Blog | Laser a diodo o luce pulsata: ecco le differenze

2

Mar
2020
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Laser a diodo o luce pulsata: ecco le differenze

Fino a pochi anni fa, gli unici metodi disponibili per la rimozione dei peli erano la ceretta, il rasoio e le creme depilatorie. Tuttavia, l’utilizzo di questi strumenti, posti a continuo contatto con la pelle, portavano diverse irritazioni, sfoghi, secchezza cutanea, follicoliti.

Inoltre, il problema principale risiedeva nell’impossibilità di eliminare completamente la peluria. In questi casi infatti, si parla di depilazione, mentre per un risultato permanente è più corretto parlare di epilazione. Ad oggi, grazie allo sviluppo di diverse tecnologie, nel campo della medicina estetica vengono utilizzate due tecniche di epilazione.

Si tratta dei laser a diodo, ad alessandrite, NeodimioYag, e della luce pulsata, due alternative che condividono alcuni aspetti ma che per altri rimangono molto distaccate. Nella guida di oggi vedremo come agiscono e quali risultati assicurano, parlando dei pro e dei contro di entrambe.

Laser a diodo e luce pulsata: ecco le differenze

Innanzitutto, per poter comprendere in che modo agiscono sul pelo queste due tecniche, è necessario analizzare le differenze. Prima però, è necessario essere a conoscenza del fatto che entrambe queste tecnologie sfruttano la potenza del raggio di luce emesso dal macchinario. Nel caso del laser a diodo, la lunghezza d’onda è una sola, e viene direttamente assorbita dalla melanina nel bulbo del pelo.

La luce emessa dal macchinario si trasforma in calore, andando a distruggere il follicolo pilifero, ovvero la struttura del pelo. Questo processo non intacca in alcun modo la salute della pelle: il suo unico scopo è quello di rallentare ed eliminare la crescita di nuovi peli. In termini di percentuali, il laser a diodo garantisce un’eliminazione della peluria pari all’80%. Quella rimanente risulta essere così sottile da non poter essere vista ad occhi nudo.

laser diodo o luce pulsata risultati

La luce pulsata invece, si caratterizza per diverse frequenze e lunghezze d’onda. In sostanza, la lampada utilizzata è in grado di emettere diversi raggi luminosi in un unico fascio di luce. Inoltre, la luce pulsata prevede l’utilizzo di alcuni filtri che consentono di stabilire quale lunghezza d’onda utilizzare, in base alle singole necessità.

Velocità ed efficacia

Tra le due tecniche, quella che risulta maggiormente rapida è il laser a diodo. Trattandosi di un unico fascio di luce, utilizza il calore e distrugge il bulbo del pelo. La luce pulsata, dall’altra parte, non consente l’impostazione di potenze particolarmente elevate. Inoltre, vi è da considerare che l’area interessata viene colpita con diverse frequenze, e non da un unico fascio di luce collimata.

Entrambe queste tecniche risultano efficaci su diversi fototipi e peli. Tuttavia, il laser a diodo offre uno spettro di fototipi che vanno da 1 a 6, risultando inefficace solo sui peli bianchi. La luce pulsata però, trova la sua maggior applicazione su peli molto scuri, neri o marroni, poiché non idonea per quelli più chiari.

I risultati: quale tecnica li assicura a lungo termine

Nel caso del laser a diodo, il numero di sedute necessarie è inferiore rispetto a quelle per la luce pulsata. Si parla di circa 8 sedute per le donne e di 12 sedute per gli uomini. Tuttavia, in ogni caso, è necessario che il medico esegua le dovute valutazioni sulla situazione del paziente.

A tal proposito ricordiamo ai nostri lettori che potranno prenotare gratuitamente la prima visita presso lo Studio Medico Papini. Per quanto riguarda la luce pulsata invece, il numero di sedute è leggermente superiore.

In genere si tratta di un range tra le 12 e le 20 sedute, sempre in base alle singole situazioni. Questa tecnica però, risulta essere meno efficace sugli uomini, poiché è abbastanza difficile riuscire a raggiungere i bulbi in profondità.

Rischi e controindicazioni

Le uniche cose che il laser a diodo ha in comune con la luce pulsata sono una serie di accorgimenti che è opportuno tenere in considerazione. Per sottoporsi a questi trattamenti infatti, è necessario che la zona interessata non presenti nessuna ferita, infezione, lesione o eczemi.

In sostanza, è sconsigliata l’applicazione di laser o luce pulsata qualora fossero presenti malattie della pelle. Per quanto riguarda segni come macchie cutanee, cicatrici o tatuaggi, sarà cura del medico estetico coprire la parte interessata. Anche per l’assunzione di farmaci ci sono alcune considerazioni da dover fare.

Prima di sottoporsi alle sedute infatti, è necessario interrompere trattamenti con medicinali fotosensibilizzanti. Questi ultimi influiscono sulla sensibilità della cute alla luce, rendendo i due trattamenti rischiosi a contatto con la pelle.

Ad ogni modo, anche in questo caso sarà premura del medico estetico dare tutte le indicazioni necessarie. Infine, sia per il laser a diodo che per la luce pulsata è vietata l’esposizione al sole o alla luce delle lampade UVA. L’abbronzatura cutanea infatti, renderebbe il trattamento inefficace.


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