caso. 

Perché i cosmeceutici non riescono ad essere inquadrati 

La legislazione italiana è molto chiara nello spiegare che cosa sia un farmaco e che cosa sia un cosmetico: 

  • I farmaci sono gli unici che possono avere un effetto terapeutico. I cosmeceutici però sono terapeutici. 
  • I cosmetici possono soltanto essere applicati sulle parti esterne del corpo (ed in effetti i cosmeceutici vengono utilizzati così) per deodorarle, profumarle, eliminare cattivi odori/inestetismi o mantenerle in buono stato. 

Di fatto un prodotto cosmeceutico risponde a entrambe le definizioni, ma non solo. Molte sostanze, come molte vitamine ad esempio, possono avere effetti terapeutici nella loro forma acida e semplicemente cosmetici nella forma alcolica. Questi problemi chimici si scontrano con un sistema legislativo poco snello, creando di fatto un problema. 

L’altro grande dilemma riguarda il costo intrinseco di un farmaco. La legge europea, ancor più di quelle di molte altre nel mondo, prevede che un farmaco debba essere testato su larga scala e certificato secondo parametri molto restrittivi per poter essere venduto come tale. Questo significa che i piccoli laboratori di biotecnlogie e le start-up innovative, spesso le realtà che più di tutte riescono a creare efficaci ed innovativi prodotti cosmeceutici, non avrebbero la disponibilità finanziaria per far certificare i prodotti. Immediatamente, dunque, si creerebbe un oligopolio svantaggioso anche per il cliente finale, che sarebbe costretto a “stare al gioco” delle grandi aziende: queste, vedendo diminuire la concorrenza drasticamente, avrebbero tutto l’interesse e la possibilità di aumentare i prezzi notevolmente. 

 


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